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UNI 11224 impianti di rivelazione incendi

UNI 11224: sistemi di rivelazione incendi

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

La UNI 11224:2019 descrive le procedure per il controllo iniziale e periodico, la sorveglianza, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione automatica di incendio

La UNI 11224:2019 dal titolo: “Controllo iniziale e manutenzione dei sistemi di rivelazione incendi” descrive le procedure per il controllo iniziale, la sorveglianza e il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi di rivelazione automatica di incendio. Si applica anche dove il sistema di rivelazione incendi è impiegato per attivare un sistema di estinzione automatica o attuare dispositivi di sicurezza antincendio.

La norma è stata redatta dalle Commissioni  “Protezione attiva contro gli incendi” e “Sistemi automatici di rivelazione di incendio”. Analizziamola nel dettaglio.

Cosa sono i sistemi di rivelazione incendi?

I sistemi di rivelazione automatica incendi, come i rilevatori di fumo, sono uno degli elementi di protezione antincendio. Si tratta dell’insieme di apparecchiature e sensori antincendio che vengono installati in ambienti ed edifici per rilevare e segnalare la presenza di fumo. Per poter garantire sempre la massima sicurezza agli occupanti del luogo, è sempre opportuno focalizzarsi sulla manutenzione. Grazie al software per la manutenzione impianti antincendio puoi accedere sempre e ovunque ai dati del tuo impianto antincendio e tenere tutto sotto controllo. Hai a tua disposizione tutte le attività fondamentali per la gestione e la manutenzione dell’impianto antincendio: censimento in loco, compilazione delle anagrafiche, compilazione di check list di controllo, compilazione della scheda dell’intervento, ecc.

Norma UNI 11224: periodicità della manutenzione

La manutenzione ha lo scopo di verificare le funzionalità degli impianti, ma non la loro efficacia per la quale si deve far riferimento alla UNI 9795. La manutenzione deve essere eseguita con una certa periodicità. Nello specifico:

  • controllo iniziale: occasionale, prima della consegna di un nuovo sistema o di un sistema modificato o nella presa in carico della manutenzione di un sistema;
    sorveglianza: continua, secondo il piano di manutenzione programmata dal responsabile del sistema;
  • controllo periodico: almeno ogni 6 mesi, secondo il piano di manutenzione programmato;
  • manutenzione ordinaria: occasionale, secondo esigenza per riparazioni di lieve entità;
  • manutenzione straordinaria: occasionale, secondo esigenza per riparazioni di particolare importanza;
  • verifica generale al sistema: almeno ogni 12 anni, secondo indicazioni normative e legislative in funzione delle apparecchiature impiegate o delle istruzioni dei costruttori delle apparecchiature.

Norma UNI 11224: i documenti necessari

Devono essere prodotti una serie di documenti:

  • controllo iniziale: rapporti di prova, liste di riscontro e controllo funzionale secondo quanto riportato nell’appendice “A”;
  • sorveglianza: registrazione semplice conforme al piano di manutenzione programmata dal responsabile del sistema;
  • controllo periodico: rapporti di prova e liste di controllo funzionale secondo quanto riportato nell’appendice “B”;
  • manutenzione ordinaria: registrazione del documento di intervento sottoscritto dal tecnico manutentore incaricato;
  • manutenzione straordinaria: registrazione del documento di intervento sottoscritto dal tecnico manutentore incaricato;
  • verifica generale al sistema: rapporti di prova, liste di controllo funzionale conformi a quanto indicato nell’appendice “A”.

Come devono essere le condizioni ambientali durante le prove e le verifiche?

Le condizioni di prova ideali per poter effettuare il controllo iniziale sono quelle esistenti durante l’ordinaria operatività degli ambienti e dei sistemi. Nel caso gli ambienti in cui è installato il sistema di rivelazione incendi non siano ancora stati adibiti al loro utilizzo operativo o si trovino nella condizione di cantiere bisogna:

  • controllare che non vi siano condizioni che possano falsare il funzionamento del sistema e la riproducibilità delle condizioni di reale esercizio;
  • verificare che il funzionamento dei dispositivi da sottoporre a prova non sia condizionato da oggetti provvisori, materiali o altri ostacoli che potrebbero compromettere l’efficacia del sistema;
  • riprodurre (ove possibile) condizioni che non sono presenti in ambiente in quel momento (come ad esempio il rumore di fondo).

Nel caso in cui non vi siano condizioni ideali, il controllo iniziale deve essere rimandato.

Bisogna verificare che le segnalazioni e le attivazioni comandate dal sistema non determino condizioni di pericolo per le persone o vadano a causare azioni indesiderate o in grado di produrre danno alle cose. Inoltre è opportuno assicurarsi che tutte le persone che possono essere raggiunte dalle segnalazioni ottiche e acustiche siano state informate preventivamente. È opportuno concordare con il responsabile della sicurezza e misure per evitare il rischio di panico e disagio degli occupanti.

Quali devono essere le condizioni durante il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale del sistema?

Il controllo periodico, la manutenzione e la verifica generale devono essere effettuati nelle condizioni esistenti durante l’ordinaria operatività dei sistemi. Bisogna verificare che le segnalazioni e le eventuali attivazioni comandate dal sistema non determinino condizioni di pericolo per le persone o provochino azioni indesiderate e/o dannose per i beni.

Nel caso in cui vi siano interconnessioni con sistemi di protezione attiva (impianti di estinzione) è necessario mettere in atto misure tali da impedire che i dispositivi di comando si attivino accidentalmente. Bisogna, inoltre, assicurarsi che tutti gli occupanti che vengono raggiunti dalle segnalazioni ottiche e acustiche siano stati informati preventivamente. Bisogna, poi, concordare con il responsabile della sicurezza le opportune misure per evitare il rischio di panico e disagio per gli occupanti.

Cosa fare prima di operare su un sistema di rivelazione?

Prima di intervenire su un sistema di rivelazione antincendio è opportuno recuperare:

  • manuale d’uso e manutenzione dell’impianto;
  • disegni e documentazione di progetto dell’impianto “as built“;
  • calcolo di dimensionamento del sistema per i sistemi ASD che contiene importanti parametri (lunghezza delle tubazioni, numero dei fori di campionamento con relativo diametro e soglia d’allarme prevista);
  • norme di riferimento o procedure di prova dei produttori delle apparecchiature installate;
  • strumenti di prova;
  • strumentazione elettronica adeguata alle prove da eseguire.

La norma, poi, descrive come devono essere effettuare le prove su specifici rivelatori antincendio. Nello specifico le prove:

  • dei rivelatori di fumo puntiformi;
  • dei rivelatori combinati;
  • dei rivelatori di fumo lineari;
  • dei rivelatori di calore puntiformi;
  • dei rivelatori di calore lineari;
  • di rivelazione ad aspirazione;
  • dei rivelatori per condotta;
  • di rivelatori di fiamma;
  • dei pulsanti di allarme antincendio;
  • dei segnalatori ottici e/o acustici d’allarme;
  • dei dispositivi di commutazione;
  • dei dispositivi attuatori dei sistemi di estinzione;
  • dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza;
  • dei dispositivi utilizzanti il collegamento radio.

Il controllo inziale: preliminare e funzionale

Il tecnico manutentore ha il compito di effettuare il controllo iniziale. Esso si divide in due fasi: controllo preliminare che viene effettuato in occasione della consegna dell’impianto o della presa in carico della sua manutenzione e il controllo funzionale.

Controllo preliminare

Il controllo preliminare è costituito da una ispezione visiva del sistema. Deve essere effettuata su tutti gli impianti. In genere un impianto esteticamente ben eseguito è un impianto che denota cura costruttiva in grado di favorire una buona affidabilità. Per i sistemi di rivelazione incendio, l’ispezione visiva viene eseguita in conformità alla UNI 9795 prevedendo l’accertamento della rispondenza del sistema al progetto esecutivo, il controllo visivo dei collegamenti elettrici e meccanici, il controllo che la posa in opera sia stata eseguita in conformità alla CEI 64-8 per le parti applicabili, ecc.

Controllo funzionale

Il controllo funzionale deve essere effettuato per il sistema nella sua completezza, verificando in particolare che:

  • le logiche richieste dal cliente siano compatibili con quanto previsto dai documenti di progetto;
  • le interazioni con altri impianti di protezione attica e/o con impianti tecnologici siano congruenti con le logiche di progetto ed efficaci nel comandare correttamente le attuazioni nei tempi e nei modi previsti nel progetto esecutivo.

Controllo periodico

Il tecnico manutentore effettua il controllo periodico secondo una specifica periodicità:

  • dalla consegna formale al sesto anno: nel giro di 12 mesi deve essere effettuato un controllo funzionale esteso a tutte le zone di rivelazione per almeno il 50% di tutti i dispositivi e azionamenti presenti, con un minimo di due interventi da effettuare a distanza non inferiore a 5 mesi. L’anno successivo si effettua il controllo sul 50% che resta;
  • dal settimo al dodicesimo anno: nel giro di 12 mesi deve essere eseguito un controllo funzionale del 100% di tutti i dispositivi e azionamenti presenti, con un minimo di due interventi da effettuare a distanza non inferiore di 5 mesi;
  • oltre il dodicesimo anno: dal tredicesimo anno il sistema deve sottoposto alla verifica generale.

Verifica generale del sistema

La verifica generale del sistema è formata da una serie di attività che devono essere esperite almeno ogni 12 anni. Inizia con l’effettuazione di due controlli:

  • accertamento della disponibilità di parti di ricambio identiche o compatibili con quelle installate;
  • accertamento della invariabilità dell’impianto, cioè assenza di cambiamenti o modifiche sostanziali che comportano la riprogettazione totale o parziale dell’impianto.

Al termine di ogni ciclo di manutenzione, i rivelatori automatici di fumo e di fiamma devono essere sottoposti ad una delle seguenti opzioni: revisione in fabbrica, sostituzione con rivelatori nuovi, esecuzione di prova reale.

UNI 11224 edizione 2019 PDF

Per una lettura più approfondita ti consiglio di scaricare a pagamento la norma UNI 11224:2019 dal sito UNI.

 

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