Sismabonus acquisti: ok alla detrazione anche in caso di cambio zona sismica

Sismabonus acquisti: ok alla detrazione anche in caso di cambio zona sismica

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Ok al sismabonus acquisti anche in caso di passaggio del Comune da zona sismica 4 a 3 ma solo per le spese effettuate dopo il passaggio

Con la risposta n. 749/2021 l’Agenzia delle Entrate torna sul tema del cambio di zona sismica del Comune, su tempi giusti di presentazione dell’asseverazione e sulla possibilità di fruire del sismabonus acquisti con aliquota al 110%.

Il quesito

Una società proprietaria di un fabbricato residenziale costituito da 3 abitazioni (accatastate in classe A/2) e due box auto (accatastati in classe C/6) premette che:

  • il precedente proprietario, nel 2016, ha chiesto l’autorizzazione per la demolizione e ricostruzione con ampliamento con l’obiettivo di realizzare nuove unità residenziali;
  • il permesso di costruire è stato rilasciato nel 2017 al precedente proprietario;
  • l’istante ha acquistato l’immobile nel 2020 e ha volturato a suo nome il permesso di costruire sempre nel 2020;
  • la demolizione dell’immobile è stata avviata dopo la comunicazione di aggiornamento della notifica preliminare inviata nel 2020;
  • il 20 gennaio 2021, terminata la demolizione, è stata presentata una SCIA non sostanziale, riguardante parti strutturali del progetto risalente al 2018, con cui è stata modificata la conformazione dell’edificio e ridotto il numero delle unità abitative a 10;
  • in esito alla richiesta di integrazione documentale presentata dall’istante è stato chiarito che si prevede di terminare i lavori il 31 gennaio 2022.

L’istante fa presente in ultimo che non è stata depositata l’asseverazione del progettista dell’intervento strutturale, di cui all’art. 3, comma 2, del dm 28 febbraio 2017, n. 58, dal momento che il Comune è stato incluso tra le “zone a rischio sismico 3” solo dopo la deliberazione della Giunta della Regione nel marzo 2021.

Detto ciò la società istante chiede se gli acquirenti delle future unità abitative potranno beneficiare:

  • del sismabonus (art. 16 comma 1-septies del dl 4 giugno 2013, n. 63);
  • dell’agevolazione al 110% per l’acquisto di case antisismiche (art. 119, comma 4, del dl 19 maggio 2020 n. 34).

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

Per quel che riguarda l’asseverazione del rischio sismico il Fisco ricorda che il sismabonus acquisti spetta anche agli acquirenti delle unità immobiliari ubicate nelle zone sismiche 2 e 3, oggetto di interventi le cui procedure autorizzatorie sono iniziate prima del 1° maggio 2019 (data di entrata in vigore delle disposizioni che hanno esteso l’agevolazione anche agli immobili ubicati nei comuni ricadenti in zona sismica 2 e 3) anche se l’asseverazione in parola non è stata tempestivamente presentata.

Ciò a condizione che la predetta asseverazione sia presentata dall’impresa entro la data di stipula del rogito dell’immobile oggetto degli interventi di riduzione del rischio sismico e consegnata all’acquirente ai fini dell’accesso al beneficio in questione.

L’Agenzia chiarisce che ai medesimi fini, il predetto principio si applica anche nel caso in cui l’adempimento non è stato effettuato in quanto, alla data di inizio delle procedure autorizzatorie o dei lavori (nel caso in esame iniziate nel 2016), il Comune nel quale è ubicato l’immobile oggetto di interventi era ricompreso in zona sismica 4 e, quindi, non rientrava nell’ambito applicativo del citato art. 16, del dl n. 63 del 2013.

Peraltro, a tale data, la norma non consentiva l’accesso alle agevolazioni nel caso di interventi antisismici realizzati, come nel caso di specie, in base a procedure autorizzatorie iniziate prima del 1° gennaio 2017 (fattispecie agevolata solo a seguito delle modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2021 al comma 1-bis dell’art. 16 del dl n. 63/2013).

Anche in tale ipotesi, tuttavia, (chiariscono le Entrate) è necessario che la predetta asseverazione sia presentata dall’impresa entro la data di stipula del rogito dell’immobile e consegnata all’acquirente ai fini dell’accesso al beneficio in questione che riguarda le spese sostenute a decorrere dalla data in cui ha effetto il provvedimento di riclassificazione delle zone di rischio sismico.

In ultimo il Fisco chiarisce che le predette modalità riguardano anche il Superbonus atteso che, come più volte precisato, nell’ambito degli interventi ammessi alla succitata detrazione, il comma 4 del citato art. 119 del decreto Rilancio espressamente richiama gli interventi di cui al art. 16, commi da 1-bis a 1-septies del dl n. 63 del 2013.

In particolare, per quanto concerne la possibilità di applicare il Superbonus, nel limite massimo di spesa pari a 96.000 euro, è necessario, altresì, al ricorrere di tutte le altre condizioni normativamente previste (come chiarite con i relativi documenti di prassi), l’atto di acquisto relativo all’immobile oggetto dei lavori sia stipulato entro il 30 giugno 2022.

Infine, considerato che il Comune è stato incluso tra le c.d. “zone a rischio sismico 3” con la deliberazione del marzo 2021 della Giunta della Regione, l’agevolazione si applica agli acquisti effettuati a decorrere dalla data in cui ha effetto tale deliberazione.

 

Clicca qui per scaricare la risposta n. 749/2021 dell’Agenzia delle Entrate

 

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