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Sismabonus 2023

Sismabonus 2023: detrazioni e novità per l’agevolazione sismica

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Sismabonus 2023: tutte le novità per il 2023, le nuove regole e gli strumenti per non sbagliare

Il sismabonus 2023 è una misura fiscale prevista per incentivare e promuovere interventi di ristrutturazione e sicurezza sismica sugli edifici, sia a scopo residenziale che commerciale.

Essa mira soprattutto a tutelare le strutture localizzate in aree ad elevato rischio sismico, conformemente all’ordinanza emanata dal Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003). L’obiettivo è quello di promuovere gli interventi di miglioramento strutturale, garantendo un duplice vantaggio in termini di sicurezza e qualità dell’edificio.

L’agevolazione è rivolta sia alle persone fisiche che alle imprese, a condizione che siano titolari o detentori dell’immobile in questione e che abbiano sostenuto le spese relative agli interventi fino ad un massimo di 96.000 €. La detrazione fiscale offerta varia in base alla tipologia dell’intervento:

  • 50% per interventi che non comportano un miglioramento di classe sismica;
  • 70% /75% per interventi che determinano un miglioramento di una classe sismica;
  • 80% / 85% per interventi che determinano un miglioramento di 2 classi sismiche;
  • 110% per tutti gli interventi rientranti nel Superbonus.

Tuttavia, la legge di Bilancio 197/2022 ha prorogato la scadenza del sismabonus fino al 31 dicembre 2024. La detrazione in esame concedeva e concede (per chi ha rispettato determinati requisiti) la possibilità di optare per la cessione del credito e dello sconto in fattura. Ricordiamo che il D.L. 11/2023 come un fulmine al ciel sereno ha bloccato la possibilità di cessione del credito e sconto in fatture per tutti quei lavori iniziati dopo il 16 febbraio 2023. Per scoprire come beneficiare del sismabonus 2023, ti consiglio di consultare la tabella in PDF sui bonus edilizia e di utilizzare un software per il calcolo e la gestione dei bonus edilizia disponibile gratuitamente per 30 giorni.

Sismabonus 2023

Il sismabonus è entrato ufficialmente nel mondo edilizio dal primo gennaio 2017 e da allora sono state introdotte regole specifiche riguardanti l’utilizzo della detrazione. L’agevolazione in esame può essere usufruita per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive. Inoltre, le opere devono essere realizzate su edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità zone 1, 2 e 3. Tra le spese detraibili rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili. Per costruzioni adibite ad attività produttive si intendono le unita immobiliari in cui si svolgono le seguenti attività:

  • agricole;
  • professionali;
  • produttive di beni e servizi,
  • commerciali;
  • non commerciali.

Sismabonus 2023: interventi previsti

Il sismabonus è un’agevolazione fiscale concessa per interventi di:

  • miglioramento sismico;
  • adeguamento sismico;
  • interventi sulle coperture (orizzontali) o su loro porzioni, finalizzati all’aumento della capacità portante, alla riduzione dei pesi, alla eliminazione delle spinte applicate alle strutture verticali, al miglioramento dell’azione di ritegno delle murature, alla riparazione-integrazione-sostituzione di elementi della copertura, ecc.;
  • interventi di riparazione e ripristino della resistenza originaria di elementi strutturali in muratura e/o calcestruzzo armato e/o acciaio, ammalorati per forme di degrado provenienti da vari fattori (esposizione, umidità, invecchiamenti, disgregazione dei componenti, ecc.);
  • interventi volti a ridurre la possibilità di innesco di meccanismi locali (inserimento di catene e tiranti contro il ribaltamento delle pareti negli edifici in muratura, rafforzamento dei nodi trave-colonna negli edifici in c.a. contro la loro rottura prematura, prima dello sviluppo di meccanismi duttili delle travi, cerchiatura, con qualunque tecnologia, di travi e colonne o loro porzioni, volta a migliorare la duttilità, collegamento degli elementi di tamponatura alla struttura di c.a. contro il loro ribaltamento, rafforzamento di elementi non strutturali pesanti, come camini, parapetti, controsoffitti ecc., o dei loro vincoli e ancoraggi alla struttura principale).

Sismabonus 2023: Super sismabonus

Con l’ingresso del Superbonus 110 nel panorama edilizio, la normativa sul sismabonus viene assorbita dalla maxi detrazione (il sismabonus acquisti ha assunto la forma di un “super sismabonus acquisti”) e l’aliquota della detrazione, normalmente variabile dal 50 all’85% a seconda del miglioramento della classe di rischio, è stata elevata al 110%. Come già accennato, la legge di bilancio 2023 ha previsto una proroga fino al 31 dicembre 2024. Dopo tale scadenza fissata, l’agevolazione scenderà alle percentuali ordinarie: dal 85% fino al 50%, a seconda dei livelli di sicurezza dell’immobile e resterà valida fino al 2024.

Sismabonus 2023: 70/85% interventi ammessi

Quindi, per tutte quelle spese effettuate dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2024 è possibile utilizzare il bonus in esame con la detrazione del Superbonus, mentre nel momento in cui il sismabonus 2023 non rientrerà nella maxi-detrazione sarà ugualmente possibile utilizzare l’agevolazione ma con detrazioni differenti in base alla tipologia di interventi. In particolare:

  • 70% per le singole unità immobiliari, se si passa a una classe di rischio inferiore;
  • 75% per le singole unità immobiliari, se si passa a 2 classi di riferimento;
  • 80% per gli edifici condominiali, se si passa a una classe di rischio inferiore;
  • 85% per gli edifici condominiali, se si passa a 2 classi di rischio inferiori.

Ricordiamo che per ciascuna unità immobiliare è previsto un limite di spesa pari a 96.000 €, mentre, per gli edifici condominiali il limite di spesa dovrà essere moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio, per tutti quegli interventi sulle parti comuni di edifici condominiali e la detrazione potrà essere suddivisa in 5 quote annuali di pari importo.

Pertanto, nel caso in cui un edificio in condominio sia composto da 5 unità immobiliari e 3 pertinenze autonomamente accatastate, la detrazione verrà calcolata su un importo massimo di spesa di 768.000 euro. Tale cifra è data dalla somma del massimale di spesa con il numero delle unità che vanno a comporre il condominio: 96.000 (massimale di spesa) x 8 (numero delle unità). Tuttavia, è importante chiarire che ogni condòmino in base ai millesimi di proprietà a lui attribuiti o sulla base dei diversi criteri stabiliti dall’assemblea, potrà ottenere un importo massimo di spesa  superiore al limite di 96.000 €.

Sismabonus 2023: limite di spesa elevato del 25%

Inoltre, per gli interventi antisismici effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali, è importante sottolineare che nel caso in cui tali interventi antisismici sono combinati con lavori di riqualificazione energetica che coinvolgono almeno il 25% della superficie disperdente dell’edificio, vengono riconosciuti ulteriori incentivi. Tuttavia, in questa circostanza particolare, la spesa massima su cui calcolare la detrazione è di 136.000 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari presenti nell’edificio. Questa somma può essere ripartita in 10 quote annuali con detrazioni al 80% se determinano il passaggio di una classe di rischio inferiore, mentre al 85% se gli interventi permettono all’edificio di ottenere 2 classi di rischio inferiore.
È importante ribadire che tali condizioni di detrazione si applicano agli edifici condominiali situati nei Comuni che rientrano nelle zone sismiche 1, 2 e 3. Inoltre, è necessario che i lavori siano finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica dell’edificio.

Sismabonus 2023: detrazione al 50%

Una delle caratteristiche di questa agevolazione è la detrazione fiscale del 50% per tutte quelle spese riguardanti gli interventi che non comportano un miglioramento di classe sismica, con un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione potrà essere suddivisa in 5 quote annuali di pari importo.

Sismabonus 2023: acquisto abitazione in zone a rischio sismico 1, 2 e 3

Per tutti quegli interventi volti alla riduzione del rischio sismico, effettuati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, l’acquirente dell’immobile ricostruito può usufruire della detrazione relativa all’acquisto di abitazioni soggette a demolizione e ricostruzione situate nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 potrà detrarre una parte del prezzo di acquisto, fino al 85% con un limite di spesa di 96.000 euro. In particolare:

  • 75% del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, come riportato nell’atto pubblico di compravendita, se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore;
  • 85% del prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita, se la realizzazione degli interventi comporta una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiore.

Tuttavia, è importante tenere presente che il Superbonus offriva la possibilità di usufruire del 110% di detrazione a fronte di una casa demolita e ricostruita situata in zona a rischio sismico 1, 2 o 3.

Sismabonus 2023: cessione del credito e sconto in fattura

Una delle caratteristiche interessanti del sismabonus 2023 è sicuramente la possibilità della cessione del credito e dello sconto in fattura. Tuttavia, è importante notare che il meccanismo di cessione del credito e sconto in fattura hanno subito modifiche normative tramite il D.L. 11/2023, noto come “decreto blocca cessioni”. Questo decreto ha posto severe restrizioni sulla capacità di utilizzare l’art. 121 del D.L. 34/2020, che riguarda l’opzione per la cessione del credito e lo sconto in fattura al posto delle detrazioni fiscali.

Tale opzione rimane disponibile solo per gli interventi per i quali, entro il 16 febbraio 2023, risulti presentata l’istanza di acquisizione del titolo abilitativo. Questa opportunità si applica specificamente agli interventi relativi agli edifici situati nelle zone sismiche classificate come categoria 1, 2 e 3. Per gli interventi avviati dopo questa data, sarà possibile beneficiare del sismabonus 2023 tramite la detrazione fiscale, con la possibilità di ripartire l’importo in 10 rate annuali di pari importo. Questo rappresenta una variazione rispetto alla rateazione originariamente prevista per i crediti, che prevedeva 5 o 4 rate a seguito delle comunicazioni di cessione o sconto in fattura inviate all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2023 e non ancora utilizzate.

Va sottolineato che la scelta deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate, e la quota del credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere portata avanti negli anni successivi né richiesta a titolo di rimborso. Pertanto, è importante considerare attentamente le implicazioni di queste scelte al fine di massimizzare i benefici del sismabonus 2023.

Sismabonus 2023: bonifici parlanti

Per sfruttare l’opzione di cessione del credito è necessario che i pagamenti siano eseguiti mediante bonifici parlanti, specificando: causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Sismabonus 2023: documenti da conservare

Per usufruire del bonus in esame è importante conservare tutta la documentazione adeguata, tra cui:

  • Abilitazioni amministrative:
    • Documenti che evidenziano la tipologia dei lavori e la data di inizio dei lavori.
    • In assenza, dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante la data di inizio e la detraibilità delle spese.
  • Documenti di spesa:
    • Fatture o ricevute fiscali valide per dimostrare la spesa sostenuta per gli interventi.
    • Bonifico bancario o postale:
    • Documento che mostra la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, e il codice fiscale o partita IVA del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico.
  • Documentazione per spese non pagate con bonifico:
  • Per spese che non richiedono bonifico, come oneri di urbanizzazione, ritenute d’acconto, imposta di bollo, ecc.
  • Autocertificazione di limite di spesa:
    • Attestato che l’importo delle spese non supera il limite massimo consentito per la detrazione.
  • Dichiarazione dell’Amministratore condominiale:
    • Certificazione dell’adempimento agli obblighi di legge e la quantità di denaro versata da ciascun condomino.
  • Autocertificazione in assenza del codice fiscale del condominio:
    • Se manca il codice fiscale del condominio, una dichiarazione che attesti la natura dei lavori e fornisca i dati catastali delle unità immobiliari.
  • Atto di cessione dell’immobile:
    • Se l’immobile è stato ceduto, con disposizioni sul mantenimento del diritto alla detrazione per il cedente.
  • Comunicazione preventiva alla Azienda sanitaria locale:
    • Nel caso in cui la comunicazione preventiva della data di inizio lavori sia obbligatoria per normative sulla sicurezza dei cantieri.
  • Documentazione tecnica:
    • Copia dell’asseverazione della classe di rischio dell’edificio prima e dopo l’intervento, e attestazione della conformità degli interventi al progetto depositato.

 

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