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Sismabonus 110%, la presentazione dell’attestazione della congruità delle spese entro la fine lavori

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Per le Entrate la presentazione dell’attestazione della congruità delle spese del DL per interventi di riduzione del rischio sismico deve essere presentata entro la fine dei lavori

Con l’interpello all’Agenzia delle Entrate n. 410/2021 vengono chiariti alcuni aspetti sul sismabonus 110 relativi alla presentazione dell’attestazione della congruità delle spese.

Il quesito

L’Istante precisa di voler effettuare dei lavori riqualificazione e trasformazione di alcuni fabbricati residenziali, tramite demolizione, ricostruzione e recupero con sagoma diversa e con volume e superficie inferiore e di aver presentato in data 27 agosto 2020 la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

Rappresenta, altresì, di aver allegato alla documentazione presentata anche l’asseverazione delle classi di rischio sismico in conformità all’allegato B nel suo modello descritto dal dm 58 del 2017, rilevante ai fini della fruizione della detrazione di cui all’art. 16 del dl n. 63/2013, predisposta e sottoscritta dal progettista strutturale, in data 30 luglio 2020.

La dichiarazione prevedeva il miglioramento sismico di 2 classi di rischio.

I lavori sono iniziati decorsi 30 giorni dal deposito della SCIA ed i relativi pagamenti sono avvenuti nel corso del 2020 mediante bonifico finalizzato alla fruizione del Superbonus.

L’Istante chiede se possa accedere alle misure fiscali, previste dall’articolo 119 del decreto Rilancio, in alternativa alle misure previste dal sismabonus tradizionale e quale sia la corretta procedura da seguire e precisamente, se debba integrare il modello B con la presentazione del nuovo allegato B, contenente ulteriori dichiarazioni relative alla stima preventiva dei costi da parte del progettista.

La risposta del Fisco

Le Entrate premettono che:

  • secondo quanto stabilito ai commi 1 e 4 del citato articolo 119, si definiscono, tra gli altri, “trainanti principali” gli interventi antisismici e di riduzione del rischio sismico di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013 (cd. sismabonus);
  • come chiarito con la circolare n. 24/E del 2020, ai fini del Superbonus l’intervento deve riguardare edifici o unità immobiliari “esistenti“, non essendo agevolati gli interventi realizzati in fase di nuova costruzione;
  • l’agevolazione spetta anche a fronte di interventi realizzati mediante demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera d) del dPR 380/2001.

La congruità delle spese

Considerato che la qualificazione delle opere edilizie spetta al Comune o altro ente territoriale competente, in sede di rilascio del titolo amministrativo che autorizza i lavori, ai fini del Superbonus occorre, pertanto, che dal suddetto documento amministrativo risulti che l’intervento rientri nella ristrutturazione edilizia.

Come chiarito con la citata circolare n. 24/E del 2020, per gli interventi relativi alla adozione di misure antisismiche ammessi al Superbonus, i professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico, secondo le rispettive competenze professionali, iscritti agli ordini o ai collegi professionali di appartenenza, nel rispetto della normativa di settore applicabile, attestano la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Il soggetto che rilascia il visto di conformità, verifica la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai professionisti incaricati.

Ai fini del “Super sismabonus” è stabilito, analogamente al “sismabonus”, che “la riduzione del rischio è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico”, ma rispetto al “sismabonus” la norma prevede che i primi due professionisti asseverano “altresì la corrispondente congruità delle spese”.

Cronologicamente, pertanto:

  • l’asseverazione del progettista, che contiene anche la dichiarazione relativa alla congruità delle spese, è consegnata allo sportello competente stabilito dalla normativa regionale, prima dell’inizio dei lavori;
  • l’attestazione del direttore dei lavori è consegnata allo sportello al termine dei lavori, insieme agli eventuali stati di avanzamento, dallo stesso prodotti, ed all’attestazione del collaudatore statico, quando presente.

Sulla base di quanto sopra riportato, dunque, l’attestazione della congruità delle spese, inserita nell’Allegato B, risponde ad una semplificazione degli adempimenti e, conseguentemente, la mancanza della stessa al momento in cui è stata presentata la pratica edilizia relativa alla SCIA, non dovrebbe pregiudicare l’accesso al Superbonus.

Ciò in quanto, ai fini del Superbonus, il comma 13, lettera b) dell’articolo 119 del decreto Rilancio, stabilisce che per gli interventi antisismici “i professionisti incaricati della progettazione strutturale, della direzione dei lavori delle strutture e del collaudo statico” attestano “altresì la corrispondente congruità delle spese” e ai sensi del successivo comma 13-bis del citato articolo 119, la predetta asseverazione “è rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori sulla base delle condizioni e nei limiti di cui all’art. 121”.

Si ritiene, pertanto, che detta attestazione dovrà essere prodotta entro tale ultimo termine.

Nel caso di specie, pertanto, considerato che l’Istante rappresenta di aver prodotto allo sportello unico insieme alla SCIA in data 27 agosto 2020, l’asseverazione in conformità all’allegato B, al fine di attestare il passaggio a due classi di rischi inferiore, si ritiene che lo stesso potrà beneficiare del “Superbonus” purché entro la fine dei lavori produca anche l’attestazione della congruità delle spese.

 

Clicca qui per scaricare l’interpello n.410/2021

 

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