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Sfondellamento solaio

Sfondellamento solaio: cause, indagini e soluzioni

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Lo sfondellamento del solaio è molto pericoloso per la sicurezza di persone ed edifici. Cause, indagini preventive e soluzioni di ripristino

Il cedimento strutturale degli edifici in Italia è un problema frequente, spesso evidenziato dai media nazionali, che comprende diversi fenomeni interconnessi. Uno di questi è lo sfondellamento dei solai in laterocemento, che si manifesta con il distacco repentino delle parti inferiori delle pignatte del solaio, note come “fondelli”. Esso rappresenta un serio rischio per la sicurezza delle persone e degli edifici: il peso del materiale che si stacca può raggiungere pesi considerevoli, lo sfondellamento di 1 m2 di solaio può provocare il distacco di 75 kg di materiale. Analizziamo nel dettaglio la problematica, facendo un excursus sulle cause e sui rischi, analizzando poi le indagini preventive possibili per poi arrivare alle soluzioni.

Sfondellamento dei solai: cos’è

Lo sfondellamento del solaio consiste nel distacco e nella successiva caduta della parte inferiore delle pignatte nei solai in laterocemento, coinvolgendo anche distacchi di intonaco, strutture continue in arelle o rete intonacata. Questo fenomeno si verifica principalmente a causa di anomalie costruttive, difetti progettuali o carenze di manutenzione. Può verificarsi in edifici molto datati così come in edifici di recente costruzione. Sebbene non comprometta la stabilità complessiva del solaio, il rischio per l’incolumità delle persone è significativo.

Lo sfondellamento dei solai è spesso individuato solo quando si verifica un crollo repentino delle pignatte e dell’intonaco, quando cioè è troppo tardi per pensare a prevenire i rischi. Tuttavia, uno studio approfondito del fenomeno dimostra che lo sfondellamento non è improvviso, ma segue un’evoluzione nel tempo. Durante questa fase evolutiva, è possibile e fondamentale intervenire per contrastare la crescita del problema e prevenire conseguenze dannose.

Sfondellamento solaio laterocemento

I solai in laterocemento (laterizio e cemento) sono la tipologia più diffusa in Italia, costruiti tra gli anni ’40 e gli anni ’70. I solai di questo genere si dividono in:

  • solai gettati in opera,
  • solai tipo “Varese”,
  • solai a travetti prefabbricati e blocchi in laterizio,
  • solai tipo “SAP”.

Lo “sfondellamento” non è semplicemente o solamente connesso ai solai latero-cementizi a travetti e pignatte, ma coinvolge diverse tipologie di materiali. Il fattore comune, però, è di sicuro la presenza di elementi in laterizio con una funzione strutturale più o meno significativa nel contesto della struttura orizzontale. Per consolidare questo genere di solai bisogna effettuare specifiche indagini diagnostiche per approdare alla conoscenza della geometria costruttiva e prestazionale, dello stato di conservazione e della tipologia di ferri di armatura.

Grandezze identificative del solaio

Sfondellamento solaio: i segnali di allarme da non sottovalutare

Lo sfondellamento dei solai non avviene improvvisamente, ma segue un preciso processo evolutivo suddiviso in 2 fasi distinte: l’innesco e l’evoluzione. L’innesco può verificarsi anche decenni prima del crollo effettivo, ma durante questo periodo non si manifestano segnali evidenti. È solo nella fase successiva, nell’evoluzione, che possono emergere segnali di allarme da non sottovalutare.

Uno dei segnali evidenti è rappresentato dalle macchie di umidità e dalla presenza di muffe, che indicano infiltrazioni dannose per le pignatte del solaio. Le fessure, sia nel solaio stesso che nell’intonaco, sono altri segnali di movimenti strutturali e cambiamenti nell’assetto originale dell’edificio. Avvallamenti e bombature nel solaio sono segnali che indicano porzioni del solaio in fase di distacco. I distacchi localizzati, anche se limitati ad un’area specifica, rappresentano un chiaro pericolo che indica la possibilità di distacchi in altre parti della struttura con caratteristiche simili.

Occasionalmente, lo sfondellamento può verificarsi senza segni visibili evidenti, rendendo necessari controlli periodici e specifici per escludere il rischio in modo completo. Se si rilevano uno o più di questi segnali, è fondamentale non trascurarli, anche se possono essere confusi con altri tipi di degrado. Un’interpretazione accurata di tali segnali consente di prevedere e quindi prevenire lo sfondellamento in modo efficace. Progettare adeguatamente il solaio, come tutti gli altri elementi strutturali, è indispensabile per non rischiare di compromettere la sicurezza delle strutture. Per essere sicuro di progettare edifici sicuri e funzionali, ti suggerisco di affidarti al software di calcolo strutturale per la progettazione strutturale di edifici nuovi ed esistenti.

Quali sono le cause dello sfondellamento dei solai?

Le cause dello sfondellamento di un solaio sono molteplici, in genere legate ad errori di progettazione o di esecuzione, un errato disegno delle pignatte, difetti di progettazione strutturale, un cattivo riempimento di calcestruzzo dei travetti, ecc. Tra le cause bisogna ricordare anche l’ossidazione delle armature di acciaio resistenti dovuta ad una scarsa qualità dei materiali impiegati, da una scadente messa in opera degli stessi, dai tassi di lavoro molto alti nell’acciaio teso con conseguente creazione di stati di fessurazione nel calcestruzzo. In questo caso l’armatura è facilmente aggredibile dall’ossigeno dell’aria, le forti tensioni create dall’ossido di ferro di formazione (dovute all’aumento di volume) fanno in modo che il copriferro di calcestruzzo “salti”.

Lo sfondellamento dei solai in genere non è determinato da una singola causa, ma dall’interazione di diversi fattori che concorrono alla rottura delle pignatte. Tra le cause dello sfondellamento dei solai possiamo individuare:

  • fattori progettuali: le discrepanze nelle luci del solaio, con luci eccessivamente diverse o molto elevate senza adeguate rompitratta, possono causare sollecitazioni non uniformi sulle pignatte, accelerando il processo di fessurazione dei setti in laterizio;
  • errori di posa in opera: il mancato corretto avvolgimento delle barre d’acciaio da parte del getto di calcestruzzo o l’uso di calcestruzzo con eccessiva granulometria possono generare spazi vuoti tra le pignatte e le armature, causando rotture;
  • cattiva qualità dei materiali: anomalie nella miscela di argilla o nella cottura delle pignatte possono portare a difetti, cricche e tensioni nei blocchi in laterizio;
  • disegno irregolare delle pignatte: forme irregolari delle pignatte possono provocare tensioni eccessive nei setti verticali, predisponendoli alla rottura;
  • distacco di intonaco: la qualità del materiale utilizzato per lo strato di finitura e la sua corretta applicazione possono influenzare la resistenza dell’intonaco e la sua aderenza all’intradosso del solaio;
  • sollecitazioni esterne: infiltrazioni d’acqua, terremoti o movimenti di assestamento possono alterare il comportamento strutturale delle pignatte, aumentando il rischio di sfondellamento;
  • invecchiamento e manutenzione: l’invecchiamento naturale e la mancanza di adeguata manutenzione possono accelerare il processo di degrado delle pignatte, sebbene non ne siano la causa diretta.

Questi fattori, quando combinati, possono portare allo sfondellamento dei solai.

Indagini sugli intradossi solai: ecco come effettuare le verifiche

La verifica dei solai si sviluppa attraverso 2 approcci complementari. In primo luogo, si identificano tutte le potenziali criticità presenti in ciascun solaio, le quali possono far presagire il manifestarsi del fenomeno. Ad esempio, un solaio di copertura con evidenti carenze di impermeabilizzazione e di isolamento termico è più suscettibile al problema rispetto ad un solaio intermedio con caratteristiche simili.

Parallelamente, si conducono indagini strutturali mirate ad individuare i primi segnali del fenomeno. Per effettuare indagini sugli intradossi solai (soffitti), si consiglia di eseguire:

  • ispezione visiva e termografica: è utile eseguire un esame visivo del soffitto e utilizzare una termocamera per identificare la struttura portante del solaio e individuare aree che richiedono un’indagine più approfondita. Questo può aiutare ad evidenziare eventuali problemi evidenti o che richiedono interventi immediati;
  • battitura manuale delle superfici: si procede con una battitura manuale delle aree individuate in precedenza per valutare la consistenza e individuare eventuali anomalie o zone di interesse;
  • indagini strumentali: per un’analisi più dettagliata si possono utilizzare strumenti specializzati come indagini acustiche, impulsive o dinamiche. Questi strumenti consentono di valutare il possibile rischio di cedimento confrontando le parti del soffitto in buone condizioni con quelle sospette di problemi strutturali;
  • saggi esplorativi: si consiglia di eseguire saggi esplorativi, preferibilmente almeno uno ogni 250 m2 o per ogni tipo di struttura del solaio. Questi saggi individuano difetti locali o estesi che possono essere legati alle modalità di costruzione dei componenti del solaio.

Indagini sui controsoffitti di tipo “non ispezionabile”

Esistono alcuni controsoffitti, di tipo “non ispezionabile”, in cui l’analisi richiederebbe la rimozione completa degli elementi costituenti. In questo caso, per l’analisi, si consiglia di seguire:

  • ispezione visiva esterna/intradosso: è consigliabile effettuare un’ispezione visiva esterna o dall’intradosso per individuare eventuali avvallamenti, infiltrazioni, fessurazioni o deterioramenti della finitura. Questo può fornire indicazioni preliminari sulle condizioni generali del controsoffitto;
  • ispezione visiva interna/estradosso: se necessario si può procedere con un’ispezione visiva interna dall’estradosso. Questo potrebbe richiedere l’apertura di un passaggio per esaminare la tipologia, l’interasse e il metodo di fissaggio dei pendini;
  • prove di carico: da effettuare sui pendini, considerando il peso degli elementi sospesi supportati da essi. Questo può aiutare a valutare la resistenza strutturale del sistema del controsoffitto.

Indagini sui controsoffitti di tipo “ispezionabile”

D’altra parte si delinea la tipologia di controsoffitti di tipo “ispezionabile”, ossia quelli che consentono una facile rimozione degli elementi o pannelli di finitura per procedere poi alle indagini del caso. Si procede con:

  • ispezione visiva esterna/intradosso: è consigliabile effettuare un’ispezione visiva esterna o dall’intradosso per valutare lo stato di conservazione dei componenti e individuare eventuali segni di deterioramento. Questo può essere fatto senza dover rimuovere i pannelli di finitura;
  • ispezione visiva interna/estradosso: si può procedere con un’ispezione visiva interna dall’estradosso. Questo potrebbe richiedere l’apertura “a campione” dei pannelli per verificare la tipologia, l’interasse e il metodo di fissaggio dei pendini. Questa operazione consente di valutare lo stato dei componenti nascosti e il modo in cui sono installati;
  • esecuzione di prova di carico sui pendini: è consigliabile eseguire una prova di carico sui pendini, tenendo conto del peso degli elementi sospesi supportati da essi. Questo può aiutare a valutare la resistenza strutturale del sistema controsoffitto e identificare eventuali segni di degrado o sovraccarico.

Dall’analisi delle indagini si valuta quale operazione di consolidamento o rinforzo attuare oppure, nei casi più gravi, quali interventi di ricostruzioni parziale o totale programmare.

Come ripristinare un solaio sfondellato?

Il processo di ripristino di un solaio sfondellato comporta 3 fasi distinte:

  • risanamento dei travetti: questa fase mira a ripristinare la parte portante del solaio, ossia i travetti portanti. Gli interventi possono includere la rimozione del calcestruzzo danneggiato, la pulizia delle superfici, il trattamento o la sostituzione delle armature arrugginite e la riprofilatura dei travetti mediante l’uso di specifici materiali cementizi;
  • ripristino delle pignatte: successivamente, si interviene per eliminare eventuali vuoti causati dallo sfondellamento delle pignatte. Poiché le pignatte hanno principalmente una funzione di alleggerimento e non incidono staticamente, il riempimento dei vuoti rimane principalmente un intervento estetico;
  • applicazione della rete antisfondellamento: si installa una rete antisfondellamento sull’intradosso del solaio, saldamente ancorata ad esso. Le reti solitamente utilizzate sono realizzate in fibra di vetro e vengono posate con l’ausilio di malta apposita. Una volta completate queste operazioni, l’area interna del solaio risulta completamente restaurata.

Per quanto riguarda i solai in legno, invece, bisogna pensare a trattamenti superficiali con funzione protettiva e antiparassitaria in caso di contaminazione. Inoltre, le parti estremamente rovinate vanno sostituite.

Sfondellamento solai: le soluzioni

Nel caso in cui ci si trovi di fronte ad uno sfondellamento compiuto, è necessario capire quali sono le soluzioni per porvi rimedio. In primis bisogna tenere in considerazione diversi fattori, quali:

  • tipologia di solaio e materiali utilizzati: è importante valutare la geometria del solaio, lo spessore dell’intonaco e i materiali impiegati;
  • tipo di degrado: bisogna determinare se si tratta solo di un distacco di intonaco, di danni alle parti di alleggerimento o della presenza di ferri arrugginiti;
  • destinazione d’uso: le specifiche esigenze degli ambienti devono essere prese in considerazione per garantire soluzioni adeguate;
  • modalità di installazione: ogni sistema deve essere progettato e applicato correttamente per assicurarne l’efficacia.

Ogni situazione di sfondellamento è a sé stante e richiede un approccio specifico. Le soluzioni antisfondellamento più diffuse includono l’uso di reti in fibra di vetro e sistemi a secco come controsoffitti e controsolai antisfondellamento.

Le reti in fibra di vetro sono leggere, resistenti e facili da installare, adatte quando non è necessaria una finitura estetica particolare. I sistemi a secco come i controsoffitti ed i controsolai antisfondellamento sono progettati appositamente per garantire la sicurezza dei solai e possono essere personalizzati per soddisfare le esigenze specifiche di ogni situazione, offrendo una soluzione su misura per ogni tipo di edificio.

Sfondellamento solaio: chi paga?

Il tema della ripartizione delle spese in condominio è sempre un tema caldo. Nel caso specifico dello sfondellamento di un solaio, come si dividono i costi determinato dal danno? Sono coinvolte le unità abitative interessate dal crollo o tutti i condomini in parti uguali? Di sicuro occorre fare una valutazione e capire se il solaio fa parte delle aree comuni o se invece è di proprietà dei singoli condomini. Se il solaio divide due appartamenti (costituisce il pavimento per l’appartamento al piano superiore e il soffitto per quello al piano inferiore), bisogna rispettare l’articolo 1125 del Codice Civile:

Le spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai sono sostenute in parti eguali dai proprietari dei due piani l’uno all’altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e a carico del proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto.

Stando alla norma, quindi, la questione spinosa della divisione delle spese riguarda solo i due proprietari interessati. Anche in caso di contraddittorio, la lite coinvolge esclusivamente i due condomini, senza la necessità di interpellare il condominio. In ogni caso ti ricordo che le tabelle millesimali sono lo strumento di ripartizione delle spese condominiali, affidati ad un software tabelle millesimali che ti consente di eseguire facilmente il calcolo, la personalizzazione e la stampa delle tabelle millesimali da esportare nei formati standard RTF, XLS e TXT.

 

Edilus

 

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