Home » Notizie » Superbonus » Sequestro crediti Superbonus: la Cassazione definisce i limiti e le motivazioni

Sequestro crediti Superbonus: limiti e motivazioni

Sequestro crediti Superbonus: la Cassazione definisce i limiti e le motivazioni

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Un’impresa che non esegue determinati lavori del Superbonus non può subire il sequestro dell’intero cassetto fiscale. Lo chiarisce la Cassazione

Nel panorama giuridico-finanziario, la questione del sequestro dei crediti Superbonus sta assumendo un ruolo di rilevanza crescente. La recente sentenza penale 7021/2024 della Corte di Cassazione ha fornito importanti indicazioni sui limiti e le motivazioni di tale procedura. A tal riguardo, è utile avere a disposizione uno strumento valido per la gestione delle pratiche Superbonus e di tutti i bonus edilizi, puoi valutare quindi il software pratiche Superbonus e bonus edilizi per non rischiare di perdere diritto alle agevolazioni fiscali, sempre aggiornato ai continui cambiamenti normativi, in prova gratuita per 30 giorni.

Eventuali lavori non effettuati possono mettere a rischio di sequestro l’intero cassetto fiscale di un’impresa?

La vicenda alquanto articolata (di cui si rimanda alla lettura in dettaglio della sentenza) che ha portato alla decisione della Cassazione che vedremo più avanti, riguardava un caso di presunto comportamento fraudolento legato al mancato completamento di interventi di efficientamento energetico entro la scadenza prevista da parte di un’impresa di impianti elettrici. Brevemente, la società coinvolta aveva ceduto il credito derivante dagli interventi, ma l’intero cassetto fiscale era stato oggetto di sequestro da parte dei giudici per le indagini preliminari, senza una chiara correlazione tra i crediti congelati e le condotte fraudolente. La questione dal tribunale passava in ricorso in Cassazione da parte dell’impresa.

Per la Cassazione il sequestro dell’intero cassetto fiscale, in merito a lavori non eseguiti, costituisce un’azione sproporzionata se non supportata da indagini precise riguardo alla natura dei singoli crediti

La suprema Corte osserva in premessa che:

A fronte di una misura che, senza una puntuale ricostruzione del meccanismo fraudolento addebitabile ai ricorrenti in relazione a ciascuna cessione, ha attinto tutti i crediti di imposta “accettati” dalla società **** ****, i Giudici di merito hanno, infatti, omesso di argomentare in ordine al nesso di pertinenzialità tra detti crediti e le contestate condotte di falso.

Insomma, continuano gli ermellini, con motivazione sostanzialmente apparente, l’ordinanza di sequestro impugnata dalla società ricorrente si è limitata a considerare “assorbenti” rispetto alle questioni dedotte dai ricorrenti le circostanze emergenti dai verbali di sommarie informazioni di alcuni committenti in merito alla mancata esecuzione dei lavori nelle rispettive proprietà o, in ogni caso, al mancato completamento del 30% delle opere alla data dei 30 settembre 2022:

dalle sintetiche argomentazioni del Tribunale non emerge, tuttavia, alcun elemento che consenta di correlare causalmente tali dichiarazioni ai crediti fiscali oggetto di sequestro.

Alla luce di tali considerazioni, la decisione della Cassazione ha ribadito che il sequestro dei crediti Superbonus deve essere giustificato dalla presenza di prove concrete di comportamenti fraudolenti correlati a tali crediti. In altre parole, non è lecito sequestrare l’intero cassetto fiscale senza una specifica correlazione tra i crediti oggetto di sequestro e le irregolarità accertate.

La Corte ha evidenziato la necessità che i giudici per le indagini preliminari fornissero una motivazione chiara e dettagliata del nesso di pertinenza tra i crediti sequestrati e le condotte fraudolente riscontrate. Questo per evitare di pregiudicare indebitamente i diritti delle parti coinvolte, considerando che nel cassetto fiscale possono coesistere crediti legittimi e illeciti.

Di conseguenza, la Cassazione ha annullato l’ordinanza di sequestro e ha disposto un riesame di tutti i crediti presenti nel cassetto fiscale. Ogni credito sarà valutato singolarmente per determinarne la legittimità o l’illiceità, garantendo così un’adeguata tutela dei diritti delle parti coinvolte.

In conclusione, la sentenza della Cassazione fornisce importanti chiarimenti in merito ai limiti e alle condizioni per il sequestro dei crediti Superbonus, sottolineando l’importanza di una motivazione dettagliata e di una correlazione effettiva con le condotte fraudolente.

 

Per maggiore approfondimento, leggi anche questi articoli di BibLus:

 

usBIM.superbonus

 

usBIM.superbonus

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *