Rilascio permesso di costruire, non basta il parere reso dalla commissione edilizia

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Sentenza Tar: la semplice approvazione del progetto non equivale al rilascio del permesso di costruire

Il Permesso di costruire è un provvedimento amministrativo che si può dire formalmente perfezionato al momento della materiale consegna del titolo; pertanto, il semplice parere favorevole sul progetto reso dalla commissione edilizia non equivale al rilascio del titolo edilizio ma è un atto meramente preparatorio.

Questo quanto affermato dal Tar Campania (sentenza del 4 febbraio 2016, n. 666) chiamato a pronunciarsi in merito all’annullamento di un provvedimento comunale con cui era stato negato il rilascio del permesso di costruire.

Il caso in esame riguarda l’istanza di rilascio di un PdC da parte di una società, proprietaria di un’area ricadente in zona “B1” del Piano regolatore regionale, PRG, (area per cui era previsto l’intervento diretto) che, non avendo notizie da parte dell’Amministrazione, chiede lo stato del procedimento.

La società apprende, così, che il Comune ha già rilasciato il titolo edilizio e che l’esito del procedimento è stato reso noto mediante pubblicazione all’Albo Pretorio.

A questo punto, la proprietaria dell’area chiede la consegna materiale del PdC che viene, però negata dal Comune motivando che, nelle more del procedimento, è stato adottato il Piano Urbanistico Comunale, PUC, e sono quindi divenute operative le misure di salvaguardia previste dall’art. 12 del D.P.R. 380/2001.

La società impugna il provvedimento di diniego e ne chiede l’annullamento.

Aderendo ad un orientamento giurisprudenziale consolidato, i giudici partenopei hanno chiarito, in sentenza, che non può dirsi perfezionato il relativo procedimento amministrativo se è stato espresso soltanto il parere favorevole della Commissione edilizia comunale, pubblicato sull’Albo pretorio e non siano stati versati gli oneri concessori.

Il permesso di costruire, infatti, deve necessariamente contenere alcuni requisiti formali quali: la fissazione dei termini di inizio e fine lavori; la quantificazione del contributo di costruzione.

Nel caso in esame il Comune ha ravvisato un contrasto tra il programma edilizio e le previsioni urbanistiche del P.U.C. per cui, legittimamente a detta dei giudici, ha applicato le misure di salvaguardia previste dall’art. 12 D.P.R. 380/2001.Sulla base di tali considerazioni, è considerato legittimo il provvedimento del Comune che ha applicato le misure di salvaguardia (art. 12 del D.P.R. 380/2001) che determinano il “congelamento” delle situazioni onde evitare che vengano rilasciati titoli abilitativi in contrasto con lo strumento in itinere.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza 4 febbraio 2016, n. 666, rilascio permesso di costruire

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *