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Abuso edilizio e legge Ponte le prove della realizzazione del manufatto ante 1967

Abuso edilizio e legge Ponte: come provare la realizzazione del manufatto prima del 1967?

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

CdS: aerofotogrammetria, planimetrie e foto storiche, testimonianza degli abitanti del luogo possono provare l’esistenza di un immobile prima del 1967

E’ noto che la legge n. 765/1967 (c.d. “legge Ponte”) è intervenuta, tra l’altro, a regolamentare l’attività edilizia fuori dai centri urbani rendendo necessaria per l’edificazione la richiesta del titolo abilitativo opportuno per non incorrere in abuso edilizio.

In caso di contestazione sulla legittimità di un manufatto edilizio realizzato prima del 1967, quali sono le prove che il proprietario è tenuto ad esibire in merito?

La risposta a tale quesito arriva dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 570/2022.

Il caso di un manufatto realizzato senza titolo edilizio prima del 1967

Un’amministrazione comunale ingiungeva la demolizione di una baracca in legno:

  • chiusa lateralmente da lamiere zincate,
  • con copertura ad una sola falda in lamiere zincate,
  • avente una superficie coperta di 19 m² ed una volumetria di circa 41 m³,

poiché realizzata senza permesso di costruire.

La proprietaria del manufatto si opponeva con un ricorso al Tar sostenendo che tale manufatto fosse stato realizzato prima dell’introduzione, per le aeree esterne al centro urbano, dell’obbligo di ottenere il permesso di costruire.

Il Tar rigettava il ricorso, per cui la donna ricorreva in appello presso il CdS.

La sentenza del Consiglio di Stato e le prove dell’appellante circa la preesistenza della baracca all’entrata in vigore legge “Ponte”

I giudici di Palazzo Spada ribadiscono che l’obbligo del rilascio della licenza edilizia per le costruzioni realizzate anche al di fuori del perimetro del centro urbano è stato introdotto dall’art. 10 della legge 6 agosto 1967, n. 765, che ha modificato l’art. 31 della legge 17 agosto 1942, n. 1150. Prima del 1967 non era necessario munirsi di un previo titolo abilitativo.

La giurisprudenza amministrativa è costante nel ritenere che l’onere di dimostrare che le opere realizzate rientrino fra quelle per cui non era richiesto un titolo abilitativo, perché realizzate legittimamente senza titolo, incombe sul privato interessato, unico soggetto ad essere nella disponibilità di documenti e di elementi di prova, in grado di dimostrare con ragionevole certezza l’epoca di realizzazione del manufatto. Tale prova può essere data anche per presunzioni che devono essere precise gravi e concordanti.

Nel caso in esame il ricorrente ha addotto una serie di indizi che, valutati complessivamente, possono ritenersi precisi, gravi e concordanti, facendo risultare provata l’epoca di realizzazione del manufatto.

Tali indizi sono:

  • la stessa affermazione contenuta nel provvedimento impugnato circa la riconducibilità dell’intervento ad un tempo lontano;
  • una relazione tecnica di parte, depositata nel giudizio di primo grado, che fa riferimento ad una aerofotogrammetria dalla quale risulta l’esistenza dell’immobile fin dall’anno 1974;
  • una foto, richiamata nella stessa perizia e fornita dalla parte privata, dalla quale risulta la presenza di un manufatto che coincide con uno stato dei luoghi che si venne a determinare negli anni successivi l’evento calamitoso avvenuto 1963;
  • una relazione tecnica di parte, deposita precedentemente ma indispensabile ai fini della decisione (art. 104 “Nuove domande ed eccezioni” cod. proc. amm.), la quale attesta che, a seguito di accesso agli atti richiesto dal perito al Comune, è stata ritrovata una planimetria aerofotogrammetrica dalla quale risulta che il manufatto era già esistente all’epoca dell’evento franoso avvenuto nel 1962;
  • dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà di un abitante del Comune, che ha dichiarato che l’immobile esisteva, nella sua attuale configurazione, già in epoca anteriore al 1964.

Alla luce di tali elementi, concludono i giudici, essendo stata provata la data di realizzazione del manufatto in periodo anteriore al 1967, deve essere annullata l’ordinanza di demolizione.

Il ricorso è, quindi, accolto.

 

Per maggiore approfondimento leggi anche questo articolo di BibLus-net: “Foto aerofotogrammetriche storiche: possono provare lo stato dei luoghi?

Inoltre, approfondisci la tematica dell’abuso edilizio e sanzioni

 

praticus-ta
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3 commenti
  1. Alessandro
    Alessandro dice:

    Mi sembra paradossale che un’amministrazione Comunale chieda la demolizione e poi sia stata ritrovata con accesso agli atti una planimetria aerofotogrammetrica dalla quale risulta che il manufatto era già esistente all’epoca dell’evento franoso avvenuto nel 1962……Farei pagare ai tecnici comunali le spese processuali….

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