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Segnaletica di sicurezza

Segnaletica di sicurezza: norme, requisiti e obblighi da rispettare

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La segnaletica di sicurezza comunica la presenza di rischi in cantiere e nei luoghi di lavoro. Come allestirla correttamente evitando incidenti e sanzioni

La segnaletica di sicurezza è definita come uno specifico tipo di comunicazione non verbale utilizzata nei luoghi di lavoro ed in generale in tutti gli ambienti aperti al pubblico, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle persone che vi transitano.

Durante l’esecuzione dei lavori la segnaletica di sicurezza è una tra le misure più importanti per garantire la sicurezza a tutti gli addetti ai lavori. Dopo aver effettuato la valutazione dei rischi, infatti, il datore di lavoro deve procedere all’allestimento della segnaletica.

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Analizziamo nel dettaglio cosa si intende per segnaletica di sicurezza, come e quando deve essere allestita e la normativa di riferimento.

Cosa si intende per segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro?

La segnaletica è un sistema di segnali, simboli e istruzioni che vengono utilizzati per comunicare informazioni importanti e garantire la sicurezza delle persone. Serve a guidare le persone in modo sicuro attraverso l’ambiente di lavoro e a prevenire potenziali rischi o incidenti.

La definizione di segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro è fornita dall’art. 162 del D.Lgs. 81/08 intesa come una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad una attività o ad una situazione determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale.

Segnaletica di sicurezza sul lavoro: normativa

La segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro è disciplinata dal TITOLO V del D.Lgs. 81/2008 (testo unico sulla sicurezza) e dai relativi allegati (da XXIV a XXXII) che ne definiscono ambito applicativo, caratteristiche, forma, colore e dimensione:

  • allegato XXIV: prescrizioni generali per la segnaletica di sicurezza;
  • allegato XXV: prescrizioni generali per i cartelli segnaletici
  • allegato XXVI: prescrizioni per la segnaletica dei contenitori e delle tubazioni;
  • allegato XXVII: prescrizioni per la segnaletica destinata ad identificare e ad indicare l’ubicazione delle attrezzature antincendio;
  • allegato XXVIII: prescrizioni per la segnalazione D.L. ostacoli e D.L. punti di pericolo e per la segnalazione delle vie di circolazione;
  • allegato XXIX: prescrizioni per i segnali luminosi;
  • allegato XXX: prescrizioni per i segnali acustici;
  • allegato XXXI: prescrizioni per la comunicazione verbale;
  • allegato XXXII: prescrizioni per i segnali gestuali.

La UNI EN ISO 7010:2017, invece, definisce e standardizza la segnaletica. In particolare stabilisce i pittogrammi, i colori e le dimensioni standard per garantire la comprensione immediata e universale.

Segnaletica di sicurezza: requisiti

Nell’allegato XXIV vengono definiti i requisiti richiesti, i diversi impieghi delle segnaletiche di sicurezza e il principio di intercambiabilità o complementarità di tali segnaletiche.

Esistono due tipologie di segnalazione:

  • segnalazione permanente: è quella segnaletica che si riferisce a un divieto, un avvertimento o un obbligo, ma serve anche ad indicare l’ubicazione e all’identificazione dei mezzi di salvataggio o di pronto soccorso, all’ubicazione e all’identificazione del materiale e delle attrezzature antincendio, a contenitori e tubazioni, ai rischi di urto contro ostacoli e di caduta delle persone e alle vie di circolazione;
  • segnalazione occasionale: è quella segnaletica che viene utilizzata nei momenti di pericolo attraverso segnali luminosi, acustici o di comunicazioni verbali.

Inoltre, la norma stabilisce il principio d’intercambiabilità e complementarità della segnaletica.

A parità di efficacia e a condizione che si provveda ad un’azione specifica di informazione e formazione al riguardo, è ammessa la libertà di scelta tra:

  • un colore di sicurezza o un cartello per segnalare un rischio d’inciampo o caduta con dislivello;
  • segnali gestuali o comunicazione verbale;
  • segnali luminosi, segnali acustici o comunicazione verbale.

Queste metodologie di indicazioni possono essere utilizzate contemporaneamente, nelle seguenti modalità:

  • segnali luminosi e segnali acustici;
  • segnali luminosi e comunicazione verbale;
  • segnali gestuali e comunicazione verbale.

Quando è obbligatorio utilizzare la segnaletica di sicurezza?

La segnaletica di sicurezza è obbligatoria quando sono presenti rischi che non possono essere eliminati, come rilevato attraverso un’apposita valutazione dei rischi.

L’art. 163 del D.Lgs. 81/08 stabilisce, infatti, che, se a seguito della valutazione dei rischi, risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure e metodi, come dispositivi di protezione collettiva o sistemi di organizzazione del lavoro, il datore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di sicurezza.

Inoltre, la segnaletica di sicurezza è necessaria anche quando esistono condizioni di rischio non contemplate dalla normativa di riferimento, ad esempio a causa della particolarità dell’attività lavorativa.

Un altro contesto che richiede l’obbligatorietà della segnaletica di sicurezza è la regolazione del traffico, all’interno dell’impresa o dell’unità produttiva, utilizzando in tali casi la segnaletica specifica per il traffico ferroviario, stradale, marittimo, fluviale o aereo. Ciò si verifica, ad esempio, quando uno stabilimento riceve approvvigionamenti tramite l’ingresso di un treno merci o per la gestione del traffico veicolare all’interno della proprietà aziendale.

La violazione di questo obbligo comporta l’arresto da 3 a 6 mesi oppure un’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 (art. 165 D.Lgs. 81/08).

Quali caratteristiche deve avere la segnaletica di sicurezza?

La segnaletica deve essere chiara, semplice, facilmente comprensibile e immediata in situazioni di emergenza. Gli elementi che caratterizzano la segnaletica di sicurezza sono l’efficacia, la posizione, i colori e le dimensioni.

Efficacia

La segnaletica di sicurezza deve assicurare un’efficacia inequivocabile. Non deve essere affiancata da altri segnali in grado di distogliere l’attenzione o di confondere il messaggio, a meno che ciò non sia prescritto dalla normativa. Inoltre, i cartelli non devono essere danneggiati o posizionati in luoghi poco visibili, né devono essere insufficienti per individuare tempestivamente il pericolo.

Posizione

Il posizionamento della segnaletica di sicurezza sul luogo di lavoro deve garantire la massima efficacia della segnalazione, affinché le indicazioni risultino chiare e facilmente comprensibili da chiunque. Deve essere ben visibile, quindi non devono essere presenti ostacoli o altri segnali che possano interferire, ad esempio riducendo la visibilità del cartello o l’udibilità del segnala sonoro.

Colori

I colori utilizzati nella segnaletica di sicurezza sono assegnati in base al loro significato specifico e al tipo di messaggio destinato alle persone:

  • rosso: indica situazioni di emergenza, divieto, pericolo, allarme, attrezzature antincendio;
  • giallo/arancione: indica avvertimento;
  • azzurro: prescrive comportamenti e obblighi;
  • verde: indica segnali di salvataggio o situazioni di sicurezza ed è riservato alle vie di fuga, alle uscite di emergenza e ai dispositivi di primo soccorso.

Dimensioni

Nell’allegato XXV viene definita la dimensione del cartello di segnaletica che deve soddisfare la relazione A > L²/2000 dove:

  • A è la superficie del cartello espressa in m²;
  • L è la distanza in metri alla quale il cartello deve essere ancora riconoscibile, fino ad una distanza di 50 metri.

Quali sono i tipi di segnaletica di sicurezza?

La segnaletica di sicurezza può essere suddivisa in:

  • segnali di divieto;
  • segnali di avvertimento;
  • segnali di prescrizione;
  • segnali di salvataggio o di soccorso;
  • segnali di informazione: mettono a disposizione indicazioni differenti rispetto ai precedenti tipi di segnaletica di sicurezza;
  • segnali per le attrezzature antincendio;
  • cartelli supplementari: forniscono informazioni complementari rispetto agli altri cartelli;

Vediamo nel dettaglio ciascuna di queste tipologie.

Segnali di divieto

Sono di forma rotonda con pittogramma nero su fondo bianco e bordo rosso. Vietano un determinato comportamento che potrebbe causare un pericolo (vietato fumare, vietato il transito ai carrelli elevatori, vietato arrampicarsi sugli scaffali);

Segnali di divieto

Segnali di divieto

Segnali di avvertimento

Sono di forma triangolare con pittogramma nero su fondo giallo e bordo nero. Avvertono di un pericolo o un rischio (materiale esplosivo, rischio biologico, pericolo generico).

Segnali di avvertimento

Segnali di avvertimento

Segnali di prescrizione

Sono di forma rotonda con pittogramma bianco su fondo azzurro. Prescrivono un certo comportamento (protezione del viso, protezione delle mani, protezione dell’udito).

Segnali di prescrizione

Segnali di prescrizione

Segnali di soccorso/salvataggio

Sono di forma quadrata o rettangolare; con pittogramma bianco su fondo verde. Forniscono indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio.

Segnali di salvataggio

Segnali di salvataggio

Segnali antincendio

Sono di forma quadrata con pittogramma bianco su fondo rosso. Forniscono indicazione sull’ubicazione dei presidi antincendio.

Segnali antincendio

Segnali antincendio

Segnaletica di sicurezza: informazione e formazione

Oltre all’obbligo di installare la segnaletica di sicurezza, il datore di lavoro è tenuto a soddisfare altri due obblighi definiti dall’art. 164 del D.Lgs. 81/08.

Il primo riguarda la necessità di fornire una formazione adeguata ai lavoratori, attraverso, ad esempio, istruzioni dettagliate e precise. Ciò mira a garantire che tutti i dipendenti conoscano e comprendano il significato della segnaletica utilizzata nell’azienda, specialmente quando coinvolge indicazioni non comuni come l’uso di parole o gesti. Allo stesso modo, il datore di lavoro deve istruire i lavoratori riguardo ai comportamenti specifici e generali da adottare.

Il secondo, invece, riguarda l’obbligo del datore di lavoro di informare i lavoratori e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza per assicurarsi che essi sappiano quali sono le misure da seguire in merito alla segnaletica di sicurezza adoperata nell’azienda o nell’unità produttiva.

La violazione di questo obbligo comporta l’arresto da 2 a 4 mesi oppure un’ammenda da 1.067,88 a 5.695,36 euro (art. 165 D.Lgs. 81/08).

 

CerTus-LdL

 

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