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Sconto in fattura 2024, cos’è e come funziona

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Sconto in fattura 2024 e modalità operative. Quali sono le nuove regole e gli strumenti per non sbagliare

Lo sconto in fattura previsto dall’art. 121, comma 1, del dl 34/2020 è un’opzione che consente a un fornitore di scontare direttamente sulla fattura, per interventi agevolati, l’importo dovuto, acquisendo il diritto a una detrazione in percentuale variabile da spalmare su un numero di anni che va da 4 a 10 in funzione della tipologia di bonus edilizio. Lo sconto in fattura, così come la cessione del credito e l’esonero della responsabilità solidale sono stati fortemente ridimensionato dal decreto blocca crediti (dl 11/2023). A tal riguardo, la legge 38/2023 di conversione del dl 11/2023 prova a sbloccare i crediti incagliati indicando, inoltre, tutti i documenti che il cessionario deve possedere per l’esonero della responsabilità solidale. Se non possiedi tale documentazione, avrai difficoltà nel trovare un cessionario disposto ad acquistare il credito d’imposta, poiché in caso di truffa dolo, risponderà anche lui, in concorso, per il reato commesso. Per non incorrere in questo rischio, ti consiglio un software per la gestione della pratica e dei lavori edili agevolabili, che ti permette di attestare l’esistenza del cantiere e la realizzazione degli interventi mediante l’acquisizione in cantiere di istantanea di foto e video-geolocalizzati, che puoi condividere con tutti gli stakeholder e che ti fornisce la check-list completa degli elaborati obbligatori con i relativi modelli precompilati.

Sconto in fattura 2024, cos’è

Lo sconto in fattura è una particolare opzione che può essere esercitata dal beneficiario di una detrazione fiscale.

I beneficiari dei bonus edilizi possono optare in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante, alternativamente:

  • per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • per la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Sconto in fattura 2024, come funziona

Lo sconto in fattura è applicato direttamente dal fornitore e può essere pari al massimo all’importo da pagare.

Pertanto, se la spesa è pari a 100.000 €, nel caso di Superbonus 110, il fornitore può applicare uno sconto in fattura da 0 a 100.000 €. L’ammontare pari allo sconto effettuato, incrementato del 10%, diventerà un credito di imposta da utilizzare secondo la tempistica del credito originario (per le spese sostenute nel 2022 e 2023: 4 rate a partire dal 2023 o 2024).

Il fornitore può cedere a sua volta il credito ad altro soggetto, che a sua volta dovrà optare per cessioni qualificate in favore di banche.

Differenza tra sconto in fattura e cessione del credito

La differenza chiave tra la cessione del credito e lo sconto in fattura può essere descritta nel seguente modo:

  1. Sconto in Fattura: Questa opzione permette al cliente di ricevere un abbattimento immediato sul costo dei lavori, fornito direttamente dall’impresa esecutrice. L’ammontare dello sconto non può eccedere il costo totale dei lavori stessi, equivalendo al massimo alla percentuale del bonus fiscale applicabile.
  2. Cessione del Credito: Invece, la cessione del credito comporta la trasferibilità della detrazione fiscale del cliente a un terzo soggetto (come fornitori, professionisti autonomi, banche, società, ecc.). In pratica, il cliente cede il proprio diritto alla detrazione fiscale in cambio di un rimborso, il cui valore massimo corrisponde all’importo che sarebbe stato altrimenti detraibile nella dichiarazione dei redditi.

Meglio lo sconto in fattura o la cessione del credito?

La decisione tra optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura dipende dalle esigenze e preferenze del contribuente, entrambe rappresentando modalità vantaggiose per sfruttare detrazioni sulle spese. La scelta è libera ma necessita del consenso della controparte e deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate attraverso un processo telematico.

Le condizioni che permettono di avvalersi della cessione del credito o dello sconto in fattura, anziché della detrazione diretta tramite il Modello 730 o il Modello REDDITI, includono:

  1. Incapacità Fiscale: Questa situazione si verifica quando il reddito del contribuente è talmente basso da non consentirgli di beneficiare completamente del bonus nel suo periodo di validità pluriennale.
  2. Scelta Personale del Contribuente: Il contribuente potrebbe scegliere la cessione del credito o lo sconto in fattura se ritiene che queste opzioni siano più vantaggiose economicamente rispetto alla detrazione diretta. Questa decisione può essere influenzata da vari fattori, come la liquidità immediata o la facilità di gestione finanziaria.

Sconto in fattura e tutte le novità

Il dl 11/2023 ha portato a un blocco della cessione del credito e dello sconto in fattura. Infatti, dal 17 febbraio 2023 non é più possibile procedere con la cessione del credito né con lo sconto in fattura per gli interventi prima agevolati (art. 121 c. 2):

  • recupero del patrimonio edilizio;
  • efficienza energetica;
  • misure antisismiche;
  • recupero o restauro della facciata;
  • installazione di impianti fotovoltaici;
  • colonnine di ricarica.

Resta possibile procedere con sconto in fattura/cessione del credito nei seguenti casi:

  1. interventi Superbonus diversi da quelli effettuati dai condomìni (in sostanza le unifamiliari) per i quali sia già stata presentata la CILA-S (CILA-S entro il 16 febbraio 2023);
  2. interventi effettuati dai condomìni per i quali sia stata adottata la delibera assembleare e risulti presentata la CILA-S (entro il 16 febbraio 2023);
  3. interventi di demolizione e ricostruzione per i quali sia stata presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo (entro il 16 febbraio 2023);
  4. interventi effettuati per l’eliminazione delle barriere architettoniche;
  5. Superbonus rafforzato per gli edifici situati nei comuni colpiti da eventi sismici.

Responsabilità solidale del cessionario, le nuove regole sulla cessione del credito e sconto in fattura 2024

Il decreto cessioni prova a sbloccare i crediti cosiddetti incagliati, perimetrando la responsabilità solidale del cessionario in caso di truffa o dolo.

Entrando nello specifico, il decreto introduce una serie di documenti per l’esonero della responsabilità dei cessionari.

In particolare, l’art. 1, comma 1, lett. b) prevede che il concorso nella violazione e la conseguente responsabilità in solido sono in ogni caso escluse per i cessionari che siano in possesso dei seguenti 11 documenti:

  1. titolo abilitativo oppure dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà nel caso di edilizia libera, in cui sia indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili e non necessitano di titolo;
  2. notifica preliminare ASL oppure, nel caso di interventi per i quali tale notifica non è dovuta in base alla normativa vigente, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti tale circostanza;
  3. visura catastale ante operam dell’immobile oggetto degli interventi, oppure, nel caso di immobili non ancora censiti, domanda di accatastamento;
  4. fatture, ricevute o altri documenti comprovanti le spese sostenute, nonché documenti attestanti l’avvenuto pagamento delle spese medesime;
  5. asseverazioni, quando obbligatorie per legge, dei requisiti tecnici degli interventi e di congruità delle relative spese, corredate da tutti gli allegati previsti dalla legge, rilasciate dai tecnici abilitati, con relative ricevute di presentazione e deposito presso i competenti uffici;
  6. delibera condominiale di approvazione dei lavori e relativa tabella di ripartizione delle spese in caso di interventi su parti comuni;
  7. nel caso di interventi di efficienza energetica: relazione tecnica (legge 10), APE/APE convenzionale, oppure dichiarazione sostitutiva che attesti la non necessità di tale documentazione;
  8. visto di conformità rilasciato dal commercialista;
  9. attestazione delle banche o istituti di credito che intervengono nelle cessioni di avvenuta segnalazione delle operazioni sospette (art. 35 dlgs 231/2007) o di astensione (art. 42 dlgs 231/2007);
  10. asseverazione sisma-bonus (allegati del dm 329/2020);
  11. contratto d’appalto sottoscritto tra il soggetto che ha realizzato i lavori e il committente.

Se hai difficoltà nell’individuare e reperire la documentazione necessaria ad accertare un eventuale esonero della responsabilità, puoi utilizzare un software Superbonus 110 linee-guida, che ti fornisce la check-list completa degli elaborati sopra richiamati e relativi modelli precompilati e ti permette al contempo di acquisire istantaneamente foto e video geolocalizzati direttamente sul cantiere che attestano la realizzazione degli interventi.

Questi 11 documenti fanno salvo il cessionario in caso di controlli e responsabilità accertate. Resta comunque da sciogliere il nodo del sequestro preventivo del credito.

Quando scade lo sconto in fattura?

Nel caso in cui non si è riusciti ad inoltrare le comunicazioni per la opzione di cessione del credito o sconto in fattura entro il 31 marzo 2023, ci si potrà avvalere della remissione in bonis di cui al comma 1, dell’art. 2 del dl 16/2012. Tale remissione ha dato ad ogni contribuente la possibilità di godere di 7 mesi per l’invio delle comunicazioni al Fisco con il versamento di una quota pari a 250 euro entro e non oltre il 30 novembre 2023.

Infine, se vuoi essere certo di seguire tutte le regole correttamente, come tutti i tecnici del settore, puoi tranquillamente utilizzare un software guida ai bonus edilizia (gratuita per 30 giorni) che ti accompagna passo passo nella definizione della pratica.

 

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