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Scala in ferro esterna di collegamento e titolo edilizio

Scala esterna in ferro: quando non occorre il PdC?

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Una scala in ferro esterna di collegamento al terrazzo di copertura e con volume minimo è mera pertinenza, per cui non occorre il PdC. Lo chiarisce il Tar Lazio

La questione sulla realizzazione di scale in ferro per esterni ha suscitato e continua a suscitare un dibattito tra gli esperti in campo edilizio. In particolare, si è chiesto se tale intervento richieda il permesso di costruire o possa essere considerato un intervento di edilizia libera. Per risolvere questo dilemma, il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Lazio ha emesso una sentenza, la numero 2261/2024, che fornisce una chiara spiegazione delle caratteristiche del manufatto che devono essere considerate per determinare se si tratta di una pertinenza o di un’opera che implica una trasformazione urbanistica.

I tanti casi affrontati su diverse circostanze di abuso edilizio ci hanno insegnato che una buona percentuale degli illeciti verificatisi anche malgrado i soggetti coinvolti, è dovuta senz’altro alla cattiva scelta e gestione del titolo abilitativo che permette la lecita realizzazione di un’opera edilizia. E se da un lato la poca attenzione o la reale difficoltà nel gestire i titoli edilizi possono procurare serie e reali conseguenze economiche e penali, dal nostro canto possiamo rimediare con l’ausilio di un valido strumento di lavoro: il software per la gestione dei titoli abilitativi in edilizia che attraverso una procedura guidata ti aiuta ad individuare i titoli abilitativi in funzione dell’intervento.

Scala in metallo esterna di collegamento: edilizia libera o permesso di costruire?

Il caso in questione iniziava con un ordine di demolizione di una scala a chiocciola in ferro per esterni, realizzata senza alcun permesso.

La scala, in particolare, che consentiva di accedere dal giardino al solaio di copertura del portico prospiciente l’ingresso dell’abitazione, aveva le seguenti caratteristiche:

  • larghezza pari a m 1,40 ed altezza pari a m 3,50;
  • ancorata con piastre in ferro e bulloni ad una pedana in ferro montata su ruote con fermi, così da consentirne lo spostamento.

La proprietaria della scala ricorreva al Tar contro l’ordine di demolizione ed evidenziava che la scala su piattaforma mobile in questione (diretta a soddisfare esigenze contingenti e temporanee, e destinata ad essere immediatamente spostata al cessare della necessità di accesso) non costituisse manufatto o intervento edilizio e, contrariamente a quanto sostenuto dall’amministrazione mediante il richiamo all’art. 31 “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire…” del D.P.R. 380/2001, non necessitava del rilascio del PdC.

I chiarimenti del Tar Lazio sulla natura edilizia di mera pertinenza della scala metallica esterna di collegamento al terrazzo

I giudici ritengono che, per consolidato orientamento della giurisprudenza amministrativa, la realizzazione di una scala in ferro per consentire l’accesso ad un terrazzo costituisce intervento per il quale non è richiesto il preventivo rilascio del permesso di costruire. Infatti:

tale opera, finalizzata a consentire l’utilizzo del solaio di copertura di un immobile, non determina una significativa trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, ma si configura piuttosto come mera pertinenza, essendo preordinata ad un’oggettiva esigenza dell’edificio principale, funzionalmente inserita al servizio dello stesso, sfornita di un autonomo valore di mercato e caratterizzata da un volume minimo, tale da non consentire una destinazione autonoma e diversa da quella a servizio dell’immobile al quale accede e, comunque, tale da non comportare un aumento del carico urbanistico. (T.A.R. Campania – Salerno, sez. I, 24/07/2013, n.1680).

Nel caso in esame la scala di cui è contestata la realizzazione è costituita da una struttura mobile, ossia priva di un collegamento strutturale con l’abitazione, inidonea a modificarne la sagoma e il prospetto, e, in ragione della sua conformazione, destinata ad essere agevolmente spostata, essendo ancorata ad una pedana dotata di ruote. Dette caratteristiche inducono a ritenere che la scala oggetto di discussione non necessitasse di un permesso di costruire, come invece sostenuto dall’amministrazione che ha emesso l’ingiunzione ai sensi dell’art. 31, D.P.R. 380/2001.

Il ricorso è, quindi, accolto.

 

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