Sbancamento e livellamento terreno: occorre il permesso di costruire

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Le operazioni di sbancamento e livellamento terreno necessitano di un permesso di costruire. I chiarimenti del Tar Campania

Le operazioni di movimento, livellamento terreno e rimozione di vegetazione, preliminari alla successiva pavimentazione di un’area, costituiscono operazioni che vanno assentite da un permesso di costruire.

Queste le conclusioni della sentenza n. 5004/2020 del Tar Campania.

Il caso

Una privata decideva di effettuare sulla sua proprietà (in zona paesaggisticamente vincolata) e senza richiedere alcun titolo edilizio, alcuni lavori tra i quali:

  • lo sbancamento di terreno vegetale con asportazione di materiale lapideo e della vegetazione in accesso al preesistente fabbricato per civile abitazione, per un totale pari a circa 11 m per 6 m e 2 m di altezza;
  • la creazione di una via carrabile di accesso allo stesso fabbricato.

Il Comune, quindi, emetteva un’ordinanza di demolizione a ripristino dello stato originario dei luoghi nei confronti del figlio della proprietaria/committente dell’abuso (che nel frattempo era deceduta) quale erede universale.

Quest’ultimo contestava il provvedimento poiché a suo avviso:

  • era impossibile ripristinare lo stato originario dei luoghi;
  • non era lui responsabile dell’abuso edilizio commesso dalla madre.

La questione finiva presso le aule del Tar.

La sentenza del Tar Campania

I giudici spiegano che lo stato dei luoghi va ripristinato inderogabilmente vista l’insistenza dell’immobile in zona sottoposta a tutela paesaggistica.

Ma non è tutto. I predetti, richiamando una consolidata giurisprudenza di merito, ribadiscono che un intervento consistente in opere di:

  • sbancamento;
  • livellamento;
  • successiva pavimentazione;

implica trasformazione urbanistica ed alterazione permanente dell’assetto del territorio, tale da qualificare le opere  come intervento di nuova costruzione ai sensi dell’art. 3 “Definizioni degli interventi edilizi”, comma 1, lett. e) “interventi di nuova costruzione” del dpr 380/2001.

Ne consegue che per tali opere è necessario richiedere un permesso di costruire.

I giudici, infine, sottolineano che il figlio (della committente degli abusi) in qualità di erede universale è obbligato al ripristino dello stato dei luoghi in applicazione dell’art. 31 “Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali” del dpr 380/2001.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Campania

 

praticus-ta
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *