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Sanzione per invio tardivo fattura elettronica

Sanzione per invio tardivo della fattura elettronica

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

La sanzione per invio tardivo della fattura elettronica varia tra il 90% e il 180% dell’imposta non documentata (con minimo di 500 euro). Da 250 a 2000 euro se non ha inciso sull’IVA

L’adozione della fatturazione elettronica è diventata un obbligo per tutte le tipologie di regimi fiscali, inclusi quelli delle partite IVA forfettarie. Questo metodo di emissione delle fatture non solo ha semplificato i processi amministrativi, ma si è anche rivelato un elemento chiave nella gestione fiscale delle imprese.

Tuttavia, il rispetto delle scadenze per l’emissione e l’invio delle fatture elettroniche è fondamentale per evitare sanzioni e complicazioni fiscali. Infatti, la fattura elettronica tardiva, con errori o addirittura omessa può determinare gravi conseguenze per il contribuente, soprattutto in termini di sanzioni.

Per inviare le fatture al Sistema di Interscambio (SdI) tramite la tua PEC puoi utilizzare il software per la fatturazione elettronica che ti consente di selezionare e visualizzare i messaggi inviati dal Sistema di Interscambio (ricevute di consegna, notifiche di scarto, ecc.) relativamente alle fatture elettroniche inviate e ricevute.

Invio fattura

Invio fattura – software FacTus

Termini di emissione della fattura elettronica

Il termine di emissione della fattura elettronica varia in base al tipo di fattura che andiamo ad emettere:

  • fattura elettronica immediata;
  • fattura elettronica differita.

La fattura viene considerata emessa solo dopo essere stata trasmessa al SdI (Sistema di Interscambio) e non essere stata scartata da esso (articolo 1 comma 3 del D.Lgs. 127/2015).

Emissione fattura elettronica immediata

La fattura elettronica immediata è quella che accompagna il bene o il servizio che viene venduto o comprato, o certifica il compenso percepito per un servizio reso. Deve essere inviata entro 12 giorni dal momento di effettuazione dell’operazione (articolo 6 del D.P.R. 633/72).

Emissione fattura elettronica differita

La fattura elettronica differita può essere emessa per registrare la cessione di beni e la prestazione di servizi, in alternativa alla fattura immediata. Deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui i beni vengono spediti/consegnati o le prestazioni vengono realmente effettuate.

Sanzione per tardiva emissione fattura elettronica

Secondo quanto previsto dall’articolo 6 del D.Lgs. 471/97, le sanzioni per tardiva emissione della fattura elettronica sono:

  • sanzione tra il 90% e il 180% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio con un minimo di 500 euro (D.Lgs. 471/97 – articolo 6, comma 1, primo periodo e comma 4);
  • tra 250 e 2.000 euro quando la violazione non ha inciso sulla liquidazione del tributo (D.Lgs. 471/97 articolo 6, comma 1, ultimo periodo);
  • tra il 5% ed il 10% dei corrispettivi non documentati se l’operazione è esente, non imponibile, non soggetta ad IVA oppure soggetta all’inversione contabile. Quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000 (D.Lgs. 471/97, articolo 6, comma 2).

Di seguito le sanzioni amministrative applicate relative alla fattura elettronica, suddivise per tipologia di violazione:

Sanzioni fattura elettronica tardiva

Sanzioni fattura elettronica tardiva

Fattura elettronica tardiva: come ridurre le sanzioni

Le sanzioni possono essere ridotte attraverso:

  • il ravvedimento operoso;
  • il cumulo giuridico.

Sanzioni fatturazione elettronica tardiva: ravvedimento operoso

Le sanzioni derivanti da omessa, errata o tardiva emissione della fattura elettronica possono essere ridotte attraverso il meccanismo del ravvedimento operoso. L’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997 prevede le seguenti riduzioni:

  • 1/9: se il ravvedimento avviene entro 90 giorni dalla data in cui si è verificata l’omissione o l’errore;
  • 1/8: se il ravvedimento avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui si è commessa la violazione;
  • 1/7: se il ravvedimento avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo in cui si è commessa la violazione;
  • 1/6: se il ravvedimento avviene dopo il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo in cui si è commessa la violazione.

Prendiamo il caso in cui la sanzione sia fissa ed è pari a 250 euro, se si procede al ravvedimento operoso si verificherà che:

  • se la sanzione viene versata entro 90 giorni dall’errore/omissione: si versa 1/9 della sanzione minima, quindi l’importo da versare sarà pari a 27,78 euro;
  • se la sanzione viene versata entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA: si versa 1/8 della sanzione minima, quindi l’importo da versare sarà pari a 31,25 euro.

Sanzione fattura elettronica tardiva: cumulo giuridico

Qualora si decidesse di non sanare la violazione ma di attendere l’atto di irrogazione sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, ci si potrebbe avvalere dell’istituto del cumulo giuridico.

Tale istituto è disciplinato dall’articolo 12 comma 1 del D.Lgs 472/1997 e prevede:

  • una sanzione minima editabile pari a 250 euro;
  • aumento dal 25% al 200% prevista per la continuazione (come da comma 1 del citato articolo). Pertanto un aumento che va da 62,50 euro a 500,00 euro.

L’importo così ottenuto va da un minimo di 312,50 euro [+25%] ad un massimo di 750,00 euro [+200%].

Una volta ricevuto l’avviso di accertamento, l’importo della sanzione può essere ridotto di 1/3 se si rinuncia ad impugnare l’avviso dello stesso.

Pertanto, se ci si avvale della definizione delle sanzioni ex articolo 16 comma 3 del D.Lgs.. 472/1997, nel nostro esempio avremo:

  • 104,17 euro in caso di aumento del 25%;
  • 250 euro in caso di aumento del 200%.

Confronto tra ravvedimento operoso e cumulo giuridico

Vediamo con un esempio quando conviene utilizzare il ravvedimento operoso per sanare la violazione o attendere l’avviso di accertamento dell’Agenzia ed avvalersi dell’istituto del cumulo giuridico. Ipotizziamo il caso in cui vengano emesse tardivamente 15 fatture e che le stesse non abbiano inciso sulla corretta liquidazione dell’Iva.

Per sanare la violazione con il ravvedimento operoso, le sanzioni saranno le seguenti:

  • ravvedimento entro 90 giorni: la sanzione sarà nella misura di 27,78 per ciascun documento;
  • ravvedimento oltre i 90 giorni: la sanzione sarà nella misura di 31,25 per ciascun documento.

Pertanto, nel ravvedimento operoso entro 90 giorni, la sanzione totale sarà pari ad 416,70 euro (27,78 x 15 fatture). Mentre nel ravvedimento operoso entro 90 giorni la sanzione totale è di 468,75 euro (31,25 x 15 fatture).

Se non si vuole sanare la violazione ma si vuole attendere l’avviso di accertamento, le sanzioni con il cumulo giuridico sono:

  • sanzione minima edittale pari ad 250,00 euro;
  • aumento dal 25% al 200% prevista per la continuazione come da comma 1 del citato articolo, quindi un aumento che va da 62,50 euro a 500,00 euro.

L’importo così ottenuto va da un minimo di 312,50 euro [+25%] ad un massimo di 750,00 euro [+200%]. La percentuale di aumento applicata dall’Agenzia delle Entrate varierà in funzione del numero delle fatture.

Tuttavia, una volta arrivato l’avviso di accertamento, se quest’ultimo non viene contestato si ha la riduzione delle sanzioni di 1/3.

Quindi l’importo finale da corrispondere è:

  • 104,17 euro in caso di aumento del 25%;
  • 250,00 euro in caso di aumento del 200%.

Dall’esempio si evince che in questo caso non conviene applicare il ravvedimento operoso ma aspettare l’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate.

Di seguito una tabella riepilogativa che evidenzia quando conviene applicare il ravvedimento operoso e quando, invece, aspettare l’avviso di accertamento.

Ravvedimento operoso e cumulo giuridico

Ravvedimento operoso e cumulo giuridico

Dalla tabella si evince che fino a 9 fatture emesse tardivamente è più conveniente sanare la violazione tramite il ravvedimento operoso. Mentre sopra le 9 fatture è più conveniente aspettare l’eventuale avviso dell’Agenzia delle Entrate che applica il cumulo giuridico.

Regolarizzazione da parte del cessionario o committente

La tardiva emissione della fattura ha delle conseguenze sanzionatorie anche per il soggetto cessionario o committente che non si vede arrivare nei termini la fattura dal prestatore:

  • nel caso in cui il cessionario o committente non abbia ricevuto la fattura entro 4 mesi dalla data dell’operazione, deve inviare al Sistema di Interscambio, previo pagamento dell’imposta, entro il trentesimo giorno successivo, un’autofattura da regolarizzazione. In questa, devono essere inseriti i dati del fornitore nella sezione anagrafica del cedente/prestatore e i propri dati nella sezione del cessionario/committente. Il campo tipo documento deve essere compilato con il codice convenzionale TD20 (come stabilito dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30.4.2018, n. 89757);
  • se il soggetto ha ricevuto una fattura irregolare, deve trasmettere il documento di cui sopra, previo pagamento dell’imposta, entro il trentesimo giorno successivo alla registrazione.

Sanzione su ritardato invio fattura elettronica in caso di scarto

Un’altra situazione correlata alla ritardata emissione della fattura elettronica è quando il file telematico viene respinto dal sistema di interscambio.

È possibile rinviare la fattura elettronica scartata entro 5 giorni dalla notifica dello scarto senza l’applicazione di alcuna sanzione, come stabilito dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018. La notifica dello scarto fornisce sempre dettagli sulla natura degli errori commessi nella fatturazione elettronica.

codice errori fattura tradiva

codice errori fattura tradiva

Codice tributo ravvedimento fattura elettronica

Nel caso in cui ci si accorga di omissioni, errori o ritardi nella fatturazione elettronica occorre ravvedersi mediante il pagamento delle sanzioni di cui abbiamo parlato sinora. Il pagamento deve essere eseguito tramite modello F24, compilando la sezione erario ed utilizzando il codice tributo 8911. L’anno da indicare nel modello è quello in cui è avvenuta la violazione.

Factus

 

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