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dl 212 2023 Salva Superbonus

Salva Superbonus, in Gazzetta il nuovo decreto D.L. 212/2023

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Contributi per i redditi bassi, cessione del credito, barriere architettoniche e SAL: i punti principali del D.L. 212/2023 da scaricare in PDF

Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri (seduta n. 64, di giovedì 28 dicembre 2023)  è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 212/2023. Già ribattezzato “decreto salva Superbonus“, il provvedimento introduce nuove misure urgenti relative alle agevolazioni fiscali di cui agli artt. 119, 119-ter e 121 del D.L. 34/2020 allo scopo di salvaguardare i beneficiari e favorire l’avanzamento dei cantieri. I lavori terminati 31 dicembre 2023 godranno dell’agevolazione, mentre per quelli da completare nel 2024 saranno confermate le percentuali previste dalla legislazione vigente.

Nuovo decreto Superbonus

Il decreto legge si compone di 4 articoli così strutturati:

  • Articolo 1 – disposizioni in materia di bonus nel settore dell’edilizia;
  • Articolo 2 – opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali e misure relative agli interventi effettuati nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici;
  • Articolo 3 – revisione della disciplina sulla detrazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • Articolo 4 – entrata in vigore.

Superbonus 2024: le principali novità

Il decreto salva Superbonus porta con sé importanti novità a tutela dei beneficiari con i redditi più bassi (reddito di riferimento di 15.000 €) e per consentire la conclusione dei cantieri Superbonus 110% nel caso in cui abbiano raggiunto uno stato di avanzamento pari e non inferiore al 60% al 31 dicembre 2023, in relazione alle spese sostenute dal primo gennaio 2024 al 31 ottobre 2024.

Anche in questo frangente, è estremamente importante una corretta gestione documentale delle pratiche per non incorrere in errori e sanzioni; è sempre preferibile affidarsi ad un software di gestione dei bonus edilizi per avere i documenti in ordine ed effettuare i calcoli correttamente.

Superbonus 2024: misura Salva-spese per i lavori non ultimati

L’art.1 del D.L. 21/2023 introduce una sorta di garanzia per i beneficiari delle detrazioni nei casi in cui non riescano a completare i lavori oggetto di agevolazione.

Stabilisce, infatti, che le detrazioni relative agli interventi compresi nel Superbonus, per i quali è stata esercitata l’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta sulla base di stati di avanzamento dei lavori entro il 31 dicembre 2023, non saranno recuperate dall’Agenzia delle Entrate in caso di mancata conclusione dell’intervento, anche nel caso in cui ciò comporti la non soddisfazione del requisito di miglioramento di due classi energetiche.

Si sottolinea che rimane valida l’applicazione dell’articolo 121, commi 4, 5 e 6, nel caso di accertata mancanza, anche parziale, degli altri requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta.

Superbonus 110%: contributo per redditi più bassi

L’art. 1 comma 2 del D.L. 212/2023 stabilisce – per i cittadini con reddito inferiore a 15.000 euroun contributo a fondo perduto per le spese sostenute dal primo gennaio 2024 al 31 ottobre 2024 purché i lavori abbiamo raggiunto uno stato di avanzamento del 60% entro il 31 dicembre 2023.

Il contributo sarà erogato dall’Agenzia delle Entrate secondo modalità stabilite dal Ministro dell’Economia, utilizzando le risorse residue dal fondo del 2023 che presenta una disponibilità di 16.441.000 euro.

A valere sulle risorse di cui all’articolo 9, comma 3, del decreto-legge 18 novembre 2022, n. 176, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 gennaio 2023, n. 6, è autorizzata la corresponsione di un contributo in favore dei soggetti di cui al comma 1 con un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro, determinato ai sensi dell’articolo 119, comma 8 -bis .1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2024 al 31 ottobre 2024 in relazione agli interventi di cui al comma 8 -bis , primo periodo, del citato articolo 119, che entro la data del 31 dicembre 2023 abbiano raggiunto uno stato di avanzamento dei lavori non inferiore al 60 per cento. Il contributo di cui al presente comma è erogato, nei limiti delle risorse disponibili, dall’Agenzia delle entrate, secondo criteri e modalità determinati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Il contributo di cui al presente comma non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi.

Bonus barriere architettoniche

Il nuovo decreto limita l’applicazione dell’art. 119-ter. L’art. 3 prevede una revisione della disciplina sulla detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche allo scopo di salvaguardare le persone con disabilità e prevenire un uso improprio dei bonus destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche. Esso limita il campo degli interventi che possono beneficiare di tali agevolazioni, così come le circostanze in cui persiste la possibilità di ottenere sconti in fattura e di cedere il credito, garantendo così la tutela dei soggetti disabili. Il bonus, quindi, è esclusivamente limitato agli interventi riguardanti i seguenti lavori:

  • scale;
  • rampe;
  • ascensori;
  • servoscala;
  • piattaforme elevatrici.

Barriere architettoniche: stop cessione del credito e dello sconto in fattura

A partire dal primo gennaio 2024, non sarà più possibile ottenere sconti in fattura né procedere alla cessione del credito, ad eccezione di coloro che, prima della pubblicazione ufficiale del D.L. 212/2023, abbiano presentato la seguente documentazione:

  • richiesta del titolo abilitativo, ove necessario;
  • interventi per i quali non è prevista la presentazione del titolo abilitativo;
    • siano già iniziati i lavori;
    • stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura di beni e servizi oggetto dei lavori e sia stato versato un acconto sul prezzo, nel caso in cui non siano iniziati i lavori.

Inoltre, l’art. 3 comma 2 comunica che possono usufruire dello sconto in fattura e della cessione del credito per coloro che si trovano nella seguente situazione

  • per i condomini, in relazione a interventi su parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa;
  • per le persone fisiche, in relazione a interventi su edifici unifamiliari o unità abitative site in edifici plurifamiliari, a condizione che il contribuente:
    • sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare;
    • abbia adibito la stessa unità immobiliare ad abitazione principale;
    • abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro. Tale requisito reddituale non si applica se nel nucleo familiare del contribuente è presente un soggetto in condizioni di disabilità accertata.

Infine, è stata introdotta un’apposita attestazione per garantire il rispetto dei requisiti, si richiede poi una tracciabilità dei pagamenti da effettuare attraverso l’utilizzo del “bonifico parlante“.

È importante notare che ogni condomino dovrà rispettare specifiche caratteristiche e soddisfare determinati requisiti, tra cui:

  • condomini per interventi sulle parti comuni di edifici a prevalenza abitativa;
  • titolare di diritto reale di godimento;
  • diritto reale di proprietà;
  • abitazione principale;
  • reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro per condomini e persone fisiche con un reddito inferiore a 15.000 euro.

Stop cessione del credito e sconto in fattura per gli interventi nelle zone sismiche 1,2,3

L’art. 2 del decreto in esame stabilisce che, a partire dalla data di entrata in vigore del D.L. 212/2023 e entro il 30 dicembre 2023, non sarà più possibile procedere con la cessione del credito e lo sconto in fattura per interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici situati nelle zone sismiche 1-2-3, inclusi nei piani di recupero edilizio o riqualificazione urbana. Tale restrizione si applica a condizione che, entro la data di entrata in vigore del decreto, non sia stata richiesta l’autorizzazione per l’esecuzione dei lavori.

Inoltre, i contribuenti che usufruiscono dei benefici di cui all’art. 119, comma 8-ter, del D.L. 34/2020 avviati successivamente alla data di entrata in vigore del D.L. 212/2023 hanno l’obbligo di stipulare, entro un anno dalla conclusione dei lavori, contratti assicurativi a copertura dei danni causati agli immobili da calamità naturali ed eventi catastrofali verificatisi sul territorio nazionale.

Per ogni ulteriore approfondimento ti allego il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

 

 

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