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Ritiro dedicato 2024: cos’è, come funziona, quanto paga

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Tutto quello che c’è da sapere sul Ritiro dedicato: come funziona, come si accede, quanto rende, quando conviene

Il Ritiro Dedicato – noto anche come RID – è una modalità semplificata attiva dal 2008 che permette ai proprietari di un impianto fotovoltaico di immettere nella rete elettrica nazionale l’energia prodotta in eccesso e di ricavarne un guadagno. Si tratta di un sistema che mette in contatto produttore e GSE, rispettivamente come venditore e acquirente di energia elettrica.

Con l’uscita di scena dello Scambio sul Posto, il Ritiro Dedicato diventa la prima opzione per la messa in vendita dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico.

In questo articolo vedremo come funziona, quali sono i costi e i pagamenti associati e quali sono gli impianti per i quali viene concesso.

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Cos’è il Ritiro Dedicato e come funziona

Lo scopo del Ritiro Dedicato è semplificare le procedure di commercializzazione dell’energia elettrica.

Consiste nella cessione al GSE dell’energia elettrica immessa in rete dagli impianti che vi possono accedere, su richiesta del produttore e in alternativa al libero mercato, secondo principi di semplicità procedurale e applicando condizioni economiche di mercato.

Il GSE corrisponde infatti al produttore un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete.

I ricavi derivanti ai produttori dalla vendita al GSE dell’energia elettrica si sommano quindi a quelli conseguiti dagli eventuali meccanismi di incentivazione a eccezione del caso in cui si applichino prezzi fissi onnicomprensivi, inclusivi dell’incentivo, per il ritiro dell’energia elettrica immessa in rete.

Chi può accedere al Ritiro Dedicato

Possono richiedere l’accesso al Ritiro Dedicato i titolari di impianti alimentati da fonti rinnovabili e non rinnovabili che rispondano alle seguenti condizioni:

  • potenza apparente nominale inferiore a 10 MW alimentati da fonti rinnovabili, compresa la produzione imputabile delle centrali ibride;
  • potenza qualsiasi per impianti che producano energia elettrica dalle seguenti fonti rinnovabili: eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica (limitatamente agli impianti ad acqua fluente);
  • potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA alimentati da fonti non rinnovabili, compresa la produzione non imputabile delle centrali ibride;
  • potenza apparente nominale uguale o superiore a 10 MVA, alimentati da fonti rinnovabili (diverse dalla fonte eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice e idraulica) limitatamente, per quest’ultima, agli impianti ad acqua fluente purché nella titolarità di un autoproduttore.

Gli impianti che accedono ai meccanismi di incentivazione per i quali è previsto il riconoscimento di una Tariffa Onnicomprensiva (incentivo + ricavo da vendita dell’energia) non possono accedere al servizio di Ritiro Dedicato.

Nello specifico quindi non possono accedere gli impianti fotovoltaici incentivati dal D.M. 05 Luglio 2012 (quinto Conto Energia) o D.M. 05 Maggio 2011 (quarto Conto Energia per i soli impianti con Tariffa Onnicomprensiva), e gli impianti alimentati a fonti rinnovabili (non fotovoltaici) incentivati dal D.M. 18 Dicembre 2008, dal D.M. 06 Luglio 2012 e dal D.M. 23 Giugno 2016.

Il Ritiro Dedicato, infine, non è compatibile con il servizio di Scambio sul Posto.

Come attivare il Ritiro dedicato

Si può attivare il servizio tramite il Modello Unico o con la modalità standard.

Il Modello Unico

É un iter semplificato per la realizzazione, la connessione e l’esercizio di nuovi impianti fotovoltaici per i quali sia richiesto contestualmente l’accesso al servizio di Ritiro Dedicato e può essere utilizzato dai produttori titolari di impianti fotovoltaici con le seguenti caratteristiche:

  • realizzati presso clienti finali già dotati di punti di prelievo attivi in bassa tensione e media tensione;
  • aventi potenza nominale non superiore a 200 kW;
  • per i quali sia richiesto contestualmente l’accesso al regime di Ritiro Dedicato;
  • realizzati sui tetti degli edifici o su strutture e manufatti fuori terra diversi dagli edifici, nonché nelle relative pertinenze con le modalità previste dal D.Lgs. n. 28/11.

I produttori interessati dovranno interfacciarsi unicamente con i gestori di rete.

Il GSE, dopo aver ricevuto dai gestori di rete i dati presenti nel Modello Unico, provvederà ad attivare il contratto e a comunicare all’utente le informazioni per poterne visualizzare tutti i dati accedendo al portale Ritiro Dedicato – RID dell’Area Clienti GSE.

Il contratto sarà attivato dalla data di attivazione della connessione, così come comunicata dal gestore di rete.

La modalità standard

Prevede che entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto i produttori inviino l’istanza attraverso il servizio di Ritiro Dedicato – RID accessibile dall’Area Clienti GSE, indicando tutti i dati tecnici e amministrativi direttamente sul portale informatico.

Il contratto ha durata annuale solare ed è tacitamente rinnovabile, indipendentemente dalla modalità di richiesta.

I produttori hanno la facoltà di recedere in ogni momento, inviando la disdetta direttamente dal portale informatico dedicato almeno 60 giorni prima dalla data dalla quale si intende recedere.

Quanto paga il Ritiro dedicato 2024

Per il Ritiro dedicato, si può scegliere di aderire a uno tra due differenti regimi di prezzi indicati di seguito.

Prezzo Zonale Orario (PO)

Il Prezzo Zonale Orario (PO) è un compenso al kWh determinato dal mercato elettrico che cambia in base al momento della giornata in cui l’energia viene immessa in rete e al territorio in cui si trova l’impianto. Spetta al gestore di rete trasmettere al GSE le misurazioni dell’energia immessa per consentire il pagamento del corrispettivo corretto.

Il Prezzo Zonale Orario è riconosciuto per gli impianti:

  • a fonte rinnovabile, incentivato, di potenza fino a 1 MW (esclusi i casi di cui sopra);
  • a fonte rinnovabile, incentivato e non, di potenza superiore a 1 MW.

Dove trovare prezzo zonale orario?

Con Prezzo Zonale Orario, l’energia elettrica immessa in rete sarà pagata secondo il prezzo che si forma sul mercato elettrico in base a due criteri: l’ora nella quale l’energia viene immessa in rete e la zona di mercato in cui si trova l’impianto.

Le informazioni sull’andamento del Prezzo Zonale Orario (prezzi medi mensili per fascia oraria e zona di mercato) vengono pubblicate sul sito del GSE.

Prezzi Minimi Garantiti (PMG)

È un compenso al kWh stabilito ogni anno dall’Autorità per l’Energia (ARERA), che si differenzia per fonte e per quantità di energia ritirata annualmente.

Possono essere richiesti per impianti:

  • alimentati da una fonte rinnovabile e di potenza fino a 1 MW, non incentivati da altri meccanismi;
  • fotovoltaici di potenza fino a 100 kW e incentivati;
  • idroelettrici di potenza fino a 500 kW e incentivati.

Nel caso in cui si applichino i PMG, è previsto il riconoscimento di un conguaglio annuale, nel caso in cui questo sia positivo, con l’applicazione dei PO in modo tale da remunerare i produttori con il prezzo più vantaggioso.

Il GSE procede all’erogazione del corrispettivo di vendita dell’energia elettrica immessa in rete su base mensile. Il corrispettivo relativo all’energia immessa in rete nel mese “n” viene pubblicato entro il giorno 25 del mese “n+1″ unitamente alla proposta di fattura corrispondente da compilarsi a cura del produttore.

A partire dal 2015 è stata introdotta una tariffa annuale da corrispondere al GSE per gli oneri di gestione, verifica e controllo per sistema. Questa varia a seconda della fonte di alimentazione e viene calcolata considerando la potenza dell’impianto.

Tempistiche di erogazione del corrispettivo

Il GSE procede all’erogazione del corrispettivo di vendita dell’energia elettrica immessa in rete su base mensile. Il corrispettivo relativo all’energia immessa in rete nel mese “n” viene pubblicato entro il giorno 25 del mese “n+1″ unitamente alla proposta di fattura corrispondente da compilarsi a cura del produttore.

Al fine di garantire maggiore prevedibilità e semplificare la gestione nell’erogazione dei corrispettivi, il D.L. Energia (convertito con modificazioni dalla Legge 11/2024) ha stabilito che agli impianti con potenza non superiore a 20 kW, a decorrere dall’anno 2024, il GSE eroga corrispettivi su base semestrale, determinati in funzione di prezzi medi di mercato definiti anche per periodi pluriennali dall’ARERA, su proposta del GSE, differenziati per tecnologia, fonte di alimentazione e data di entrata in esercizio per tenere conto dei differenti livelli di costo e dei profili di produzione degli impianti.

Quanto viene pagato il RID fotovoltaico? Scopri i prezzi Minimi Garantiti 2024

Nel 2024, per il fotovoltaico, è stato stabilito un Prezzo Minimo Garantito di 46,4 €/MWh, il che equivale a poco più di 4 centesimi per ogni kWh immesso nella rete elettrica.

Sul sito dell’ARERA è possibile consultare il tariffario aggiornato.

Che differenza c’è tra il Ritiro Dedicato e lo Scambio Sul Posto

Il Ritiro Dedicato è un meccanismo di vendita dell’energia, lo Scambio sul posto prevede la compensazione tra energia ceduta alla rete ed energia consumata.

Bisogna premettere che lo Scambio Sul Posto può essere richiesto per impianti fino ad una potenza di 500 kW e cesserà in maniera retroattiva entro la fine del 2024. L’unico regime commerciale attivo offerto dal GSE sarà quello del Ritiro Dedicato.

Lo Scambio Sul Posto è più conveniente del Ritiro Dedicato nel caso di impianti fotovoltaici di piccole dimensioni residenziali, quando i kWh prelevati dalla rete sono all’incirca lo stesso quantitativo di quelli immessi.

Il Ritiro Dedicato è più conveniente dello Scambio Sul Posto nel caso di impianti di grandi dimensioni che producono un elevato quantitativo di energia elettrica in cui si ha un autoconsumo minimo o nullo.

In alternativa è sempre possibile la vendita nel mercato libero.

 

Solarius-PV

 

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2 commenti
  1. Giorgio
    Giorgio dice:

    Ottima spiegazione. Qualche esempio in più non avrebbe guastato: tipo un impianto di 6Kw , oggi con lo scambio sul posto, che ha un auto consumo del 97 % ed immette in rete 3.000 Kw a trimestre ha quale ,dei due nuovi sistemi , avrebbe più vantaggi ad aderire ?

    Rispondi
    • Nicolino
      Nicolino dice:

      Se hai un impianto da 6 kWp, in un anno produce non più di 7200 kWh; se immetti 3000 kWh in un anno autoconsumi per circa il 58% e sei in RID.
      Se tu fossi in SSP probabilmente autoconsumeresti quasi tutto; i tuoi 3000 immessi sono remunerati circa 4,6 €cent (140 €), in autoconsumo valgono circa 18 €cent (540 €).

      Rispondi

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