Ritenute sui bonifici per ristrutturazioni: le istruzioni per la redazione delle fatture

L’articolo 25 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con Legge 122/2010, ha introdotto per imprese e professionisti una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito che deve essere operata dalle Banche e da Poste Italiane S.p.A. direttamente sull’importo del Bonifico.

L’articolo 25 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con Legge 122/2010, ha introdotto per imprese e professionisti una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito che deve essere operata dalle Banche e da Poste Italiane S.p.A. direttamente sull’importo del Bonifico.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che tale ritenuta deve essere operata sull’importo del bonifico depurato dell’IVA assunta, convenzionalmente, sempre pari al 20%.
Con la Circolare n. 40/2010 l’Amministrazione finanziaria ha anche chiarito alcuni aspetti legati al caso in cui il committente sia un soggetto già tenuto ad operare una ritenuta d’acconto (il caso più frequente, ad esempio, è quello del condominio).
In tal caso la normativa già prevede che sui compensi versati a professionisti e imprese il condominio effettui delle ritenute rispettivamente del 20% e del 4%; il rischio, concreto, per tali soggetti, è di vedere effettuata una doppia ritenuta.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, nel caso di servizi e lavori svolti nell’ambito di lavori per i quali il committente si avvale della detrazione fiscale del 36% o del 55%, l’unica ritenuta applicabile è quella introdotta dal D.L. 78/2010 che, in quanto disposizione speciale, prevale sulla normativa ordinaria.
In pratica, quando un professionista o un’impresa fattura ad un condominio che effettua lavori per i quali intende avvalersi delle agevolazioni fiscali suddette, sulla fattura NON DEVE ESSERE riportata la ritenuta di norma operata.

Per meglio chiarire ricorriamo ad un esempio:

  1. professionista (ingegnere) che fattura ad un condominio per prestazioni NON connesse a interventi agevolati
    a)Onorario: € 1000,00
    b)Contributo integrativo (2%): € 20
    Iva (su a + b) = € 204
    Totale documento: € 1204,00
    Ritenuta d’acconto (20%) su onorario = € 200
    Netto a pagare: 1224-200 = 1024 euro
    In tal caso Banche e Poste NON operano alcuna ritenuta e l’importo accreditato è pari a 1024
  2. professionista (ingegnere) che fattura ad un condominio per prestazioni CONNESSE a interventi agevolati
    a) Onorario: € 1000,00
    b) Contributo integrativo (2%): € 20
    Iva (su a + b) = € 204
    Totale documento: € 1224,00
    Netto a pagare: 1224 euro
    In tal caso Banche e Poste OPERANO la ritenuta prevista dal D.L. 78/2010 e l’importo accreditato sarà pari 1224 – 0.1 x (1224/1.2) = 1122 euro e provvedono ad inviare al beneficiario la certificazione della ritenuta d’acconto.

Clicca qui per scaricare il testo della circolare 40/2010 dell’Agenzia delle entrate

 
1 commento
  1. Fabio
    Fabio dice:

    Ecco ce ne mancava un’altra neanche il commercialista sapeva dell’esistenza dell’ennesima circolare… già la ritenuta d’acconto è un’assurdità tutta di questo paese fallito, bello dover rincorrere chi te la pagata, un anno dopo il pagamento, cercarti, magari ci hai anche litigato o sei in causa e vi vedete ci si azzuffa, devi firmargli la ricevuta, no basta la raccomandata, cara come il fuoco, no basta la pec, ma chi ce l’ha dei tuoi clienti la sta pec, ora ci mancava anche questa….
    Ma chi bisogna assumere per riuscire a capire cosa va fatto per essere in regola in questo paese?

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