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Home » Approfondimenti » Titoli edilizi e urbanistica » Ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo: i nuovi chiarimenti dal Tar

Ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo: i nuovi chiarimenti dal Tar

Il Tar Campania ribadisce cos'è un risanamento conservativo e come si differenzia da un intervento di ristrutturazione edilizia. Il discrimine è dato dal rispetto delle caratteristiche originali della struttura

Tempo di lettura stimato: 3 minutidi Redazione BibLus / 24 Ottobre 2024/0 Commenti/in Titoli edilizi e urbanistica /di
Differenza tra ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo

In un contesto tutto italiano, un po’ per esigenza e un po’ per un attaccamento tradizionale alla burocrazia, in cui la tutela del patrimonio edilizio storico si intreccia con le normative urbanistiche, le decisioni delle autorità locali possono avere un impatto significativo sulla vita dei cittadini. La recente pronuncia di un tribunale amministrativo mette ancora una volta in luce le complessità e le sfide che emergono quando si cerca di bilanciare la conservazione degli edifici con le esigenze di sviluppo e sicurezza. Questa sentenza n. 1789/2024 del Tar Campania, che ritorna su uno dei temi più dibattuti in merito agli interventi edilizi sugli edifici datati, non solo chiarisce i confini delle competenze comunali, ma offre anche ulteriori spunti di riflessione sulle dinamiche tra diritto, amministrazione e patrimonio culturale.

Per un approccio corretto d’intervento e per evitare di incorrere in illeciti edilizi, ti suggerisco di utilizzare un software per i titoli abilitativi in edilizia che ti consente di individuare in modo corretto il tipo di titolo abilitativo richiesto in funzione dell’intervento da realizzare, di avere a disposizione tutti i modelli di cui hai bisogno costantemente aggiornati e una guida per la compilazione semplificata del modello. Inoltre, per gestire correttamente le pratiche progettuali di qualsiasi intervento con maggiore efficienza, collaborazione e controllo, è utile adottare il software per la gestione progettuale che ti consente di pianificare dettagliatamente ogni fase.

Quando un profondo intervento edilizio rimane nei confini di un risanamento conservativo?

La protagonista del caso acquisiva il diritto di usufrutto vitalizio su un vecchio fabbricato di cui le figlie rimanevano le nude proprietarie. La signora richiedeva tramite la presentazione della SCIA l’autorizzazione per lavori di restauro e consolidamento statico. La SCIA includeva:

  • la ricostruzione di una porzione di volta crollata;
  • il risanamento di una volta a botte;
  • la realizzazione di piattabande in cemento armato;
  • interventi accessori.

Il Comune inibiva i lavori sostenendo che l’intervento proposto configurava una “ristrutturazione edilizia” non consentita nella zona interessata dal Piano Urbanistico Territoriale (PUT), dove erano ammessi solo interventi minori e di manutenzione.

La signora presentava quindi un ricorso contro il provvedimento del Comune, poiché contestava la qualificazione dell’intervento come ristrutturazione edilizia.

La ricorrente argomentava che:

  • i lavori non alteravano la volumetria complessiva dell’edificio e non comportavano mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso;
  • gli interventi erano necessari per prevenire ulteriori crolli e non miravano a rendere l’immobile nuovamente abitabile.

Inoltre, era evidenziata l’omessa comunicazione da parte del Comune riguardo ai motivi ostativi all’esecuzione dei lavori.

Tar Campania: l’intervento di risanamento e conservazione rispetta e mantiene gli elementi tipologici, formali e strutturali dell’edificio

Il Tribunale ha stabilito che i lavori descritti nella SCIA rientrano nella categoria degli “interventi di restauro e risanamento conservativo” (lett. c), art. 3, comma 1, D.P.R. 380/2001)  piuttosto che in quella della ristrutturazione edilizia (lett. d) dell’art. 3, comma 1, D.P.R. 380/2001).

I giudici chiariscono che:

il restauro o il risanamento conservativo è costituito da interventi di recupero che conservano le preesistenti strutture, assicurando il rispetto di tipologia, struttura e conformazione del manufatto, fondati cioè sul rispetto e mantenimento degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’edificio, senza modifiche dell’identità, della struttura e della fisionomia dello stesso, e senza ampliamento dei volumi e delle superfici.

E cioè, secondo quanto enunciato alla lett. c del succitato Testo unico dell’edilizia, tali interventi mirano a conservare l’organismo edilizio senza modificarne l’identità o la struttura. Di conseguenza, il TAR ha annullato il provvedimento del Comune.

Il ricorso è, quindi, accolto.

 

per maggiore approfondimento, leggi anche questi articoli di BibLus:

  • “Demo-ricostruzione tra ristrutturazione e nuova costruzione: le differenze“
  • “Demolizione e ricostruzione: quando è risanamento conservativo?“
  • “Demoricostruzione e ristrutturazione: occorre conservare traccia dell’esistente?“
  • “Risanamento, manutenzione e ristrutturazione edilizia leggera/pesante: le differenze“
  • “Quando la “ristrutturazione edilizia” si trasforma in “nuova costruzione”?“
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Download Gratuito Sentenza Tar Campania - Ristrutturazione edilizia e risanamento conservativo

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La redazione di BibLus non fornisce risposte a chiarimenti su casi specifici né offre consulenza di carattere tecnico o legale sugli argomenti trattati negli articoli.
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