Agevolazione prima casa: i termini per non perdere l’agevolazione

Agevolazione prima casa e trasferimento della residenza

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Il Fisco chiarisce che il termine per il trasferimento della residenza di 18 mesi è sospeso fino a fine anno e ripartirà dal 1° gennaio 2022

Un nuovo chiarimento del Fisco arriva in merito all’agevolazione prima casa e, in particolare, circa il termine entro il quale dichiarare la residenza nel nuovo immobile per non perdere detta agevolazione.

Quesito

Ho acquistato prima casa il 19 luglio 2019 e stiamo ancora facendo dei lavori con ecobonus 110%. Vorrei sapere entro quando devo dichiarare residenza in questo immobile per non perdere l’agevolazione prima casa.

Questa la domanda che un contribuente ha rivolto alle Entrate (su FiscoOggi) per avere chiarimenti circa la tempistica per trasferire la residenza e non perdere l’agevolazione, dal momento che sull’immobile ci sono lavori in corso, ossia interventi incentivati con il Superbonus 110.

Risposta del Fisco

Nel fornire la risposta al contribuente, l’Agenzia delle Entrate ha innanzitutto ricordato una delle condizioni fondamentali per evitare la decadenza del beneficio prima casa: il trasferimento della residenza entro 18 mesi dall’acquisto nel Comune in cui si trova l’abitazione, e non necessariamente nell’immobile acquistato.

Infatti ai sensi del dpr n. 131/1986 (Tariffa Parte 1, articolo 1, nota II-bis), si ha che:

Ai fini dell’applicazione dell’aliquota del 2 per cento gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione non di lusso e agli atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alle stesse, devono ricorrere le seguenti condizioni:

  1. che l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquistato come prima casa sul territorio italiano. La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto. 

Tuttavia è necessario ricordare che, al fine di fronteggiare la situazione emergenziale determinata dal COVID-19 (vedi articolo BibLus-net: Agevolazione prima casa: più tempo per trasferire la residenza), l’art. 24 del dl n. 23/2020, decreto Rilancio ha sospeso dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 tutti i termini entro i quali attuare gli adempimenti previsti dalla norma per conservare le agevolazioni.

Successivamente, visto il proseguire dello stato di emergenza, il dl n. 183/2020 (Milleproroghe 2021) ha ulteriormente prorogato la sospensione fino al 31 dicembre 2021.

Conclusioni

Pertanto, conclude il Fisco, per non perdere l’agevolazione prima casa l’istante deve individuare il termine di scadenza dei 18 mesi per il trasferimento della residenza, contando i giorni trascorsi a partire dal 19 luglio 2019 (data di acquisto dell’immobile) e il 23 febbraio 2020 (data della sospensione), per poi riprendere il calcolo a partire dal 1° gennaio 2022 (data dalla quale riprenderanno a decorrere i termini).

 

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