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Detrazioni fiscali in edilizia e cessione del credito: no ai Comuni

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Per le Entrate il bonus facciate e le altre detrazioni in edilizia non spettano agli enti pubblici territoriali perché esenti dal pagamento dell’IRES. Escluso anche l’accesso alla cessione del credito

Con l’interpello n. 397/2020 l’Agenzia delle Entrate risponde ad un quesito posto da un Comune in merito all’accesso al bonus facciate.

In particolare viene chiarito che gli enti pubblici NON sono inclusi tra i beneficiari delle detrazioni edilizie (Superbonus, ecobonus, bonus facciate, …)

Quesito

Il Comune intende realizzare interventi di restauro della facciata esterna dell’edificio di cui è proprietario, adibito a sede istituzionale e ad uffici dell’Ente.

Essendo, per gli edifici privati, prevista la detrazione del 90% delle spese sostenute (ai sensi dell’art. 1, commi da 219 a 223 della legge di Bilancio 2020); il Comune chiede se è possibile applicare l’agevolazione a:

  • tutte le tipologie di edifici, compresi gli edifici destinati a attività istituzionali dell’ente pubblico;
  • tutte le tipologie di contribuenti, anche se non soggetti all’imposta sul reddito, ivi compresi gli enti pubblici territoriali esenti dal pagamento dell’IRES, ai sensi dell’articolo 74 del dpr n. 917/1986;

Inoltre, chiede se gli enti pubblici territoriali, esenti dal pagamento dell’IRES, possano beneficiare della trasformazione della detrazione di imposta prevista per il bonus facciate in credito di imposta, compensabile mediante il modello F24 per il pagamento di tributi vari e di contributi previdenziali, oppure cedibile a terzi, come previsto dall’art. 121 del dl n. 34/2020 (decreto Rilancio).

Risposta AE

L’Agenzia delle Entrate ricorda che le tipologie di interventi che danno diritto al bonus, nonché la misura della detrazione spettante, sono individuate dai commi da 219 a 221 del citato articolo 1 della legge di Bilancio 2020.

Tenuto conto del comma 219, che introduce la detrazione ai fini dell’imposta lorda a favore di tutti i contribuenti residenti e non residenti nel territorio dello Stato, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati, a prescindere dalla tipologia di reddito di cui essi siano titolari, l’Agenzia conclude che:

in linea generale, trattandosi di una detrazione dall’imposta lorda, il bonus facciate non spetta ai soggetti che non possiedono redditi imponibili.

Pertanto, non spetta agli enti pubblici territoriali esenti dal pagamento dell’IRES, ai sensi dell’articolo 74 del TUIR.

Tale principio può ritenersi quindi valido per tutte le detrazioni fiscali in edilizia (superbonus, ecobonus, sismabonus, bonus ristrutturazione, ecc.)

Inoltre, prosegue, tali soggetti NON possono, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione spettante:

  • ottenere un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta;
  • cedere un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Per ulteriori chiarimenti in ordine all’applicazione dell’agevolazione in esame (bonus facciate) si rimanda alla circolare 14 febbraio 2020, n. 2/E.

 

Clicca qui per scaricare la risposta n. 397/2020

 

praticus-ta

 

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