Superbonus ed immobile privo di impianto di climatizzazione

Superbonus e immobile privo di impianto di climatizzazione

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No al Superbonus se l’immobile è sprovvisto di riscaldamento: non può accedere né agli interventi trainanti di efficientamento energetico né a quelli trainati

La mancanza di riscaldamento nell’edificio oggetto dell’intervento di ristrutturazione è causa di inammisibilità dei lavori di efficientamento energetico alla disciplina dell’ecobonus.

Questa la risposta dell’Agenzia delle Entrate in merito ad un quesito avanzato da un contribuente (interpello n. 557/2021).

Quesito

L’istante, proprietario insieme alla moglie di un fabbricato in categoria catastale C/2, ha avviato nel mese di novembre 2020 dei lavori di ristrutturazione edilizia per la realizzazione di un immobile residenziale:

  • funzionalmente indipendente;
  • dotato di accesso autonomo;
  • destinato ad abitazione del proprio nucleo familiare.

Prima dell’inizio dei lavori l’immobile era

  • composto da due piani;
  • aperto su un lato (era adibito a stalla, ricovero di attrezzi agricoli e fienile);
  • privo di impianto di climatizzazione;
  • situato in una zona soggetta a vincolo paesaggistico (ai sensi dell’articolo 136, comma 1, lettere c) e d) del dlgs n. 42/2004).

Nel mese di ottobre 2020 il Comune ha autorizzato con permesso di costruire i lavori di ristrutturazione edilizia (ex articolo 3, comma 1, lettera d), del dpr n. 380/2001), con cambio di destinazione urbanistica da agricolo a residenziale ed il miglioramento sismico del fabbricato.

Il quesito posto alle Entrate

L’istante chiede se può usufruire dei benefici previsti dal Superbonus, per gli interventi previsti dal comma 1, lettera a), dell’articolo 119, del dl n. 34/2020 (isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate), per i seguenti lavori già appaltati ad un’impresa riguardanti:

  • il risanamento conservativo delle facciate esterne;
  • l’adozione di misure antisismiche, mediante demolizione di solaio e tetto in legno, e la realizzazione di una nuova struttura portante mista in cemento armato e legno e di una nuova copertura;
  • ulteriori lavorazioni di completamento del nuovo edificio residenziale.

I lavori sull’involucro esterno interesseranno una superficie complessiva superiore al 25% di quella disperdente lorda dell’intero edificio e, secondo il progetto redatto dallo studio tecnico, l’immobile residenziale raggiungerà una classe energetica pari alla A/2.

Parere dell’Agenzia delle Entrate

In relazione alle questioni interpretative poste dal contribuente, ossia riguardanti la possibilità di fruire del Superbonus (di cui all’articolo 119, comma 1 lettera a) del dl decreto Rilancio) relativamente agli interventi di efficientamento energetico per un’unità immobiliare accatastata C/2 sprovvista di riscaldamento, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che ai fini dell’ecobonus gli edifici oggetto degli interventi devono avere determinate caratteristiche tecniche e, in particolare, devono essere dotati di impianti di riscaldamento, presenti negli ambienti in cui si realizza l’intervento agevolabile.

Tuttavia, per gli edifici nei quali l’impianto di riscaldamento non è funzionante, deve essere dimostrabile che l’edificio è dotato di impianto di riscaldamento rispondente alle caratteristiche tecniche previste dal dlgs n. 192/ 2005 e che tale impianto è situato negli ambienti nei quali sono effettuati gli interventi di riqualificazione energetica.

Inoltre, il comma 1-quater dell’art. 119 del decreto legge Rilancio, inserito dall’articolo 1, comma 66, lettera c) della legge di Bilancio 2021 ha ammesso alle detrazioni anche gli edifici privi di attestato di prestazione energetica (APE) perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi, purché al termine degli interventi raggiungano una classe energetica in fascia A.

In pratica, in determinati casi il contribuente è esonerato solo dal produrre l’APE iniziale; per gli interventi di efficientamento energetico deve essere dimostrato, sulla base di una relazione tecnica, che nello stato iniziale l’edificio era dotato di un impianto idoneo a riscaldare gli ambienti di cui era costituito.

Conclusioni

Alla luce di quanto espresso, con riferimento al caso in esame, il Fisco ribadisce che la mancanza di riscaldamento nell’edificio oggetto dell’intervento di ristrutturazione rappresentata una condizione di esclusione per l’ammissione dei lavori di efficientamento energetico alla disciplina dell’ecobonus.

In particolare: NON essendo l’unità immobiliare C/2 dotata di un impianto di riscaldamento preesistente, NON può accedere agli interventi trainanti di isolamento termico delle superfici opache verticali (primo quesito) né può fruire del regime agevolato per i lavori trainati.

 

Clicca qui per scaricar la risposta AE n. 577/2021

 

termus
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4 commenti
  1. Antonio
    Antonio dice:

    Buongiorno, nel caso in cui solo parzialmente l’edificio è riscaldato (solo una parte dei depositi che poi saranno trasformati in unica abitazione), come individuare dove fare l’intervento di coibentazione, ecc?

    Rispondi
    • Mario Guerriero
      Mario Guerriero dice:

      Ciao Antonio,
      purtroppo è difficile rispondere alla tua domanda senza visionare i luoghi.
      Il mio consiglio è di rivolgerti al tuto tecnico di fiducia, solo lui, dopo aver effettuato un sopralluogo, potrà consigliarti al meglio.

      Rispondi
  2. Marianna
    Marianna dice:

    Buongiorno.
    Devo avviare i lavori di ristrutturazione della mia villetta unifamiliare con accesso indipendente. Sarà installato cappotto termico e sostituito l’impianto di riscaldamento esistente con impianto a pavimento. La villetta ha una veranda regolarmente sanata con l’immobile dal precedente proprietario. La veranda è fornita di termosifoni e di pompa di calore. Vorrei sapere se è possibile estendere gli interventi trainanti e trainati (sostituzione impianto di riscaldamento, sostituzione infissi e isolamento termico del tetto) al locale veranda fruendo quindi del superbonus anche per questi interventi. Grazie.

    Rispondi
    • Mario Guerriero
      Mario Guerriero dice:

      Ciao Marianna,
      dato che la veranda è dotata di impianto di riscaldamento, è chiusa, è in regola urbanisticamente, si può considerare a tutti gli effetti un ambiente interno, e quindi è parte integrante dell’abitazione.
      Pertanto non vedo motivo per cui tu non possa beneficiare del Superbonus anche per gli interventi eseguiti in quell’ambiente.

      Rispondi

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