I chiarimenti delle Entrate sull’asseverazione tardiva in caso di sismabonus

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Ok al sismabonus in caso di asseverazione tardiva per interventi di demolizione e ricostruzione iniziati tra il 1° gennaio 2017 ed il 1° maggio 2019

Con due istanze di interpello (n. 422/2020 e n. 423/2020) vengono chiesti chiarimenti all’Agenzia delle Entrate in merito al sismabonus (art. 16, comma 1-septies del dl n. 63/2013) in caso di asseverazione tardiva e di acquisto delle unità immobiliari in zone a rischio sismico 2 – 3.

Sismabonus

Ricordiamo che il sismabonus è un’agevolazione introdotta dal comma 1-septies dell’art. 16 del dl n. 63/2013 ed è prevista anche in caso di interventi di demolizione e ricostruzione di interi edifici, realizzati nei Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento.

I lavori devono essere eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare che, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, devono provvedere alla successiva alienazione dell’immobile.

Le detrazioni spettano all’acquirente delle unità immobiliari, rispettivamente nella misura del  75% e dell’85% del prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita e, comunque, entro un ammontare massimo di spesa pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Interpello n. 422/2020

Una società dichiara di avere due cantieri in essere, ubicati nelle zone sismiche 2 e 3, e che per entrambi sta procedendo alla demolizione e ricostruzione adottando tutti i criteri e materiali antisismici.

Al riguardo, la società rileva che per entrambi i cantieri non è stata depositata in allegato ai permessi di costruire l’asseverazione del tecnico abilitato (di cui all’art. 3 del dm n. 58/2017) riguardante l’apporto di tutte le migliorie intervenute dopo la demolizione. Questo perché, sia nel 2018 che sino all’aprile 2019 non era né richiesto né necessario.

Essendo attualmente in possesso di suddette asseverazioni delle classi di rischio sismico per le ricostruzioni in esame, l’istante chiede di conoscere se i futuri acquirenti delle nuove unità immobiliari possano comunque beneficiare del sismabonus.

Parere dell’Agenzia delle Entrate

Il Fisco ribadisce che i futuri acquirenti delle unità potranno beneficiare del sismabonus (vedi articoli: Sismabonus anche in caso di asseverazione tardiva?Sismabonus e asseverazione tardiva, nuovi chiarimenti delle Entrate).

In riferimento al quesito posto, il Fisco inoltre richiama la nota n. 4260/2020 del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in cui viene chiarito che l’estensione dell’agevolazione ai Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 2 e 3, ai sensi del dl n. 34/2019, è in vigore il 1° maggio 2019.

Considerando, quindi, che l’estensione del sismabonus per l’acquisto nelle zone sismiche 2 e 3 è intervenuta nel 2019, e quindi dopo il dm 58/2017, il Fisco ribadisce che tale asseverazione tardiva vale per le procedure autorizzatorie per immobili demoliti e ricostruiti iniziate dopo il 1° gennaio 2017 ma prima del 1° maggio 2019.

Nel caso in esame, la detrazione e la conseguente possibilità di cessione del credito, spetta agli acquirenti delle unità immobiliari oggetto di interventi le cui procedure autorizzatorie sono iniziate dopo il 1° gennaio 2017 ma prima del 1° maggio 2019, anche se l’asseverazione non è stata presentata contestualmente alla richiesta del titolo abilitativo.

Condizione necessaria, tuttavia, è che detta asseverazione sia presentata dall’impresa entro la data di stipula del rogito.

Interpello n. 423/2020

L’interpello n. 423/2020 riguarda sempre il sismabonus ed in particolare, gli acquirenti delle unità immobiliari ricadenti in zona 3.

Nel dettaglio, una società che si occupa di costruzione e ristrutturazione immobiliare, dichiara di essere proprietaria di un immobile oggetto di un intervento di ristrutturazione edilizia mediante demolizione, ricadente in un Comune classificato a rischio sismico 3.

I lavori da eseguire garantiranno la messa in sicurezza sismica dell’edificio e la realizzazione di più unità immobiliari ad uso civile abitazione.

Con riferimento a tale intervento, la società chiede di sapere se gli acquirenti delle unità immobiliari potranno fruire della detrazione del prezzo di acquisto prevista, dal momento che l’agevolazione in esame inizialmente si applicava ai soli immobili situati in zona sismica 1 (solo dal 1° maggio 2019 è stata estesa anche a quelli situati nelle zone sismiche 2 e 3).

Parere dell’Agenzia delle Entrate

Sempre in riferimento alla suddetta nota n. 4260/2020 del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l’Agenzia delle Entrate ritiene che gli acquirenti delle unità immobiliari possano fruire della detrazione dal momento che le procedure autorizzatorie per l’intervento di demolizione e ricostruzione sono iniziate dopo il 1° gennaio 2017 ma prima del 1° maggio 2019, nel dettaglio:

  • la domanda per l’ottenimento del permesso a costruire è stata presentata nel dicembre 2017;
  • il Comune ha rilasciato il permesso a costruire in data dicembre 2018;
  • la comunicazione di inizio lavori e la relazione tecnica per l’ottenimento dei benefici fiscali legati agli interventi antisismici è stata presentata nel 2019.

 

Clicca qui per scaricare la risposta AE n. 422/2020

Clicca qui per scaricare la risposta AE, n. 423/2020

 

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