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Bonus facciate e sconto in fattura: errore nella fattura di acconto

Bonus facciate e sconto in fattura: errore nella fattura di acconto

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Bonus facciate: le regole da seguire per salvare lo sconto in fattura anche se non è stato indicato in acconto ma solo in saldo

Bonus facciate e fattura d’acconto, un nuovo caso di errore in fattura nella risposta n. 247/2023 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate in cui indica le modalità da seguire per rimediare ad un errore piuttosto frequente in merito allo sconto in fattura.

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Interpello AE: errore nella fattura in acconto in tema di sconto in fattura

Con l’interpello in esame (247/2023), l’istante chiede chiarimenti circa il corretto esercizio dell’opzione per lo sconto in fattura (ex articolo 121 del D.L. n. 34/2020).

Il caso riguarda un’azienda che afferma di avere eseguito nel 2021 un intervento edilizio di “recupero e restauro della facciata degli edifici esistenti”; si tratta quindi di un intervento agevolabile mediante il riconoscimento di una detrazione d’imposta pari al 90% della spesa sostenuta per i lavori edili nel periodo d’imposta 2021. La società committente, d’intesa con l’istante, ha convenuto di optare per l’applicazione dello sconto in fattura che il prestatore può recuperare sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altro soggetto. A tal riguardo, l’istante rappresenta di aver emesso:

  • una fattura in acconto d’importo pari al 10% del corrispettivo concordato e­ regolarmente pagata dal committente;
  • una successiva fattura a saldo, pari al 90% del totale dovuto, applicando l’intero sconto in fattura previsto,

e successivamente optato per la cessione del credito d’imposta ad un istituto di credito.

Il Fisco ha chiarito che i soggetti che hanno  diritto alle detrazioni  per gli interventi di ristrutturazione edilizia, recupero o restauro della facciata degli edifici, riqualificazione energetica riduzione del rischio sismico, ecc., anche nella misura del 110% (Superbonus), devono comunicare l’opzione per la cessione del corrispondente credito a soggetti terzi, oppure per il contributo sotto forma di sconto entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione. Il fornitore che ha applicato lo sconto in fattura può, a sua volta, compensare il credito a far data dal 10 del mese successivo a quello in cui l’Agenzia delle Entrate riceve la comunicazione, ferma restando la possibilità, in alternativa alla compensazione, di optare per la cessione del credito.

Al fine di dare evidenza dell’esercizio dell’opzione da parte del committente per la fruizione della detrazione nella modalità alternativa dello “sconto in fattura”, il fornitore deve indicare in ciascuna fattura l’esatto ammontare dello sconto concesso, corrispondente alla detrazione spettante in base all’importo fatturato, anche in caso di sconto parziale. Diversamente, laddove il corrispettivo dovuto sia stato indicato nella fattura senza esporre lo sconto, il fornitore non ha titolo per maturare il credito di imposta, poiché lo sconto non trova riscontro in fattura. In tale ipotesi l’agevolazione può essere fruita solo dal committente, direttamente sotto forma di detrazione, salva la successiva possibilità di cedere a terzi un credito di imposta pari alla detrazione spettante.

Parere delle Entrate: bonus facciate salvo anche se lo sconto in fattura risulta solo nel saldo

Secondo il parere reso dall’Agenzia delle Entrate vale il principio generale secondo cui se lo sconto in fattura è concordato con il fornitore, l’opzione deve essere applicata su tutte le fatture emesse tra le parti, come precisato nella nota n. 18 della circolare n. 19/E del 27 maggio 2022.

Tuttavia, nel caso in esame, nonostante l’errore di fatturazione commesso e al ricorrere delle altre condizioni previste dalla norma, qualora il committente non abbia fruito della detrazione in sede di dichiarazione annuale, né l’abbia ceduta a terzi, la cessione della detrazione sotto forma di sconto risulta ammissibile e riferibile a tutta la spesa sostenuta.

Quindi, a condizione che lo sconto complessivo sia riportato nella fattura di saldo e il committente non abbia detratto il pagamento effettuato della fattura di acconto, lo sconto in fattura risulta salvo.

Cosa fare per salvare lo sconto in fattura?

Ecco in breve le indicazioni da seguire, in base al parere espresso dal Fisco, per salvare lo sconto in fattura in considerazione dell’errore commesso in fattura di acconto:

  • lo sconto totale deve essere indicato nel documento di saldo;
  • il committente non deve aver detratto il pagamento effettuato inizialmente.

Inoltre, per dimostrare la non disponibilità della detrazione in capo al committente (perché già ceduta sotto forma di sconto) può essere utile l’integrazione, con un documento extracontabile, della fattura emessa a titolo di acconto con il richiamo allo sconto concesso rispetto al complesso dei lavori realizzati.

L’Agenzia delle Entrate ha espresso un suo parere in merito ad un caso analogo riguardante appunto: Ecobonus e sconto in fattura: errore nella fattura di acconto.

 

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