Cos’è il rischio sismico e come si determina la classe di rischio sismico di un edificio
Classificazione del rischio sismico: dalla determinazione della classe di rischio sismico di un edificio con metodo semplificato o analitico all'asseverazione
Le “Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni nonché le modalità per l’attestazione, da parte di professioni abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati” sono state approvate con il D.M. 58/2017.
All’articolo 3, il provvedimento prevede che l’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico sia attestata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini professionali di appartenenza.
Il progettista dell’intervento strutturale, ad integrazione di quanto già previsto dal D.P.R. 380/2001 e dal D.M. 14/01/2008, assevera, secondo i contenuti delle allegate linee guida, la classe di rischio dell’edificio precedente l’intervento e quella conseguibile a seguito dell’esecuzione dell’intervento progettato.
Il D.M. 58/2017 è stato, negli anni, modificato ed integrato:
- dal D.M. 65/2017;
- dal D.M. 24/2020;
- dal D.M. 329/2020 (Decreto Sismabonus).
Qui puoi scaricare gratuitamente il testo coordinato con le modifiche, comprensivo degli allegati.
Indice
Cos’è il rischio sismico
Il rischio sismico è la misura matematica/ingegneristica per valutare il danno atteso a seguito di un possibile evento sismico.
Il rischio sismico dipende da un’interazione di fattori. Esso è funzione di:
- pericolosità
- vulnerabilità
- esposizione
In particolare è valida la relazione:
Rischio = Pericolosità · Vulnerabilità · Esposizione
ove:
- pericolosità: è la probabilità che si verifichi un sisma (terremoto atteso); è legato alla zona sismica in cui si trova l’edificio
- vulnerabilità: consiste nella valutazione delle conseguenze del sisma; è legata alla capacità dell’edificio di resistere al sisma
- esposizione: è la valutazione socio/economica delle conseguenze; è legata ai contesti delle comunità

Rischio sismico
Metodi per la determinazione della classe di rischio sismico
Le classe di rischio sismico sono le seguenti:
- classe A+ (minor rischio)
- classe A
- classe B
- classe C
- classe D
- classe E
- classe F
- classe G (maggior rischio)
La determinazione della classe di appartenenza di un edificio può essere condotta secondo due metodi alternativi:
- metodo convenzionale
- metodo semplificato
Il metodo convenzionale è concettualmente applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione, è basato sull’applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle attuali Norme Tecniche e consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione sia nello stato di fatto sia nello stato conseguente all’eventuale intervento.
Il metodo semplificato si basa su una classificazione macrosismica dell’edificio, è indicato per una valutazione speditiva della Classe di Rischio dei soli edifici in muratura e può essere utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per valutare, limitatamente agli edifici in muratura, la classe di rischio in relazione all’adozione di interventi di tipo locale.
In entrambi i metodi è fatto utile riferimento al parametro PAM, che può essere assimilato al costo di riparazione dei danni prodotti dagli eventi sismici che si manifesteranno nel corso della vita della costruzione, ripartito annualmente ed espresso come percentuale del costo di ricostruzione.
Esso può essere valutato, così come previsto per l’applicazione del metodo convenzionale, come l’area sottesa alla curva rappresentante le perdite economiche dirette, in funzione della frequenza media annua di superamento (pari all’inverso del periodo medio di ritorno) degli eventi che provocano il raggiungimento di uno stato limite per la struttura. Tale curva, in assenza di dati più precisi, può essere discretizzata mediante una spezzata. Minore sarà l’area sottesa da tale curva, minore sarà la perdita media annua attesa (PAM).

Figura 1– Andamento della curva che individua il PAM, riferito a una costruzione con vita nominale 50 anni e appartenente alla classe d’uso II. Nell’immagine a destra, per meglio individuare i punti prossimi all’asse delle ordinate, le ascisse sono in scala logaritmica.
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Metodo semplificato
Il metodo semplificato si basa su una classificazione macrosismica dell’edificio. E’ indicato per una valutazione speditiva della Classe di Rischio dei soli edifici in muratura e può essere utilizzato sia per una valutazione preliminare indicativa, sia per valutare la classe di rischio in relazione all’adozione di interventi di tipo locale.
Metodo convenzionale
Il metodo convenzionale è applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione. Esso è basato sull’applicazione dei normali metodi di analisi previsti dalle attuali NCT 20080 e consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione
- sia nello stato di fatto
- sia nello stato conseguente intervento progettato
Classe di rischio sismico con il metodo semplificato
Con tale metodo è possibile calcolare la classe di rischio sismico solo per strutture in murature e per interventi di tipo locale.
Nel caso di valutazioni finalizzate all’esecuzione di interventi sugli edifici volti alla riduzione del rischio, è consentito l’impiego del metodo semplificato nei soli casi in cui si adottino interventi di rafforzamento locale; in tal caso è ammesso il passaggio di una sola classe di rischio.
Nello specifico si determina, sulla base delle caratteristiche della costruzione, la classe di rischio di appartenenza a partire dalla classe di vulnerabilità definita dalla Scala Macrosismica Europea (EMS) di seguito riportata.

Vengono definite 7 tipologie di edifici in muratura a cui corrisponde una vulnerabilità media di ciascuna individuando 6 classi di vulnerabilità, da V1 a V6, con vulnerabilità crescente dal pedice 1 al pedice 6.
Per ogni tipologia e ogni classe di vulnerabilità, il valore più credibile (cerchio) e la dispersione intorno a tale valore, espressa con i valori più probabili (linee continue) e meno probabili o addirittura eccezionali (linee tratteggiate).
La valutazione della classe di vulnerabilità, necessaria per la determinazione della classe di rischio della costruzione in esame mediante il metodo semplificato, deve essere condotta in due passi successivi:
- determinazione della tipologia strutturale che meglio descrive la costruzione in esame e della classe di vulnerabilità media (valore più credibile) associata;
- valutazione dell’eventuale scostamento dalla classe media a causa di un elevato degrado, di una scarsa qualità costruttiva o della presenza di peculiarità che possono innescare meccanismi di collasso locale per valori particolarmente bassi dell’azione sismica e aumentare la vulnerabilità globale.
Per la determinazione della classe di vulnerabilità media e per la valutazione dell’eventuale scostamento, si può utilizzare la seguente tabella:
| TIPOLOGIA STRUTTURALE | PECULIARITÀ CARATT. TIPOLOGIA STRUTTURALE | CLASSE MEDIA DI VULNERAB. GLOBALE | POSSIBILI MECCANISMI LOCALI | PECULIARITÀ NEGAT. VULNER. LOCALE GLOBALE | PASSAGGIO DI CLASSE | |
| MURATURA | INERTI /MAGLIA MURARIA | |||||
| pietra grezza |
| V6 | ||||
| mattoni di terra cruda (adobe) |
| V6 | ||||
| pietra sbozzata |
| V5 |
Ribaltamento delle pareti
Meccanismi parziali o di piano |
| da V5 a V6
| |
| mattoni o pietra lavorata |
| V5 | ||||
| pietra massiccia per costruzioni monumentali |
| V4 | da V4 a V5 | |||
| mattoni + solai d’elevata rigidezza nel proprio piano medio |
| V4 | Ribaltamento delle pareti
Meccanismi parziali o di piano
|
|
da V4 a V5 | |
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Si sottolinea come, nell’ambito di queste linee guida, sia previsto lo scostamento dalla classe media solo nel verso di un aumento della vulnerabilità.
La classe di vulnerabilità, in relazione alla pericolosità del sito in cui è localizzato l’edificio, corrisponde a una classe di rischio. Per semplicità, la pericolosità del sito è individuata attraverso la zona sismica di appartenenza cosi come definita dall’OPCM 3274/2003.
È così possibile definire le corrispondenze tra classi di vulnerabilità V1, V2, … V6 e classi di rischio A+, A, …, G, come indicato nella tabella successiva.
Classe di Rischio | PAM | Zona 1 | Zona 2 | Zona 3 | Zona 4 |
A+* | PAM ≤ 0,50% | V1 ÷ V2 | |||
A* | 0,50% < PAM ≤ 1,0% | V1 ÷ V2 | V3 ÷ V4 | ||
B* | 1,0% < PAM ≤ 1,5% | V1 | V1 ÷ V2 | V3 | V5 |
C* | 1,5% < PAM ≤ 2,5% | V2 | V3 | V4 | V6 |
D* | 2,5% < PAM ≤ 3,5% | V3 | V4 | V5 ÷ V6 | |
E* | 3,5% < PAM ≤ 4,5% | V4 | V5 | ||
F* | 4,5% < PAM ≤ 7,5% | V5 | V6 | ||
G* | 7,5% < PAM | V6 |
NOTA BENE: Per distinguere l’attribuzione di classe mediante il metodo semplificato da quella ottenuta mediante il metodo convenzionale, le classi ottenute con il metodo semplificato sono contrassegnate da un asterisco (A+*, A*, B*, ecc.).
Per tutti gli interventi che, pur riducendo il rischio, non consentono il passaggio alla Classe di Rischio minore, si può comunque ricorrere agli sgravi fiscali minimi già previsti dalle altre misure di agevolazione vigenti.
Esempio di calcolo della classe di rischio sismico
Ipotizziamo di dover effettuare il calcolo della classe di rischio sismico su un edificio in muratura di mattoni e pietra e mattoni ubicato nel Comune di Roma.

La muratura è caratterizzata da un elevato degrado e una scarsa qualità costruttiva generale.
Procediamo con il calcolo secondo le linee guida di MIT.
Individuazione della zona sismica
La zona sismica può essere ricavata dalla mappa relativa alla classificazione sismica dell’intera nazione effettuata dall’OPCM 3274/2003.
Nella figura seguente si riporta la mappa.

Nel nostro esempio, l’edificio, ubicato nel Comune di Roma, ricade nella ZONA SISMICA = 2.
Definizione della classe di vulnerabilità
Per definire la vulnerabilità sismica, facciamo uso della EMS, Scala Macrisismica.
Pertanto, nella tabella della Scala Macrosismica individuiamo il tipo di muratura prevalente, che nel nostro caso è Muratura di mattoni e pietra lavorata.
A questa tipologia di muratura corrisponde una classe media di vulnerabilità pari a V5.
Successivamente, sulla base delle peculiarità della muratura in esame, si ottiene un degrado di vulnerabilità.
Nel nostro esempio ci troviamo di fronte ad una struttura caratterizzata da:
- scarsa qualità costruttiva
- elevato degrado e/o danneggiamento
Utilizzando l’apposita tabella messa a disposizione dalle linee guida, otteniamo un degrado di vulnerabilità, passando da V5 a V6.
Individuazione del PAM e della Classe di rischio sismico per lo stato di fatto
In funzione di zona sismica e classe di vulnerabilità si ottiene il PAM e la classe di rischio sismico:
- Zona sismica = 2
- Classe di vulnerabilità = 6
Utilizzando l’apposita tabella, otteniamo per lo stato di fatto:
Classe F* (NB: l’asterisco indica che la classe è ottenuta con metodo semplificato).

Interventi sulla struttura e classe di rischio sismico per lo stato di progetto
Dopo aver definito la classe di rischio sismico sullo stato di fatto, si procede a individuare gli interventi locali per lo stato di progetto, che consentono di guadagnare una classe di rischio sismico.
Al riguardo le linee guida definiscono in funzione della muratura gli interventi obbligatori e quelli auspicati ma non obbligatori.
Per la struttura in esame, sarà necessario predisporre i seguenti interventi da eseguire sull’intera unità strutturale:
- ripristino delle zone danneggiate e/o degradate
- messa in sicurezza di elementi non strutturali
In definitiva si ottiene una classe ri rischio sismico di progetto pari a E.

Classe di rischio sismico con il metodo convenzionale
Parametri per la determinazione della classe di rischio sismico
Per determinare la classe di rischio si fa nel seguito riferimento a due parametri:
- la Perdita Annuale Media attesa (PAM), che tiene in considerazione le perdite economiche associate ai danni agli elementi, strutturali e non, e riferite al costo di ricostruzione (CR) dell’edificio privo del suo contenuto
- l’indice di sicurezza (IS-V) della struttura, definito come il rapporto tra l’accelerazione di picco al suolo (PGA, Peak Ground Acceleration) che determina il raggiungimento dello Stato Limite di salvaguardia della Vita (SLV), capacità in PGA – PGAC, e la PGA che la norma indica, nello specifico sito in cui si trova la costruzione e per lo stesso stato limite, come riferimento per la progettazione di un nuovo edificio, domanda in PGA – PGAD.
NB: si determina la classe sia in termini di PAM che di IS-V, dopodiché si associa all’edificio la classe minore (quella corrispondente al rischio maggiore).
Come si attribuisce la classe di rischio sismico
Il parametro da usare è il PAM: costo di riparazione dei danni prodotti dagli eventi sismici che si manifesteranno nel corso della vita della costruzione, ripartito annualmente ed espresso come percentuale del costo di ricostruzione.
Esso costituisce l’area sottesa alla curva rappresentante le perdite economiche dirette, in funzione della frequenza media annua di superamento (pari all’inverso del periodo medio di ritorno) degli eventi che provocano il raggiungimento di uno stato limite per la struttura.
Tale curva può essere discretizzata con una spezzata. Minore sarà l’area sottesa da tale curva, minore sarà la perdita media annua attesa (PAM).
I valori di riferimento per la definizione delle Classi PAM sono riportati di seguito.
Perdita Media Annua attesa (PAM) | Classe PAM |
| PAM ≤ 0,50% | A+PAM |
| 0,50% < PAM ≤ 1,0% | A PAM |
| 1,0% < PAM ≤ 1,5% | B PAM |
| 1,5% < PAM ≤ 2,5% | C PAM |
| 2,5% < PAM ≤ 3,5% | D PAM |
| 3,5% < PAM ≤ 4,5% | E PAM |
| 4,5% < PAM ≤ 7,5% | F PAM |
| 7,5% < PAM | G PAM |
Analogamente, i valori di riferimento dell’indice di sicurezza da cui derivare la Classe IS-V, legata alla salvaguardia della vita umana, sono riportati in tabella 2.
Indice di Sicurezza | Classe IS-V |
| 100% < IS-V | A+IS-V |
| 80% < IS-V ≤ 100% | A IS-V |
| 60% < IS-V ≤ 80% | B IS-V |
| 45% < IS-V ≤ 60% | C IS-V |
| 30% < IS-V ≤ 45% | D IS-V |
| 15% < IS-V ≤ 30% | E IS-V |
| IS-V ≤ 15% | F IS-V |
Tabella 2 – Attribuzione della Classe di Rischio IS-V in funzione dell’entità dell’Indice di Sicurezza
A titolo indicativo, una costruzione la cui capacità, in termini di accelerazione di picco al suolo associata allo SLV pari a quella richiesta dalle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni per un edificio di nuova costruzione e caratterizzato dalla medesima vita nominale e classe d’uso, ha un valore di IS-V che lo colloca in Classe IS-V A.
Per la valutazione della Classe PAM e della Classe IS-V della costruzione in esame, necessarie per l’individuazione della Classe di Rischio, è sufficiente fare uso dei metodi indicati dalle vigenti Norme Tecniche per le Costruzioni, procedendo con i seguenti passi:
- Si effettua l’analisi della struttura e si determinano i valori delle accelerazioni al suolo di capacità, PGAC(SLi), che inducono il raggiungimento degli stati limite indicati dalla norma (SLC, SLV, SLD, SLO). È possibile, in via semplificata, effettuare le verifiche limitatamente(3) allo SLV (stato limite per la salvaguardia della vita) ed allo SLD (stato limite di danno)
- Note le accelerazioni al suolo, PGAC, che producono il raggiungimento degli stati limite sopra detti, si determinano i corrispondenti periodi di ritorno, TrC, associati ai terremoti che generano tali accelerazioni. In assenza di più specifiche valutazioni, il passaggio dalle PGAC ai valori del periodo di ritorno possono essere eseguiti utilizzando la seguente relazione(4):
TrC = TrD (PGAC / PGAD)η con η = 1/0,41
3. Per ciascuno dei periodi sopra individuati, si determina il valore della frequenza media annua di superamento:
λ = 1/TrC
È utile sottolineare che, per il calcolo del tempo di ritorno TrC associato al raggiungimento degli stati limite di esercizio (SLD ed SLO) è necessario assumere il valore minore tra quello ottenuto per tali stati limite e quello valutato per lo stato limite di salvaguardia della vita. Si assume, di fatto, che non si possa raggiungere lo stato limite di salvaguardia della vita senza aver raggiunto gli stati limite di operatività e danno
- Si definisce Stato Limite di Inizio Danno (SLID), quello a cui è comunque associabile una perdita economica nulla in corrispondenza di un evento sismico e il cui periodo di ritorno è assunto, convenzionalmente, pari a 10 anni, ossia λ = 0,1
- Si definisce Stato Limite di Ricostruzione (SLR) quello a cui, stante la criticità generale che presenta la costruzione al punto da rendere pressoché impossibile l’esecuzione di un intervento diverso dalla demolizione e ricostruzione, è comunque associabile una perdita economica pari al 100%. Convenzionalmente si assume che tale stato limite si manifesti in corrispondenza di un evento sismico il cui periodo di ritorno è pari a quello dello Stato Limite dei Collasso (SLC)
- Per ciascuno degli stati limite considerati si associa al corrispondente valore di λ il valore della percentuale di costo di ricostruzione secondo la seguente tabella 2(5):
Stato Limite | CR(%) |
| SLR | 100% |
| SLC | 80% |
| SLV | 50% |
| SLD | 15% |
| SLO | 7% |
| SLID | 0% |
Tabella 3 – Percentuale del costo di ricostruzione (CR), associata al raggiungimento di ciascuno stato limite
- Si valuta il PAM (in valore percentuale), ovvero l’area sottesa alla spezzata individuata dalle coppie (λ, CR) per ciascuno dei sopra indicati stati limite, a cui si aggiunge il punto (λ=0, CR=100%), mediante la seguente:
PAM = ∑5i=2 [λ(SLi-1) – λ(SLi)]*[CR%(SLi) + CR%(SLi-1)]/2 + λ(SLC)*CR%(SLR)
dove l’indice “i” rappresenta il generico stato limite (i=5 per lo SLC e i=1 per lo SLID)(6).
- Si individua la Classe PAM, mediante la tabella 1 che associa la classe all’ intervallo di valori assunto dal PAM.
- Si determina l’indice di sicurezza per la vita IS-V, ovvero il rapporto tra la PGAC (di capacità) che ha fatto raggiungere al fabbricato lo stato limite di salvaguardia della vita umana e la PGAD (di domanda) del sito in cui è posizionato la costruzione, con riferimento al medesimo stato limite.
- Si individua la Classe IS-V, mediante la tabella 2 che associa la classe all’intervallo di valori assunto dall’Indice di sicurezza per la vita IS-V, valutato come rapporto tra la PGAC (SLV) e PGAD(SLV).
- Si individua la Classe di Rischio(7) della costruzione come la peggiore tra la Classe PAM e la Classe IS-V.
Il valore della Classe di Rischio attribuita a ciascuna costruzione, come detto, può essere migliorato a seguito di interventi che riducono il rischio della costruzione e, quindi, che incidono sul valore PAM e/o sulla capacità che la struttura possiede rispetto allo stato limite della salvaguardia della vita, valutato come rapporto tra la PGAC (SLV) e PGAD(SLV).
Classificazione sismica: l’asseverazione
Nella versione in vigore il D.M. 58/2017 contiene 5 allegati:
- Allegato A contenente le “Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni” di cui all’articolo 2, comma 1 del decreto stesso;
- Allegato B contenente l’asseverazione del progettista relativa alla classificazione sismica dell’edificio richiamato all’articolo 3, comma 2 del provvedimento.
- Allegato B-1 contenente l’asseverazione del direttore dei lavori richiamato all’articolo 3, comma 4-ter del provvedimento.
- Allegato B-2 contenente l’asseverazione del collaudatore statico richiamato all’articolo 3, comma 4-ter del provvedimento.
- Allegato 1 contenente l’attestazione del direttore dei lavori rilasciata per gli stati d’avanzamento dei lavori richiamato all’articolo 3, comma 4-ter del provvedimento.
L’articolo 3 dispone che:
- il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e l’asseverazione devono essere allegati alla segnalazione certificata di inizio attività o alla richiesta di permesso di costruire, al momento della presentazione allo sportello unico competente tempestivamente e comunque prima dell’inizio dei lavori (comma 3);
- al comma 4 che il direttore dei lavori ed il collaudatore statico, all’atto dell’ultimazione dei lavori strutturali e del collaudo, devono attestare la conformità degli interventi eseguiti al progetto depositato, come asseverato dal progettista (comma 4);
- sia l’asseverazione del progettista che le attestazioni del direttore dei lavori e del collaudatore devono essere depositate allo sportello unico e consegnate in copia al committente, per l’ottenimento del cosiddetto “sismabonus” di cui all’articolo 16, comma 1-quater del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63 convertito dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 (comma 5).
Qui trovi il modello PDF editabile dell'asseverazione del rischio sismico
Classificare il rischio sismico è fondamentale per beneficiare del Sismabonus. Per accedere alla detrazione, è obbligatorio eseguire ed attestare la classificazione allegando un adeguato modello di asseverazione. Se non si attestano le classi sismiche con opportuno modello oppure si presentano in ritardo, l’accesso all’agevolazione fiscale sarà negato.
In particolare, l’asseverazione redatta dal progettista strutturale secondo l’Allegato B – se tardiva – non consente l’accesso al Sismabonus, come precisato dalla Circolare 28/2022 dell’Agenzia delle Entrate 25/07/202.
Quando l’asseverazione è tardiva
L’art. 3 del D.M. 58/2017, comma 3 – come modificato dal D.M. 24/2020 – dispone che il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e l’asseverazione devono essere allegati alla segnalazione certificata di inizio attività o alla richiesta di permesso di costruire, al momento della presentazione allo sportello unico competente tempestivamente e comunque prima dell’inizio dei lavori.
Poiché il procedimento per il rilascio del permesso di costruire prevede una comunicazione espressa di inizio dei lavori, la data ultima utile per la presentazione tempestiva dell’asseverazione è quella indicata nella comunicazione di inizio lavori; poiché la SCIA e la CILAS (CILA Superbonus, che consente – contrariamente alla CILA ordinaria – anche di autorizzare interventi sulle parti strutturali degli edifici), sono già delle comunicazioni di inizio lavori, la data ultima utile per la presentazione tempestiva dell’asseverazione è da considerare quella di inizio lavori indicata nella relativa modulistica (per la SCIA alternativa, non prima di 30 giorni dalla data di presentazione della segnalazione).
In caso di varianti in corso d’opera, vale comunque ai fini di cui sopra l’originaria data di avvio del procedimento edilizio, salvi i casi nei quali si possa dimostrare che l’entità della variante sia tale da aver comportato l’instaurazione di un nuovo procedimento edilizio (possibilmente con il supporto di attestazione in tal senso rilasciata dal competente ufficio comunale).
L’asseverazione “tardiva” è ammessa solo per il “Sismabonus acquisti”, relativamente agli edifici ubicati nelle zone a rischio sismico 2 e 3, per interventi le cui procedure autorizzatorie siano state avviate dopo il 01/01/2017 ma prima del 01/05/2019 (data di entrata in vigore dell’art. 8 del D.L. 34/2019 che ha esteso il Sismabonus acquisti anche alle zone 2 e 3).
Con la Risoluzione 38/2020, l’Agenzia ha chiarito che in tali casi il beneficio fiscale spetta anche se l’asseverazione non sia stata presentata contestualmente alla richiesta del titolo abilitativo, purché entro la data di stipula del rogito dell’immobile oggetto degli interventi di riduzione del rischio sismico.
Inoltre, qualora le Regioni dispongano il passaggio di un Comune dalla zona sismica 4 (esclusa dalle agevolazioni fiscali) alla zona sismica 3, possono accedere ai bonus fiscali anche i soggetti che non hanno presentato tempestivamente l’asseverazione poiché il Comune risultava in zona sismica 4.
Ciò a condizione che l’adempimento sia effettuato prima della fruizione del beneficio fiscale, e pertanto entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale va riportata la detrazione, in caso di fruizione diretta.
In caso di opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, l’adempimento va invece effettuato prima dell’esercizio di tale opzione.
Remissione in bonis
L’art. 2-ter del D.L. 112023 prevede che i contribuenti che hanno omesso di effettuare una comunicazione per avvalersi di benefici di natura fiscale o di regimi opzionali, possono rientrare nei termini, a patto che:
- il soggetto possieda i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento per la fruizione del beneficio;
- l’adempimento richiesto sia eseguito al più presto, e comunque entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile nella quale deve essere esercitato il diritto di detrazione della prima quota costante dell’agevolazione;
- sia corrisposta la sanzione di 250 Euro
Inoltre, è necessario che non vi siano stati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento relativi alla violazione commessa;
Nel caso in cui l’agevolazione venga fruita mediante esercizio delle opzioni per lo sconto in fattura o la cessione del credito (art. 121 del D.L. 34/2020, comma 1) la remissione in bonis del contribuente deve avvenire prima della presentazione della comunicazione della relativa opzione all’Agenzia delle entrate (come precisato nella Circolare 27/2023).
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Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/rischio-sismico-si-determina-la-classe-rischio-sismico-un-edificio/




