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Rischio incendio ed esplosione in edilizia: il nuovo quaderno Inail

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L’Inail in collaborazione con i Vigili del fuoco pubblica le regole per ridurre gli infortuni sul lavoro nel settore edile

L’Inail ha pubblicato un quaderno tecnico sulla prevenzione, e sulle procedure di emergenza, dedicato al rischio incendio ed esplosione in edilizia.

La pubblicazione si inserisce nell’ambito di una collaborazione tra Inail ed il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, finalizzata a incidere sulla riduzione degli infortuni sul lavoro e ad implementare la necessaria cultura della sicurezza nel settore dell’edilizia, tra i più rischiosi e con il più alto indice infortunistico in termini di frequenza e gravità.

Il rischio di incendio ed esplosione in edilizia dipende da molteplici variabili ed è tra i rischi più preoccupanti, sia a causa di una tutt’altro che trascurabile frequenza di accadimento sia per l’entità del danno che è ragionevole attendersi.

Nei cantieri edili, infatti, si registrano condizioni lavorative e organizzative problematiche che derivano dalla continua variazione della tipologia di lavorazioni in esecuzione, dalla presenza contemporanea di più imprese, ancorché con mansioni distinte, e da condizioni di sicurezza con standard spesso inferiori a quelli richiesti per le installazioni fisse.

Il documento Inail/VV.F.

Il documento si articola in cinque capitoli riguardanti:

  1. l’individuazione delle possibili fonti di rischio incendio ed esplosione;
  2. le relative misure di prevenzione e protezione;
  3. i rischi aggiuntivi indotti dai cantieri di ristrutturazione e manutenzione;
  4. le attività (usualmente presenti in edilizia) soggette ai controlli di prevenzione incendi;
  5. la gestione della sicurezza antincendio (GSA) nei cantieri.

Seguono tre focus tematici che, in chiave narrativa, raccontano di gravi incendi accaduti negli anni scorsi, ponendo l’attenzione su come le concomitanti carenze nella valutazione del rischio incendio e nella GSA abbiano prodotto danni assai ingenti, facilmente evitabili adottando una migliore strategia preventiva.

Organizzazione del cantiere ai fini antincendio

Tra i pericoli generalmente presenti nei cantieri, quelli originati dal fuoco risultano, spesso, sottovalutati.

In realtà nel cantiere esistono diverse lavorazioni la cui esecuzione può determinare un’importante fonte d’innesco, tra cui:

  • l’uso di fiamme libere per la messa in opera di guaine  impermeabilizzanti;
  • le operazioni di saldatura;
  • gli impianti elettrici;
  • la presenza, più o meno sporadica, di fuochi accesi, mozziconi di sigarette, ecc. incautamente abbandonati dai lavoratori.

Tali inneschi, ove non efficacemente controllati, possono provocare incendi con conseguenze anche disastrose.

Negli ultimi tempi, tra i grossi incendi verificatisi in importanti cantieri di ristrutturazione, si rammentano quelli:

  • del Teatro La Fenice di Venezia (1996);
  • del Duomo di Torino (1997);
  • di Notre Dame de Paris (2019).

Pertanto l’allestimento del cantiere dovrà attenzionare, specificatamente, le aree dove i rischi possono essere maggiori, ad esempio:

  • stoccaggio di materiali e uso di sostanze infiammabili;
  • deposito di rifiuti in attesa di allontanamento dal cantiere;
  • installazione di impianti elettrici fissi e temporanei;
  • lavori di scavo in prossimità di reti di gas ed energia elettrica esistenti.

Individuazione delle possibili fonti di rischio incendio ed esplosione

In edilizia come in tutti gli altri settori dell’attività umana i materiali che possono prendere fuoco sono più o meno pericolosi in funzione di alcune caratteristiche.

La prima di tali caratteristiche riguarda lo stato di aggregazione del materiale che può essere solido, liquido o gassoso.

Ad ogni stato di aggregazione, unitamente ad alcuni parametri fisici, corrisponde un diverso grado di pericolosità che si esplica sia nella “facilità” con cui il materiale può iniziare a bruciare che nella velocità con cui il materiale brucia.

Conseguenza diretta della velocità di combustione è peraltro la velocità con cui vengono sprigionati fumi, gas pericolosi, calore e fiamme, prodotti che arrecano danno all’uomo, alle strutture e all’ambiente.

Incendi di origine elettrica

L’utilizzo dell’energia elettrica è spesso sottovalutato come causa di incidenti.

Quando l’elettricità attraversa un circuito elettrico, o un qualsiasi materiale conduttore, determina sempre uno sviluppo di calore (effetto Joule) che provoca un aumento di temperatura dei componenti.

Negli apparecchi termici (ad es.: forni, stufe o altro), questo è un effetto desiderato che ne consente il funzionamento.

Invece, in altre situazioni, tale effetto sollecita gli isolanti e può causarne il deterioramento graduale o, nei casi più gravi, la distruzione immediata.

Il deterioramento o il danneggiamento dell’isolante possono avviare una serie di eventi che portano eventualmente ad innescare un incendio.

Tra le diverse possibili sorgenti di ignizione da prendere in considerazione, l’innesco associato a fenomeni elettrici è solo uno dei tanti che può garantire un innesco efficace.

Escludendo i fulmini e le scariche elettrostatiche, le principali cause degli incendi di origine elettrica si riducono sostanzialmente a quattro:

  • sovraccarico;
  • guasto dell’isolamento (difetto o deterioramento),
  • guasto ai terminali di collegamento (collegamenti inadeguati o allentati),
  • guasto ai conduttori (rottura, danneggiamento, sezione ridotta).

Lavori a caldo

I lavori effettuati con attrezzature di lavoro che impiegano fiamme libere, più generalmente indicati come lavori a caldo, costituiscono una fonte di rischio ben conosciuta ma, ciò nonostante, spesso sottovalutata.

Oltre alle lavorazioni vere e proprie con fiamme libere, i lavori a caldo comprendono anche le lavorazioni che prevedono la produzione di scintille e calore (brasatura, taglio, rettifica, cianfrinatura, saldatura, scongelamento tubazioni, posa a caldo di manti di copertura, ecc.).

Nel seguito ci riferiremo ad alcuni casi particolari compresi nelle seguenti tipologie di fasi lavorative:

  • saldatura;
  • posa a caldo di manti di copertura.

Gli aspetti di sicurezza sul lavoro relativi ai lavori a caldo vengono considerati dal dlgs 81/2008 e s.m.i. nell’ambito della Valutazione dei Rischi; un contributo normativo altrettanto importante e specifico è rappresentato dall’allegato II al dm 10 marzo 1998, in particolare nei punti 2.4 (Utilizzo di fonti di calore) e 2.8 (Lavori di manutenzione e ristrutturazione).

Altre cause d’incendio ed esplosione

Analizzando l’annuario statistico del C.N.VV.F., pubblicato nel 2019, che elabora i dati delle schede d’intervento raccolti con l’applicativo STAT-RI Web, relative agli interventi di soccorso tecnico urgente effettuati dal C.N.VV.F., possiamo notare come relativamente all’analisi delle cause d’incendio ed esplosione, riferite in generale ad ogni tipologia di attività umana, vi siano oltre a quelle più note, quali le cause di natura elettrica, anche:

  • mozziconi di sigaretta;
  • mancata adozione di misure precauzionali, di esercizio e di sicurezza;
  • surriscaldamento di motori e macchine;
  • autocombustione;
  • fulmine;
  • faville generate dallo sfregamento di parti meccaniche;
  • scintille operate da lavorazioni di saldatura;
  • probabile dolo.

E in effetti con specifico riferimento ai cantieri edili, tra le cause d’incendio si ritrovano con una certa frequenza:

  • impianti elettrici provvisori;
  • presenza di bracieri di fortuna;
  • mozziconi di sigaretta;
  • atti vandalici ovvero incendi dolosi.

 

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