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Rischi trasversali: cosa sono, quali sono e come gestirli

I rischi trasversali riguardano i rapporti lavorativi, interpersonali e organizzativi che si creano all’interno di un contesto professionale. Scopri quali sono

Ogni ambiente di lavoro presenta diverse tipologie di rischio a seconda dell’attività lavorativa svolta.

Ci sono dei rischi, però, che non sono immediatamente evidenti, ma che possono avere un forte impatto sulla salute di un lavoratore, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Questi sono detti rischi trasversali (o particolari così come definiti dall’art. 28, comma 1 del D.Lgs. 81/08).

I rischi trasversali riguardano le dinamiche aziendali, ossia l’insieme dei rapporti lavorativi, interpersonali e organizzativi che si creano all’interno di un contesto professionale. Sono una categoria ancora poco esplorata, eppure se non gestiti in modo efficace, possono provocare danni ed incidere negativamente sulla salute e sicurezza dell’azienda nel suo complesso.

Il testo unico sulla sicurezza impone al datore di lavoro di redigere il DVR completo di un’analisi di tutti i possibili rischi sul luogo di lavoro, compresi i rischi trasversali. É fondamentale per il datore di lavoro eseguire una corretta valutazione dei rischi non solo per tutelare la salute e la sicurezza dei propri lavoratori, ma anche per evitare severe sanzioni. Per questo motivo, ti suggerisco di utilizzare un software per la redazione del DVR in cui trovi delle linee guida efficaci per la valutazione dei rischi di tutte le attività di lavoro. Puoi usarlo gratuitamente per 30 giorni!

Analizziamo in dettaglio che cosa si intende per rischi trasversali, che tipi di danno arrecano, quali sono le categorie e come si effettua la loro valutazione.

Tipologie di rischi lavorativi

I rischi presenti sul luogo di lavoro possono essere suddivisi in 3 tipologie:

  • rischi per la salute;
  • rischi per la sicurezza;
  • rischi trasversali (o particolari).

I rischi per la salute, noti anche come rischi igienico-ambientali, sono quelli che possono minacciare l’equilibrio biologico dei lavoratori. Questi rischi si manifestano principalmente quando i dipendenti sono esposti a fattori ambientali rischiosi, come quelli di natura fisica, chimica o biologica, durante le loro attività lavorative. In questa categoria, le cause derivano da condizioni igienico-ambientali inadeguate che possono mettere a repentaglio la salute dei lavoratori. Alcuni esempi di rischi per la salute sono:

  • agenti chimici;
  • agenti biologici;
  • radiazioni ionizzanti;
  • rumore, vibrazioni;
  • ecc.

I rischi per la sicurezza, invece, comprendono tutte le situazioni che possono portare a incidenti o infortuni, causando danni fisici di varia entità ai lavoratori. Questi incidenti derivano da impatti fisico-traumatici di diversa natura, che possono essere di tipo elettrico, meccanico, chimico, termico, e così via. Questi rischi sono spesso causati dalla mancanza di adeguate misure di sicurezza riguardanti:

Infine la terza tipologia riguarda i rischi trasversali come vedremo di seguito.

Tipi di rischi lavorativi

Rischi trasversali: cosa sono

I rischi trasversali sono quei rischi che non sono circoscritti ad un ambiente specifico o ad una mansione particolare, ma che hanno un impatto diffuso sul benessere complessivo dei dipendenti all’interno di un contesto lavorativo. Quindi non si manifestano sotto forma di vere e proprie emergenze, ma che, al contrario, generano i loro effetti nel lungo periodo.

Generalmente, i rischi trasversali sono più difficili da individuare rispetto ai rischi per la sicurezza e per la salute. Questo perché essi derivano da una varietà di situazioni diverse e tendono a manifestarsi nel lungo periodo, portando il lavoratore a vivere una condizione di disagio che può evolvere in una malattia professionale nel tempo.

Rischi trasversali: quali sono

Ad oggi la classificazione più valida è fornita in un documento ISPESL del 1994, Linee guida per la valutazione del rischio. Tale documento distingue quattro categorie di fattori da cui possono derivare rischi trasversali:

  • organizzazione del lavoro;
  • fattori psicologici;
  • fattori ergonomici;
  • condizioni di lavoro difficili.

Organizzazione del lavoro

Una buona organizzazione del lavoro consiste nella capacità di identificare obiettivi e priorità, di distribuire le responsabilità e di organizzare le risorse disponibili in modo appropriato, efficace ed efficiente. Consente di programmare ed attuare le diverse attività gestendo in maniera efficace le risorse assegnate, riuscendo a conseguire gli obiettivi stabiliti durante le fasi di pianificazione.

Alcuni esempi di rischi trasversali dovuti all’organizzazione del lavoro possono essere il lavoro notturno, i turni gravosi, la movimentazione manuale dei carichi (MMC) e il lavoro ai terminali (VDT). Inoltre, in questa categoria sono inclusi mansioni di controllo e pianificazione della sicurezza in azienda, di manutenzione degli impianti e la supervisione delle procedure di emergenza.

Fattori psicologici

Questa categoria di fattori di rischio, sebbene spesso trascurata in passato a causa della sua natura sottile e della sua persistenza nel tempo, riveste un’importanza significativa.

Rientrano in questa categoria i rischi legati allo stress lavoro correlato e tutte le situazioni che possono generare stress o disagio mentale, come la solitudine o la monotonia associata al proprio lavoro, possibili conflitti con i colleghi e la mancanza di partecipazione ai processi decisionali.

Fattori ergonomici

Questa categoria include tutte le componenti ergonomiche in senso stretto, come la facilità d’uso degli strumenti, l’accessibilità delle istruzioni e l’assicurazione di condizioni di lavoro sicure e affidabili. Inoltre, considera anche gli aspetti più ampi relativi all’ambiente e alle condizioni operative.

Condizioni di lavoro difficili

Questa categoria abbraccia una vasta gamma di condizioni lavorative che possono essere classificate come difficili. Ciò include lavorare in ambienti con condizioni climatiche estreme o pressioni logoranti, lavorare con animali, in ambienti acquatici, oppure in generale, situazioni in cui il lavoratore si trova costantemente sotto pressione a causa del pericolo.

Si tratta di circostanze in cui il lavoratore percepisce una continua minaccia per la propria sicurezza.

Rischi trasversali sul lavoro: il documento di valutazione dei rischi

Come abbiamo detto in precedenza, il testo unico sulla sicurezza impone al datore di lavoro di redigere il documento di valutazione dei rischi completo di un’analisi di tutti i possibili rischi sul luogo di lavoro, compresi i rischi trasversali. Il DVR deve, pertanto, contemplare tutte le tipologie di rischio e le relative misure preventive per garantire la salute e la sicurezza sul posto di lavoro ed è obbligatorio per tutte le aziende con almeno un dipendente.

Tra le informazioni essenziali che devono essere incluse nel DVR troviamo:

  • dati anagrafici dell’azienda;
  • organigramma del servizio di prevenzione e protezione;
  • descrizione dettagliata del ciclo lavorativo;
  • identificazione delle mansioni;
  • relazione dettagliata sulla valutazione di tutti i rischi;
  • programma delle misure preventive e protettive adottate;
  • programma degli interventi migliorativi necessari.

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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