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Rilievo architettonico

Rilievo architettonico: cos’è e come eseguirlo correttamente

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Il rilievo architettonico è il processo che ti aiuta a comprendere e a documentare graficamente le caratteristiche di un manufatto edilizio. Scopri i dettagli!

Quando si interviene sul patrimonio edilizio esistente, il primo passo da compiere prima di procedere con la fase di progettazione consiste nell’effettuare il rilievo architettonico del manufatto da recuperare, restaurare o riqualificare.

Questo importante processo, non solo ti consente di creare un’accurata rappresentazione grafica dell’opera in esame, ma ti aiuta anche a valutarne le caratteristiche qualitative e quantitative e ad effettuare le scelte progettuali più adeguate al contesto di intervento.

Se vuoi conoscere ulteriori dettagli su questo argomento, continua nella lettura dell’articolo e ti aiuterò a scoprire il significato e l’importanza del rilievo architettonico, le tecniche utilizzate (a partire da quelle tradizionali fino a quelle più innovative integrate con Building Information Modeling) e le modalità operative per implementare correttamente un processo di rilievo.

Che cos’è un rilievo architettonico

Il termine rilievo architettonico (architectural survey) si riferisce al complesso di indagini e operazioni volte a identificare le qualità e le caratteristiche di un manufatto edilizio e a restituirle in forma grafica al fine di documentare:

  • lo stato di conservazione dell’opera;
  • il quadro fessurativo;
  • i materiali impiegati nella costruzione;
  • i sistemi costruttivi adottati;
  • le parti realizzate in tempi diversi;
  • le trasformazioni rispetto all’originale.

Il rilievo architettonico, quindi, è un processo che deve portare ad una conoscenza approfondita dell’opera in esame, mettendone in evidenza gli aspetti significativi non solo dal punto di vista geometrico, ma anche sotto il profilo morfologico, tecnologico e strutturale, con particolare attenzione alle tecniche e ai materiali costruttivi impiegati, alle condizioni di degrado e alle relazioni con il contesto urbano.

Perché i rilievi sono importanti in architettura

Grazie alla loro funzione conoscitiva, i rilievi architettonici svolgono un ruolo di fondamentale importanza nei progetti che prevedono di intervenire sul costruito e rappresentano la base di informazioni necessarie a supportare le successive fasi di progettazione.

Un rilievo correttamente eseguito consente di rappresentare graficamente un’opera della quale non si possiede un’adeguata documentazione o della quale si possiedono informazioni inesatte o non aggiornate a causa delle successive alterazioni o modificazioni intervenute nel corso del tempo.

Attraverso il rilievo architettonico e la dettagliata conoscenza del manufatto, il progettista potrà:

  • fare affidamento su un solido punto di partenza per sviluppare l’idea progettuale: il rilievo viene utilizzato principalmente nella progettazione di interventi di restauro e costituisce una base affidabile da cui partire per la concettualizzazione del progetto e lo sviluppo di tutte le operazioni successive;
  • fornire input più accurati: la documentazione grafica di rilievo costituisce un supporto dimensionale indispensabile per tutte quelle ricerche preliminari che si attuano in relazione ad una corretta progettazione (quali indagini strutturali, quadro delle lesioni, impianto geometrico originale, verticalità e orizzontalità delle strutture, ecc.);
  • evitare errori e omissioni: il rilievo architettonico fornisce un quadro esaustivo e dettagliato del corpo di fabbrica e delle relative caratteristiche dimensionali, identificando e registrando nella maniera più adeguata le particolari situazioni costruttive e le specifiche caratteristiche di dissesto delle strutture o di degradazione dei materiali.

Quali sono le tipologie di rilievo architettonico

In funzione degli strumenti e delle procedure utilizzate nel rilievo architettonico, è possibile distinguere le seguenti metodologie operative:

  • Rilievo diretto o longimetrico: viene effettuato dall’operatore con l’ausilio di semplici strumenti di misura o di allineamento (quali il metro, le aste metriche, il filo a piombo, le livelle, ecc.) e prevede operazioni di misurazione a diretto contatto con il manufatto da documentare. Le misure rilevate vengono annotate su un semplice foglio di carta, su cui si riporta anche uno schizzo approssimativo dell’edificio, definito eidotipo, che potrà essere successivamente trasformato in una rappresentazione più accurata. Nella maggior parte dei casi, il rilievo diretto viene impiegato come base da integrare con le altre procedure.
  • Rilievo indiretto o strumentale: viene effettuato con l’ausilio di strumenti topografici (come stazioni totali, livelli, distanziometri, ecc.) e comporta una serie di calcoli più o meno complessi al fine di ottenere una traduzione grafica degli oggetti rilevati all’interno di un sistema di coordinate spaziali. Basato sulla collimazione visiva di punti, il rilievo strumentale viene utilizzato per effettuare rilevamenti di precisione, anche in caso di aree molto estese o di punti inaccessibili.
  • Rilievo fotogrammetrico: viene effettuato con macchine da ripresa e strumenti digitali, detti restitutori, che permettono di estrarre dai fotogrammi informazioni atte a costruire direttamente un modello geometrico dell’oggetto.

Alle tecniche appena illustrate si aggiunge anche la recente innovazione tecnologica dei rilievi effettuati con laser scanner 3D. Il laser scanner è uno strumento che permette di acquisire digitalmente la forma e la posizione di un oggetto, descrivendolo attraverso una nuvola di punti, per ciascuno dei quali viene individuata la posizione spaziale secondo un sistema di coordinate x, y e z, incentrato sulla posizione dello scanner. Il rilievo con laser scanner consente di documentare lo stato di fatto di un’opera di qualsiasi complessità e dimensione, in maniera completa, veloce ed estremamente precisa.

 

Rilievo con laser scanner

Rilievo con laser scanner

Naturalmente, la scelta del metodo di rilievo più adeguato con cui operare varia in funzione:

  • delle caratteristiche dimensionali e qualitative dell’oggetto da rilevare;
  • delle finalità per cui si effettua il rilievo;
  • dell’accessibilità dei punti.

Bisogna tuttavia considerare che le tecniche digitali avanzate, come la fotogrammetria e il laser scanner 3D, consentono di implementare dei flussi di lavoro Scan to BIM, termine con cui si indica un processo finalizzato alla creazione del modello BIM di un edificio esistente direttamente a partire dalla nuvola di punti ottenuta tramite rilievo digitale 3D, importata in appositi software BIM per la modellazione digitale.

I processi Scan to BIM sono utilizzati, ad esempio, per intervenire su edifici di interesse storico, progettare interventi di recupero, riqualificazione o ristrutturazione, controllare lo stato di avanzamento dei lavori nei cantieri, digitalizzare le opere esistenti per il facility management, ecc.

Scan to BIM: dalla nuvola di punti al modello BIM

Scan to BIM: dalla nuvola di punti al modello BIM

Se ti occupi di processi BIM finalizzati al recupero del patrimonio edilizio esistente e vuoi sperimentare i vantaggi di un flusso di lavoro Scan to BIM, affidati a un Point Cloud to BIM software veloce e potente, che con dei semplici passaggi ti aiuta a trasformare la tua nuvola di punti (anche di grandi dimensioni) nel corrispondente modello BIM, riducendo notevolmente i tempi di modellazione.

Come pianificare un rilievo architettonico

Per eseguire correttamente un rilievo architettonico è necessario pianificare accuratamente le azioni da compiere ed elaborare un vero e proprio progetto di rilevamento che descriva in modo dettagliato cosa rilevare e come rilevarlo (specificando, ad esempio, la scelta delle attrezzature, i punti di riferimento, le distanze e le direzioni di presa, ecc.).

Attraverso un primo sopralluogo (a carattere perlustrativo) si potranno valutare a colpo d’occhio la forma e la volumetria del fabbricato, la distribuzione interna, i caratteri architettonici e decorativi e il rapporto con il contesto. Già in questa fase è opportuno produrre una prima documentazione fotografica e abbozzare degli eidotipi, ovvero degli schizzi semplificati del manufatto da utilizzare come base su cui prendere nota delle informazioni constatabili a vista.

Parallelamente alle operazioni preliminari svolte in campagna, si potrà sviluppare una ricerca sulla documentazione storica e d’archivio, al fine di reperire informazioni utili sulla genesi del fabbricato e sulle trasformazioni che lo hanno interessato nel corso degli anni. I risultati ottenuti dall’indagine storica potranno essere incrociati con le informazioni raccolte direttamente sull’edificio durante i sopralluoghi successivi.

Sulla scorta delle informazioni acquisite, si passa all’elaborazione del progetto di rilevamento, specificando il tipo di rilievo da ottenere in relazione allo scopo e all’utilizzo successivo, il livello di dettaglio richiesto, il tipo di informazioni che dovranno essere riportate, ecc.

Attraverso una seconda serie di sopralluoghi, si potranno quindi svolgere le operazioni di rilievo propriamente dette che, a seconda dei casi, potranno consistere in acquisizioni fotografiche, misurazioni dirette, rilevazioni con laser scanner, ecc.

L’ultima fase del processo di rilievo, prevede l’elaborazione dei dati acquisiti (come, ad esempio, la nuvola di punti ottenuta da scansione laser) tramite l’utilizzo di software e strumenti in grado di restituire il modello geometrico e la rappresentazione grafica del manufatto rilevato.

 

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