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Rifacimento dell’impianto elettrico: quando intervenire e quanto costa

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Scopri motivi, fasi e consigli pratici per il rifacimento dell’impianto elettrico, migliorando sicurezza, conformità ed efficienza energetica

Il rifacimento dell’impianto elettrico è un intervento cruciale per garantire la sicurezza, l’efficienza e la conformità alle normative vigenti di un edificio. Che si tratti di una ristrutturazione completa o di una semplice revisione, è essenziale comprendere i vari aspetti tecnici e normativi che entrano in gioco. In questo articolo, esploreremo i principali motivi per rifare un impianto elettrico, i passaggi fondamentali del processo e alcuni consigli pratici per un’esecuzione ottimale.

Perché rifare un impianto elettrico?

Il rifacimento di un impianto elettrico è un intervento edilizio che prevede la sostituzione completa o parziale dei componenti esistenti dell’impianto con nuovi elementi, al fine di garantire la sicurezza, l’efficienza del sistema e l’aggiornamento dell’impianto in conformità con i prodotti attualmente presenti sul mercato e con le norme attuali vigenti in materia.

Saranno necessarie demolizioni parziali, rimozione di alcune componenti esistenti, realizzazione di tracce per creare nuove canalizzazioni per i cavi elettrici, posa in opera di nuovi corrugati, cassette di derivazione, frutti e porta frutti, ecc., passaggio di nuovi conduttori elettrici e ripristino delle finiture (intonaco, pitturazione, rivestimenti, ecc.).

In definitiva, si tratta di un intervento piuttosto invasivo, soprattutto se si opta per un impianto sottotraccia.

Se devi affrontare il progetto di ristrutturazione di un’immobile, e stai valutando se rifare anche l’impianto elettrico, questo focus può esserti di supporto per capire quando e perché è necessario prevedere questo tipo d’intervento.

I motivi per optare per il rifacimento dell’impianto elettrico includono:

  • sicurezza – uno dei motivi principali per rifare un impianto elettrico è migliorare la sicurezza. Gli impianti obsoleti possono presentare rischi significativi, come cortocircuiti, surriscaldamenti e, nei casi peggiori, incendi. Materiali e tecnologie più attuali offrono maggiori garanzie contro questi rischi;
  • conformità alle normativa – le normative elettriche cambiano nel tempo per adattarsi alle nuove tecnologie e garantire livelli di sicurezza più elevati. Un impianto vecchio potrebbe non essere più conforme agli standard attuali che regolano l’installazione degli impianti elettrici negli edifici civili;
  • efficienza energetica – gli impianti moderni sono progettati per essere più efficienti dal punto di vista energetico. L’uso di dispositivi come lampadine LED, elettrodomestici a basso consumo e sistemi di gestione dell’energia può ridurre significativamente il consumo di elettricità.

È possibile rifare solo alcune parti dell’impianto?

Sicuramente ti sarai trovato a parlare con il cliente in fase di valutazione dei lavori a farsi e ti sarà stata posta questa domanda con lo scopo di abbattere i costi dei lavori. Ebbene, la risposta è sì, è possibile rifare solo alcune parti dell’impianto elettrico senza rifare tutto. Tuttavia, ci sono alcune condizioni e limitazioni da considerare, come lo stato di conservazione dell’impianto, la sua rispondenza alla normativa, la sicurezza, la fattibilità dell’intervento.

Se l’impianto è vecchio e non rispetta le norme di sicurezza, infatti, è spesso più conveniente rifare l’intero impianto per garantire la sicurezza e l’efficienza del sistema, evitando poi di dover intervenire comunque in modo più profondo qualche anno dopo.
Se l’impianto è in buone condizioni e rispetta le norme, è possibile rifare solo le parti che necessitano di manutenzione, come ad esempio sostituire i cavi o i punti luce. Inoltre, l’impianto esistente può anche essere ampliato, con l’aggiunta di nuovi punti luce.

Rifare solo alcune parti dell’impianto può essere più economico rispetto a rifare tutto, ma può richiedere più tempo ed opportune valutazioni e una pianificazione attenta dei lavori per evitare interruzioni del servizio elettrico e minimizzare gli inconvenienti per gli abitanti.
In sintesi, rifare solo alcune parti dell’impianto elettrico può essere una soluzione più economica e meno invasiva, ma richiede una valutazione attenta delle condizioni dell’impianto e delle norme da rispettare.

Quando l’impianto elettrico è da rifare?

Solitamente, è consigliato rifare l’impianto elettrico ogni 30 anni. Tuttavia, in caso di malfunzionamenti, come continui cali improvvisi di tensione, contatore che salta troppo spesso, odore di bruciato dalle prese, fuoriuscita di scintille dalle prese, è consigliato intervenire anche se l’impianto non è proprio così datato, soprattutto se si manifestano condizioni di pericolo per la sicurezza.
Questi segnali, infatti, possono indicare che l’impianto elettrico è vecchio o che non rispetta le norme di sicurezza, richiedendo un rifacimento completo per garantire la sicurezza e l’efficienza del sistema.

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Quanto costa rifare l’impianto elettrico?

Il costo per rifare completamente un impianto elettrico può variare significativamente in base alle dimensioni dell’immobile, alle condizioni dell’impianto esistente, alle lavorazioni da includere e alle scelte di design.

Ecco alcune stime generali per avere un’idea di massima del costo:

  • per punto luce: 15,00 € – 50,00 €;
  • per metro quadrato: 40 € – 80 €.

Per un appartamento di 100 metri quadrati, occorre prevedere una spesa che oscilla tra 2.000 € e 8.000 €, da valutare caso per caso in base alle lavorazioni da includere, al numero dei punti luce (che parte da almeno 40 punti luce per un impianto standard di un’abitazione di 100 m2) e alla tipologia dei prodotti scelti.

Questi costi possono variare in base a diversi fattori, come:

  • tipologia di impianto: se si tratta di un impianto a vista o incassato, standard, base o domotico;
  • livello di complessità dell’impianto: se l’impianto richiede tecnologie avanzate o modifiche dello stato di fatto, il costo può aumentare significativamente;
  • normative e approvazioni necessarie: il costo può aumentare se sono necessarie approvazioni speciali o lavori di demolizione e ricostruzione (tramezzi, controsoffitti, ecc.).

In generale, è importante fornire un computo metrico dettagliato di tutte le lavorazioni per ottenere una stima precisa del costo del rifacimento dell’impianto elettrico.

Per approfondire, leggi anche:

Quando optare per un impianto elettrico a soffitto

Computo metrico impianto elettrico: i sistemi più utilizzati per fare un preventivo

Impianto elettrico a vista: soluzioni e vantaggi

Rifacimento dell’impianto elettrico: le fasi

La prima fase consiste in una valutazione dettagliata dell’impianto esistente. Un tecnico qualificato esaminerà l’impianto per individuare eventuali problemi e determinare l’entità dei lavori necessari. Questo include l’analisi dei cavi, delle prese, degli interruttori e del quadro elettrico.

Una volta completata la valutazione, si procede con la progettazione del nuovo impianto. Questa fase prevede la creazione di un piano dettagliato che specifichi la posizione di cavi, prese, interruttori e altri componenti. È fondamentale tenere conto delle esigenze specifiche dell’edificio e dei suoi occupanti. Per progettare un impianto elettrico è opportuno utilizzare un software per la progettazione impiantistica. Soprattutto in caso di rifacimento di un impianto esistente, può essere utile seguire una metodologia progettuale BIM che permette di evitare conflitti tra elementi esistenti e quelli di nuova realizzazione ed errori di progettazione. Infatti, inserire il modello dell’impianto elettrico sul modello 3D già completo di elementi strutturali, architettonici e impiantistici, limita la possibilità di commettere errori in cantiere ed aiuta ad avere un quadro completo del lavoro da svolgere.

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Inoltre, realizzare il modello BIM che rappresenti il digital twin dell’edificio reale, costituisce un importante punto di partenza per la gestione della manutenzione dell’impianto e, addirittura, la sua futura dismissione.

L’installazione è la fase più operativa del rifacimento. Comprende la rimozione del vecchio impianto e l’installazione del nuovo secondo il progetto esecutivo. Durante questa fase, è importante seguire rigorosamente le normative di sicurezza per prevenire incidenti.

Dopo l’installazione, l’impianto deve essere collaudato per verificare che funzioni correttamente e che rispetti tutte le normative. Questa fase include test di continuità, isolamento e protezione differenziale. Al termine dei test, viene rilasciata la certificazione di conformità, che attesta che l’impianto è sicuro e a norma.

Il rifacimento di un impianto elettrico è un’operazione complessa che richiede competenze specifiche. È fondamentale affidarsi a professionisti qualificati e certificati per garantire un lavoro di qualità. Una pianificazione accurata è essenziale per evitare imprevisti e ritardi. Inoltre, quando progetti il nuovo impianto, tieni conto delle possibili espansioni future. Prevedi spazi e predisposizioni per l’aggiunta di nuovi dispositivi o per l’installazione di sistemi domotici.

 

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