Riciclo dei pannelli fotovoltaici: il brevetto ENEA

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ENEA ha brevettato un processo che consente di recuperare e riciclare materiali utili dai pannelli fotovoltaici una volta giunti a fine vita

Qual è la vita media di un pannello solare? E’ possibile riciclarli a fine vita?

Ci sono impianti installati negli anni ’80 che ancora svolgono egregiamente il loro lavoro; quindi non è semplice rispondere con sicurezza a tale domanda nel caso in cui il pannello solare operi in condizioni ottimali.

Potremmo affermare che la vita media di un pannello solare potrebbe essere intorno ai 25 anni o anche più, magari con un calo di prestazione.

Ma si sa che “nihil durare potest tempore perpetuo…” nulla può durare in eterno, volendo citare una celebre incisione trovata vergata su un muro dell’antica Pompei; ed allora, meglio attrezzarsi per tempo.

Al fine di recuperare i principali componenti di un pannello fotovoltaico in silicio cristallino al termine della sua vita, ENEA ha quindi brevettato un nuovo processo a basso consumo energetico e a ridotto impatto ambientale per il riciclo/recupero, nel rispetto delle leggi nazionali ed europee.

La tecnica di riciclo di ENEA

Il processo messo a punto da ENEA  consente di separare i materiali utili, come:

  • strati polimerici,
  • contatti elettrici,
  • celle e vetro,

il resto del pannello fotovoltaico vine smaltito in sicurezza attraverso il ‘rammollimento’ minimo e localizzato degli strati polimerici, tramite il riscaldamento del pannello stesso e il successivo scollamento ‘a strappo’.

L’invenzione parte, infatti, dalla struttura ‘a strati’ dei moduli cristallini:

Tali moduli sono costituiti da:

  • un vetro protettivo,
  • un sottile strato di materiale polimerico costituito da Etilene Vinil Acetato (EVA),
  • le celle di silicio,
  • i contatti elettrici in metallo,
  • un secondo strato di EVA,
  • una superficie posteriore di supporto costituita generalmente da polivinifluoruro (PVF),

il tutto è racchiuso in una cornice in alluminio.

Di fatto per recuperare i componenti è necessario ‘slegarli’ dallo strato di EVA, che fa da collante tra i vari strati.

Con questo processo gli strati vengono ‘strappati’ meccanicamente, dopo il trattamento termico “mirato”, in modo da poter poi recuperare gli strati polimerici, i contatti elettrici, le celle ed il 100% del vetro e il foglio backsheet (in PVF), lo strato di EVA.

Il processo di riciclo

Questo processo evita:

  • il rischio di degrado dei materiali,
  • inutili dispendi di energia con riduzione sensibile di pericolose emissioni gassose.

Inoltre, l’impiantistica necessaria per tale processo di riciclo è semplice ed è adatta a un trattamento in continuo e altamente automatizzabile, senza necessità di un’atmosfera controllata mediante uso di gas specifici.

Il brevetto si propone di sfruttare il rammollimento, minimo e localizzato, appena sufficiente per staccare gli strati polimerici ai fini di realizzare un processo in modalità continua e automatizzata.

L’invenzione propone di riscaldare i pannelli mentre avanzano su un nastro trasportatore e di staccare gli strati polimerici mediante un’azione a strappo, perché quest’ultima si presta agevolmente a un’automatizzazione del processo.

Il processo consente agevolmente la lavorazione in continuo di pannelli fotovoltaici a prescindere dalle diverse caratteristiche degli strati polimerici (spessore e tipologie), e a cui corrispondono diverse condizioni minime di distacco.

 

Clicca qui per accedere all’apposita pagina ENEA

 

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