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Home » BIM Topic » Rinnovabili ed edilizia sostenibile » Revamping fotovoltaico: cos’è, quando si fa e come funziona

Revamping fotovoltaico: cos’è, quando si fa e come funziona

Il revamping fotovoltaico è un intervento di miglioramento di un impianto esistente con lo scopo di prolungarne la vita utile. Scopri quando e come si fa

Tempo di lettura stimato: 6 minutidi Redazione BibLus / 29 Febbraio 2024/0 Commenti/in Rinnovabili ed edilizia sostenibile /di
Revamping fotovoltaico

I pannelli fotovoltaici sono strumenti potenti e durevoli, ma non immuni dall’invecchiamento e dall’usura. Con il passare del tempo, la loro efficienza tende a diminuire per vari motivi: esposizione a condizioni atmosferiche avverse, deterioramento dei materiali, ecc. Questo si traduce in una diminuzione progressiva della produzione energetica dell’impianto.

Per non ridurre la produzione di energia pulita, può essere utile valutare interventi di ammodernamento e ottimizzazione dell’impianto.

Per revamping fotovoltaico si intende proprio l”insieme delle procedure che consentono di migliorare e aggiornare un impianto fotovoltaico esistente, al fine di renderlo più efficiente e in linea con le tecnologie più recenti.

Tra gli interventi di revamping più importanti vi è la sostituzione dell’inverter, elemento vitale per assicurare prestazioni ottimali dell’impianto fotovoltaico.

La scelta delle caratteristiche e del dimensionamento dell’inverter è fondamentale per la performance dell’impianto. Può essere utile ricorrere ad un software fotovoltaico per scegliere in modo più accurato l’inverter, dimensionarlo e configurarlo in maniera integrata a tutti gli altri componenti dell’impianto fotovoltaico.

Analizziamo nel dettaglio i principali interventi di revamping fotovoltaico, il loro funzionamento, i vantaggi e i costi ad essi connessi.

Indice

  • Cos’è il revamping fotovoltaico
  • Quando bisogna fare il revamping di un impianto fotovoltaico?
  • Come funziona il revamping fotovoltaico
  • Revamping fotovoltaico: GSE
  • Revamping fotovoltaico: interventi non significativi
  • Revamping fotovoltaico: interventi significativi
  • I vantaggi del revamping fotovoltaico
  • Differenza tra revamping e repowering fotovoltaico
  • Revamping fotovoltaico: costo

Cos’è il revamping fotovoltaico

Con il termine revamping (dall’inglese to revamp, rimodernare) fotovoltaico si fa riferimento a tutte le procedure volte a modernizzare, modificare e migliorare un vecchio impianto fotovoltaico. Si riferisce, quindi, a tutti quegli interventi messi in atto per la rigenerazione di alcune componenti o dell’intero impianto fotovoltaico. Tutto, ovviamente, con l’obiettivo di migliorare le capacità di performance, le prestazioni e la produzione energetica per prolungarne la durata operativa.

In sostanza, significa dare una seconda vita all’impianto, consentendogli di produrre più energia e di funzionare in modo più efficace.

Quando bisogna fare il revamping di un impianto fotovoltaico?

La durata media di un impianto fotovoltaico è di circa 25 anni. Ci sono, tuttavia, determinate condizioni come gli agenti atmosferici, rotture impreviste o l’impiego di materiali di scarsa qualità, che possono influire. Il revamping interviene per ripristinare le prestazioni dell’impianto quando:

  • si rileva un degrado e malfunzionamento delle parti:
  • si rileva un deterioramento fisico di alcune parti dell’impianto (come danni causati da eventi atmosferici o usura dovuta alla qualità dei materiali);
  • si individua un problema di progettazione iniziale che limita l’efficacia o la sicurezza dell’impianto, come la presenza di pannelli solari eccessivamente ombreggiati;
  • l’impianto non è più conforme agli standard di sicurezza stabiliti dal GSE.

Come funziona il revamping fotovoltaico

Il processo di revamping fotovoltaico inizia con una fase preliminare di valutazione dell’impianto esistente, che include:

  • analisi delle prestazioni;
  • analisi dell’efficienza;
  • analisi dello stato dei componenti;
  • identificazione di eventuali problematiche.

Sulla base di questa valutazione iniziale, vengono definiti gli obiettivi del revamping e si procede con la progettazione delle soluzioni appropriate. In seguito alla pianificazione, si procede con l’attuazione delle azioni necessarie per risolvere le problematiche individuate durante la valutazione.

Revamping fotovoltaico: GSE

Nel 2016 il GSE ha stabilito una serie di linee guida da seguire e rispettare in caso di un intervento di revamping fotovoltaico. È fondamentale comprendere come eseguire un intervento di revamping senza compromettere gli incentivi del Conto Energia.

É consigliabile, a tal proposito, consultare il DTR (documento tecnico per il revamping) emanato e pubblicato dal GSE. Questo documento raccoglie tutte le indicazioni sulle attività consentite e quelle da non fare per evitare la perdita degli incentivi.

Vediamole di seguito:

  • gli inverter sostituiti devono essere sempre conformi alle norme CEI;
  • per tutti gli impianti che superino i 3kW, è obbligatorio effettuare la comunicazione delle modifiche all’impianto al GSE entro 60 giorni dalla fine dei lavori;
  • i possessori di impianti che non superano i 3kW devono inviare la comunicazione degli interventi al GSE solo in caso di incremento della potenza, sostituzione dei moduli o aggiunta di batterie per l’accumulo;
  • l’aumento di performance dell’impianto fotovoltaico fino a 20 kW non potrà essere superiore al 5% della potenza già installata in precedenza, mentre per i moduli con oltre i 20 kW la potenza può essere aumentata dell’ 1%;
  • qualora avessi beneficiato del Primo Conto Energia non potrai effettuare l’installazione delle batterie per l’accumulo;
  • prima di procedere con qualsiasi opera di ammodernamento di un impianto fotovoltaico, è necessario richiedere al GSE una valutazione preliminare dell’intervento.

Il GSE ha delineato due tipologie di interventi: significativi e non significativi, ciascuna con procedure distinte.

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Revamping fotovoltaico: interventi non significativi

Gli interventi non significativi sono quelli che non prevedono la variazione dei dati caratteristici o di configurazione di un impianto fotovoltaico.

Gli interventi non significativi includono:

  • spostamento degli inverter e dei componenti elettrici minori;
  • installazione di dispositivi elettronici (ottimizzatori);
  • sostituzione, rimozione, nuova installazione dei componenti elettrici minori qualora l’intervento non determini variazioni del regime di cessione in Rete dell’energia prodotta dall’impianto;
  • interventi effettuati sulle strutture di sostegno dei moduli o sulle strutture edilizie su cui l’impianto è stato installato che non comportino variazioni dei requisiti in base ai quali l’impianto è stato incentivato;
  • la sostituzione degli inverter installati su impianti che non beneficiano di maggiorazioni tariffarie connesse all’utilizzo di componentistica made in EU;
  • interventi di potenziamento non incentivati.

Per procedere con l’avvio e il completamento degli interventi non significativi non è necessaria alcuna comunicazione al GSE.

Revamping fotovoltaico: interventi significativi

Gli interventi significativi riguardano modifiche sostanziali all’impianto e sono interventi effettuati su impianti con una potenza superiore a 3 kW.

Gli interventi sono:

  • spostamento dell’impianto: un impianto fotovoltaico in genere non potrebbe essere spostato dal sito di prima installazione. Qualora la necessità di uno spostamento dell’impianto derivi da cause di forza maggiore, è consigliabile sottoporre al GSE una richiesta di valutazione preliminare dell’intervento;
  • sostituzione dei moduli fotovoltaici;
  • rimozione definitiva dei moduli fotovoltaici;
  • sostituzione degli inverter su impianti che beneficiano di maggiorazioni tariffarie connesse all’utilizzo di componentistica made in EU1;
  • interventi di modifica edilizia all’immobile e/o al manufatto su cui è installato l’impianto;
  • variazioni della configurazione elettrica dell’impianto ovvero:
    • variazione del regime di cessione in rete dell’energia prodotta dall’impianto;
    • modifiche del punto di connessione;
    • installazione di sistemi di accumulo dell’energia prodotta.

Questa tipologia di interventi significativi deve rispettare dei requisiti specifici:

  • per sistemi con potenza fino a 20 kW, la potenza nominale dell’impianto può essere aumentata non più del 5%;
  • per sistemi con potenza maggiore di 20 kW, la potenza nominale dell’impianto può essere aumentata al non più dell’1%.

Per avviare e completare questi interventi significativi i soggetti responsabili sono tenuti ad inviare al GSE apposita comunicazione di avvenuta realizzazione dell’intervento entro il termine di 60 giorni dall’avvenuto completamento.

Revamping fotovoltaico

Revamping fotovoltaico interventi significativi e non significativi

I vantaggi del revamping fotovoltaico

I principali vantaggi del revamping fotovoltaico sono:

  • accesso agli incentivi: consente di accedere a specifici incentivi previsti per gli interventi di rinnovo e miglioramento degli impianti fotovoltaici che possono contribuire notevolmente a coprire i costi dell’intervento;
  • maggiore efficienza: migliora la performance del tuo impianto, permettendoti di produrre più energia con lo stesso spazio e, di conseguenza, di diminuire la tua dipendenza dalla rete elettrica;
  • aumento della produzione di energia: grazie alla maggiore efficienza, l’impianto fotovoltaico può generare più energia elettrica utilizzando la stessa quantità di luce solare, contribuendo così a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali;
  • maggior risparmio energetico: l’incremento nella produzione di energia si traduce in un risparmio significativo sulle bollette energetiche e in una maggiore indipendenza dalla rete elettrica convenzionale;
  • prolungamento della vita utile: migliora la durata e la resistenza dell’impianto, riducendo il rischio di malfunzionamenti e problemi tecnici. Questo permette di prolungare la vita operativa complessiva dell’impianto, garantendo una maggiore durabilità nel tempo.

Differenza tra revamping e repowering fotovoltaico

Spesso si tende a confondere il revamping fotovoltaico con il concetto di repowering. Sono entrambe pratiche accomunate dal fatto che mirano a migliorare l’efficienza e a prolungare la vita degli impianti fotovoltaici preesistenti.

Il revamping fotovoltaico mira al ripristino delle prestazioni iniziali di un impianto fotovoltaico tramite la sostituzione di componenti principali, come pannelli, inverter e cablaggi, senza tuttavia aumentare la sua potenza nominale. É una soluzione ideale per quegli impianti che, pur avendo perso parte della loro efficienza nel corso del tempo, possono ancora produrre energia in modo efficace.

Il repowering fotovoltaico, invece, prevede una serie di operazioni volte all’aumento della potenza dell’impianto attraverso la sostituzione di componenti vecchi con altri più performanti o l’aggiunta di nuovi elementi. In sostanza, il repowering mira a aumentare la produzione di energia dell’impianto, rendendolo più performante e produttivo senza intervenire sul sistema nella sua interezza.

Un’altra differenza riguarda l’aspetto normativo. Mentre il revamping segue le linee guida del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e può includere interventi significativi e non, il repowering viene spesso incentivato attraverso programmi di supporto finanziario che premiano gli operatori che incrementano la capacità dei loro impianti.

In definitiva, mentre il revamping fotovoltaico si concentra sulla manutenzione e l’ottimizzazione dell’impianto esistente, il repowering si focalizza sull’aumento della capacità produttiva.

Revamping fotovoltaico: costo

Il costo associato all’attività di revamping fotovoltaico dipende da una serie di fattori quali le dimensioni dell’impianto, lo stato attuale delle componenti, la tipologia di intervento richiesto e le tecnologie impiegate. Quindi non è possibile stabilire un costo standard che sia valido per tutte le situazioni.

Un altro elemento da considerare nell’analisi dei costi del revamping è la disponibilità di incentivi che possono, in alcune circostanze, contribuire a ridurre gli oneri legati alla ristrutturazione degli impianti. Queste attività possono usufruire della detrazione fiscale del 50% dei costi sostenuti, ma c’è una condizione: gli interventi devono essere eseguiti in ambito condominiale.

Propri i condomini sono i protagonisti della rivoluzione delle comunità energetiche. Per rimanere sempre aggiornato, ti consiglio di leggere l’approfondimento dedicato al bonus fotovoltaico 2024.

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