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Responsabile per la Transizione al Digitale: ruolo e nomina

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Previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale, l’RTD svolge un ruolo centrale nel processo di digitalizzazione delle PA. Il vademecum dell’AGID

La figura del Responsabile per la Transizione Digitale (RTD) è stata istituita già nel 2017 con il compito di guidare la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana.

E’ tuttavia il Codice dell’Amministrazione Digitale a conferire all’RTD un ruolo chiave nel coordinare lo sviluppo di nuovi strumenti e piattaforme, garantendo al contempo la sicurezza informatica e l’accessibilità per tutti i cittadini.

Chi può rivestire questo ruolo? Chi lo nomina? Quali sono le sue competenze e i suoi compiti? Come viene nominato?

In questo articolo proviamo a fare chiarezza sull’RTD anche alla luce delle indicazioni fornite nel vademecum dell’Agenzia per l’Italia Digitale sulla nomina del Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD) e sulla costituzione dell’Ufficio Trasformazione Digitale (UTD) in forma associata.

Il processo di digitalizzazione avviato dal Codice dell’Amministrazione Digitale e ulteriormente promosso dal nuovo Codice degli appalti impone alle pubbliche amministrazioni un salto in avanti, da fare in tempi brevi e nella maniera più appropriata possibile. Se lavori in una pubblica amministrazione, puoi consultare gratuitamente esperti digitali che possano aggiornarti e guidarti in questa transizione.

Chi è il Responsabile per la Transizione al Digitale e chi lo nomina

Il Responsabile per la Transizione al Digitale è una figura manageriale apicale all’interno dell’amministrazione con competenze tecnologiche, informatico – giuridiche e organizzative e che ha poteri di impulso e coordinamento nel percorso di semplificazione e crescita inclusiva delle pubbliche amministrazioni.

L’RTD è dotato di adeguate competenze tecnologiche, di informatica giuridica e manageriali. La Circolare 3/2018 invita le PA a nominare l’RTD con riconoscimento dell’organo politico e con atto organizzativo interno, nell’ambito della dotazione organica complessiva delle posizioni di funzione dirigenziale.

Si prevede, quindi, non solo che il responsabile dell’ufficio cui affidare la transizione al digitale sia dotato di adeguate competenze, ma anche che risponda direttamente all’organo di vertice politico.

L’RTD può essere nominato con determina del Sindaco o con delibera di Giunta comunale. Se si sceglie di creare ex-novo un Ufficio per la Transizione al Digitale, è la Giunta che costituisce questo ufficio con apposito atto amministrativo, e il Sindaco sceglie poi il Responsabile.

L’RTD deve essere un soggetto interno all’ente, esclusi quindi consulenti esterni. Appena approvata la delibera di nomina, i dati relativi alla persona nominata vengono inseriti su IndicePA.

L’RTD – precisa l’AGID nelle su FAQ – ha un ruolo gerarchicamente superiore a ogni altro dirigente nell’attuazione di tutte le iniziative dell’amministrazione legate al digitale, anche per quanto riguarda pareri e verifiche. Ha poteri di impulso e coordinamento nei confronti di tutti gli altri dirigenti nella realizzazione degli atti preparatori e di attuazione delle pianificazioni e programmazioni previste dal Piano Triennale.

Per sua natura, tale figura deve essere trasversale a tutta l’organizzazione in modo da poter agire su tutti gli uffici e aree dell’ente.

Il legislatore, considerando irrealistico che ogni singola pubblica amministrazione si trovi nella condizione di poter individuare nel proprio ambito una figura dotata del complesso di competenze necessarie a svolgere l’insieme di funzioni attribuite all’Ufficio per la transizione digitale, ha inserito nel CAD una specifica disposizione “secondo cui le pubbliche amministrazioni diverse dall’amministrazione dello Stato possono esercitare anche in forma associata le funzioni relative all’attuazione delle linee strategiche per la riorganizzazione e la digitalizzazione dell’amministrazione”.

La Circolare 3/2018 ha poi espressamente precisato che “tale opzione organizzativa, raccomandata specialmente per le PA di piccole dimensioni, può avvenire in forza di convenzioni o, per i
comuni, anche mediante l’Unione di comuni. La convenzione disciplinerà anche le modalità di raccordo con il vertice delle singole amministrazioni”.

Quali sono i compiti del Responsabile per la Transizione al Digitale

L’art. 17 del Codice dell’Amministrazione Digitale prevede che, al fine di garantire l’attuazione delle linee strategiche per la riorganizzazione e la digitalizzazione dell’amministrazione definite dal Piano triennale, ciascuna pubblica amministrazione debba affidare a un unico ufficio dirigenziale generale i seguenti compiti e funzioni:

  • transizione alla modalità operativa digitale e ai conseguenti processi di riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di un’amministrazione digitale e aperta, di servizi facilmente utilizzabili e di qualità, attraverso una maggiore efficienza ed economicità;
  • coordinamento strategico dello sviluppo dei sistemi informativi, di telecomunicazione e fonia, in modo da assicurare anche la coerenza con gli standard tecnici e organizzativi comuni;
  • indirizzo e coordinamento dello sviluppo dei servizi, sia interni che esterni, forniti dai sistemi informativi di telecomunicazione e fonia dell’amministrazione;
  • indirizzo, pianificazione, coordinamento e monitoraggio della sicurezza informatica;
  • accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici e promozione dell’accessibilità;
  • analisi periodica della coerenza tra l’organizzazione dell’amministrazione e l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, al fine di migliorare la soddisfazione dell’utenza e la qualità dei servizi nonché di ridurre i tempi e i costi dell’azione amministrativa;
  • cooperazione alla revisione della riorganizzazione dell’amministrazione;
  • indirizzo, coordinamento e monitoraggio della pianificazione prevista per lo sviluppo e la gestione dei sistemi informativi di telecomunicazione e fonia;
  • progettazione e coordinamento delle iniziative rilevanti ai fini di una più efficace erogazione di servizi in rete a cittadini e imprese;
  • pianificazione e coordinamento del processo di diffusione, all’interno dell’amministrazione, dei sistemi di identità e domicilio digitale, posta elettronica, protocollo informatico, firma digitale o firma elettronica qualificata e mandato informatico
  • pianificazione e coordinamento degli acquisti di soluzioni e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione.

Anche nella relazione illustrativa al Codice si chiarisce che, per la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, è necessario affidarsi ad un unico centro di competenza che coordina lo sviluppo dei servizi resi tramite i sistemi informativi, analizza la coerenza tra l’organizzazione e l’uso delle tecnologie informatiche per un miglior servizio all’utenza, progetta le modalità tecnologiche per erogare i servizi in rete agli utenti e promuove l’attuazione delle direttive in materia adottate dal Ministro per l’innovazione e le tecnologie.

Vademecum AGID sul Responsabile per la Transizione al Digitale

L’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) ha fornito alle pubbliche amministrazioni locali un vademecum completo sulla nomina del Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD) e sulla costituzione dell’Ufficio Trasformazione Digitale (UTD) in forma associata.

Il Vademecum – concepito per guidare le amministrazioni nel loro percorso di trasformazione digitale sostenibile – è stato sviluppato nel contesto del Laboratorio per la nomina associata del RTD, come indicato nel piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2022-2024, ed è un obiettivo del Piano Triennale 2024-2026.

Il Vademecum offre una serie di indicazioni e strumenti pratici per le amministrazioni pubbliche che stanno considerando la nomina associata di RTD e UTD e presenta, inoltre, esempi e modelli per soluzioni di nomina associata già in uso.

Il documento si propone come strumento operativo per facilitare la nomina del RTD e dell’UTD nel contesto dell’associazionismo tra enti per la trasformazione digitale. Descrive i vantaggi, i requisiti e le modalità per costituire o aderire a un Ufficio in forma associata, o per migliorare la collaborazione nelle strutture esistenti. In questo modo, il vademecum sostiene l’attuazione del principio della sostenibilità digitale.

Inoltre, presenta diversi modelli di collaborazione tra enti ed il loro contributo alla digitalizzazione, delineando i fattori chiave per una cooperazione di successo e una gestione integrata della trasformazione digitale.

Il documento include anche una panoramica sullo stato attuale delle nomine dei RTD e sulla gestione associata delle funzioni ICT e UTD nelle Unioni di Comuni. Infine, propone un modello di convenzione tra enti per la nomina associata del RTD, adattabile a ogni specifica amministrazione.

 

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