Superbonus

CNI: gli effetti dei bonus edilizi

Report CNI sugli incentivi fiscali: dati, stime e proposte sugli effetti di super ecobonus e super sismabonus. Nel 2023 spesi 11 miliardi di euro

“Indagine conoscitiva sugli effetti macroeconomici e di finanza pubblica derivanti dagli incentivi fiscali in materia edilizia”, questo il titolo del report pubblicato dal Consiglio nazionale degli ingegneri, CNI, in merito agli effetti degli incentivi fiscali al mese di aprile 2023.

La quantificazione degli effetti degli incentivi fiscali in edilizia deve servire ad individuare eventuali modalità per superare le criticità in atto considerando che il Superbonus, primo tra tutti, ha considerevolmente contribuito alla crescita economica complessiva del Paese, avviando un processo di riqualificazione di un patrimonio edilizio. Se vuoi usufruire delle agevolazioni attualmente in vigore ed essere sicuro di adempiere agli obblighi normativi, ti suggerisco un utile strumento per la determinazione degli incentivi, dei computi, dei quadri economici, sia in fase di progetto che in contabilità lavori, con tutta la modulistica aggiornata alle norme in continuo cambiamento.

Report CNI: quantificazione dell’impatto dei bonus, in particolare dei Superbonus

Un numero elevato di ingegneri ha lavorato in cantieri Superbonus: partendo da tali conoscenze, il CNI ha elaborato il report in esame, contenente un’indagine conoscitiva sugli effetti macroeconomici derivanti dagli incentivi fiscali per l’edilizia (vedi anche il precedente: Report CNI Superbonus: entro fine 2021 investiti 9 miliardi).

Focalizzando l’attenzione sull’impatto economico ed occupazionale, le stime permettono infatti di elaborare un ragionevole quadro di massima di ciò che potrebbe essere successo anche se lo studio, come sottolineato dal CNI,  è da intendersi quale mero strumento per comprendere i meccanismi di crescita indotti da tali interventi e quali criticità si siano manifestate nel corso della loro applicazione.

Metodologia di stima del Centro Studi CNI

Le stime del  CNI si pongono l’obiettivo di quantificare in linea generale gli effetti moltiplicativi indotti sul settore delle costruzioni e dei servizi di ingegneria e architettura, definiti SIA e sull’indotto dalla spesa per opere di ristrutturazione, tenendo conto degli effetti di disavanzo determinati da crediti di imposta che, per effetto del meccanismo del 110%, superano il valore della spesa effettiva per gli interventi in ambito edile. Si è tenuto anche conto dei benefeci indotti da tale spesa, primo fra i quali la quantificazione del risparmio energetico indotto dagli interventi di efficientamento degli edifici.

L’impatto della spesa per Superbonus 110%

In base alle ultime stime elaborate dal Governo si ha che i bonus per l’edilizia utilizzati tra la seconda metà del 2020 e i primi mesi del 2023 hanno attivato, soprattutto attraverso il meccanismo della cessione del credito, un ammontare di spese a carico dello Stato che ha raggiunto i 116,13 miliardi di euro.

Il CNI riporta alcuni dati per evidenziare come i bonus per l’edilizia hanno generato un livello eccessivo di spesa a carico dello Stato in un arco temporale troppo breve:

  • dai dati Enea si sa che nel periodo compreso tra agosto 2020 e marzo 2023 sono stati attivati e realizzati lavori con Super ecobonus (110% fino al 2022 e a partire dal 2023 con una detrazione al 90%) per il risparmio energetico per una spesa pari a 74,0 miliardi di euro, che per effetto delle detrazioni “potenziate”, determinano al momento un onere effettivo a carico dello Stato, ancora più elevato, pari a 80,0 miliardi di euro;
  • dai dati elaborati dall’Agenzia delle Entrate, gli interventi con Super sismabonus (110% e a partire dal 2023 con una detrazione del 90%) hanno generato nel periodo compreso tra ottobre 2020 e febbraio 2023 cessioni del credito e sconti in fattura per 13,4 miliardi di euro (si tratta però solo di una quota parte della spesa complessiva con Super sismabonus 110%);
  • dal DEF 2023, che il Governo quantifica il valore degli oneri a carico dello Stato derivanti in questo momento dai diversi bonus per l’edilizia in termini di crediti fiscali ceduti e sconti in fattura, nel periodo 2020-2023, pari a ben 116,13 miliardi di euro di cui 67,12 miliardi di crediti e sconti in fattura per Superbonus 110%.

Considerazioni e proposte

Chiude la prima parte una serie di considerazioni e proposte. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri elenca una serie di considerazioni e linee operative per un percorso di riforma e rimodulazione dei bonus per l’edilizia.

In particolare, ritiene che il meccanismo di incentivazione che copre più della spesa per ristrutturazioni può essere utile solo in una fase di emergenza ma non nel lungo termine. Occorre studiare da subito, a detta del CNI, un nuovo meccanismo di incentivazione che lasci al proprietario dell’immobile il pagamento di una quota minima dell’intervento.

Ecobonus, bonus-casa, Superbonus: analisi della spesa e considerazioni sull’impatto economico

Nella seconda parte, il CNI ha elaborato ed aggiornato le proprie stime, evidenziando come la spesa per il Superbonus tiene ancora testa: nei primi 3 mesi del 2023 sono stati spesi 11 mld di euro per interventi di risparmio energetico sugli edifici residenziali con detrazioni al 110% o al 90%, in aumento rispetto agli 8 mld dello stesso periodo del 2022. Il valore più alto si è registrato a marzo, con una spesa di 5,5 mld di euro, seconda solo agli 8 mld di settembre 2022.

Nonostante le modifiche alla disciplina:

  • 89 miliardi di euro è l’impatto generato da una spesa per Super ecobonus e Super sismabonus da agosto 2020 a marzo 2023;
  • 74,0 miliardi di euro è l’ammontare delle spese per Super ecobonus, certificati dall’Enea;
  • circa 15,0 miliardi è la spesa per Super sismabonus fino ad oggi.

Soprattutto nel 2022, quando gli investimenti per Superbonus hanno superato i 50 miliardi di euro, i flussi di spesa ripartiti per anno, hanno generato apprezzabili effetti espansivi sul sistema economico: Super ecobonus e Super sismabonus hanno, infatti, contribuito alla formazione dello:

  • 0,7% del Pil nel 2021;
  • 1,5% del Pil nel 2022,

attivando:

  • 222.000 unità di lavoro dirette nel 2021;
  • oltre 600.000 unità di lavoro nel 2022.

Il Centro Studi stima anche che gli interventi di risanamento energetico effettuati su più di 403.000 edifici abbiano determinato finora un risparmio di quasi 1,3 miliardi di metri cubi standard di gas, contribuendo al 48% del risparmio che il Paese. Gli interventi di risanamento energetico hanno riguardato finora 101 milioni di metri quadrati di edifici residenziali, circa il 4% delle superfici afferenti agli immobili più vecchi.

Infine, il gettito fiscale generato dalle opere con Superbonus è stimato essere pari a circa il 33% del valore delle detrazioni a carico dello Stato (detrazioni su cui pesa il meccanismo del 110%) ed il 36% di quanto fatturato. A fronte, dunque, di detrazioni per Superbonus che a marzo 2023 hanno raggiunto i 97,9 miliardi di euro, si calcola che il gettito possa essere stato di 32 miliardi di euro, portando la spesa effettiva a carico dello Stato a dai 97,9 miliardi di euro a 64,4 miliardi di euro. Si tratta di stime che risentono di un marcato livello di approssimazione e che danno solo un ordine di grandezza dei fenomeni considerati.

In allegato il Report completo del Centro Studi con dati, stime e proposte del CNI sul percorso di riforma e rimodulazione dei bonus per l’edilizia.

Per non sbagliare ed essere certo di poter usufruire del Superbonus e gli altri bonus edilizi, ti consiglio di utilizzare il software Superbonus 110 linee guida per la documentazione richiesta, linee guida chiare e calcoli veloci per gestire in sicurezza le tue pratiche.

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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