Nuovo regolamento dei rifiuti da costruzione e da demolizione

Arriva il nuovo regolamento sui rifiuti da costruzione e demolizione

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All’esame della Commissione europea i criteri in base a cui i rifiuti inerti da costruzione e demolizione cessano di essere qualificati come rifiuti

Il 14 marzo 2022 il Ministero della Transizione Ecologica ha notificato alla Commissione Europea lo schema di “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione e di altri rifiuti inerti di origine minerale, ai sensi dell’articolo 184-ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152“.

La Direttiva UE 2015/1535 prevede, infatti, che Stati membri notifichino alla Commissione ogni progetto di regola tecnica; la Commissione potrà presentare obiezioni fino al 15 giugno prossimo.

Il Regolamento

Il Regolamento in esame stabilisce i criteri secondo cui i rifiuti inerti derivanti da attività di costruzione e di demolizione (e gli altri rifiuti inerti di origine minerale indicati nel regolamento sottoposti ad operazioni di recupero) cessano di essere qualificati come rifiuti ai sensi dell’articolo 184-ter del dlgs 152/2006.

Si rappresenta che, in generale, dal trattamento di rifiuti inerti da costruzione e demolizione e da rifiuti inerti di origine minerale risultano aggregati di recupero di varia granulometria con prestazioni analoghe a quelli provenienti da cave.

Detti criteri di cessazione sono definiti nell’Allegato I al decreto; l’Allegato II, invece, elenca gli scopi specifici di utilizzabilità degli aggregati recuperati.

Rifiuti da costruzione e demolizione ammessi all’End Of Waste

Stando allo schema di decreto presentato alla Commissione, possono essere ammessi per la produzione di aggregato recuperato i seguenti rifiuti (Allegato I).

Rifiuti inerti dalle attività di costruzione e di demolizione (Capitolo 17 EER):

  • 170101 Cemento
  • 170102 Mattoni
  • 170103 Mattonelle e ceramiche
  • 170107 Miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce 170106
  • 170302 Miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 170301
  • 170504 Terre e rocce da scavo, diverse da quelle di cui alla voce 170503
  • 170508 Pietrisco per massicciate ferroviarie, diverso da quello di cui alla voce 170507
  • 170904 Rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 170901, 170902 e 170903.

Altri rifiuti inerti di origine minerale (non appartenenti al Capitolo 17 EER)

010408 Scarti di ghiaia e pietrisco, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 07
010409 Scarti di sabbia e argilla
010410 Polveri e residui affini, diversi da quelli di cui alla voce 010407
010413 Rifiuti prodotti dal taglio e dalla segagione della pietra, diversi da quelli di cui alla voce 010407
101201 Residui di miscela di preparazione non sottoposti a trattamento termico
101206 Stampi di scarto costituiti esclusivamente da sfridi e scarti di prodotti ceramici crudi smaltati e cotti o da sfridi di laterizio cotto e argilla espansa eventualmente ricoperti con smalto crudo in concentrazione <10% in peso
101208 Scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione (sottoposti a trattamento termico)
101311 Rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento, diversi da quelli di cui alle voci 101309 e 101310
120117 Residui di materiale di sabbiatura, diversi da quelli di cui alla voce 120116 costituiti esclusivamente da sabbie abrasive di scarto
191209 Minerali (ad esempio sabbia, rocce).

Tali materiali recuperati possono essere ammessi per gli usi seguenti (Allegato II):

  • colmate, rinterri, ripristini morfologici
  • corpo del rilevato
  • miscele non legate, strato anticapillare, fondazione, base: UNI EN 13242, UN EN 13450
  • produzione di miscele legate con leganti idraulici (misti cementati, miscele betonabili, ecc.)
  • produzione di calcestruzzi.

 

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