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Prodotti da Costruzione: il nuovo regolamento 2024

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

L’Unione Europea ha approvato l’aggiornamento al Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR). Disponibile il testo ufficiale in italiano

Il 10 aprile 2024 il Parlamento Europeo ha ratificato la proposta di nuovo regolamento sui Prodotti da Costruzione approvato dal Consiglio europeo.

L’accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo deve ora essere approvato e formalmente adottato da entrambe le istituzioni.

Modificando il regolamento (UE) 2019/1020 e abrogando  il regolamento (UE) n. 305/2011, la disposizione fissa nuove norme armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione.

L’obiettivo dell’aggiornamento è accelerare la transizione verde rendendo i prodotti sostenibili uno standard, adeguarli ai principi dell’economia circolare e rendere più trasparente il mercato attraverso nuovi sistemi digitali.

Il settore delle costruzioni contribuisce al 5,5% del PIL europeo dando lavoro a 25 milioni di persone attraverso un vasto numero di imprese.

Gli edifici hanno un impatto rilevante sull’ambiente e generano circa il 50% delle risorse estratte e consumate: oltre al 30% dei rifiuti prodotti annualmente nell’UE.

Inoltre, essi contribuiscono al 40% del consumo energetico complessivo dell’Unione Europea e sono responsabili del 36% delle emissioni di gas a effetto serra associate all’energia.

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Cosa disciplina il regolamento europeo sui Prodotti da Costruzione: finalità e ambito

Il regolamento europeo sui Prodotti da Costruzione stabilisce:

  • norme armonizzate sulle modalità di espressione della prestazione dei prodotti da costruzione in termini ambientali e di sicurezza in relazione alle loro caratteristiche essenziali, inclusa la valutazione del ciclo di vita;
  • requisiti ambientali, funzionali e di sicurezza dei prodotti da costruzione;
  • i diritti e gli obblighi per gli operatori economici che trattano prodotti da costruzione o loro componenti;
  • gli obblighi per gli altri operatori che forniscono servizi connessi alla fabbricazione e alla commercializzazione dei prodotti da costruzione.

Il nuovo regolamento si applica ai prodotti da costruzione, inteso come qualsiasi elemento fisico avente o meno una forma, compresi prodotti fabbricati tramite stampa 3D, oppure un kit immesso sul mercato, anche mediante fornitura al cantiere, per essere incorporato in modo permanente in opere di costruzione o in parti di esse fatta eccezione per gli elementi che sono necessariamente integrati innanzitutto in un kit o in un altro prodotto da costruzione prima di essere incorporati in modo permanente in opere di costruzione.

I metodi e i criteri per valutare la prestazione di un prodotto in relazione alle sue caratteristiche essenziali sono stabiliti in norme armonizzate che stabiliscano le caratteristiche essenziali e i relativi metodi di valutazione per una o più famiglie di prodotti o per una o più categorie di prodotti all’interno di una famiglia.

Tali norme sono elaborate su richiesta della Commissione da una o più organizzazioni europee di normazione.

Se un prodotto è coperto da una specifica tecnica armonizzata, il fabbricante è soggetto al sistema di valutazione e verifica e redige una dichiarazione di prestazione e di conformità prima che tale prodotto sia immesso sul mercato.

La dichiarazione di prestazione e di conformità descrive la prestazione dei prodotti in relazione alle loro caratteristiche essenziali, conformemente alle pertinenti specifiche tecniche armonizzate o a un documento per la valutazione europea.

Regolamento europeo sui Prodotti da Costruzione 2024: al via la transizione verde e digitale verso un’economia circolare

Nella dichiarazione di prestazione e di conformità i produttori saranno tenuti a divulgare la prestazione di sostenibilità ambientale del prodotto durante il suo ciclo di vita per quanto riguarda le seguenti caratteristiche essenziali:

  • effetti dei cambiamenti climatici – totale;
  • effetti dei cambiamenti climatici – combustibili fossili;
  • effetti dei cambiamenti climatici – biogenici;
  • effetti dei cambiamenti climatici – uso del suolo e cambiamento di uso del suolo
  • riduzione dello strato di ozono;
  • potenziale di acidificazione
  • eutrofizzazione delle acque dolci;
  • eutrofizzazione delle acque marine;
  • eutrofizzazione terrestre;
  • ozono fotochimico;
  • impoverimento abiotico – minerali, metalli;
  • impoverimento abiotico – combustibili fossili;
  • consumo di acqua;
  • particolato;
  • radiazioni ionizzanti, salute umana;
  • ecotossicità, acque dolci;
  • tossicità per gli esseri umani, effetti cancerogeni;
  • tossicità per gli esseri umani, effetti non cancerogeni;
  • impatti legati all’uso del suolo.

La prestazione di sostenibilità ambientale dovrà essere estesa anche all’imballaggio utilizzato o che più probabilmente sarà utilizzato.

Per i nuovi prodotti, i cicli di vita calcolati dovrebbero includere tutte le fasi della vita di un prodotto, dall’acquisizione delle materie prime o dalla produzione a partire da risorse naturali al loro smaltimento finale (importante è il riferimento alla sostenibilità, durabilità, riutilizzabilità dei prodotti, alla manutenzione e alla riduzione dei rifiuti), compresi i potenziali benefici e carichi al di fuori dei limiti.

A tale scopo, l’ambito di applicazione del regolamento è esteso ai prodotti usati e rifabbricati; è prevista l’introduzione di specifiche tecniche per garantire gli standard di sicurezza e sostenibilità.

Una sola marcatura CE

Nel nuovo regolamento si stabilisce che “nella dichiarazione di prestazione e di conformità non può essere apposta altra marcatura oltre alla marcatura CE“.

Nel mercato interno, la marcatura CE dovrebbe essere l’unico simbolo che conferma la conformità dei prodotti alle specifiche tecniche armonizzate, evitando così la frammentazione del mercato e le informazioni fuorvianti causate da diverse metodologie di valutazione. Le marcature supplementari, che possono confondere e ingannare consumatori e operatori del mercato, non dovrebbero essere utilizzate insieme alla marcatura CE.

Queste marcature extra possono anche danneggiare la chiarezza e l’efficacia della marcatura CE e creare svantaggi competitivi, specialmente per le piccole e medie imprese (PMI), che potrebbero trovarsi svantaggiate. Nonostante il divieto di marcature aggiuntive sullo stesso prodotto della marcatura CE, altri tipi di marcature sono permessi sul mercato unico, a patto che non confondano o ingannino il consumatore né compromettano la visibilità o la comprensibilità della marcatura CE.

Per evitare dichiarazioni fuorvianti, le dichiarazioni dei fabbricanti di prodotti da costruzione dovrebbero basarsi su un metodo di valutazione contenuto in specifiche tecniche armonizzate, se disponibile.”

La marcatura CE è soggetta ai principi generali esposti all’articolo 30 del regolamento (CE) n. 765/2008.

Apponendo la marcatura CE sul prodotto, o avendola apposta, l’operatore economico:

  • indica di essersi assunto la responsabilità della conformità del prodotto alla prestazione dichiarata.
  • diventa responsabile della prestazione dichiarata e del rispetto di tali requisiti conformemente al diritto nazionale in materia di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

La marcatura CE è l’unica marcatura che attesta la prestazione del prodotto per quanto riguarda le caratteristiche essenziali valutate conformemente al regolamento.

Nuovo sistema di passaporti digitali dei prodotti da costruzione

L’applicazione uniforme delle nuove norme armonizzate si baserà su un nuovo sistema di passaporti digitali dei prodotti da costruzione, prevista dall’art. 75 del nuovo Regolamento europeo dei Prodotti da Costruzione.

Esso sarà istituito da un regolamento dell’Unione Europea e dovrà essere compatibile e interoperabile con il passaporto digitale dei prodotti sostenibili, senza che sia compromessa l’interoperabilità con la modellizzazione delle informazioni sugli edifici (Building Information Modelling – BIM), tenendo conto delle caratteristiche e dei requisiti specifici relativi ai prodotti da costruzione.

Il regolamento sul passaporto digitale dei prodotti da costruzione dovrà:

  • individuare tutti i soggetti, compresi gli operatori economici, i clienti, i disinstallatori, gli utenti e le autorità nazionali competenti, che devono avere accesso alle informazioni contenute nel passaporto del prodotto, tenendo conto della necessità di tutelare i diritti di proprietà intellettuale e le informazioni commerciali sensibili, come pure di garantire la sicurezza delle opere di costruzione;
  • stabilire le modalità dettagliate per l’aggiornamento delle informazioni contenute garantendo la disponibilità di passaporti dei prodotti in caso di insolvenza, liquidazione o cessazione dell’attività nell’Unione dell’operatore economico che ha creato il passaporto del prodotto o, se necessario, dopo la scadenza degli obblighi dei fabbricanti di garantirne la disponibilità, compresa l’istituzione di un sistema di back-up da parte dei fornitori di servizi di passaporto del prodotto.

Il passaporto corrisponde al prodotto-tipo e al suo codice di identificazione unico e include:

  • la dichiarazione di prestazione e di conformità;
  • le informazioni generali, le istruzioni per l’uso e le informazioni sulla sicurezza;
  • la documentazione tecnica.

Inoltre, dovrà stabilire se richiesto un sistema dei seguenti requisiti:

  • sistema di certificazione per i fornitori di servizi di passaporto digitale del prodotto per verificare i requisiti basati sulla norma del regolamento (UE) sulla progettazione ecocompatibile di prodotti sostenibili;
  • norme e procedure più dettagliate o alternative relative al ciclo di vita degli identificativi, dei supporti di dati, delle credenziali digitali e del registro dei passaporti del prodotto a quelle stabilite dal regolamento (UE) sulla progettazione ecocompatibile di prodotti sostenibili;
  • sistema accessibile per un periodo di 25 anni dopo l’immissione sul mercato dell’ultimo prodotto corrispondente al suo prodotto-tipo e che l’operatore economico metta a disposizione il passaporto digitale del prodotto per almeno 10 anni, senza che, nel caso di un periodo più lungo, ciò comporti costi e oneri sproporzionati per gli operatori economici;
  • la necessità di garantire la disponibilità di informazioni per il riutilizzo e la rifabbricazione dei prodotti.

Incentivi per prodotti da costruzione a prestazioni elevate

Secondo le disposizioni dell’Unione Europea, gli Stati membri devono provvedere ad attuare incentivi per una categoria di prodotti espresse in classi di prestazione più elevate e gli incentivi dovranno favorire i prodotti con le migliori prestazioni ambientali.

Nel definire le classi di prestazione, il regolamento considera diversi criteri, quali:

  • numero di prodotti in ciascuna classe di prestazione;
  • garantire che i prodotti soddisfino le prescrizioni senza avere un impatto negativo sui consumatori dal punto di vista economico.

Appalti pubblici verdi (GPP)

Il regolamento introduce requisiti a livello UE per il GPP per i materiali da costruzione a partire dalla fine del 2026. L’art. 83 richiede alla Commissione di adottare atti delegati a stabilire i requisiti minimi obbligatori di sostenibilità ambientale per i prodotti da costruzione. Questi requisiti si applicano alle procedure di appalto che rientrano nell’ambito di applicazione delle direttive sugli appalti pubblici e le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori devono applicare tali requisiti minimi obbligatori quando richiedono prestazioni minime di sostenibilità ambientale per i prodotti da costruzione.

Le amministrazioni aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori possono decidere di stabilire requisiti più ambiziosi o aggiuntivi relativi alle caratteristiche essenziali dei prodotti. Questo è permesso purché non comporti costi sproporzionati o difficoltà tecniche e sia in linea con la necessità di promuovere la sostenibilità ambientale.

Nuovo CPR 2024 in italiano

Ti allego il testo integrale approvato (in italiano) dell’aggiornamento al Regolamento dei Prodotti da Costruzione della Commissione Europea.

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