Regolamento appalti: le criticità individuate da ANAC sugli oneri di discarica

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La bozza di regolamento prevede la possibilità che gli oneri di discarica siano esclusi dall’appalto, dal computo e dal ribasso

Come noto la legge Sblocca cantieri ha previsto la reintroduzione del regolamento unico appalti, con cui si  dovrebbe concretizzare il superamento delle linee guida ANAC e dei decreti attuativi del dlgs n. 50/2016.

Dopo una fase di consultazione pubblica, lo scorso luglio l’apposita commissione ministeriale ha consegnato la bozza di regolamento al Ministro; avviando così il lungo iter di approvazione.

Su tale bozza, tuttavia, la stessa ANAC (l’Autorità Nazionale Anticorruzione) ha inviato un atto di segnalazione (il n. 9 dell’11/11/2020) al Governo e quindi al Ministero.

La segnalazione dell’ANAC

I dubbi dell’ANAC evidenziano come la bozza di regolamento potrebbe permettere alle Stazioni Appaltanti di escludere gli oneri di discarica dei rifiuti da demolizione dall’appalto, dal computo e conseguentemente dal ribasso.

Da ciò ne conseguirebbero una serie di dubbi sulle responsabilità della gestione dei rifiuti, che così come previsto dalla bozza di regolamento (essendo esclusi dall’appalto e dal computo), potrebbe generare una forte ingerenza della Stazione Appaltante sull’operato e sull’indipendenza dell’appaltatore.

Rifiuti da demolizione ed oneri di discarica

L’articolo 184 del dlgs n. 152/2006 (Codice dell’ambiente), definisce “i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano dalle attività di scavo” come rifiuti speciali.

Si evidenzia che, seppur per i rifiuti speciali non vige l’obbligo di conferimento nelle discariche collocate nel territorio della regione di produzione dei rifiuti medesimi che si applica ai soli rifiuti urbani non pericolosi, lo smaltimento dei rifiuti deve avvenire nel rispetto del principio della prossimità, utilizzando “uno degli impianti idonei più vicini ai luoghi di produzione o raccolta, al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi, tenendo conto del contesto geografico o della necessità di impianti specializzati per determinati tipi di rifiuti”.

Pertanto, il progettista è tenuto a verificare la presenza, nel rispetto del richiamato principio della prossimità, di discariche idonee allo smaltimento dei rifiuti prodotti in cantiere e la possibilità concreta di smaltimento nelle predette discariche in relazione alla capienza residua delle stesse.

Ai fini della redazione del computo metrico estimativo, lo stesso deve, inoltre, verificare la presenza nel prezzario regionale di voci di costo inerenti agli oneri di smaltimento in discarica dei rifiuti prodotti in cantiere, nonché la coerenza dei prezzi indicati con quelli richiesti dalle discariche individuate.

Le osservazioni dell’ANAC

L’ANAC evidenzia come il prezzo corrispettivo dello smaltimento in discarica è stabilito liberamente dal gestore della discarica per ciascuna tipologia di rifiuto per il quale la discarica è autorizzata nel rispetto delle indicazioni di cui all’articolo 15 del decreto legislativo n. 36/2003.

Ciò porta ad escludere la natura tributaria degli oneri di conferimento in discarica e, di conseguenza, appare difficile poter ricondurre, così come previsto dalla bozza di regolamento, tali oneri nell’ambito della voce delle somme a disposizione della stazione appaltante rubricata “altre imposte e contributi dovuti per legge”.

La scelta di inserire gli oneri di smaltimento tra le somme a disposizione della stazione appaltante, oltre ad andare in una direzione opposta a quella delle disposizioni vigenti, che sembrano propendere per l’inserimento degli oneri di smaltimento tra le lavorazioni oggetto dell’appalto, comporta che tali oneri siano esclusi:

  • dall’appalto principale;
  • dal computo metrico delle lavorazioni oggetto di affidamento;
  • dall’applicazione del ribasso.

Si pone, inoltre, un problema di responsabilità della attività di gestione dei rifiuti prodotti in cantiere; le indicazioni di cui al dlgs n. 152/2006 definiscono il soggetto esecutore delle lavorazioni come produttore iniziale e detentore dei rifiuti e, in quanto tale, soggetto responsabile della gestione dei rifiuti, che provvede a tale obbligazione con piena autonomia gestionale.

Quindi se:

  • le attività di trasporto e smaltimento sono inserite tra le prestazioni oggetto dell’appalto di lavori, la responsabilità, anche penale, della corretta gestione dei rifiuti prodotti in cantiere ricade interamente sull’appaltatore;
  • nel caso in cui, invece, la stazione appaltante decida di “tenere” fuori  all’appalto le attività di smaltimento, con l’inserimento delle stesse tra le somme a disposizione e la puntuale individuazione da parte della stessa di una discarica ove effettuare lo smaltimento, potrebbe configurarsi un’ingerenza della stazione appaltante nell’autonomia gestionale dell’appaltatore tale da determinare una responsabilità della stessa nella gestione dei rifiuti.

 

Clicca qui per scaricare l’atto di segnalazione dell’ANAC

 

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