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Regola tecnica verticale antincendio

Regola tecnica verticale: cos’è e quando si applica

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Che cos’è la regola tecnica verticale antincendio? Quando e come viene applicata? Le attività normate e non normate

La regola tecnica verticale è riferita alla normativa antincendio. Nello specifico, si tratta di decreti ministeriali applicati ad una fattispecie di attività soggetta a controlli di prevenzione incendi. Le regole tecniche verticali servono a specificare una serie di prescrizioni puntuali per la tipologia di attività e caratterizzarla dal punto di vista dell’antincendio, restituendo informazioni utili. Prima di addentrarci nel vivo dell’articolo ti suggerisco un software professionale per gestire la pratiche antincendio: una soluzione sempre aggiornata alla normativa vigente, con le regole tecniche verticali e le linee guida dei vigili del fuoco.

Che cos’è la regola tecnica verticale?

In linea di principio, con il termine regola tecnica verticale si fa riferimento a una normativa prescrittiva, applicabile ad una specifica attività (scuole, uffici, ospedali, ecc.). Questo termine potrebbe essere associato a regola tecnica di attività normata, ossia una norma specifica che definisce caratteristiche e regole rigide da osservare per specifiche attività di prevenzione incendi, (es. dm 1 febbraio 1986 per le autorimesse). In questo caso sarebbe più corretto parlare di regola tecnica tradizionale.

La regola tecnica verticale, inserita nel dm 3 agosto 2015 (norme tecniche di prevenzione incendi), è applicabile a specifiche attività o ambiti di esse, e contiene indicazioni complementari o sostitutive di quelle previste nella regola tecnica orizzontale (quest’ultima applicabile, invece, a tutte le attività).

Regola tecnica e attività soggette a controllo, il quadro normativo

Il dpr 151/2011 sostituisce il dm 16/02/1982 ed il dpr 689/1959 ed opera in relazione alle attività soggette al controllo dei vigili del fuoco.

Il dpr  151/2011, ha introdotto alcune novità:

  • si passa da 97 ad 80 attività (allegato I del dpr 151/2011), assoggettandovi anche le attività industriali a rischio d’incidente rilevante di cui all’art. 8 del dlgs 1999/334 e s.m;
  • la suddivisione in 3 categorie in base al livello di pericolosità per ogni attività (elevato, medio, basso);
  • definizione di modalità uniformate per la presentazione delle pratiche (modelli PIN, DICH, CERT).

C’è poi il dm 3 agosto 2015 che definisce le norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006. Le principali finalità sono:

  • creare un’unica normativa antincendio con conseguente riorganizzazione delle regole tecniche;
  • favorire l’approccio di tipo prestazionale alla progettazione antincendio;
  • favorire l’utilizzo dei metodi dell’ingegneria antincendio (FSE, fire safety engineering).

Il codice antincendio è così strutturato:

  • definizioni;
  • strategia antincendio – norme antincendio generali (le Regole Tecniche Orizzontali – RTO);
  • regole tecniche verticali – norme antincendio specifiche per determinate attività (le Regole Tecniche Verticali – RTV);
  • metodi – Ingegneria della sicurezza antincendio.

Regola tecnica orizzontale e verticale

Il dm 3 agosto 2015 definisce una regola tecnica orizzontale, ossia una regola tecnica che uniforma i diversi aspetti della progettazione antincendio, definendo i criteri operativi e progettuali valevoli per più attività.

In calce al dm 3 agosto 2015 è stata inserita una sezione dedicata alla regola tecnica verticale applicabile solo ad alcune attività.

È fondamentale tener presente che la regola tecnica verticale inserita nel dm 3 agosto 2015 è comunque figlia della regola tecnica orizzontale, quindi non bisogna assolutamente confonderla con quella tradizionale (es. dm 1/2/1986 per le autorimesse o dm 22/2/2006 per gli uffici).

Essa definisce regole particolari per le seguenti attività:

  • attività di intrattenimento e di spettacolo a carattere pubblico;
  • strutture ricettive turistico-alberghiere;
  • attività scolastiche;
  • asili nido;
  • strutture sanitarie;
  • attività commerciali;
  • attività di ufficio;
  • musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi in edifici tutelati;
  • autorimesse di superficie superiore a 300 m2;
  • edifici di civile abitazione.

Molte attività non sono dotate di regola tecnica e rientrano nel gruppo delle attività non normate, per le quali vanno seguiti in linea di principio i criteri generali di prevenzioni incendi.

 

Regola tecnica verticale AntiFuocus

Regola tecnica verticale AntiFuocus

Quali sono le attività soggette al controllo dei vigili del fuoco?

Dal 2015 ad oggi ci sono stati una serie di aggiornamenti normativi.

In buona sostanza il codice di prevenzione incendi si applica a 47 attività soggette al controllo dei vigili del fuoco tra le 80 indicate nell’Allegato I del dpr 151/2011.

Le attività sono le seguenti:

  • officine e laboratori con saldatura e taglio dei metalli utilizzanti gas infiammabili e/o comburenti, con oltre 5 addetti alla mansione specifica di saldatura o taglio;
  • officine o laboratori per la verniciatura con vernici infiammabili e/o combustibili con oltre 5 addetti;
  • stabilimenti ed impianti ove si producono, impiegano o detengono sostanze instabili che possono dar luogo da sole a reazioni pericolose in presenza o non di catalizzatori ivi compresi i perossidi organici;
  • stabilimenti ed impianti ove si producono, impiegano o detengono nitrati di ammonio, di metalli alcalini e alcalinoterrosi, nitrato di piombo e perossidi inorganici;
  • stabilimenti ed impianti ove si producono, impiegano o detengono sostanze soggette all’accensione spontanea e/o sostanze che a contatto con l’acqua sviluppano gas infiammabili;
  • stabilimenti ed impianti ove si produce acqua ossigenata con concentrazione superiore al 60% di perossido di idrogeno;
  • stabilimenti ed impianti ove si produce, impiega e/o detiene fosforo e/o sesquisolfuro di fosforo;
  • stabilimenti ed impianti per la macinazione e la raffinazione dello zolfo;
  • depositi di zolfo con potenzialità superiore a 10.000 kg;
  • fabbriche di fiammiferi; depositi di fiammiferi con quantitativi in massa superiori a 500 kg;
  • stabilimenti ed impianti ove si produce, impiega o detiene magnesio, elektron e altre leghe ad alto tenore di magnesio
  • mulini per cereali ed altre macinazioni con potenzialità giornaliera superiore a 20.000 kg;
  • depositi di cereali e di altre macinazioni con quantitativi in massa superiori a 50.000 kg;
  • impianti per l’essiccazione di cereali e di vegetali in genere con depositi di prodotto essiccato con quantitativi in massa superiori a 50.000 kg;
  • stabilimenti ove si producono surrogati del caffè;
  • zuccherifici e raffinerie dello zucchero;
  • pastifici e/o riserie con produzione giornaliera superiore a 50.000 kg;
  • stabilimenti ed impianti ove si lavora e/o detiene foglia di tabacco con processi di essiccazione con oltre 100 addetti o con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 50.000 kg;
  • stabilimenti ed impianti per la produzione della carta e dei cartoni e di allestimento di prodotti cartotecnici in genere con oltre 25 addetti o con materiale in lavorazione e/o in deposito superiore a 50.000 kg;
  • depositi di carta, cartoni e prodotti cartotecnici, archivi di materiale cartaceo, biblioteche, depositi per la cernita della carta usata, di stracci di cascami e di fibre tessili per l’industria della carta, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg;
  • stabilimenti, impianti, depositi ove si producono, impiegano e/o detengono carte fotografiche, calcografiche, eliografiche e cianografiche, pellicole cinematografiche, radiografiche e fotografiche con materiale in lavorazione e/o in deposito superiore a 5.000 kg;
  • depositi di legnami da costruzione e da lavorazione, di legna da ardere, di paglia, di fieno, di canne, di fascine, di carbone vegetale e minerale, di carbonella, di sughero e di altri prodotti affini con quantitativi in massa superiori a 50.000 kg con esclusione dei depositi all’aperto con distanze di sicurezza esterne superiori a 100 m;
  • stabilimenti e laboratori per la lavorazione del legno con materiale in lavorazione e/o in deposito superiore a 5.000 kg;
  • stabilimenti ed impianti ove si producono, lavorano e/o detengono fibre tessili e tessuti naturali e artificiali, tele cerate, linoleum e altri prodotti affini, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg;
  • stabilimenti per la produzione di arredi, di abbigliamento, della lavorazione della pelle e calzaturifici, con oltre 25 addetti;
  • stabilimenti ed impianti per la preparazione del crine vegetale, della trebbia e simili, lavorazione della paglia, dello sparto e simili, lavorazione del sughero, con quantitativi in massa in lavorazione o in deposito superiori a 5.000 kg;
  • laboratori per la realizzazione di attrezzerie e scenografie, compresi i relativi depositi, di superficie complessiva superiore a 200 m2;
  • stabilimenti ed impianti per la produzione, lavorazione e rigenerazione della gomma e/o laboratori di vulcanizzazione di oggetti di gomma, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg; depositi di prodotti della gomma, pneumatici e simili, con quantitativi in massa superiori a 10.000 kg;
  • stabilimenti, impianti, depositi ove si producono, lavorano e/o detengono materie plastiche, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg;
  • stabilimenti ed impianti ove si producono e lavorano resine sintetiche e naturali, fitofarmaci, coloranti organici e intermedi e prodotti farmaceutici con l’impiego di solventi ed altri prodotti infiammabili;
  • depositi di fitofarmaci e/o di concimi chimici a base di nitrati e/o fosfati con quantitativi in massa superiori a 50.000 kg;
  • stabilimenti ed impianti per la fabbricazione di cavi e conduttori elettrici isolati, con quantitativi in massa in lavorazione e/o in deposito superiori a 10.000 kg;
  • depositi e/o rivendite di cavi elettrici isolati con quantitativi in massa superiori a 10.000 kg;
  • stabilimenti ed impianti ove si producono lampade elettriche e simili, pile ed accumulatori elettrici e simili, con oltre 5 addetti;
  • stabilimenti siderurgici e per la produzione di altri metalli con oltre 5 addetti; attività comportanti lavorazioni a caldo di metalli, con oltre 5 addetti, ad esclusione dei laboratori artigiani di oreficeria ed argenteria fino a 25 addetti;
  • stabilimenti, con oltre 5 addetti, per la costruzione di aeromobili, veicoli a motore, materiale rotabile ferroviario e tramviario, carrozzerie e rimorchi per autoveicoli; cantieri navali con oltre 5 addetti;
  • officine per la riparazione di:
    • veicoli a motore, rimorchi per autoveicoli e carrozzerie, di superficie coperta superiore a 300 m2;
    • materiale rotabile ferroviario, tramviario e di aeromobili, di superficie coperta superiore a 1.000 m2.
  • officine meccaniche per lavorazioni a freddo con oltre 25 addetti;
  • stabilimenti ed impianti ove si producono laterizi, maioliche, porcellane e simili con oltre 25 addetti;
  • cementifici con oltre 25 addetti;
  • stabilimenti per la produzione, depositi di sapone, di candele e di altri oggetti di cera e di paraffina, di acidi grassi, di glicerina grezza quando non sia prodotta per idrolisi, di glicerina raffinata e distillata ed altri prodotti affini, con oltre 500 kg di prodotto in lavorazione e/o deposito;
  • centri informatici di elaborazione e/o archiviazione dati con oltre 25 addetti;
  • alberghi, pensioni, motel, villaggi albergo, residenze turistico- alberghiere, studentati, villaggi turistici, alloggi agrituristici, ostelli per la gioventù, rifugi alpini, bed & breakfast, dormitori, case per ferie, con oltre 25 posti-letto; Strutture turistico-ricettive nell’aria aperta (campeggi, villaggi-turistici, ecc.) con capacità ricettiva superiore a 400 persone (ad esclusione delle strutture turistico-ricettive all’aria aperta e dei rifugi alpini);
  • scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti; asili nido con oltre 30 persone presenti;
  • locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda superiore a 400 m2 comprensiva dei servizi e depositi. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico;
  • locali adibiti a depositi di superficie lorda superiore a 1000 m2 con quantitativi di merci e materiali combustibili superiori complessivamente a 5.000 kg;
  • aziende ed uffici con oltre 300 persone presenti;
  • edifici e/o complessi edilizi a uso terziario e/o industriale caratterizzati da promiscuità strutturale e/o dei sistemi delle vie di esodo e/o impiantistica con presenza di persone superiore a 300 unità, ovvero di superficie complessiva superiore a 5.000 m2, indipendentemente dal numero di attività costituenti e dalla relativa diversa titolarità;
  • autorimesse pubbliche e private, parcheggi pluriplano e meccanizzati di superficie complessiva coperta superiore a 300 m2; locali adibiti al ricovero di natanti ed aeromobili di superficie superiore a 500 m2; depositi di mezzi rotabili (treni, tram ecc.) di superficie coperta superiore a 1.000 m2;
  • tipografie, litografie, stampa in offset ed attività similari con oltre cinque addetti.

Il quadro normativo è vasto: la prevenzione incendi è una materia complessa e delicata. Per questo ti consiglio di affidarti ad un software antincendio con il quale gestire tutta la documentazione e tutte le verifiche per le pratiche inerenti le attività soggette a controllo. Hai a tua disposizione un ricco archivio di attività soggette a prevenzione incendi suddiviso tra attività verticali normate e attività soggette all’applicazione della regola tecnica orizzontale, con funzioni di ricerca e di filtro.

antifuocus
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