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Rapporto CRESME-Camera 2020 sugli incentivi fiscali in edilizia

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Dal rapporto si evince il ruolo strategico delle detrazioni fiscali in edilizia: il solo prolungamento al 2022 del Superbonus genererebbe benefici pari 8.069 milioni di euro

La Commissione Ambiente della Camera dei deputati in collaborazione con il CRESME (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio) ha pubblicato il rapporto 2020 dal titolo “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione”. 

Il documento fornisce una stima dell’impatto delle detrazioni fiscali per il recupero e la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Il rapporto CRESME 2020 sulle detrazioni fiscali in edilizia

Il rapporto si basa sui dati a consuntivo del 2019, mentre i dati riguardanti il 2020 si basano su proiezioni a partire dalle rilevazioni riguardanti i primi nove mesi dell’anno.

Il documento, inoltre, presenta una analisi riguardante l’articolazione regionale del ricorso agli incentivi per l’attività di recupero edilizio e riqualificazione energetica, che è basata sui dati relativi agli importi portati in detrazione nelle dichiarazioni dei redditi dal 2010 al 2019.

Dopo una prima analisi sull’evoluzione normativa della disciplina delle detrazioni fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica, il rapporto analizza l’impatto dell’emergenza sanitaria sul mercato dell’edilizia e le prospettive del Superbonus 110%.

L’impatto della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente

Il rapporto evidenzia come il settore delle costruzioni sia entrato nel “primo ciclo dell’ambiente costruito”, con ciò che ne deriva in termini di sfide sulle nuove caratteristiche del mercato e sul modello di offerta che questo richiede in termini di riqualificazione energetica, tecnologie e qualità dell’abitare.

Le costruzioni hanno avviato la loro ripresa prima molto moderatamente, e poi con valori contenuti ma significativi nel 2018 e nel 2019, trainate dalla riqualificazione del patrimonio esistente e dalle opere pubbliche.

In generale, dalle stime elaborate dal CRESME nel documento emerge che gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2020, oltre 21 milioni di interventi.

In ventidue anni le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a oltre 346 miliardi di euro.

Il dato a consuntivo per il 2019 indica un volume di investimenti pari a 28.762 milioni di euro veicolati dagli incentivi fiscali per il recupero edilizio, la riqualificazione energetica, la riduzione del rischio sismico e la riqualificazione delle facciate.

I dati del 2020

Nel 2020, a causa della crisi pandemica, la previsione costruita a partire dai dati dei primi nove mesi dell’anno porta a stimare questo valore in 25.105 milioni di euro, con una flessione del 12,7% rispetto al 2019.

L’analisi dei dati mensili, che rendicontano i pagamenti per i lavori effettuati, evidenzia che la flessione causata dalla pandemia è durata cinque mesi, da aprile ad agosto, con picchi di riduzione rispetto allo stesso periodo del 2019 toccati a maggio e giugno; mentre da settembre l’attività è tornata crescere del + 6,5%.

La distribuzione territoriale

L’analisi territoriale contenuta nel rapporto CRESME 2020, svolta sulla base dei dati regionali relativi agli importi dei lavori portati in detrazione nelle dichiarazioni dei redditi, conferma il maggior ricorso agli incentivi da parte:

  • delle regioni del Nord-ovest, dove si concentra il 38% degli importi in detrazione per quanto riguarda il recupero edilizio e il 42% degli interventi finalizzati alla riqualificazione energetica;
  • nel Nord-est si concentra il 28% degli interventi di recupero edilizio, e il 33% degli interventi per la riqualificazione energetica.

Si conferma in questo quadro il basso ricorso agli incentivi del Sud e delle Isole.

La distribuzione tra recupero edilizio e riqualificazione energetica

Nel biennio 2018-2019 sono stati portati in detrazione:

  • per il recupero edilizio svolto negli anni 2017/2018, 12,7 miliardi di euro, contro gli 11,3 miliardi di euro del biennio dei lavori 2016-2017 (detrazioni fiscali inserite negli anni 2017/2018), con un significativo incremento del 12,1%;
  • per la riqualificazione energetica sono stati portati in detrazione 3,2 miliardi di euro, contro i circa 2,8 del biennio precedente, con un incremento del 14%.

L’impatto sull’occupazione

Con riferimento all’impatto sull’occupazione, le stime degli investimenti attivati attraverso gli incentivi nel periodo 2011-2020 hanno generato un assorbimento cumulato di 2.549.585 occupati diretti, corrispondenti a una media annua nel periodo di 254.959 occupati.

L’impatto potenziale del “Superbonus 110%”

Infine, il rapporto dedica una specifica attenzione all’impatto potenziale sul mercato del “Superbonus 110%” introdotto nel corso del corrente anno, per il quale è stata elaborata una prima stima sugli importi aggiuntivi (nell’ipotesi del mantenimento della norma attualmente vigente) di 2.421 milioni di euro, tutti nel 2021, e, nell’ipotesi di un prolungamento dei benefici a tutto il 2022, di 8.069 milioni di euro, dei quali 1.614 nel 2021 e 6.455 nel 2022.

 

Clicca qui per scaricare il rapporto CRESME 2020

 

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