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Rapporto CRESME 2021 sulle infrastrutture ed opere prioritarie

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Il rapporto 2021 CRESME, Camera, ANAC fornisce un quadro generale sulle infrastrutture in Italia: dallo stato di avanzamento ai tempi di realizzazione

E’ stato pubblicato il rapporto 2021 del Servizio Studi della Camera, redatto in collaborazione con il CRESME e con l’Autorità nazionale anticorruzione, sulle infrastrutture strategiche e prioritarie nel nostro Paese.

Rapporto CRESME 2021 sulle infrastrutture

Il rapporto intende fornire un quadro aggiornato al 31 dicembre 2020 delle infrastrutture strategiche e prioritarie, dalla programmazione alla realizzazione, e dell’evoluzione dell’intero mercato delle opere  pubbliche, che tiene conto anche dei diversi interventi legislativi che si sono susseguiti negli ultimi anni e, da ultimo, degli effetti della crisi pandemica da CoVID-19.

Il rapporto è preceduto da una nota di sintesi che pone in evidenza le principali risultanze che emergono dal monitoraggio e da una scheda recante una ricostruzione normativa della disciplina in materia di programmazione delle infrastrutture strategiche e prioritarie.

Viene infatti ripercorso l’evoluzione del quadro programmatorio dalla legge obiettivo fino alle ultime novità rappresentate dalle misure introdotte dai DL n. 32/2019 (decreto sblocca cantieri) e DL n. 76/2020 (decreto semplificazioni), anche nella prospettiva del programma di investimenti infrastrutturali contenuto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) presentato dal governo alla Commissione europea.

Nei capitoli 2, 3 e 4 è analizzato lo stato di avanzamento delle infrastrutture strategiche e prioritarie.

Immagine a colori che mostra un grafico riportante costi, disponibilità e fabbisogno (importi in milioni di euro) delle infrastrutture

Costi, disponibilità e fabbisogno (importi in milioni di euro)

Tale analisi è predisposta grazie alle elaborazioni statistiche di Cresme che si basano sui dati raccolti nei documenti ufficiali del CIPE, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (ora Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili), di RFI Spa e di ANAS Spa, di Regioni, Comuni e altri soggetti attuatori, nonché grazie ai dati ed alle informazioni forniti dall’ANAC. Si tratta dei dati che aggiornano periodicamente il sistema informativo SIloS (Sistema Informativo legge opere Strategiche), che contiene una tabella generale degli interventi e 200 schede riguardanti le opere infrastrutturali deliberate dal CIPE.

Il capitolo 5, come di consueto, è dedicato all’analisi del mercato delle opere pubbliche che quest’anno è integrata da approfondimenti sui primi effetti della pandemia e delle nuove norme del decreto legge n. 76 /2020 nonché, con una novità rispetto alle edizioni precedenti, da uno specifico focus sui tempi di realizzazione delle infrastrutture di trasporto.

Immagine a colori che mostra un grafico a colonne con costi, disponibilità e fabbisogno per sistema infrastrutturale (importi in milioni di euro)

Costi, disponibilità e fabbisogno per sistema infrastrutturale (importi in milioni di euro)

Tali analisi, per le parti relative alla fase di affidamento dei servizi di progettazione e dei lavori (dal bando di gara all’aggiudicazione), si basano sui dati del sistema informativo sui bandi di gara e sulle aggiudicazioni di appalti e concessioni di lavori e servizi pubblici di Cresme.

L’aumento della spesa per le infrastrutture nel 2020

Il costo, aggiornato al 31 dicembre 2020, delle infrastrutture strategiche e prioritarie programmate ammonta a 305 miliardi di euro.

Di questi:

  • 262,321 miliardi – circa l’86% – sono riferiti a infrastrutture prioritarie, ovvero a programmi e interventi prioritari individuati con i Def 2015, 2017, 2019 e 2020 e a interventi infrastrutturali da sottoporre a commissariamento individuati ai sensi dell’art. 4 del Dl 32/2019 (decreto sblocca cantieri), come modificato dall’art. 9 del Dl 76/2020 (c.d. decreto semplificazioni);
  • i restanti 42,965 miliardi – il 14% – sono riconducibili a infrastrutture strategiche non prioritarie, ovvero a quelle infrastrutture non inserite nei documenti sopra citati ma indicate nell’11° allegato infrastrutture del Def 2013 (l’ultimo documento sul quale si è perfezionato l’iter di approvazione ai sensi dell’abrogata disciplina sulla programmazione delle infrastrutture strategiche di cui alla legge n. 443 del 2001).  Si tratta di interventi deliberati dal CIPE, in corso di realizzazione o sottoposti a revisione progettuale.

Rispetto al 2019, il costo delle infrastrutture monitorate risulta in aumento di circa 32,352 miliardi (+12%).

Immagine a colori che mostra un grafico relativo alle infrastrutture con costi, disponibilità e fabbisogno per macro area geografica (importi in milioni di euro)

Costi, disponibilità e fabbisogno per macro area geografica (importi in milioni di euro)

Tale variazione è principalmente ascrivibile:

  • per 17,931 miliardi ai nuovi interventi inseriti nell’allegato al DEF 2020 “Italia veloce”;
  • per 5,117 miliardi ai nuovi interventi individuati ai sensi dell’art. 4 del Dl 32/2019 come modificato dall’art. 9 del Dl 76/2020 e riportati nello schema di DPCM (Atto del governo n. 241) di individuazione degli interventi infrastrutturali da sottoporre a commissariamento, sul quale le competenti Commissioni di Camera e Senato hanno approvato pareri favorevoli, con condizioni e osservazioni, nelle sedute dell’11 marzo 2021;
  • per 9,304 miliardi all’aggiornamento del costo delle altre infrastrutture strategiche e prioritarie monitorate al 31 ottobre 2019 (da 272,934 a 282,238 miliardi) determinato anche a seguito di project review.

Il costo aggiornato delle infrastrutture esaminate dal CIPE o dal Commissario straordinario per le tratte ferroviarie Napoli-Bari e Palermo-Catania-Messina al 31 dicembre 2020 è pari a circa 140,804 miliardi.

 

Clicca qui per scaricare il rapporto CRESME 2021

 

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