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Rapporto aeroilluminante

Rapporto aeroilluminante: cos’è e come si calcola

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Il rapporto aeroilluminante è l’indice che definisce la corretta aerazione ed illuminazione di un’abitazione. Scopri perché è importante e come si calcola

Vivere in ambienti salubri e con basse concentrazioni di agenti inquinanti è importante per prevenire allergie, problemi respiratori e patologie cardiovascolari.

Per non perdere mai di vista l’obiettivo del benessere abitativo, mantenere gli edifici in maniera ottimale e dare la possibilità di verificare che ciascuno spazio abbia la quantità di luce ed aria necessaria, la normativa edilizia e urbanistica ha introdotto il rapporto aeroilluminante.

Sai che cos’è, perché è così importante e come calcolarlo con un software di progettazione edilizia? Scopri questo e molto altro nell’articolo!

Cos’è il rapporto aeroilluminante?

Il rapporto aeroilluminante, con acronimo R.A.I., definisce la quantità di luce solare ed aria che entra in un vano in relazione alla sua superficie pavimentata. In effetti in ciascun ambiente otterremo tale rapporto come:

R.A.I. = superficie finestrata utile / superficie pavimentata

Il rapporto R.A.I. si scompone in:

  1. R.I. o Rapporto Illuminante, in riferimento alla superficie illuminante utile, ovvero la somma delle superfici vetrate attraverso cui passa la luce;
  2. R.A. o Rapporto Aerante, in riferimento alla superficie aerante utile, ovvero la somma delle superfici vetrate attraverso cui passa l’aria.

Valutare la quantità di ventilazione e di illuminazione di un ambiente è un requisito importante per definire l’abitabilità e l’uso pubblico e commerciale adeguato di un immobile.

Normativa di riferimento

Il Decreto Ministeriale del 05/07/1975 rappresenta la normativa di riferimento nazionale in termini di rapporto aeroilluminante per le abitazioni.

L’articolo 5 infatti recita che:

tutti i locali degli alloggi, eccettuati quelli destinati a servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani-scala e ripostigli debbono fruire di illuminazione naturale diretta, adeguata alla destinazione d’uso.

Secondo il D.M. per ciascun locale deve essere garantita la presenza di una finestra così ampia da avere un fattore luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore ad 1/8 della superficie del pavimento.

Quindi, il rapporto tra la superficie pavimentata di questi ambienti e la superficie apribile deve essere sempre maggiore di 0,125.

In realtà modifiche meno stringenti a tale decreto sono previste spesso da diverse norme regionali, strumenti urbanistici e regolamenti edilizi comunali, che inoltre definiscono i valori limite di R.A.I. anche per destinazioni d’uso diverse, ad esempio:

  1. per sottotetti e mansarde il rapporto tra superficie finestrata utile e superficie pavimentata si abbassa e varia tra 1/10 e 1/16;
  2. per i locali pubblici, commerciali, negozi, uffici o a destinazione d’uso produttiva, il rapporto R.A.I. soglia si abbassa ulteriormente, aggirandosi in genere intorno ad un valore di 1/24. Questo succede perché in queste tipologie di locali è previsto l’inserimento di impianti di ventilazione meccanica;
  3. per ripostigli, bagni cechi o cabine armadio possono esserci deroghe e risultare esenti alla verifica stessa, per via della loro superficie molto ridotta.

A cosa serve il rapporto aeroilluminante?

Il controllo sul R.A.I. ed il rispetto, vano per vano, del suo valore limite deve essere verificato per garantire che in una abitazione vi sia sempre un certo livello di:

  • salubrità;
  • igiene;
  • sicurezza;
  • risparmio energetico.

In effetti tale rapporto permette di comprendere la quantità di luce che riceve uno spazio ed i suoi ricambi d’aria quotidiani.

Tale procedura deve essere effettuata per tutti gli interventi di nuova costruzione, ristrutturazione edilizia o di ridistribuzione interna, vi sono alcune deroghe solo per gli edifici storici, realizzati prima del 1975, se l’intervento da realizzare non comporta la modifica di destinazione d’uso.

Bilocale con ampie aperture che rispettano i rapporti aeroilluminanti previsti da normativa

Bilocale con ampie aperture che rispettano i rapporti aeroilluminanti previsti da normativa | Render realizzato con Edificius

Come di calcola il rapporto aeroilluminante?

Il rapporto aeroilluminante deve essere calcolato per ogni ambiente di un’abitazione e per farlo è necessario conoscere la superficie netta pavimentata e la superficie finestrata utile:

  • la superficie netta pavimentata o superficie utile abitabile è la superficie del vano effettivamente calpestabile, ovvero al netto di murature, pilatri, tramezzi, logge, portici, balconi, terrazze, verande, intercapedini, porte e finestre;
  • la superficie finestrata utile è quella apribile, ovvero è la superficie occupata dall’infisso misurata al lordo dei telai delle finestre prospettante su spazi aperti.

Per ottenere il R.A.I. basterà sommare la superficie utile delle finestre presenti nel vano e dividere quanto ottenuto per la superficie netta pavimentata, se tale rapporto è maggiore di 1/8 e dunque maggiore di 0,125, la stanza ha un rapporto aeroilluminante adeguato e rispetta la normativa.

Per capire meglio procediamo con un esempio: immaginiamo di dover calcolare il R.A.I. di una sala da pranzo caratterizzata da una pianta rettangolare di 6,00 m x 4,00 m ed illuminata ed aerata da due finestre di 1,40 m x 1,50 m. Come procedere?

  • il primo passo è calcolare la superficie finestrata totale:

Sf = Sf1+ Sf2=(1,50 x 1,40)m2+ (1,50 x 1,40) m2= 2,1 m2+ 2,1 m2= 4,2 m2

  • successivamente si procede nel conoscere la superficie pavimentata utile, che in questo caso è:

Sp= (6,00 x 4,00)m2= 24 m2

  • il R.A.I. sarà:

R.A.I.= Sf / Sp= 4,2 m2 / 24m2= 0,175 > 0,125

Come visto, dato che il rapporto è maggiore del rapporto minimo stabilito dalla legge, l’ambiente presenta un R.A.I. adeguato.

 

Esempio planimetria per calcolo RAI di un vano

Esempio planimetria per calcolo RAI di un vano |Edificius

Perché è importante arieggiare ed illuminare bene gli spazi abitativi?

Avere un valore di R.A.I. adeguato, non solo è obbligatorio per norma (nel caso di nuove costruzioni, ristrutturazioni edilizie, modifiche interne o cambio destinazione d’uso di vani e stanze) ma porta all’ambiente interno una serie di benefici:

  • corretto ricircolo d’aria: non solo è utile per eliminare l’aria viziata, ma fondamentale per la salvaguardia del comfort e della salute. Gli ambienti chiusi o non bene arieggiati, per colpa spesso di un rapporto troppo basso, sono causa della formazione di vapore acqueo, anidride carbonica e inquinamento interno che possono generare mal di testa, affanno, debolezza e deconcentrazione;
  • illuminazione adeguata degli ambienti: l’utilizzo di finestre ampie e ben esposte consente di ridurre l’utilizzo dell’illuminazione e riscaldamento artificiali, con conseguenti risparmi economici ed energetici;
  • ricambi d’aria brevi e continui: che non generano dispersioni di calore e garantiscono ambienti privi di germi e batteri, causa del ristagno dell’umidità e della formazione di muffe.

Come abbiamo visto, verificare il R.A.I. durante lo sviluppo di una progettazione è molto importante e può influenzare l’acquisizione del titolo edilizio stesso, automatizzarne l’analisi non è impossibile, ti basterà utilizzare un software di progettazione edilizia.

Hai modellato il tuo immobile con muri, pilastri ed infissi? Ti basterà definirne i vani di cui si compone, caratterizzandoli in base alle proprietà, che verranno create delle tabelle e degli abachi per analizzarle tutte. Tra queste sarà possibile verificare la superficie pavimentata, quella finestrata e verrà calcolato il rapporto R.A.I. stanza per stanza in maniera automatica.

Non ti resta che provarlo gratuitamente e sperimentare tu stesso tutte le funzionalità!

 

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