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Quanto dura un impianto fotovoltaico?

La durata di un impianto fotovoltaico può variare in base alla qualità dei componenti, alle condizioni ambientali e all’effettiva manutenzione

L’installazione di un impianto fotovoltaico rappresenta una scelta sempre più diffusa per la produzione di energia sostenibile. Una delle domande che ci si pone quando si pensa di abbracciare questo sistema è la durata che un impianto fotovoltaico possa garantire.

Per durata ci si riferisce al periodo in cui l’energia prodotta ed i risparmi ottenuti coprono i costi di esercizio e manutenzione.

Poiché il fotovoltaico rappresenta un investimento a lungo termine, è bene conoscere la longevità dei materiali che ne permettono il funzionamento e che con il tempo andranno degradandosi: pannelli fotovoltaici, inverter e batterie di accumulo. Queste componenti, infatti, hanno durate differenti che analizzeremo in questo articolo.

La scelta di moduli, inverter e batterie dipende dalle specifiche esigenze dell’utente e da alcuni fattori come la capacità, la potenza e il numero di cicli di carica. Per eseguire un calcolo accurato del profilo di consumi elettrici in base al fabbisogno energetico dell’abitazione puoi utilizzare un software fotovoltaico che ti consente di ottimizzare la progettazione degli impianti fotovoltaici in funzione delle superfici reali a disposizione e/o delle esigenze energetiche dell’utente.

Durata dei pannelli fotovoltaici

I pannelli fotovoltaici, detti anche moduli fotovoltaici, sono dispositivi che convertono l’energia solare in energia elettrica utilizzabile, sfruttando l’effetto fotovoltaico. Sono composti da celle fotovoltaiche collegate in serie o in parallelo e posizionati sulla medesima struttura di supporto.

La durata si riferisce alla vita utile del sistema ovvero al tempo in cui è conveniente lasciarlo in funzione. In media, la vita utile di un pannello fotovoltaico è di circa 25-30 anni.

Generalmente, i moduli fotovoltaici subiscono una perdita circa dell’1 % di efficienza ogni anno, arrivando in media al 75% della potenza nominale dopo 25 anni di attività. Questo significa che dopo i primi 10 anni l’efficienza dei moduli sarà di circa il 90%, mentre dopo 20 anni intorno all’80%.

Per massimizzare la durata dei pannelli solari è fondamentale seguire un piano di manutenzione ordinaria, includere la pulizia dei pannelli tra le pratiche di routine ed effettuare un continuo monitoraggio del fotovoltaico per individuare e risolvere tempestivamente eventuali problemi.

Quali sono i fattori che incidono sulla durata dei pannelli fotovoltaici

Tra i fattori che incidono sulla durata dei pannelli fotovoltaico vi sono:

  • tipo e qualità dei moduli fotovoltaici: la scelta di pannelli fotovoltaici di alta qualità è importante per garantire una maggiore durata e prestazioni costanti nel tempo;
  • manutenzione ordinaria e pulizia regolare: la pulizia periodica dei pannelli fotovoltaici è essenziale per assicurare una produzione ottimale di energia. Accumuli di sporco, polvere o detriti possono compromettere l’efficienza e la durata dei moduli;
  • condizioni atmosferiche: le condizioni climatiche, come forti grandinate o climi estremamente caldi o freddi, possono influenzare la durata dei pannelli e causare danni. In alcune situazioni, è consigliabile considerare l’opzione di un’assicurazione per il fotovoltaico;
  • livello di inquinamento: l’inquinamento atmosferico può contribuire al deterioramento dei pannelli solari. In aree con alti livelli di inquinamento, la pulizia regolare dei pannelli diventa ancora più critica per mantenere le prestazioni ottimali;
  • assenza di componenti meccaniche: i pannelli fotovoltaici non contengono parti meccaniche in movimento e questo riduce il rischio di guasti dovuti all’usura quotidiana.

Durata dell’inverter

L’inverter svolge un ruolo fondamentale nella trasformazione della corrente continua in corrente alternata, consentendo l’utilizzo dell’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici per le varie apparecchiature domestiche o per l’immissione nella rete pubblica per la distribuzione.

Poiché l’energia generata dai pannelli solari è in forma di corrente continua (CC), l’inverter è necessario per convertirla in corrente alternata (CA) compatibile con gli usi domestici e la rete elettrica.

L’inverter fotovoltaico svolge anche altre funzioni come quella di garantire che i pannelli operino al massimo delle loro capacità, ottimizzando così il loro rendimento per una maggiore efficienza nella produzione di energia elettrica.

In aggiunta, svolge un ruolo fondamentale nella sicurezza dell’impianto e nel rispetto delle norme nazionali. Assicura, inoltre, la compatibilità con una serie di componenti, tra cui sistemi di accumulo e offre la possibilità di monitorare il funzionamento e le prestazioni complessive dell’impianto fotovoltaico.

La durata dell’inverter di un impianto fotovoltaico è, generalmente, superiore a 10 anni. Anche in questo caso la durata dipende da vari fattori come:

  • la qualità del componente;
  • il tipo di dispositivi installati;
  • la manutenzione effettuata nel corso degli anni.

Durata del microinverter

I microinverter rappresentano un’innovazione nel settore dei sistemi fotovoltaici, offrendo vantaggi significativi rispetto agli inverter tradizionali. Posizionati direttamente dietro ciascun modulo solare fotovoltaico, i microinverter svolgono la stessa funzione degli inverter convenzionali, ma con notevoli differenze.

Uno dei punti di forza dei microinverter è la capacità di ottimizzare le prestazioni di ogni singolo pannello fotovoltaico. A differenza degli inverter tradizionali, dove le prestazioni di tutta la stringa di pannelli sono influenzate dal pannello meno efficiente, i microinverter consentono a ciascun pannello di operare al massimo delle sue capacità, indipendentemente dalle condizioni degli altri.

Inoltre, i microinverter offrono maggiore flessibilità nell’installazione e nella configurazione dei sistemi fotovoltaici. Grazie al fatto che ogni pannello è dotato del proprio inverter, è possibile progettare e installare sistemi fotovoltaici di varie dimensioni e complessità, adattandoli alle specifiche esigenze dell’edificio o dell’area in cui vengono collocati.

La durata di circa 20 anni è un ulteriore vantaggio di questa tecnologia. Questa lunga garanzia testimonia la durabilità e l’affidabilità dei microinverter nel tempo. Inoltre, numerosi studi e prove sul campo hanno dimostrato che i microinverter possono durare anche oltre i 20 anni, contribuendo così alla longevità e alla stabilità dei sistemi fotovoltaici.

Durata delle batterie di accumulo

Le batterie di accumulo, note anche come accumulatori o sistemi di stoccaggio energetico, consentono di immagazzinare l’energia che il fotovoltaico produce in eccesso per poi sfruttarla nelle ore in cui il pannello non è in funzione.

La longevità delle batterie di accumulo fotovoltaico è direttamente legata al numero di cicli di ricarica: maggiore è la frequenza delle ricariche e delle scariche, minore sarà la durata complessiva del sistema di storage.

Le batterie di alta qualità per l’accumulo possono offrire una durata che varia da 10 a 20 anni e sono progettate per supportare tra i 10.000 e i 12.000 cicli di carica completi. Anche in questo caso, la vita utile di queste batterie può variare in base alla tecnologia impiegata e alle condizioni operative.

Per garantire un mantenimento ottimale delle batterie nel tempo, è essenziale gestirle correttamente, conservandole in un ambiente asciutto e, talvolta, proteggendole dalle temperature elevate mediante un sistema di raffreddamento dedicato.

Oggigiorno ci sono diverse tipologie di batterie per fotovoltaico sul mercato, ognuna con una propria longevità. Le principali sono:

  • batterie al litio: con una maggiore efficienza e capacità di scarica fino al 90%, ideali per massimizzare l’autoconsumo energetico con una durata media di 10-12 anni;
  • batterie al gel: caratterizzate da una maggiore sicurezza e resistenza alle temperature estreme, ma con una capacità di scarica inferiore rispetto alle batterie al litio;
  • batterie stazionarie: note per la loro affidabilità e durata nel tempo, ideali per applicazioni industriali e commerciali che richiedono un funzionamento continuo e stabile;
  • batterie al piombo-acido: caratterizzate da una durata media di 3-5 anni e una capacità di scarica limitata al 50-60%;
  • batterie al Nichel: con una maggiore capacità di carica e scarica rispetto alle batterie al piombo.

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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