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impianto elettrico a soffitto

Quando optare per un impianto elettrico a soffitto

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

È possibile realizzare un impianto elettrico a soffitto per evitare lavori di ristrutturazione invasivi: vediamo quando e come fare

Durante una ristrutturazione, quando non è possibile passare corrugati e tubazioni a pavimento, occorre valutare soluzioni alternative come quella di realizzare l’impianto elettrico a soffitto. Quali sono gli svantaggi? È sempre possibile farlo? Scopri di più in questo articolo.

Impianto elettrico a soffitto

Nel panorama delle ristrutturazioni, l’installazione dell’impianto elettrico a soffitto si è evoluta sempre più, da una mera alternativa legata all’impossibilità di realizzare impianti a pavimento, ad una scelta di prestigio sempre più diffusa anche nell’edilizia di nuova costruzione, soprattutto relativa alla realizzazione di uffici e negozi.

Controsoffitto ispezionabile-a-quadrotti-interno-ufficio-Edificius-BIM.jpg

Tradizionalmente, l’attenzione è sempre stata rivolta agli impianti a pavimento o, in alternativa, agli impianti a vista. Negli ultimi tempi la tendenza è virata verso l’installazione dell’impianto elettrico a soffitto, che sfrutta il cavedio tra solaio e controsoffittatura per consentire il passaggio dei corrugati. Complice l’attenzione verso la progettazione di controsoffitti in cartongesso, sempre più richiesti dai clienti, soprattutto per ragioni estetiche più che funzionali. Basti pensare che, ormai, difficilmente si progettano interventi di ristrutturazione o rifunzionalizzazione degli spazi interni, senza prevedere controsoffittature, velette e ribassamenti degli involucri orizzontali.

La realizzazione del controsoffitto è diventata, dunque, un elemento cardine delle ristrutturazioni moderne con lo scopo di caratterizzare gli ambienti ed ospitare faretti e strip led, per un’illuminazione efficace e d’effetto. Pertanto, perché non sfruttare questa lavorazione già prevista nei costi per implementare anche l’impianto elettrico a soffitto? Aggiungere le tracce verticali e la diramazione dei corrugati durante la fase di installazione del controsoffitto rappresenta un modo efficiente per ridurre i costi e semplificare il processo complessivo.

Questo approccio non solo garantisce un notevole risparmio di tempo e denaro rispetto all’installazione tradizionale dell’impianto a pavimento, ma risulta anche estremamente versatile, soprattutto quando si sceglie di non sostituire la pavimentazione e di non realizzare lavori troppo invasivi.

In molti casi, rappresenta l’unica soluzione perseguibile per realizzare lavori sugli impianti (rifacimento, potenziamento, ecc.) con il minimo impatto.

È possibile, infatti, studiare soluzioni esteticamente gradevoli che riescano a mascherare il passaggio dei corrugati. Non è sempre necessario, infatti, prevedere un ribassamento dell’intero soffitto. Spesso possono bastare anche delle velette perimetrali o degli interventi mirati in posizioni strategiche.

Render realizzato con Edificius che mostra come progettare un controsoffitto

Come progettare un controsoffitto | Render realizzato con Edificius

Questo tipo di impianto rispetta le normative di sicurezza vigenti? La risposta è sì, purché venga installato correttamente su sistemi di supporto adeguati, come passerelle o tubi, si utilizzino cassette di derivazione adeguate e venga inclusa una botola di ispezione per garantire l’accesso ai componenti dell’impianto in caso di necessità e di manutenzione.

Pannello Controsoffitto Edificius BIM

L’utilizzo di un software MEP nel progetto di un impianto elettrico a soffitto

L’utilizzo di un software BIM impianti MEP per la progettazione e la manutenzione di un impianto elettrico a soffitto offre numerosi vantaggi sia durante la fase di progettazione che in quella di gestione e manutenzione.

In fase di progettazione, il software consente ai progettisti di creare modelli tridimensionali dettagliati dell’impianto elettrico, integrandoli con gli altri sistemi MEP (meccanico, elettrico, idraulico), gli elementi architettonici e quelli strutturali dell’edificio. Questo permette una migliore comprensione dell’interazione tra i diversi componenti dell’impianto e la struttura dell’edificio, riducendo il rischio di errori e conflitti durante la costruzione. Dal modello 3D è possibile valutare la correttezza delle scelte estetiche e funzionali di progetto, come l’altezza minima nel controsoffitto, il posizionamento dei punti luce e la resa estetica del controsoffitto.

Infatti, l’integrazione BIM-MEP permette di modellare con lo stesso software sia il controsoffitto, entrando nelle scelte di stile e di design, che gli elementi dell’impianto elettrico. Il risultato è un modello 3D completo e pronto per essere utilizzato anche per la creazione automatica di elaborati grafici, render, abachi e tabelle presentare il progetto in modo esaustivo.

Durante la fase di manutenzione, il modello MEP fornisce un database completo di informazioni sull’impianto elettrico, inclusi dettagli sui componenti, manutenzione preventiva programmata, istruzioni di sicurezza e accesso alle registrazioni storiche di manutenzione. Ciò semplifica notevolmente la pianificazione e l’esecuzione delle attività di manutenzione, consentendo interventi tempestivi e riducendo i tempi di inattività dell’impianto. Inoltre, l’integrazione con tecnologie di monitoraggio in tempo reale consente di rilevare eventuali anomalie o guasti precocemente, consentendo interventi rapidi e minimizzando gli impatti sulle operazioni. In definitiva, l’utilizzo di un software BIM-MEP per la progettazione e la manutenzione degli impianti elettrici a soffitto rappresenta un investimento prezioso che porta a una progettazione più efficiente, una gestione semplificata e una maggiore affidabilità degli impianti nel lungo termine.

Pro e contro

Se non hai mai valutato l’impianto elettrico a soffitto, ti faccio un breve resoconto dei vantaggi e degli svantaggi di questa soluzione.

Tra i benefici principali, vi è la possibilità di modernizzare l’impianto senza dover affrontare lavori invasivi che comportano lo spostamento dei mobili, l’abbattimento di porzioni di muri e, soprattutto, la rimozione del pavimento e del massetto. Questo riduce sia i tempi che i costi complessivi della ristrutturazione, oltre ad evitare il disagio di dover convivere con un cantiere in casa. Inoltre, l’impianto a soffitto offre un’estetica pulita e moderna, consentendo l’inserimento di luci e faretti strategici che possono migliorare l’illuminazione degli ambienti e creare effetti visivi accattivanti. Inoltre, realizzando l’impianto elettrico al di sopra del controsoffitto, si evita anche l’esecuzione di tracce all’intradosso del solaio, altrimenti necessarie per posizionare i punti luce a soffitto.

Tuttavia, ci sono alcuni svantaggi da considerare. La principale limitazione è la riduzione dell’altezza della stanza causata dalla realizzazione del controsoffitto, il che potrebbe essere problematico soprattutto in ambienti con soffitti già bassi o al limite dell’abitabilità.

Questa difficoltà potrebbe essere superata evitando un ribassamento globale e prevedendo solo velette perimetrali o ribassamenti mirati per l’alloggiamento dei corrugati.

Inoltre, la costruzione di strutture metalliche e travature per sorreggere l’impianto richiede un lavoro accurato e professionale, mentre il controsoffitto in cartongesso deve essere realizzato con materiali di alta qualità per garantire la sua robustezza e durabilità nel tempo. Inoltre, questa soluzione non è applicabile in contesti in cui vi è la necessità di preservare la visibilità e l’integrità dei soffitti, come in presenza di affreschi, soffitti voltati, travi a vista, ecc.

Infine, in entrambe le soluzioni, è essenziale ottenere un Certificato di Conformità per garantire che l’impianto elettrico sia installato secondo le normative di sicurezza vigenti.

Considerare attentamente questi pro e contro è fondamentale per prendere una decisione informata sulla realizzazione di un impianto elettrico a soffitto.

 

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