Home » Notizie » Lavori pubblici » Qualificazione stazioni appaltanti, cosa prevede il nuovo codice appalti

Chiarimenti ANAC stazioni appaltanti

Qualificazione stazioni appaltanti, cosa prevede il nuovo codice appalti

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti: obbligo, procedure, requisiti e livelli previsti dal D.Lgs.  36/2023

Secondo i dati dell’ultimo Rapporto Anac sulle stazioni appaltanti qualificate, al primo maggio 2024 – dopo i primi tre mesi di entrata in piena operatività della digitalizzazione degli appalti – sono 4.353 le stazioni appaltanti qualificate.

Di queste 545 sono centrali di committenza, ossia enti strutturati che gestiscono gare d’appalto per amministrazioni più piccole, o non qualificate.

Le amministrazioni convenzionate a centrali di committenza, ad aprile 2024, sono  8.630, garantendo quindi una piena operatività del sistema. Tra le stazioni appaltanti qualificate, ben 1.927 raggiungono il livello massimo di punteggio (L1), ossia possono disporre gare per lavori senza limiti di importo.

Per il settore dei servizi e forniture le stazioni appaltanti qualificate al livello massimo SF1 sono 2.517.

I dati attestano come la digitalizzazione degli appalti abbia superato il periodo iniziale di rodaggio entrando in una fase di stabilizzazione, a vantaggio di tutti, amministrazioni pubbliche, operatori economici, cittadini.

Cosa prevede il nuovo codice dei contratti in materia di qualificazione delle stazioni appaltanti?

In questo articolo ci soffermiamo sulle principali novità introdotte dagli articoli 62 e 63 del D.L.gs. 36/2023, sull’allegato II.4 dello stesso codice.

aggiornamento

Qualificazione con riserva: stop dal 1° luglio

Dal 1° luglio 2024 decade la qualificazione con riserva e tutte stazioni appaltanti interessate dovranno ottenere la qualificazione definitiva.

A ricordarlo è l’ANAC con un Comunicato del Presidente approvato dal Consiglio il 12 giugno 2024.

In particolare, la qualificazione “con riserva” non sarà più valida per province, città metropolitane, comuni capoluogo di provincia e regione e stazioni appaltanti delle unioni di comuni costituite secondo la legge. Le S.A. che non hanno ancora provveduto dovranno richiedere la qualificazione definitiva tramite il servizio “Qualificazione stazioni appaltanti”, accessibile sul sito dell’ANAC.

Se una stazione appaltante intende qualificarsi sia per il settore “lavori” sia per quello “servizi e forniture”, il Responsabile dell’anagrafe unica delle stazioni appaltanti dovrà presentare 2 istanze separate.

Per quanto riguarda l’attribuzione dei punteggi relativi ai requisiti delle “gare svolte”, delle “comunicazioni all’ANAC” e dell’ “uso della piattaforma telematica”, saranno considerate sia le procedure di affidamento con CIG acquisito nel quinquennio 2018-2022, sia quelle svolte durante il periodo di qualificazione con riserva. Questo per valorizzare l’esperienza acquisita durante il periodo della riserva ai fini della qualificazione.

Per i requisiti delle “competenze” e della “formazione”, i dati comunicati dal Responsabile dell’anagrafe unica devono riferirsi rispettivamente alla data di presentazione dell’istanza e ai 3 anni precedenti.

Fino al 30 giugno 2024, saranno considerati i punteggi più favorevoli per l’attribuzione dei livelli di qualificazione.

Quando scatta l’obbligo di qualificazione delle stazioni appaltanti

L’art. 62 del nuovo Codice appalti consente a tutte le stazioni appaltanti di procedere direttamente e autonomamente all’acquisizione di forniture e servizi di importo non superiore alle soglie previste per gli affidamenti diretti, e all’affidamento di lavori d’importo pari o inferiore a 500.000 euro, nonché attraverso l’effettuazione di ordini a valere su strumenti di acquisto messi a disposizione dalle centrali di committenza qualificate e dai soggetti aggregatori

Per procedere con appalti di valore più elevato, è richiesta una qualificazione secondo le normative vigenti, stabilite dall’articolo 63 e dall’allegato II.4.

L’allegato II.4 delinea i requisiti necessari per ottenere questa qualificazione, oltre a disciplinare i criteri premianti.

La qualificazione delle stazioni appaltanti è obbligatoria dal 1° luglio 2023 con il blocco del rilascio del CIG (codice identificativo gara) per le stazioni appaltanti non qualificate. Nello specifico, la qualificazione è obbligatoria (almeno per il livello base) per le procedure di gara con importo superiore a:

  • 500.000 € per i lavori;
  • 140.000 € per servizi e forniture.

La qualifica non è necessaria per l’effettuazione di ordini a valere su strumenti di acquisto messi a disposizione dalle centrali di committenza e dai soggetti aggregatori, per gli appalti sotto soglia e per gli affidamenti diretti.

Le stazioni appaltanti non qualificate, nel caso in cui vengano superati i 500.000 €, devono ricorrere a strumenti di acquisto di altre stazioni appaltanti qualificate o centrali di committenza qualificate o direttamente all’attività di committenza ausiliaria di altri soggetti qualificati.

La UNI/PdR 143:2023Sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza” rappresenta la prassi di riferimento sul sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza.

Cos’è, a cosa serve la qualificazione delle stazioni appaltanti e chi la rilascia

La qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza attesta la loro capacità di gestire direttamente, secondo criteri di qualità, efficienza e professionalizzazione, e nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza, le attività che caratterizzano il processo di acquisizione di un bene, di un servizio o di un lavoro e riguarda almeno uno dei seguenti ambiti:

  1. progettazione tecnico-amministrativa e affidamento delle procedure;
  2. esecuzione dei contratti.

L’art. 63 del nuovo codice appalti istituisce presso l’ANAC, che ne assicura la gestione e la pubblicità, un elenco delle stazioni appaltanti qualificate di cui fanno parte, in una specifica sezione, anche le centrali di committenza, ivi compresi i soggetti aggregatori. E’ quindi l’ANAC a rilasciare la qualificazione.

Ciascuna stazione appaltante o centrale di committenza che soddisfi i requisiti di cui all’allegato II.4 consegue la qualificazione ed è iscritta nell’elenco.

Al netto di alcuni soggetti iscritti di diritto, tutte le altre stazioni appaltanti sono tenute ad accedere al Servizio Qualificazione delle stazioni appaltanti sul sito di ANAC per la presentazione della domanda. Le stazioni appaltanti devono utilizzare l’apposita sezione dell’AUSA (Anagrafe Unica Stazione Appaltante). Successivamente devono trasmettere informazioni e dati richiesti dall’ANAC per la verifica dei requisiti di qualificazione. La presentazione della domanda è condizione necessaria ai fini della qualificazione.

Il servizio consente alle stazioni appaltanti interessate alla qualificazione per entrambi i settori (lavori, servizi e forniture) di presentare due istanze di qualificazione distinte, con il vantaggio che alcuni dati potranno essere differenziati e riferiti in modo specifico al settore selezionato, come ad esempio l’attività di centralizzazione della committenza, la disponibilità a svolgere procedure per altre stazioni appaltanti, le competenze presenti nella struttura organizzativa stabile (SOS) e la formazione.

L’ANAC attribuisce il livello di qualificazione per la progettazione, l’affidamento e l’esecuzione. È tenuta ad effettuare opportune verifiche, anche a campione, sulle informazioni e i dati forniti dalle stazioni appaltanti per controllare la veridicità degli stessi e la conseguente conferma del livello di qualificazione.

L’iscrizione negli elenchi delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza qualificate dura 2 anni.

Il punteggio di qualificazione è aggiornato ogni 2 anni: entro 3 mesi dalla scadenza le stazioni appaltanti qualificate accedono all’AUSA e aggiornano o forniscono le informazioni e i dati necessari per la revisione della qualificazione. Le stazioni appaltanti delle unioni di comuni, costituite nelle forme previste dall’ordinamento, delle provincie e delle città metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia e delle regioni, sono iscritte con riserva nell’elenco delle stazioni appaltanti qualificate.

Se dagli accertamenti condotti da ANAC risulta una diminuzione del punteggio ottenuto che porterebbe la stazione appaltante ad un livello inferiore, la stessa mantiene il medesimo livello di qualificazione per un anno se il nuovo punteggio è superiore a quello necessario per la qualificazione di livello inferiore, incrementato di almeno del 5%.

Qualora dalle verifiche condotte si accertino alcune violazioni delle normative in materia di qualificazione, l’ANAC può attivare il potere sanzionatorio nei confronti del legale rappresentante della stazione appaltante o della centrale di committenza.

Iscritti di diritto all’elenco

Quali sono gli iscritti di diritto nell’elenco delle stazioni appaltanti qualificate? Sono iscritti di diritto:

  • il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
  • i Provveditorati interregionali per le opere pubbliche;
  • Consip S.p.a.;
  • Invitalia – Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a.;
  • Difesa servizi S.p.A.;
  • l’Agenzia del demanio;
  • i soggetti aggregatori;
  • Sport e salute S.p.a.

Qualificazione con riserva delle stazioni appaltanti

In sede di prima applicazione le stazioni appaltanti delle unioni di comuni, costituite nelle forme prevista dall’ordinamento, delle provincie e delle città metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia e delle regioni sono iscritte con riserva.

A decorrere dal 1° gennaio 2024, le stazioni appaltanti presentano domanda di iscrizione per l’iscrizione a regime negli elenchi delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza qualificate.

L’ANAC può stabilire ulteriori casi in cui può essere disposta la qualificazione con riserva, finalizzata a consentire alla stazione appaltante e alla centrale di committenza, anche per le attività ausiliarie, di acquisire la capacità tecnica ed organizzativa richiesta.

A partire dal primo gennaio 2024, è consentito ottenere una qualificazione con riserva esclusivamente in conformità alle disposizioni delineate nell’articolo 63 (Qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza) del D.Lgs. 36/2023.

Tale qualificazione ha carattere di “eccezionalità” ed è disposta, previa valutazione istruttoria, da specifica delibera dell’Autorità, al fine di “consentire alla stazione appaltante e alla centrale di committenza di acquisire la capacità tecnica ed organizzativa richiesta”.

Questa forma di iscrizione potrà essere disposta, ad esempio, per enti di nuova costituzione, enti soggetti a fusione, e altre situazioni similari.

L’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha reso disponibile sul portale ufficiale il modulo per tutte le stazioni appaltanti che intendono procedere alla qualificazione con riserva, conformemente al nuovo Codice degli Appalti.

La qualificazione con riserva garantisce il conseguimento dei livelli L1 e SF1. La qualificazione con riserva ha una durata non superiore al 30 giugno 2024.

Qualificazione delle stazioni appaltanti con riserva: procedura

Le stazioni appaltanti e centrali di committenza interessate alla richiesta di iscrizione con riserva dovranno presentare specifica domanda esclusivamente mediante la compilazione del modulo presente nel sito dell’Autorità da trasmettere, unitamente alla documentazione indicata nel modulo, via Pec all’indirizzo protocollo@pec.anticorruzione.it.

Soltanto in caso di esito positivo dell’istruttoria, che sarà prontamente comunicato dall’Autorità, le amministrazioni interessate dovranno accedere al “Servizio Qualificazione delle stazioni appaltanti” e procedere alla compilazione della domanda per via telematica ai fini della pubblicazione nell’Elenco dichiarando, tramite l’apposito flag presente nell’applicativo, di “rientrare tra i soggetti qualificati con riserva”.

Le domande di qualificazione con riserva, inoltrate con modalità e procedure diverse da quelle sopra specificate, non saranno prese in considerazione.

Tenuto conto dei limiti stringenti e della “eccezionalità” della qualificazione con riserva, ANAC invita tutte le amministrazioni a verificare preventivamente l’effettivo punteggio ottenuto dal sistema “Servizio Qualificazione” al fine di procedere, laddove possibile, con la qualificazione ordinaria.

Stazioni appaltanti non qualificate, come procedere per una gara in cui è richiesto lo status di S.A. qualificata

Le stazioni appaltanti non qualificate procedono all’acquisizione di forniture, servizi e lavori ricorrendo a una centrale di committenza qualificata; oppure qualora non siano qualificate per l’esecuzione dei contratti, ricorrono a una stazione appaltante qualificata, a una centrale di committenza qualificata o a soggetti aggregatori.

Come previsto all’art. 62 del nuovo Codice appalti (comma 10) le stazioni appaltanti che non sono qualificate consultano l’elenco delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza qualificate sul sito dell’ANAC.

Se una stazione appaltante non qualificata chiede a una stazione appaltante o a una centrale di committenza qualificata di svolgere una procedura di gara e non riceve una risposta negativa entro 10 giorni dalla richiesta, la richiesta si considera accolta.

Se riceve una risposta negativa, può rivolgersi all’ANAC, che entro 15 giorni assegna d’ufficio la richiesta a una stazione appaltante o a una centrale di committenza qualificata, basandosi sulle fasce di qualificazione dell’articolo 63, comma 2.

Con la Delibera del 20 giugno 2023, n. 266 recante il Regolamento per l’assegnazione d’ufficio di una stazione appaltante o centrale di committenza qualificata, ANAC ha reso disponibile il modulo per la presentazione della domanda da parte delle SA non qualificate da inviare via PEC (oppure, mediante applicativo nel momento che tale funzione verrà implementata) all’ANAC e per conoscenza alla Stazione appaltante e/o centrale di committenza interpellata.

Requisiti e livelli di qualificazione previsti dal nuovo codice appalti

Nell’allegato II.4, in attuazione degli artt. 62 e 63 del codice, sono indicati i requisiti necessari per la qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, le informazioni necessarie per dimostrare il possesso degli stessi, le modalità di raccolta di tali informazioni per il funzionamento del sistema di qualificazione.

L’ANAC stabilisce i requisiti e le modalità attuative del sistema di qualificazione di cui all’allegato II.4, rilasciando la qualificazione medesima.

I requisiti si riferiscono:

  • all’organizzazione della funzione di spesa e ai processi;
  • alla consistenza, esperienza e competenza delle risorse umane, ivi incluso il sistema di reclutamento e la formazione adeguata del personale;
  • all’esperienza maturata nell’attività di progettazione, affidamento ed esecuzione di contratti, ivi compreso l’eventuale utilizzo di metodi e strumenti di gestione informativa delle costruzioni.

Tra i requisiti necessari per ottenere la qualifica dal 1 gennaio 2024 c’è il possesso di piattaforme telematiche volte a gestire la fase di approvvigionamento.

La qualificazione ha ad oggetto le attività che caratterizzano il processo di acquisizione di un bene, servizio o lavoro e riguarda:

  • la capacità di progettazione tecnico-amministrativa delle procedure;
  • la capacità di affidamento e controllo dell’intera procedura;
  • la capacità di verifica sull’esecuzione contrattuale (incluso il collaudo e la messa in opera).

Livelli di qualificazione delle stazioni appaltanti

L’art. 63 comma 2 D.Lgs. 36/2023 individua 3 fasce di importo (3 livelli) in riferimento alla qualificazione delle stazioni appaltanti per la progettazione e l’affidamento:

  1. qualificazione base o di primo livello, per servizi e forniture fino a 750.000 euro e per lavori fino a 1 milione di euro;
  2. qualificazione intermedia o di secondo livello, per servizi e forniture fino a 5 milioni di euro e per lavori fino alla soglia di cui all’articolo 14;
  3. qualificazione avanzata o di terzo livello, senza limiti di importo.

Le stazioni appaltanti qualificate per il massimo livello, quello avanzato, possono svolgere qualsiasi tipo di gara a prescindere dal valore. La qualificazione negli altri due livelli (base e intermedio) dà la possibilità di svolgere attività di approvvigionamento solo nel livello per cui la stazione appaltante si è qualificata.

Qualificazione stazioni appaltanti - i livelli

Qualificazione stazioni appaltanti – i livelli

L’allegato II.4 D.Lgs. 36/2023 differenzia i livelli di qualificazione e i relativi requisiti riferiti ai lavori dai livelli di qualificazione e relativi requisiti riferiti a servizi e forniture.

Livelli di qualificazione per la progettazione e l’affidamento di lavori

Per la progettazione e l’affidamento di lavori di importo a base di gara pari o superiore a 500.000 € le stazioni appaltanti sono qualificate in uno dei seguenti livelli:

  • qualificazione di primo livello (L3) per importi fino a 1.000.000 €;
  • qualificazione di secondo livello (L2) per importi fino alle soglie di rilevanza europea;
  • qualificazione di terzo livello (L1) senza limiti di importo.

Requisiti stazioni appaltanti per affidamento di lavori

Per potere essere ammesse alla procedura di qualificazione per la progettazione e l’affidamento di lavori le stazioni appaltanti devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • iscrizione all’anagrafe unica delle stazioni appaltanti (AUSA);
  • avere un ufficio dedicato alla progettazione e agli affidamenti di lavori;
  • disponibilità di piattaforme di approvvigionamento digitale di cui agli articoli 25 e 26 del codice (requisito richiesto dal 1 gennaio 2024; fino al 31 dicembre 2023, può essere riconosciuto alle stazioni appaltanti un punteggio di 10 punti in ragione dell’esperienza maturata nell’utilizzo di piattaforme telematiche nel triennio precedente la data di domanda di qualificazione).

Per ogni livello sopra specificato vengono attribuiti i seguenti punteggi:

  • livello L3: 30 punti;
  • livello L2: 40 punti;
  • livello L1: 50 punti.

Ai fini della qualificazione per la valutazione del requisito relativo al numero di gare svolte si considerano tutte le gare svolte fino al 30 giugno 2023. Dopo la predetta data, per le gare di importo superiore ad 1 milione di euro, si considerano per la valutazione del requisito relativo al numero di gare svolte solo quelle i cui bandi e gli avvisi rispettano le disposizioni sull’utilizzo dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture (BIM), previsti nell’allegato I.9 del codice per cui è previsto un apposito Ambiente di Condivisione Dati ACDat (Common Data Environment).

Livelli di qualificazione per servizi e forniture

Per i servizi e le forniture di importo a base di gara pari o superiore a 140.000 € le stazioni appaltanti sono qualificate in uno dei seguenti livelli:

  • qualificazione di primo livello (SF3) per importi fino a 750.000 €;
  • qualificazione di secondo livello (SF2) per importi fino a 5.000.000 €;
  • qualificazione di terzo livello (SF1) senza limiti di importo.

Requisiti stazioni appaltanti servizi e forniture

Per potere essere ammesse alla procedura di qualificazione per la progettazione e l’affidamento di servizi e forniture, le stazioni appaltanti devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • iscrizione all’AUSA;
  • presenza di un ufficio per la progettazione e gli affidamenti di servizi e forniture;
  • disponibilità di piattaforme di approvvigionamento digitale di cui agli articoli 25 e 26 del codice (requisito richiesto dal 1 gennaio 2024; fino al 31 dicembre 2023, può essere riconosciuto alle stazioni appaltanti un punteggio di 10 punti in ragione dell’esperienza maturata nell’utilizzo di piattaforme telematiche nel triennio precedente la data di domanda di qualificazione).

Per poter essere qualificati in uno dei suddetti livelli occorre essere in possesso dei requisiti sopra specificati ed ottenere un punteggio complessivo pari o superiore a:

  • livello SF3: 30 punti;
  • livello SF2: 40 punti;
  • livello SF1: 50 punti.

Fino al 31 dicembre 2023 può essere riconosciuto alle stazioni appaltanti, in aggiunta ai suddetti requisiti, un punteggio di 10 punti in ragione dell’esperienza maturata nell’utilizzo di piattaforme telematiche nel triennio precedente la data di domanda di qualificazione. Dopo il termine di cui al primo periodo, il peso di tale requisito può essere attribuito anche ai requisiti premianti.

Ti consiglio, quindi, di chiedere una consulenza gratuita per prepararti ad appaltare secondo gli obblighi BIM del nuovo Codice Appalti ed iniziare ad utilizzare le piattaforme interoperabili utili ai fini della qualificazione.

Sanzioni ANAC

L’ANAC può sanzionare in caso di gravi violazioni entro il limite minimo di 500 € e il limite massimo di 1 milione €, nei casi più gravi, può disporre la sospensione della qualificazione precedentemente ottenuta.

L’ANAC stabilisce i requisiti e le modalità attuative del sistema di qualificazione di cui all’allegato II.4 e rilascia la qualificazione. Può stabilire ulteriori casi in cui può essere disposta la qualificazione con riserva, finalizzata a consentire alla stazione appaltante di acquisire la capacità tecnica ed organizzativa richiesta.

Stazioni appaltante qualificate: il punto della situazione a aprile 2024

Secondo i dati dell’ultimo Rapporto Anac sulle stazioni appaltanti qualificate, sono 4.282 le stazioni appaltanti qualificate al primo aprile 2024. Di queste ben 533 agiscono come centrali di committenza, un pilastro fondamentale per coordinare e facilitare le procedure di gara per enti più piccoli o non qualificati. Questa rete di centrali, insieme alle 8.630 amministrazioni convenzionate, crea un tessuto solido e operativo, garantendo trasparenza e accesso equo alle opportunità di appalto.

Un dato significativo emerge dall’analisi: ben 1.927 stazioni appaltanti qualificate hanno raggiunto il massimo punteggio (L1), consentendo loro di indire gare per lavori senza limiti di importo. Per quanto riguarda il settore dei servizi e forniture, le stazioni appaltanti qualificate al livello massimo SF1 sono 2.517, evidenziando un ampio spettro di competenze e possibilità nel mercato degli appalti pubblici.

Con oltre 1 milione e centomila procedure di affidamento avviate nei primi tre mesi del 2024 tramite piattaforma digitale, per un valore complessivo di circa 78 miliardi di euro, la trasformazione digitale è ormai una realtà consolidata.

Questo passaggio dalla fase iniziale di rodaggio a una fase di stabilizzazione porta vantaggi tangibili a tutte le parti coinvolte: amministrazioni pubbliche, operatori economici e cittadini.

 

BIM Codice Appalti

 

BIM Codice Appalti
2 commenti

Lascia un Commento

Cosa ne pensi?
Lascia un commento sull'articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *