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principali novità del nuovo codice appalti

43esimo Quaderno ANCI: le novità del Codice appalti

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Gare di progettazione, nuovo RUP, appalto integrato, BIM: tutte le novità del nuovo Codice appalti nel 43esimo quaderno ANCI

Il nuovo Codice appalti è in vigore dal 1° aprile 2023, ma le sue disposizioni trovano applicazione a decorrere dal 1° luglio 2023. È previsto, inoltre, un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2023, che prevede l’estensione della vigenza di alcune disposizioni del D.Lgs. 50/2016 e dei decreti semplificazioni (D.L. 76/2020) e semplificazioni bis (D.L. 77/2021).

A tal riguardo ti segnalo il 43esimo Quaderno operativo Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) sulle novità introdotte con il nuovo testo. Per rispondere appieno ai nuovi adempimenti, affidati al software aggiornato e rispondente alle tue esigenze per la redazione automatica di capitolati speciali d’appalto, capitolato generale, schemi di contratto, relazioni tecniche e modulistica.

43esimo Quaderno ANCI: il nuovo Codice appalti

L’Anci ha realizzato una sintesi delle principali novità introdotte con il nuovo Codice.

Il documento intende offrire un utile strumento di lavoro per professionisti, stazioni appaltanti ed imprese, al fine di orientarsi tra le novità principali della riforma; nonché fornire i consueti schemi di atti e modelli operativi per la costituzione di Centrali Uniche di Committenza all’interno di Unioni di Comuni già costituite e non, affidamenti diretti di lavori pubblici, servizi e forniture.

Quaderno Anci: gli argomenti trattati

Gli argomenti trattai nel documento Anci rappresentano una sintesi delle principali novità introdotte dal nuovo Codice appalti:

  • Il ruolo dei principi nel nuovo codice dei contratti pubblici
  • Il nuovo responsabile unico del progetto
  • La programmazione
  • La progettazione
  • Il bando di gara e i requisiti generali e speciali di partecipazione
  • L’affidamento dei contratti di importo inferiore alle soglie europee
  • La qualificazione delle stazioni appaltanti
  • I criteri di aggiudicazione e le offerte anomale
  • Il partenariato pubblico-privato e i contratti di concessione
  • L’affidamento dei servizi sociali e il partenariato culturale
  • Il periodo transitorio
  • L’imposta bollo: nuovi importi e nuova modalità di applicazione.

Di seguito una sintesi dei principali punti.

Il ruolo dei principi nel nuovo Codice appalti

Il documento passa in esame la parte del Codice dedicata ai principi.

Il nuovo Codice introduce, infatti, una serie di principi generali idonei ad attuare, nel settore dei contratti pubblici, il principio costituzionale del buon andamento, che dovrebbero essere dotati di valenza operativa, con l’obiettivo di:

  • rendere chiari agli operatori e agli interpreti gli obiettivi sottesi all’adozione di questo nuovo atto legislativo;
  • aprire spazi di discrezionalità alle stazioni appaltanti, indotte a considerare tali principi alla stregua di criteri di orientamento e supporti motivazionali per l’individuazione delle regole da seguire in concreto nella loro attività amministrativa.

Il nuovo responsabile unico del progetto

Fra le numerose innovazioni contenute nel nuovo Codice dei contratti pubblici, il quaderno Anci si sofferma sulla figura del nuovo RUP che da Responsabile unico del procedimento (disciplinato dall’art. 31 D.Lgs. 50/2016) diventa Responsabile unico del progetto (art. 15 del 36/2023). In particolare, è ridisegnato il ruolo del RUP in chiave di project manager orientato al raggiungimento del risultato dell’intervento pubblico complessivo nel modo più celere, efficiente ed efficace possibile. Il RUP non è chiamato a governare un procedimento unitario perché la complessa realizzazione di un intervento pubblico è caratterizzato da più procedimenti collegati tra loro (programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione) che si concludono con autonomi provvedimenti.  È qui che un sistema di gestione dei progetti, gestito con un BIM management system, agevola la comunicazione tra i membri del team.

Il documento passa, quindi, ad esaminare l’applicazione dell’articolo 15 nel nuovo Codice.

La programmazione

Il D.Lgs. 36/2023 disciplina la programmazione (art. 37) e rimanda la normativa di dettaglio all’Allegato I.5.

Tra le novità:

  • esteso l’obbligo della programmazione, sia per i lavori che per i servizi e le forniture, a tutti i soggetti tenuti al rispetto del codice stesso e non solo alle Amministrazioni aggiudicatrici;
  • diventata triennale la programmazione di beni e servizi, anziché biennale, equiparandola di fatto a quella dei lavori;
  • elevate le soglie di importo, oltre le quali sussiste l’obbligo di programmazione;
  • modificata e semplificata la documentazione tecnica necessaria per poter inserire gli interventi nel programma triennale dei lavori pubblici e nell’elenco annuale a seguito del passaggio da tre a due livelli di progettazione, eliminando il livello intermedio della progettazione definitiva.

La progettazione

Quanto alla progettazione, l’Anci ricorda il passaggio da tre a due livelli di progettazione, con l’abolizione del definitivo. Il testo passa, quindi, ad esaminare i vari adempimenti in merito alla progettazione.

Documentazione preliminare alla progettazione

Il nuovo Codice pone particolare attenzione alla documentazione tecnica da predisporre e approvare prima dell’avvio dei due livelli di progettazione. Tale documentazione consiste, in ordine cronologico, nei seguenti elaborati:

  • quadro delle necessità (o quadro esigenziale),
  • documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP),
  • documento di indirizzo alla progettazione (DIP).

Progetto di fattibilità tecnico economica

Essendo la progettazione articolata in due livelli, di fatto il primo livello di progettazione deve contenere tutti gli elementi necessari per il rilascio delle autorizzazioni e approvazioni prescritte, dovendo contenere quasi tutti i contenuti tecnici, relazionali e grafici del vecchio progetto definitivo (nei commi da 6 a 21 dell’Allegato I.7).

Progetto esecutivo

I contenuti del progetto esecutivo non sono sostanzialmente differenti da quelli del vecchio Codice, se non per quanto riguarda l’uso di metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni.

In particolare, l’art. 43, al comma 1, sancisce l’obbligo di adottare metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni a decorrere dal 1° gennaio 2025 per la progettazione di opere di importo a base di gara superiore a 1 milione di euro. Sono esclusi da tale obbligo gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, purché non riguardino opere precedentemente progettate con l’uso di tali metodi e strumenti.

Inoltre, il comma 13 dell’art. 41 in cui si stabilisce che i costi della manodopera e della sicurezza sono scorporati dall’importo assoggettato al ribasso. Resta ferma la possibilità per l’operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo dell’importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale. Si evince, quindi, che tali costi sono soggetti a ribasso e rimane confermato il controllo di congruità previsto all’art. 95 comma 10 del D.Lgs. 50/2016.

Modalità di calcolo del corrispettivo

Infine, un aspetto importante è quello riguardante la modalità di calcolo del corrispettivo. L’eliminazione del progetto definitivo ha comportato una revisione dei parametri per stabilire il corrispettivo in caso di affidamento esterno della progettazione e di coordinamento della sicurezza.

Le modalità di calcolo del corrispettivo:

  • sono riportate nell’Allegato I.13 riguardo ai due livelli di progettazione;
  • continua ad applicarsi il D.M. Giustizia 17 giugno 2016 per le altre attività (come la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione).

Qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza

Presso l’ANAC è istituito un elenco delle stazioni appaltanti qualificate di cui fanno parte anche le centrali di committenza, ivi compresi i soggetti aggregatori. Ciascuna stazione appaltante o centrale di committenza che soddisfi i requisiti di cui all’allegato II.4 consegue la qualificazione ed è iscritta nell’elenco.

La qualificazione per la progettazione e l’affidamento si articola in tre fasce di importo:

  • qualificazione base o di primo livello, per servizi e forniture fino alla soglia di 750.000 euro e per lavori fino a 1 milione di euro;
  • qualificazione intermedia o di secondo livello, per servizi e forniture fino a 5 milioni di euro e per lavori fino alla soglia di cui all’articolo 14;
  • qualificazione avanzata o di terzo livello, senza limiti di importo.

Per redigere rapidamente ed in assoluta sicurezza la documentazione per le opere pubbliche e private ti suggerisco il software capitolati speciali, uno strumento indispensabile per progettisti, direttori dei lavori, Rup, coordinatori, imprese, ecc.

 

 

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