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spalma detrazioni in 10 anni

Superbonus in 10 anni: come ripartire i crediti

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Spalma-detrazioni: come dilazionare i crediti di imposta per i prossimi 10 anni e come effettuare la dichiarazione dei redditi 2023

A differenza del passato, i soggetti titolari di crediti da Superbonus, sismabonus e bonus barriere architettoniche hanno a disposizione una sola opzione per il 2024: spalmare le detrazioni e i crediti di imposta su un arco temporale di 10 anni.

In questo articolo vediamo come funzionano le nuove norme del D.L. 39/2024 nella versione definitiva e convertita in legge Legge 67/2024 e come effettuare la compilazione della dichiarazione dei redditi per richiedere lo spalma-detrazioni per i lavori del 2023.

Spalma-detrazioni Superbonus 2024: ecco come funziona

Il D.L. 39/2024 – contestualmente al blocco definitivo della cessione del credito – prevede come unica opzione quella di dilazionare il recupero delle agevolazioni fiscali su un periodo di 10 anni anziché 4, anche per le comunicazioni arrivate al Fisco successivamente al 31 marzo 2023.

I crediti d’imposta in relazione alle detrazioni spettano per i seguenti interventi:

  • Superbonus;
  • bonus barriere architettoniche;
  • sismabonus.

Lo spalma-detrazioni riguarda le spese per interventi agevolati con i bonus edilizi, sostenute a partire dal 1° gennaio 2024. Tali spese saranno suddivise in 10 rate annuali di pari importo, applicabili esclusivamente ai beneficiari delle detrazioni fiscali.

Estendendo il periodo di compensazione da 4 a 10 anni, si riduce l’importo della rata annuale che ogni contribuente o impresa può detrarre, diminuendo così la soglia della capacità fiscale annua.

Le imprese che hanno già ottenuto un credito derivante dallo sconto in fattura possono continuare a utilizzare tale credito in compensazione entro 4 o 5 anni.

Come funziona lo spalma-crediti 2023

Lo spalma-detrazioni è stato introdotto dal decreto aiuti quater (D.L. 176/2022 come modificato dall’articolo 2, comma 3-quinquies, del D.L. 11/2023) per facilitare la compensazione dei crediti per i soggetti con capienza fiscale insufficiente ad utilizzarli in un arco di tempo breve; le somme non completamente utilizzate, anno per anno, vanno perdute e non possono essere riportate all’anno successivo.

Il meccanismo riguarda i crediti d’imposta derivanti dalle comunicazioni di cessione o di sconto in fattura inviate all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2023 e non ancora utilizzati; essi possono essere fruiti in 10 rate annuali di pari importo, in luogo dell’originaria rateazione prevista per i predetti crediti, ossia 4 anni.

Tale scelta deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate; la quota del credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere usufruita negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso.

Le modalità attuative delle suddette disposizioni sono definite mediante provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Affinché tale opzione sia valida, è necessario che gli importi non siano stati dichiarati nel modello 730/2023 o nel modello Redditi 2023. Inoltre, il comma 8-quinquies dell’articolo 119 del decreto Rilancio stabilisce che l’opzione relativa alle spese sostenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022 è irrevocabile e deve essere esercitata a partire dal periodo d’imposta 2023, ossia nelle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2024.

Per quale tipologia di intervento si può chiedere lo spalma-crediti 2023

La quota residua di ciascuna rata annuale dei crediti d’imposta, non utilizzata in compensazione tramite modello F24, anche acquisita a seguito di cessioni del credito successive alla prima opzione, può essere ripartita in 10 rate annuali di pari importo, decorrenti dall’anno successivo a quello di riferimento della rata originaria. La scelta è irrevocabile ed è a disposizione anche di chi ha già avviato l’utilizzo delle rate.

La ripartizione può essere effettuata per la quota residua delle rate dei crediti riferite:

  • agli anni 2022 e seguenti, per i crediti derivanti dalle comunicazioni delle opzioni per la prima cessione o lo sconto in fattura inviate all’Agenzia delle Entrate fino al 31 ottobre 2022, relative al Superbonus;
  • agli anni 2023 e seguenti, per i crediti derivanti dalle comunicazioni inviate all’Agenzia delle Entrate dal 1° novembre 2022 al 31 marzo 2023, relative al Superbonus, nonché dalle comunicazioni inviate fino al 31 marzo 2023, relative al sismabonus e agli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche.

Nelle istruzioni dei modelli per la compilazione della dichiarazione dei redditi per l’anno 2024, vengono fornite le indicazioni specifiche per i contribuenti che hanno effettuato lavori agevolati Superbonus, hanno sostenuto le relative spese nel corso del 2022 e abbiano optato per la dilazione dell’agevolazione in un arco temporale di 10 anni.

Due importanti precisazioni:

  • la scelta di usufruire di questa opzione di dilazione deve essere manifestata attraverso la dichiarazione dei redditi per l’anno 2024, utilizzando il modello 730/2024 o il modello Redditi PF 2024.
  • le spese sostenute non devono essere state già riportate nei modelli dichiarativi relativi all’anno fiscale 2022, presentati nel corso del 2023.

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Le nuove rate risultanti dalla ripartizione

Ogni nuova rata annuale risultante dalla ripartizione della rata originaria:

  • può essere utilizzata esclusivamente in compensazione, dal 1° gennaio al 31 dicembre del relativo anno di riferimento;
  • non può essere ceduta ad altri soggetti o ulteriormente ripartita.

Inoltre, la quota del credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi o richiesta a rimborso.

Come richiedere lo spalma-crediti 2023

Nelle istruzioni del modello 730/2024 sono dettagliate le procedure per beneficiare della detrazione dilazionata in 10 anni, come di consueto con la compilazione del quadro E – Oneri e Spese. In particolare, si richiede di compilare la sezione III A relativa alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, misure antisismiche, bonus facciate e bonus verde. Il contribuente o l’intermediario abilitato incaricato dell’adempimento devono seguire attentamente le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, inoltre, è importante notare che l’estensione della fruizione del Superbonus è ammessa solo se le spese non sono state dichiarate nell’anno precedente.

In pratica, gli importi devono essere inseriti nei righi da E41 a E43, con un rigo diverso per ogni anno e ogni unità immobiliare oggetto di interventi, analogamente, per gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali.

Particolare attenzione deve essere dedicata alla compilazione della colonna 1 che fa riferimento all’anno e della colonna riferita al numero di rata. Per calcolare l’importo, le spese sostenute devono essere divise per 10 e poi aumentate del 10%, poiché per le spese del 2022 il Superbonus è del 110%, e dovrà essere necessario indicare che l’anno di sostenimento è il 2022 e che la rata indicata nella dichiarazione dei redditi 2024 è la prima.

Opzione spalma-crediti 2023: le modalità di comunicazione alle Entrate

Il provvedimento 2023/132123 definisce le modalità di fruizione in dieci rate annuali dei crediti residui derivanti dalla cessione o dallo sconto in fattura relativi alle detrazioni spettanti e le modalità di comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

 

Per poter usufruire della ripartizione, il soggetto titolare dei crediti deve fare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate in merito a:

  • tipologia di credito,
  • rata annuale da ripartire nei successivi dieci anni e il relativo importo.

La comunicazione può riferirsi anche solo a una parte della rata del credito al momento disponibile e con successive comunicazioni potranno essere rateizzati, anche in più soluzioni, la restante parte della rata e gli eventuali altri crediti nel frattempo acquisiti.

La comunicazione è immediatamente efficace e non può essere rettificata o annullata; qualora tale scelta non sia effettuata, l’utilizzo dei crediti proseguirà lungo il percorso originario dei quattro o cinque anni, a seconda delle ipotesi.

La comunicazione va inviata tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, denominato “Piattaforma cessione crediti”.

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