Protocollo Itaca, a cosa serve e come si usa. Esempi e foglio di calcolo
A cosa serve il Protocollo Itaca, come funziona, il foglio di calcolo per la valutazione, la procedura di certificazione e le opportunità per i tecnici
Il Protocollo Itaca è uno strumento di valutazione del livello di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici.
Nato alcuni anni fa su impulso della Conferenza delle Regioni, è stato messo a punto dal gruppo Itaca (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale – Associazione nazionale delle Regioni e delle Province autonome) e ITC-CNR.
Uno dei primi obiettivi del gruppo di lavoro fu lo sviluppo di un sistema di valutazione a punteggio per gli edifici, fondamentale per consentire di stabilire obiettivi oggettivi e misurabili nelle iniziative pubbliche di incentivazione della sostenibilità delle costruzioni.
Il protocollo ITACA è stato in seguito adottato da numerose Regioni e amministrazioni comunali in diverse iniziative volte a promuovere e ad incentivare l’edilizia sostenibile attraverso leggi regionali, regolamenti edilizi, gare d’appalto, piani urbanistici, ecc.
Ecco la guida completa al protocollo ITACA. Ti spiegheremo anche come si ottiene la certificazione di sostenibilità ambientale e come si diventa un esperto di protocollo ITACA.
Segnaliamo ai nostri lettori il foglio di calcolo per la valutazione secondo il protocollo ITACA e del livello di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici di tipo residenziale e non residenziale. L’applicazione consente di calcolare il punteggio finale dell’edificio, il punteggio qualità dell’edificio ed il punteggio qualità del sito secondo i criteri definiti dalla prassi di riferimento UNI/PdR 13:2025.
Indice
- A cosa serve il Protocollo Itaca?
- Come funziona il Protocollo Itaca?
- Qual è il rapporto tra il Protocollo ITACA e le UNI/PdR 13?
- Come si ottiene la Certificazione di Sostenibilità ambientale ITACA?
- Come si diventa un “Esperto Protocollo ITACA”?
- Quale è il rapporto tra Protocollo ITACA e i Criteri Ambientali Minimi (CAM)
- In quali regioni è adottato il protocollo ITACA?
- Glossario del Protocollo Itaca
A cosa serve il Protocollo Itaca?
Il Protocollo Itaca ha diversi impieghi e finalità in relazione al suo differente uso. Esso è:
- uno strumento a supporto della progettazione edilizia in ambito pubblico (vedi CAM) e privato: i professionisti hanno una guida per rielaborare le idee progettuali secondo i principi della sostenibilità energetico ambientale ed effettuare un’analisi preventiva nel sistema prestazionale, per intervenire già nella fase di progetto ed attuare la migliore strategia possibile per elevare la performance globale dell’edificio;
- uno strumento di controllo e indirizzo che aiuta la pubblica amministrazione a misurare e regolare i parametri quantitativi e qualitativi del progetto in chiave prestazionale;
- un supporto alla scelta per il consumatore che può valutare la performance di sostenibilità energetico ambientale che raggiungerebbe l’edificio se venissero applicate le azioni previste nel Protocollo ITACA;
- un mezzo di valorizzazione di un investimento per gli operatori finanziari.
Tra i più diffusi sistemi di valutazione, il protocollo permette di verificare le prestazioni di un edificio in riferimento non solo ai consumi e all’efficienza energetica, ma prendendo anche in considerazione il suo impatto sull’ambiente e sulla salute dell’uomo, favorendo così la realizzazione di edifici sempre più innovativi, a energia zero, a ridotti consumi di acqua, nonché materiali che nella loro produzione comportino bassi consumi energetici e nello stesso tempo garantiscano un elevato comfort.
Il Protocollo garantisce inoltre l’oggettività e la standardizzazione della valutazione attraverso l’impiego di indicatori e metodi di verifica conformi alle norme tecniche e leggi nazionali di riferimento.

Protocollo Itaca relazione di valutazione Itacus XLS
Come funziona il Protocollo Itaca?
Il Protocollo Itaca è derivato dal modello di valutazione internazionale SBMethod, sviluppato nell’ambito del processo di ricerca Green Building Challenge e contestualizzato al territorio italiano in relazione alla normativa di riferimento ed ai propri caratteri ambientali.
Per misurare il livello di sostenibilità di un edificio, bisogna individuare i parametri di valutazione, i relativi indicatori e il loro peso. A ogni criterio è associata una scheda in cui vengono definiti differenti fattori. I principi su cui si basa lo strumento sono dunque:
- l’individuazione di criteri che permettono di misurare le varie prestazioni ambientali dell’edificio posto in esame e dell’esigenza (obiettivo di qualità ambientale che si intende perseguire);
- l’indicatore di prestazione (il parametro utilizzato per valutare il livello di performance dell’edificio rispetto al criterio di valutazione; può essere di tipo quantitativo o qualitativo, l’ultimo viene descritto sotto forma di scenari);
- la definizione delle prestazioni di riferimento (benchmark) con cui confrontare quelle dell’edificio ai fini dell’attribuzione di un punteggio corrispondente al rapporto della prestazione con il benchmark;
- pesatura dei criteri che ne determinano la maggiore e minore importanza (intesa come grado d’importanza assegnato al criterio rispetto all’intero strumento di valutazione);
- punteggio finale sintetico che definisce il grado di miglioramento dell’insieme delle prestazioni rispetto al livello standard.
Alla fine del complesso processo di valutazione e peso dei criteri ad ogni criterio viene dato un valore che va da -1 (che rappresenta una prestazione inferiore allo standard e alla pratica corrente) a +5 (che rappresenta una prestazione considerevolmente avanzata rispetto alla migliore pratica corrente, di livello sperimentale).
Non esiste un solo protocollo ITACA, ma vari protocolli ITACA che differiscono tra loro per le diverse destinazioni d’uso degli edifici:
- residenziale;
- uffici;
- centri commerciali;
- edifici industriali.
e riguardano sia le nuove costruzioni che il recupero di edifici esistenti.
In ognuno di questi protocolli sono presenti differenti aree di valutazione:
- Qualità del sito;
- Consumo di risorse;
- Carichi ambientali;
- Qualità ambientale indoor;
- Qualità del servizio.
Ogni area di valutazione contiene differenti categorie suddivise a loro volta in criteri. Ad ogni singolo criterio è associato un punteggio che concorre alla valutazione finale delle prestazioni ambientali dell’edificio.
I criteri descrivono, schematizzandolo, tutto il processo produttivo di un edificio: dal sito di edificazione fino al libretto di manutenzione, valutandone la performance per singole componenti.
Qual è il rapporto tra il Protocollo ITACA e le UNI/PdR 13?
A partire dal 2015, e con successivi aggiornamenti (come quelli del 2019, 2023 e del 2025), l’UNI (Ente Italiano di Normazione), in collaborazione con ITACA, ha tradotto e formalizzato il Protocollo ITACA nelle Prassi di Riferimento UNI/PdR 13.
In sostanza, il Protocollo ITACA è il contenuto tecnico e metodologico, mentre la UNI/PdR 13 è la veste formale e standardizzata che ne assicura l’applicazione omogenea a livello nazionale.
Le UNI/PdR 13 sono articolate in tre parti, per coprire l’inquadramento generale e i principi metodologici:
- UNI/PdR 13.0: Inquadramento generale e principi metodologici.
- UNI/PdR 13.1: Criteri per gli edifici residenziali.
- UNI/PdR 13.2: Criteri per gli edifici non residenziali.
L’adozione come UNI/PdR ha conferito al Protocollo ITACA un riconoscimento ufficiale nel quadro normativo italiano, in particolare in relazione ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’affidamento di appalti pubblici.
Per saperne di più, leggi “Sostenibilità ambientale edifici: la UNI/PdR 13“
Come si ottiene la Certificazione di Sostenibilità ambientale ITACA?
Il Regolamento Tecnico RT-33, che dà attuazione al Protocollo d’intesa sottoscritto tra ITACA ed ACCREDIA (Ente Italiano di Accreditamento), prevede un sistema nazionale di accreditamento e certificazione su base volontaria. Disciplina, inoltre, il sistema di ispezione nelle costruzioni per le fasi di progettazione, realizzazione e esercizio, in conformità al “Protocollo ITACA”.
La conformità delle costruzioni alla UNI/PdR 13 può essere certificata solo dagli Organismi di ispezione verificati da ACCREDIA ai sensi del Regolamento tecnico RT-33.
Per le operazioni di certificazione, gli Organismi accreditati si avvalgono del Registro Nazionale Protocollo ITACA (RNPI), una piattaforma informatica promossa da ACCREDIA, ITACA ed UNI, che consente il monitoraggio dei processi, la verifica della conformità dei progetti e della realizzazione degli edifici e in particolare:
- l’invio dei dati riguardanti l’attività d’ispezione
- la verifica e validazione dei rapporti d’ispezione;
- il rilascio degli attestati di ispezione e la formazione della banca dati nazionale.
Possiamo individuare due diverse fasi nel processo di certificazione:
Fase di progetto
La Fase di Progetto prevede l’applicazione preventiva del “Protocollo ITACA” da parte di un professionista incaricato dal Committente al progetto esecutivo dell’edificio, con la conseguente stesura della Relazione di valutazione e la successiva verifica di quest’ultima da parte dell’Organismo di Ispezione. Il “Protocollo ITACA” può essere applicato esclusivamente ad un progetto di livello esecutivo. Livelli di progettazioni inferiori non consentono la verifica degli indicatori dei criteri di valutazione.
In caso di esito positivo, la fase di progetto si conclude con il rilascio dell’Attestato Protocollo ITACA fase di progetto al Committente.
Fase di Realizzazione
La Fase di Realizzazione prevede la verifica di corrispondenza della costruzione al progetto esecutivo da parte dell’Organismo di Ispezione. La Fase di esercizio dell’edificio, prevede la misura e l’analisi delle prestazioni dell’edificio in fase di esercizio da parte dell’Organismo di Ispezione.
In caso di esito positivo, la fase di progetto si conclude con il rilascio dell’Attestato Protocollo ITACA fase di realizzazione al Committente.
Come si diventa un “Esperto Protocollo ITACA”?
Il Comitato Promotore del Protocollo ITACA disciplina con propri regolamenti la formazione per Esperti e per Ispettori della PdR/UNI 13:
- gli esperti sono i professionisti incaricati di redigere la “Relazione di Valutazione”;
- gli ispettori sono i tecnici incaricati della fase ispettiva e di controllo.
I professionisti che seguiranno i corsi e supereranno l’esame finale saranno iscritti rispettivamente nell’Elenco degli Esperti Nazionali della UNI/PdR 13:2019 e nell’Elenco degli Ispettori Nazionali della UNI/PdR 13:2019.
Come diventare ispettori nazionale della UNI/PdR 13:2019.
Il Regolamento RT-33 ACCREDIA del 9 luglio 2013 stabilisce che gli Organismi di Ispezione accreditati (OdI), per le proprie attività di verifica di conformità degli edifici al Protocollo ITACA, si rivolgono a professionisti qualificati (Ispettori) attraverso un corso di formazione riconosciuto da ITACA.
Il personale ispettivo che ha svolto il suddetto corso di formazione è inserito in un apposito elenco pubblicato sul sito internet di ITACA.
Come diventare esperto della PdR UNI 13:2019 (Protocollo ITACA)
Un regolamento disciplina l’organizzazione e la realizzazione dei corsi di formazione, riconosciuti dal Comitato Promotore, per i professionisti incaricati di redigere le Relazioni di Valutazione conformemente a quanto stabilito dal Regolamento RT 33 di ACCREDIA del 9 luglio 2013.
Tali tecnici, incaricati dai Committenti, eseguiranno le valutazioni della sostenibilità ambientale degli interventi per l’ottenimento dell’Attestato Protocollo ITACA secondo le procedure descritte nel Regolamento RT-33.
I professionisti che seguiranno i corsi di almeno 40 ore e supereranno l’esame finale saranno iscritti nell’elenco dei professionisti Esperti della UNI/PdR 13.
In alcune regioni, come la Puglia, sono abilitati al rilascio dell’Attestato di Sostenibilità del Progetto e del Certificato di Sostenibilità Ambientale i tecnici qualificati accreditati mediante corsi di formazione.
I professionisti che hanno frequentato corsi per “valutatori”, “certificatori”, “ispettori” o “esperti” secondo il “Protocollo ITACA” nazionale con esame finale, sotto la responsabilità gestionale delle Regioni, possono iscriversi nell’Elenco Esperti dopo aver frequentato un corso di aggiornamento e integrazione dei contenuti trattati e delle conoscenze acquisite della durata di 20 ore e superato l’esame finale.
Il corso di aggiornamento per il mantenimento della qualifica di Esperto dovrà avere una durata di almeno 20 ore e prevede un esame finale da superare.
Come diventare esperto in edilizia sostenibile
Il Comitato ITACA, in collaborazione con l’Agenzia CasaClima e Certing. ha intrapreso un percorso condiviso per la creazione di uno schema per la certificazione dell’Esperto in Edilizia Sostenibile Italiana, un’evoluzione della tradizionale figura del progettista nel settore edile-impiantistico e delle infrastrutture.
Un professionista che ha sviluppato le competenze atte a operare scelte e valutazioni sulle caratteristiche morfologiche di edifici, manufatti e infrastrutture, sulla scelta dei materiali, sul consumo di risorse energetiche ed ambientali, sul ciclo di vita, sugli impatti ambientali associati alle opere ed è in grado di gestire i processi di certificazione degli edifici secondo i protocolli CasaClima e/o ITACA.
La certificazione di Esperto in Edilizia Sostenibile Italiana è rivolta a tutti quei professionisti (ingegneri, architetti, geometri e periti) che applicano i protocolli Itaca e CasaClima secondo tre livelli di certificazione:
- livello base: è la certificazione che si rivolge ai professionisti con competenze sul processo di progettazione e consulenza energetico ambientale in ambito edilizio ed in possesso del titolo di Esperto Protocollo ITACA Nazionale;
- livello avanzato: possono candidarsi i titolari della qualifica di Ispettore Protocollo ITACA Nazionale;
- livello master: è conseguibile dai professionisti con competenze ed esperienze trasversali in entrambi i metodi.
Quale è il rapporto tra Protocollo ITACA e i Criteri Ambientali Minimi (CAM)
Il Protocollo ITACA viene richiamato dal D.M. 23/06/2022 quale strumento (rating systems) per la dimostrazione della conformità del progetto e dei requisiti del progettista ai Criteri ambientali.
Il Protocollo ITACA (UNI/PdR 13) funge da strumento di verifica e di dimostrazione della conformità del progetto o dell’edificio ai requisiti di sostenibilità ambientale richiesti dai CAM, specialmente in relazione a:
- capacità tecnica e professionale del progettista: l’esperienza nell’uso di protocolli di certificazione energetico-ambientale come ITACA è un criterio che può essere richiesto per la selezione.
- requisiti prestazionali: il sistema multicriteriale del Protocollo ITACA permette di misurare e dimostrare in modo oggettivo il livello di prestazione ambientale complessiva dell’edificio (come richiesto, ad esempio, per i requisiti relativi al contenuto di materiale riciclato o al ciclo di vita).
Ricordiamo che i Criteri Ambientali Minimi, indicati nell’ambito del Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore della pubblica amministrazione, sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.
L’art. 57 comma 2 D.Lgs. 36/2023 (nuovo Codice dei contratti pubblici) prevede l’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nella documentazione progettuale e di gara le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM.
L’aggiornamento 2023 della norma UNI/PdR 13 è derivata essenzialmente dalla necessità di adeguare lo strumento alle novità relative alla normativa tecnica e all’aggiornamento dei Criteri Minimi Ambientali per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici emanati con una serie di decreti di cui il più recente è il D.M. 23 giugno 2022.
In quali regioni è adottato il protocollo ITACA?
Grazie alle caratteristiche di SBMethod, consente una contestualizzazione alla peculiarità territoriali delle regioni, pur mantenendo la medesima struttura, sistema di punteggio e di pesatura.
Sono diverse le Regioni che hanno adottato il Protocollo ITACA quale strumento di valutazione della sostenibilità ambientale di un edificio:
Versioni derivate dal Protocollo ITACA sono state elaborate in Regione Umbria (VSA), Friuli (VEA) e Veneto (Biover).
Ogni Regione ha la sua normativa per la valutazione di edifici residenziali e non residenziali, elaborata secondo lo schema Sintetico e/o Completo del Protocollo ITACA. In pratica, il Protocollo ITACA si configura come una federazione di protocolli di valutazione regionali caratterizzati da una metodologia e da requisiti tecnico-scientifici comuni.
In alcuni casi, la certificazione di sostenibilità è obbligatoria per tutti gli edifici pubblici o che beneficiano di incentivi regionali. La certificazione può essere richiesta, ad esempio, per gli incentivi previsti dal Piano Casa, nei bandi regionali che prevedono opere di edilizia.
Glossario del Protocollo Itaca
Di seguito si riporta un breve glossario con i termini (e le relative definizioni) più utilizzati nell’ambito del Protocollo Itaca.
Termini e definizioni:
- area di valutazione: tematismi di carattere generale riferiti alla sostenibilità ambientale in cui vengono individuati i principali obiettivi da raggiungere e le strategie da attuare;
- categorie: gruppi di sottotematismi omogenei come, ad esempio, energia, acqua, materiali, benessere termoigrometrico;
- criterio: regola per valutare se un edificio possiede o no certi requisiti al fine di stabilire, attraverso un certo numero di operazioni e/o verifiche, se una determinata proprietà o relazione sia soddisfatta o meno;
- edificio: costruzione che ha, tra i suoi scopi principali, quello di fornire rifugio ai suoi occupanti, o oggetti contenuti, ed è solitamente confinato e progettato per essere eretto permanentemente in un sito [definizione tratta da ISO 6707-1];
- esigenza: obiettivo di qualità ambientale che si intende perseguire;
- indicatori: insieme di grandezze che permettono di quantificare la prestazione dell’edificio in relazione a ciascun criterio;
- peso: grado d’importanza che viene assegnato al criterio, alla categoria, all’area rispetto all’intero strumento di valutazione;
- scala di prestazione (o di benchmark): riferimento rispetto al quale viene confrontato l’indicatore prestazionale per calcolare il punteggio del criterio di valutazione.

Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/protocollo-itaca-cosa-serve-e-come-si-usa-nei-cam/




