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Protocollo Itaca aggiornamento UNI PdR 13-2023

Protocollo Itaca, a cosa serve e come si usa nei CAM 2022. Esempi e foglio di calcolo

Tempo di lettura stimato: 8 minuti

A cosa serve il Protocollo Itaca, come si calcola, il rapporto con i CAM, le novità della UNI/PdR 13:2023

A 4 anni dalla precedente è stata recentemente pubblicata la UNI/PdR 13/2023, la nuova prassi di riferimento del Protocollo ITACA.

L’aggiornamento della UNI/PdR 13:2019 deriva essenzialmente dalla necessità di adeguare lo strumento alle novità relative alla normativa tecnica e all’aggiornamento dei Criteri Minimi Ambientali per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici emanati con una serie di decreti di cui il più recente è il D.M. 23 giugno 2022.

Il Protocollo ITACA viene richiamato nell’ambito del D.M. 23 giugno 2022 quale strumento (rating systems) per la dimostrazione della conformità del progetto e dei requisiti del progettista ai Criteri ambientali.

Ricordiamo che i Criteri Ambientali Minimi, indicati nell’ambito del Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore della pubblica amministrazione, sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.

L’art. 57 comma 2 D.Lgs. 36/2023 (nuovo Codice dei contratti pubblici) prevede l’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nella documentazione progettuale e di gara le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM.

Da quanto premesso il Protocollo ITACA, che nasce su impulso della Conferenza delle Regioni e vuole essere uno strumento di riferimento per stazioni appaltanti e operatori economici, non può non tenere conto delle modifiche introdotte dai CAM.

Segnaliamo ai nostri lettori il foglio di calcolo per la valutazione secondo il protocollo ITACA e del livello di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici di tipo residenziale e non residenziale.

Il software consente di calcolare il punteggio finale dell’edificio, il punteggio qualità dell’edificio ed il punteggio qualità del sito secondo i criteri definiti dalla prassi di riferimento UNI/PdR 13:2023.

Cos’è il Protocollo Itaca

Il Protocollo Itaca è uno strumento di valutazione del livello di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici.

Il Protocollo Itaca è nato alcuni anni fa su impulso della Conferenza delle Regioni dall’esigenza di dotarsi di strumenti a supporto delle politiche a favore delle costruzioni a elevata qualità energetico-ambientale. È stato messo a punto dal gruppo Itaca (Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale – Associazione nazionale delle Regioni e delle Province autonome) e ITC-CNR.

Uno dei primi obiettivi del gruppo di lavoro fu lo sviluppo di un sistema di valutazione a punteggio per gli edifici, fondamentale per consentire di stabilire obiettivi oggettivi e misurabili nelle iniziative pubbliche di incentivazione della sostenibilità delle costruzioni.

È stato in seguito adottato da numerose Regioni e amministrazioni comunali in diverse iniziative volte a promuovere e ad incentivare l’edilizia sostenibile attraverso leggi regionali, regolamenti edilizi, gare d’appalto, piani urbanistici, ecc.

Esso permette di verificare le prestazioni di un edificio in riferimento:

  • ai consumi dell’edificio;
  • all’efficienza energetica;
  • all’impatto sull’ambiente;
  • all’impatto salute dell’uomo.

Lo finalità è quella di favorire la realizzazione di edifici sempre più innovativi, ad energia zero e a ridotti consumi di acqua, nonché l’impiego di materiali che nella loro produzione comportino bassi consumi energetici e nello stesso tempo garantiscano un elevato comfort.

Il Protocollo garantisce inoltre l’oggettività della valutazione attraverso l’impiego di indicatori e metodi di verifica conformi alle norme tecniche e leggi nazionali di riferimento.

Proprio per questo non può non tener conto delle modifiche introdotte dai CAM 2022, i nuovi criteri ambientali minimi.

Scopo del Protocollo Itaca

Il Protocollo Itaca ha diversi impieghi e finalità in relazione al suo differente uso. Esso è:

  • uno strumento a supporto della progettazione per i professionisti;
  • uno strumento di controllo e indirizzo per la pubblica amministrazione;
  • un supporto alla scelta per il consumatore;
  • un mezzo di valorizzazione di un investimento per gli operatori finanziari.
Protocollo Itaca relazione di valutazione

Protocollo Itaca relazione di valutazione Itacus XLS

Principi su cui si basa il Protocollo Itaca

Il Protocollo Itaca è derivato dal modello di valutazione internazionale SBTool, sviluppato nell’ambito del processo di ricerca Green Building Challenge e contestualizzato al territorio italiano in relazione alla normativa di riferimento ed ai propri caratteri ambientali.

I principi su cui si basa lo strumento sono:

  1. individuazione di criteri che permettono di misurare le varie prestazioni ambientali dell’edificio posto in esame;
  2. definizione delle prestazioni di riferimento (benchmark) con cui confrontare quelle dell’edificio ai fini dell’attribuzione di un punteggio corrispondente al rapporto della prestazione con il benchmark;
  3. pesatura dei criteri che ne determinano la maggiore e minore importanza;
  4. punteggio finale sintetico che definisce il grado di miglioramento dell’insieme delle prestazioni rispetto al livello standard.

Protocollo Itaca residenziale e prassi di riferimento UNI/PdR 13:2023

La UNI/PdR 13:2019 subisce un aggiornamento necessario anche perché il Protocollo ITACA viene richiamato nel più recente D.M. 23 giugno 2022 quale strumento (rating systems) per la dimostrazione della conformità del progetto e dei requisiti del progettista ai criteri ambientali.

Nell’aggiornamento sono state prese in considerazione anche le novità normative derivanti dalla legislazione europea con l’introduzione di elementi provenienti dal sistema di indicatori ambientali Level(s) e dalla Tassonomia.

Le modifiche apportate riguardano tutte le tipologie di edifici, inclusi gli edifici non residenziali.

La UNI/PdR 13:2023 è articolata in 3 parti:

  • UNI/PdR 13.0:2023 “Inquadramento generale e principi metodologici”;
  • UNI/PdR 13.1:2023 “Edifici residenziali”;
  • UNI/PdR 13.2:2023 “Edifici non residenziali”.

UNI/PdR 13.0:2023 “Inquadramento generale e principi metodologici”

La “sezione 0” riguarda l’inquadramento generale ed i principi metodologici alla base del sistema di analisi multicriteria per la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici, ai fini della loro classificazione attraverso l’attribuzione di un punteggio di prestazione. Oggetto della valutazione è un singolo edificio e la sua area esterna di pertinenza. La norma si applica sia ad edifici di nuova costruzione sia ad edifici oggetto di ristrutturazione importante di primo livello che coinvolgano non la singola unità immobiliare, ma l’intero edificio.

Si applica solo a progetti di livello esecutivo. Livelli di progettazione inferiori non consentono la verifica degli indicatori dei criteri di valutazione.

La prassi di riferimento adotta un sistema di analisi multicriteria per la valutazione della sostenibilità ambientale, strutturato secondo 3 livelli gerarchici

  • aree;
  • categorie;
  • criteri.

Le aree rappresentano macro-temi che si ritengono significativi ai fini della valutazione della sostenibilità ambientale di un edificio. La sezione “zero” della UNI considera 6 aree di valutazione (non 5 come erano prima) di seguito elencate:

  • Area A: sviluppo e rigenerazione del sito;
  • Area B: energia e consumo delle risorse;
  • Area C: carichi ambientali;
  • Area D: qualità ambientale indoor;
  • Area E: qualità del servizio;
  • Area H: adattamento ai cambiamenti climatici.

Ogni area comprende più categorie (in numero variabile a seconda dell’area considerata), ciascuna delle quali tratta un particolare aspetto della tematica di appartenenza. Le categorie sono, a loro volta, suddivise in criteri, ognuno dei quali approfondisce un particolare aspetto della categoria di appartenenza. I criteri rappresentano, a loro volta, le voci di valutazione del metodo e vengono usati per caratterizzare le performance dell’edificio all’inizio del processo valutativo.

UNI/PdR 13.1:2023 “Edifici residenziali”

La “sezione 1” definisce i criteri sui quali si fonda il sistema di analisi multicriteria per la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici residenziali. Il documento fornisce le indicazioni per il calcolo del punteggio di prestazione di edifici residenziali di nuova costruzione o oggetto di ristrutturazione importante.

La presente sezione di UNI/PdR 13:2023 illustra per ogni criterio:

  • codice, nome, area di valutazione e categoria di appartenenza, esigenza (ovvero l’obiettivo di qualità che si intende perseguire);
  • indicatore di prestazione e la relativa unità di misura (se di natura quantitativa);
  • scala di prestazione di riferimento da utilizzare per la normalizzazione dell’indicatore nell’intervallo da -1 a +5;
  • metodo e strumenti di verifica da utilizzare per caratterizzare il valore dell’indicatore.

I criteri di valutazione per il calcolo del punteggio di prestazione di edifici residenziali sono stati divisi in “schede criterio” e sono elencati e raggruppati per area e categoria di riferimento:

  • A Sviluppo e rigenerazione del sito
    • A. 1 Selezione del sito
      A.1.1 Valore ecologico del suolo
      A.1.2 Accessibilità al trasporto pubblico
      A.1.3 Adiacenza alle infrastrutture
      A.1.4 Prossimità ai servizi
    • A.2 Sviluppo del sito
      A.2.1 Uso di specie vegetali autoctone o naturalizzate
      A.2.2 Aree esterne di uso comune attrezzate
      A.2.3 Supporto all’uso di biciclette
      A.2.4 e-Mobility
    • B Energia e consumo delle risorse
      B.1 Energia primaria richiesta durante il ciclo di vita
      B.1.1 Energia primaria totale
      B.1.7 Energia primaria globale non rinnovabile
    • B.2 Energia da fonti rinnovabili
      B.2.2 Energia rinnovabile per usi termici
      B.2.3 Energia rinnovabile per usi elettrici
    • B.3 Materiali
      B.3.3 Materiali rinnovabili
      B.3.4 Materiali riciclati
      B.3.5 Materiali locali
      B.3.6 Disassemblabilità dell’edificio
      B.3.7 Adattabilità per usi futuri (solo UNI/PdR 13.2)
      B.3.8 Materiali certificati
    • B.4 Acqua
      B.4.3 Consumo d’acqua per usi indoor
      B.4.4 Consumo d’acqua per irrigazione
    • B.6 Prestazioni dell’involucro
      B.6.1 Energia termica utile per il riscaldamento
      B.6.2 Energia termica utile per il raffrescamento
      B.6.3 Coefficiente medio globale di scambio termico
      B.6.4 Controllo della radiazione solare
  • C Carichi ambientali
    • C.1 Emissione di gas a effetto serra
    • C.1.2 Emissione di gas a effetto serra in fase operativa
    • C.3 Rifiuti solidi
    • C.3.3 Riuso delle terre
  • D Qualità ambientale indoor
    • D.1 Qualità dell’aria e ventilazione
    • D.1.5 Radon
    • D.1.8 Ventilazione
    • D.2 Comfort termico
    • D.2.5 Temperatura operativa nel periodo estivo
    • D.3 Comfort visivo
    • D.3.2 Sufficienza della luce naturale
    • D.4 Comfort acustico
    • D.4.6 Qualità acustica interna (solo UNI/PdR 13.2)
    • D.4.7 Qualità acustica dell’edificio
    • D.5 Inquinamento elettromagnetico
    • D.5.1 Minimizzazione dell’esposizione ai campi magnetici ELF
  • E Qualità del servizio
    • E.1 Controllabilità
    • E.1.1 Efficienza dei sistemi di controllo
    • E.2 Ottimizzazione della prestazione in fase operativa
    • E.2.1 Disponibilità della documentazione tecnica
    • E.2.2 Monitoraggio dei consumi (solo UNI/PdR 13.2)
    • E.3 Servizi per gli utenti
    • E.3.1 Dotazione spazi funzionali (solo UNI/PdR 13.2)
    • E.4 Aspetti sociali
    • E.4.1 Accesso universale al sito e all’edificio (solo UNI/PdR 13.2)
  • H Adattamento ai cambiamenti climatici
    • H.1 Incremento della temperatura
    • H.1.1 Albedo delle superfici
    • H.2 Precipitazioni estreme
    • H.2.1 Permeabilità del suolo

UNI/PdR 13.2:2023 “Edifici non residenziali”

L’ultima parte riguarda gli edifici non residenziali. Il punteggio di prestazione dell’edificio deve essere calcolato attraverso una procedura di valutazione che si articola in 3 fasi consecutive:

  • caratterizzazione: le performance dell’edificio per ciascun criterio vengono quantificate attraverso opportuni indicatori;
  • normalizzazione: il valore di ciascun indicatore viene reso adimensionale e viene “riscalato” in un intervallo di normalizzazione;
  • aggregazione: i punteggi normalizzati sono combinati insieme per produrre il punteggio finale.

Quali sono le novità della UNI UNI/PdR 13:2023: la tabella di confronto

Tralasciando le modifiche di piccola entità le principali variazioni hanno riguardato:

  • la modifica dell’equazione finale per il calcolo del punteggio finale;
  • l’introduzione dell’area di valutazione H, adattamento ai cambiamenti climatici e di due categorie afferenti alla medesima area in cui sono stati spostati due criteri in precedenza inclusi nell’area C;
  • la modifica dell’equazione per il calcolo della valutazione della qualità dell’edificio che tiene conto della nuova area di valutazione e di altre modifiche nel numero dei criteri delle altre aree di valutazione;
  • la ridenominazione e lo spostamento di alcune aree, categorie e criteri che tengono conto delle codifiche dell’edizione più recente di SBTool. Nonostante tali modifiche e dopo valutazione del gruppo di lavoro i pesi dei singoli criteri e i livelli di impatto delle singole categorie non sono state variate.

La nuova UNI fornisce una tabella di confronto che mette in luce gli aggiornamenti introdotti dalla versione 2023 rispetto alla vecchia versione del 2019 al fine di facilitarne la consultazione:

Tabella di confronto UNI PdR 13-19-23

Tabella di confronto UNI PdR 13-19-23

Tabella confronto DpR Uni protocollo ITACA

Tabella confronto DpR Uni protocollo ITACA

 

Glossario del Protocollo Itaca

Di seguito si riporta un breve glossario con i termini (e le relative definizioni) più utilizzati nell’ambito del Protocollo Itaca.

Termini e definizioni:

  • area di valutazione: tematismi di carattere generale riferiti alla sostenibilità ambientale in cui vengono individuati i principali obiettivi da raggiungere e le strategie da attuare;
  • categorie: gruppi di sottotematismi omogenei come, ad esempio, energia, acqua, materiali, benessere termoigrometrico;
  • criterio: regola per valutare se un edificio possiede o no certi requisiti al fine di stabilire, attraverso un certo numero di operazioni e/o verifiche, se una determinata proprietà o relazione sia soddisfatta o meno;
  • edificio: costruzione che ha, tra i suoi scopi principali, quello di fornire rifugio ai suoi occupanti, o oggetti contenuti, ed è solitamente confinato e progettato per essere eretto permanentemente in un sito [definizione tratta da ISO 6707-1];
  • esigenza: obiettivo di qualità ambientale che si intende perseguire;
  • indicatori: insieme di grandezze che permettono di quantificare la prestazione dell’edificio in relazione a ciascun criterio;
  • peso: grado d’importanza che viene assegnato al criterio, alla categoria, all’area rispetto all’intero strumento di valutazione;
  • scala di prestazione (o di benchmark): riferimento rispetto al quale viene confrontato l’indicatore prestazionale per calcolare il punteggio del criterio di valutazione.
Itacus
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