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Home » Approfondimenti » Lavori pubblici » La proposta di aggiudicazione nel nuovo codice appalti

La proposta di aggiudicazione nel nuovo codice appalti

Cos'è la proposta di aggiudicazione in ambito degli appalti pubblici e perché rappresenta una fase delicata dell'intero processo

Tempo di lettura stimato: 7 minutidi Redazione BibLus / 6 Maggio 2026/0 Commenti/in Lavori pubblici /di
Proposta di aggiudicazione

La proposta di aggiudicazione, in ambito di appalti pubblici, si inserisce in una posizione delicata e complessa, tra la valutazione delle offerte e l’aggiudicazione definitiva.

Fase decisionale molto importante nel processo di affidamento dei contratti pubblici: si tratta, infatti, di un vero e proprio atto formale con il quale viene individuato l’operatore economico idoneo ad aggiudicarsi la gara.

Analizziamo nel dettaglio il processo di affidamento, con un focus particolare sulla proposta di aggiudicazione.

Ti consiglio di affidarti ad un software professionale capitolati speciali per essere sempre in linea con la normativa vigente e non commettere errori nella compilazione dei documenti che ti occorrono in sede di gara.

Indice

  • Proposta di aggiudicazione: cos’è
  • Proposta di aggiudicazione 36/2023: in quale fase si colloca?
  • Proposta di aggiudicazione nuovo codice appalti
  • Processo di formulazione della proposta di aggiudicazione
  • Contenuto della proposta di aggiudicazione
  • Proposta di aggiudicazione: le differenze tra vecchio e nuovo codice appalti
  • FAQ proposta di aggiudicazione

Proposta di aggiudicazione: cos’è

La proposta di aggiudicazione è un atto fondamentale nell’ambito delle procedure di gara per gli appalti pubblici, regolato dal D.Lgs. 36/2023. Questa fase rappresenta il passaggio successivo alla valutazione delle offerte e costituisce l’atto preparatorio che anticipa l’aggiudicazione definitiva del contratto stesso.

TAR Sicilia 1087/2025: quando decorre il termine per contestare un’aggiudicazione?

Una delle questioni più delicate in materia di appalti pubblici riguarda il momento esatto in cui inizia a decorrere il termine per proporre ricorso contro l’aggiudicazione di una gara. È sufficiente la pubblicazione dell’esito nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale, oppure è necessario che siano soddisfatte anche altre condizioni previste dal Codice?

Su questo punto è intervenuto il TAR Sicilia, con la sentenza n. 1087 del 19 maggio 2025, che ha fornito importanti chiarimenti sull’inizio del termine decadenziale di 30 giorni per l’impugnazione degli atti di gara.

La controversia nasce da una procedura per la fornitura di materiale tecnico-specialistico, alla quale aveva partecipato una ditta poi esclusa. Questa, venuta a conoscenza in modo informale della conclusione della gara, aveva successivamente chiesto formalmente accesso agli atti e infine presentato ricorso. La stazione appaltante sosteneva che il termine per l’impugnazione fosse già scaduto, in quanto l’aggiudicazione e i relativi verbali erano stati pubblicati nella sezione Amministrazione Trasparente.

Il TAR ha respinto il ricorso: la semplice pubblicazione degli atti nella sezione dedicata alla trasparenza non è idonea ad avviare il conteggio del termine per impugnare l’aggiudicazione.

Secondo i giudici amministrativi, il termine di 30 giorni previsto dall’art. 120 del Codice del processo amministrativo comincia a decorrere solo al verificarsi congiunto di due condizioni, stabilite dagli articoli 36 e 90 del D.Lgs. n. 36/2023:

  • la comunicazione formale dell’aggiudicazione ai soggetti legittimati a ricorrere (art. 90);
  • la disponibilità, tramite piattaforma digitale, dell’offerta del concorrente vincitore, dei verbali e degli altri atti di gara (art. 36).

Nel caso in esame, la comunicazione prevista non era stata inviata al ricorrente e la documentazione completa era stata pubblicata in piattaforma solo in un secondo momento.

La pronuncia richiama anche l’orientamento consolidato del Consiglio di Stato (sentenza n. 1631/2025), che ha sottolineato come il nuovo sistema previsto dal Codice abbia lo scopo di garantire reale trasparenza nelle procedure di gara, certezza sul momento in cui inizia a decorrere il termine per impugnare, parità di condizioni tra i partecipanti.

Da ciò discende che pubblicazioni incomplete o irregolari non possono considerarsi sufficienti per far partire validamente il termine decadenziale.

Icona

Download Gratuito Sentenza TAR Sicilia 1087/2025 - Termine per impugnare l’aggiudicazione

Proposta di aggiudicazione 36/2023: in quale fase si colloca?

La proposta di aggiudicazione si colloca all’interno del procedimento di gara che, a sua volta, si articola in diverse fasi:

  • pubblicazione del bando di gara;
  • presentazione delle offerte;
  • valutazione delle offerte da parte della commissione di gara (eventuale);
  • proposta di aggiudicazione;
  • aggiudicazione;
  • stipula del contratto.

Nello specifico, la proposta di aggiudicazione è l’atto formale con il quale il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) o, nel caso di gare più complesse, la commissione di gara, dopo aver esaminato e valutato le offerte, individua l’operatore economico che ha presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa o comunque conforme ai criteri stabiliti nel bando. Questo atto non ha ancora valore definitivo, ma rappresenta una fase preliminare che prepara l’aggiudicazione vera e propria.

La proposta di aggiudicazione, una volta formulata dalla commissione di gara, viene trasmessa alla stazione appaltante. Quest’ultima ha il compito di adottare il provvedimento di aggiudicazione definitiva, previa verifica dei requisiti dichiarati dall’operatore economico proposto.

Proposta di aggiudicazione: RUP o commissione

In particolare il RUP, figura centrale nel nuovo codice, è responsabile dell’intera procedura, inclusa la proposta di aggiudicazione. Per appalti di particolare complessità o di rilevante valore economico, il RUP può delegare la valutazione delle offerte ad una commissione giudicatrice.

Il D.Lgs. 36/2023 assegna alla commissione di gara un ruolo centrale e più responsabilizzante rispetto al vecchio quadro normativo. La commissione è incaricata non solo della valutazione delle offerte, ma anche della formulazione della proposta di aggiudicazione. La professionalità e l’integrità dei membri della commissione sono, quindi, caratteristiche fondamentali per garantire la correttezza della procedura e la tutela degli interessi pubblici.

Proposta di aggiudicazione e aggiudicazione definitiva

La proposta di aggiudicazione non deve essere confusa con l’aggiudicazione definitiva, come poteva accadere nel vecchio codice (D.Lgs. 50/2016). Il nuovo codice chiarisce, infatti, i ruoli e le fasi della procedura, separando nettamente la proposta di aggiudicazione dall’aggiudicazione stessa.

La proposta di aggiudicazione nasce da un processo valutativo delle offerte, mentre l’aggiudicazione definitiva è l’atto per mezzo del quale l’amministrazione dichiara ufficialmente il vincitore della gara, previa verifica del possesso dei requisiti da parte dell’operatore economico.

Consiglio di Stato 3181/2026: revoca di una gara prima dell’aggiudicazione?

La revoca di una gara prima dell’aggiudicazione è legittima anche dopo l’apertura delle offerte, se fondata su sopravvenuti motivi di interesse pubblico (es. nuova normativa), CdS 3181/2026. Non sorge alcun affidamento tutelabile in capo al concorrente, neppure se primo in graduatoria. La scelta tra revoca e sospensione rientra nella discrezionalità della stazione appaltante, senza necessità di bilanciamento in assenza di affidamento qualificato. Nessun diritto all’indennizzo ex art. 21-quinquies L. 241/1990 prima dell’aggiudicazione definitiva. Leggi l’approfondimento.

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Download Gratuito Sentenza Consiglio di Stato 3181/2026 - Revoca pre-aggiudicazione

TAR Calabria 94/2025: revoca legittima dell’aggiudicazione dopo la stipula del contratto se la PA rileva l’impossibilità di eseguire i lavori previsti

La P.A. può annullare in autotutela un’intera gara anche dopo la stipula del contratto se l’appalto è oggettivamente ineseguibile (es. area indisponibile), lo afferma il TAR Calabria nella sentenza 94/2025. In presenza di vizi originari, l’annullamento ex art. 21-nonies elimina ab origine gli effetti della procedura e del contratto collegato. Non si tratta di recesso, ma di rimozione di un atto illegittimo, non sindacabile nel merito se fondato su criticità oggettive. Nessun risarcimento è dovuto se l’esecuzione non è mai iniziata, mancando il presupposto del danno. Leggi l’approfondimento.

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Download Gratuito Sentenza Tar Calabria 94/2025 - Revoca aggiudicazione legittima

Consiglio di Stato 2228/2026: il verbale non sostituisce l’aggiudicazione

Il Consiglio di Stato (sentenza n. 2228/2026) ribadisce che aggiudicazione e contratto sono fasi autonome e non sovrapponibili. La proposta della commissione non equivale ad aggiudicazione, che richiede un formale provvedimento dell’organo competente. La stipula del contratto senza previa aggiudicazione è illegittima, non essendo quest’ultima implicita nella firma. Tuttavia, l’irregolarità può essere sanata tramite convalida successiva con effetti retroattivi. Leggi l’approfondimento.

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Download Gratuito Sentenza Consiglio di Stato 2228/2026 - Il verbale non è aggiudicazione

Proposta di aggiudicazione nuovo codice appalti

Secondo l’articolo 17 del nuovo codice appalti l’organo preposto alla valutazione delle offerte predispone la proposta di aggiudicazione alla migliore offerta non anomala. L’organo competente a disporre l’aggiudicazione esamina la proposta, e, se la ritiene legittima e conforme all’interesse pubblico, dopo aver verificato il possesso dei requisiti in capo all’offerente, dispone l’aggiudicazione, che è immediatamente efficace.

L’aggiudicazione non equivale ad accettazione dell’offerta. L’offerta dell’aggiudicatario è irrevocabile fino al termine stabilito per la stipulazione del contratto. Una volta disposta l’aggiudicazione, il contratto è stipulato secondo quanto previsto dall’articolo 18 del codice.

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Processo di formulazione della proposta di aggiudicazione

Il processo di formulazione della proposta di aggiudicazione si articola in diverse fasi:

  1. esame delle offerte: la commissione di gara esamina le offerte pervenute secondo i criteri di valutazione indicati nel bando o nella lettera di invito. Nel nuovo codice vengono enfatizzate la trasparenza e la tracciabilità del processo stesso, con l’obbligo di documentare dettagliatamente ogni fase inerente alla valutazione;
  2. valutazione e punteggi: sulla base dei criteri stabiliti, la commissione attribuisce punteggi alle offerte, prendendo in considerazione sia l’aspetto economico che quello qualitativo (offerta tecnica). È interessante notare come il D.Lgs. 36/2023 abbia rafforzato l’importanza degli aspetti qualitativi, in linea con le direttive europee, che mirano a promuovere un miglior rapporto qualità/prezzo piuttosto che il mero ribasso;
  3. formulazione della proposta: dopo la valutazione complessiva delle offerte, la commissione formula una proposta di aggiudicazione che deve contenere una relazione dettagliata delle ragioni che hanno condotto all’individuazione della migliore offerta. Tale relazione deve includere la motivazione che ha portato all’assegnazione dei punteggi e il confronto tra le varie offerte.

Contenuto della proposta di aggiudicazione

È opportuno che il contenuto della proposta di aggiudicazione sia ben strutturato:

  • identificazione dell’operatore economico: indicazione dell’operatore economico proposto per l’aggiudicazione, con tutti i riferimenti necessari;
  • motivazione della scelta: descrizione dei motivi che hanno portato alla scelta dell’offerta, con riferimento ai punteggi attribuiti e al confronto con le altre offerte;
  • valutazione della conformità: accertamento della conformità dell’offerta ai requisiti tecnici, amministrativi e legali richiesti dal bando;
  • proposta di verifica dei requisiti: indicazione della necessità di procedere alla verifica dei requisiti di ordine generale, speciale e tecnico-economico dell’operatore economico proposto.

Proposta di aggiudicazione: le differenze tra vecchio e nuovo codice appalti

Il passaggio dal D.Lgs. 50/2016 al D.Lgs. 36/2023 ha comportato numerose modifiche, alcune delle quali riguardano anche la proposta di aggiudicazione:

Nel D.Lgs. 50/2016, vi era una sovrapposizione tra la fase della proposta di aggiudicazione e l’aggiudicazione provvisoria, con conseguenti incertezze interpretative. Il nuovo codice ha chiarito meglio questa distinzione, rendendo la proposta di aggiudicazione un atto preliminare distinto dall’aggiudicazione definitiva.

Il D.Lgs. 36/2023 pone un accento maggiore sulla trasparenza e sulla motivazione delle scelte operate dalla commissione di gara. Le decisioni devono essere chiaramente documentate e la relazione della proposta di aggiudicazione deve essere esaustiva e dettagliata.

Mentre il D.Lgs. 50/2016 già prevedeva la possibilità di valorizzare aspetti qualitativi, il nuovo codice enfatizza ulteriormente l’importanza di questi aspetti, incoraggiando l’adozione di criteri di aggiudicazione che favoriscano il miglior rapporto qualità/prezzo.

Il D.Lgs. 36/2023 spinge per una maggiore digitalizzazione delle procedure, comprese quelle relative alla proposta di aggiudicazione. Ciò implica una gestione informatizzata delle offerte e della documentazione di gara, nonché l’adozione di sistemi di monitoraggio e verifica più avanzati.

Di seguito una tabella riassuntiva delle differenze.

AspettoD.Lgs. 50/2016D.Lgs. 36/2023
Separazione tra Proposta e AggiudicazioneProposta confusa con aggiudicazione provvisoria. Distinzione non chiara.Chiara separazione tra proposta di aggiudicazione e aggiudicazione definitiva.
Trasparenza e MotivazioneTrasparenza garantita, motivazioni a volte superficiali.Maggiore enfasi su trasparenza e motivazioni dettagliate e documentate.
Valutazione Qualitativa delle OfferteValutazione qualitativa possibile, ma spesso prevaleva il prezzo più basso.Rafforzamento della valutazione qualitativa, con priorità al miglior rapporto qualità/prezzo.
Aggiudicazione ProvvisoriaEra prevista l’aggiudicazione provvisoria, soggetta a verifica.Eliminazione dell’aggiudicazione provvisoria, esiste solo la proposta e l’aggiudicazione definitiva.
Digitalizzazione delle ProcedureDigitalizzazione non pienamente sviluppata, non obbligatoria.Obbligo di digitalizzazione delle procedure tramite piattaforme telematiche.
Verifica dei RequisitiVerifica dei requisiti parte dell’aggiudicazione provvisoria.Verifica dei requisiti dopo la proposta e prima dell’aggiudicazione definitiva.
Tempi ProceduraliTempi procedurali dilatati e meno definiti.Tempistiche più stringenti e definite per la conclusione delle procedure.

FAQ proposta di aggiudicazione

Chi è responsabile della formulazione della proposta di aggiudicazione nelle gare pubbliche complesse?

La proposta di aggiudicazione può essere formulata dal Responsabile Unico del Procedimento (RUP) o, per gare più complesse o di rilevante valore, da una commissione di gara delegata dal RUP.

Qual è la differenza principale tra proposta di aggiudicazione e aggiudicazione definitiva secondo il nuovo codice appalti?

La proposta di aggiudicazione è un atto preliminare che individua l’operatore economico migliore, mentre l’aggiudicazione definitiva è il provvedimento ufficiale che assegna il contratto dopo la verifica dei requisiti.

Quali elementi deve contenere obbligatoriamente la proposta di aggiudicazione?

Deve indicare l’operatore economico scelto, motivare la scelta con riferimento ai punteggi attribuiti, valutare la conformità dell’offerta e proporre la verifica dei requisiti dell’operatore economico.

Come il D.Lgs. 36/2023 garantisce maggiore trasparenza nella fase di proposta di aggiudicazione?

Attraverso l’obbligo di documentare dettagliatamente tutte le fasi di valutazione, una relazione esaustiva della proposta e la digitalizzazione delle procedure, favorendo tracciabilità e controllo.

Quando è legittima la revoca di un’aggiudicazione anche dopo la stipula del contratto?

La revoca è legittima se la Pubblica Amministrazione riscontra impossibilità materiali nell’eseguire i lavori previsti, ad esempio per indisponibilità dell’area, e può essere esercitata in autotutela  senza obbligo di risarcimento se non c’è stato inizio di esecuzione.

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