Progetto di fattibilità tecnico economica: relazione di sostenibilità dell’opera

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La relazione di sostenibilità dell’opera è uno dei documenti principali del progetto di fattibilità tecnica ed economica. Ecco i contenuti previsti dalle linee guida

Il progetto di fattibilità tecnico economica costituisce il primo livello della progettazione (art. 23 del Codice appalti).

E’ particolarmente importante soprattutto nell’ambito delle opere finanziate dal PNRR e dal PNC: infatti, come previsto dal decreto semplificazioni (DL 77/2021 convertito in legge 108/2021), la progettazione e l’esecuzione delle opere finanziate dal PNRR e dal PNC può essere affidata anche sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica.

Nel PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica) sono ricomprese tutte le informazioni necessarie per definire le caratteristiche dell’opera: non solo tutte le indagini e le diagnosi volte a definire le caratteristiche ingegneristiche e di sicurezza, ma anche la relazione sulla sostenibilità, ovvero la sua efficienza energetica e il contributo che deve portare ai target di decarbonizzazione.

Il PFTE deve puntare a valorizzare gli schemi di economia circolare ed i requisiti ambientali nella scelta dei materiali.

La relazione di sostenibilità dell’opera, i contenuti

La relazione di sostenibilità dell’opera deve dare evidenza degli eventuali contributi significativi ad almeno uno o più obiettivi ambientali (mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento ai cambiamenti climatici, uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine, transizione verso un’economia circolare, prevenzione e riduzione dell’inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi).

Deve prevedere una stima del Carbon Footprint dell’opera e della valutazione del ciclo di vita dell’opera in ottica di economica circolare.

Ricordiamo brevemente che il ciclo di vita di un’opera tiene conto di tutte le diverse attività relative alle varie fasi che vanno dall’idea e la progettazione, la realizzazione, la gestione, fino allo smaltimento e al recupero dei materiali.

L’economia circolare unisce gli aspetti di sviluppo economico a quelli di tutela ambientale, minimizzando il prelievo di risorse dall’ambiente naturale e riducendo il più possibile l’immissione di rifiuti con l’obiettivo finale di chiudere il ciclo di vita generando valore e mitigando i rischi per l’ambiente. Si differenzia profondamente dallo schema di economia lineare che si è dimostrato insostenibile a livello economico e ambientale.

Schema economia circolare e economia lineare

Schema economia circolare e economia lineare

Il punto 3.2.4 delle Linee guida sul PFTE definisce i contenuti della relazione di sostenibilità dell’opera.

In particolare, la relazione di sostenibilità dell’opera deve contenere:

  1. la descrizione degli obiettivi primari dell’opera in termini di “outcome” per le comunità e i territori interessati, attraverso la definizione quali e quanti benefici a lungo termine (crescita, sviluppo e  produttività) ne possono realmente scaturire, minimizzando, al contempo, gli impatti negativi. Deve inoltre individuare i principali portatori di interessi (“stakeholder”) e indicare modelli e strumenti di coinvolgimento da utilizzare nella fase di progettazione, autorizzazione e realizzazione dell’opera, in coerenza con le risultanze del dibattito pubblico;
  2. l’asseverazione del rispetto del principio di “non arrecare un danno significativo” (“Do No Significant Harm” – DNSH), come definito dal Regolamento UE 852/2020, dal Regolamento (UE) 2021/241 e come esplicitato dalla Comunicazione della Commissione Europea COM (2021) 1054 (Orientamenti tecnici sull’applicazione del citato principio, a norma del regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza);
  3. la verifica degli eventuali contributi significativi ad almeno uno o più dei seguenti obiettivi ambientali, come definiti nell’ambito dei medesimi regolamenti, tenendo in conto il ciclo di vita dell’opera:
    1. mitigazione dei cambiamenti climatici;
    2. adattamento ai cambiamenti climatici;
    3. uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine;
    4. transizione verso un’economia circolare;
    5. prevenzione e riduzione dell’inquinamento;
    6. protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi;

      Obiettivi ambientali PFTE

      Obiettivi ambientali PFTE

  4. una stima della Carbon Footprint dell’opera in relazione al ciclo di vita e il contributo al raggiungimento degli obiettivi climatici;
  5. una stima della valutazione del ciclo di vita dell’opera in ottica di economia circolare, seguendo le metodologie e standard internazionali (Life Cycle Assessment – LCA), con particolare riferimento alla definizione e all’utilizzo dei materiali da costruzione ovvero dell’identificazione dei processi che favoriscono il riutilizzo di materia prima e seconda riducendo gli impatti in termini di rifiuti generati;
  6. in ogni caso, l’analisi del consumo complessivo di energia con l’indicazione delle fonti per il soddisfacimento del bisogno energetico, anche con riferimento a criteri di progettazione bioclimatica;
  7. la definizione delle misure per ridurre le quantità degli approvvigionamenti esterni (riutilizzo interno all’opera) e delle opzioni di modalità di trasporto più sostenibili dei materiali verso/dal sito di produzione al cantiere;
  8. una stima degli impatti socio-economici dell’opera, con specifico riferimento alla promozione dell’inclusione sociale, la riduzione delle disuguaglianze e dei divari territoriali nonché il miglioramento della qualità della vita dei cittadini;
  9. l’individuazione delle misure di tutela del lavoro dignitoso, in relazione all’intera filiera societaria dell’appalto (subappalto); l’indicazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali di settore stipulati dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale di riferimento per le lavorazioni dell’opera;
  10. l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative, ivi incluse applicazioni di sensoristica per l’uso di sistemi predittivi (struttura, geotecnica, idraulica, parametri ambientali);
  11. l’analisi di resilienza, ovvero la capacità dell’infrastruttura di resistere e adattarsi con relativa tempestività alle mutevoli condizioni che si possono verificare sia a breve che a lungo termine a causa dei cambiamenti climatici, economici e sociali. Dovranno essere considerati preventivamente tutti i possibili rischi con la probabilità con cui possono manifestarsi, includendo non solo quelli ambientali e climatici ma anche quelli sociali ed economici, permettendo così di adottare la soluzione meno vulnerabile per garantire un aumento della vita utile e un maggior soddisfacimento delle future esigenze delle comunità coinvolte.

 

Clicca qui per scaricare le linee guida sul PFTE

 

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