Progetto di fattibilità tecnica ed economica: la relazione generale

La relazione generale del progetto di fattibilità tecnica ed economica

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La relazione generale del progetto di fattibilità tecnica ed economica:  i contenuti secondo le nuove linee guida del CSLPP sul PTFE e il confronto con il vecchio progetto preliminare

Il progetto di fattibilità tecnica ed economica è il primo livello di progettazione previsto per i lavori pubblici.

Il Codice appalti (dlgs 50/2016) prevede, all’art. 23, 3 livelli di progettazione per le opere pubbliche:

  1. progetto di fattibilità tecnica ed economica,
  2. progetto definitivo,
  3. progetto esecutivo.

Il progetto di fatticità tecnico economica (PFTE) è costituito da una serie di elaborati progettuali; in questo articolo analizziamo i contenuti della relazione generale, che costituisce il primo elaborato del progetto di fattibilità tecnico economica

La relazione generale del PFTE

La relazione generale descrive i caratteri generali del progetto da realizzare.

Secondo le linee guida del CSLP sul PFTE, la relazione generale, in rapporto alla tipologia, alla categoria e alla dimensione dell’intervento, va strutturata in 7 punti:

PUNTO 1: descrizione delle motivazioni giustificative della necessità dell’intervento, in relazione agli obiettivi generali individuati dall’amministrazione nel quadro esigenziale.

Ricordiamo che il quadro esigenziale è definito dal Codice all’art. 3: è il documento che viene redatto ed approvato dall’amministrazione in fase antecedente alla programmazione dell’intervento e che individua gli obiettivi generali da perseguire attraverso la realizzazione dell’intervento, i fabbisogni della collettività posti a base dell’intervento, le specifiche esigenze qualitative e quantitative che devono essere soddisfatte attraverso la realizzazione dell’intervento, anche in relazione alla specifica tipologia di utenza alla quale gli interventi stessi sono destinati.

Ancora al punto 1 occorre indicare i conseguenti livelli di prestazione da raggiungere e, ove pertinenti, dei relativi indicatori di prestazione che consentano di verificare ad opere ultimate, in fase di esercizio, il livello di raggiungimento degli obiettivi previsti.

PUNTO 2: individuazione degli obiettivi posti a base della progettazione, in relazione ai contenuti del documento di indirizzo alla progettazione, nonché degli specifici requisiti tecnici da soddisfare.

PUNTO 3: descrizione dettagliata, tramite elaborati descrittivi e grafici, delle caratteristiche tipologiche, funzionali, tecniche, gestionali ed economico-finanziarie della soluzione progettuale prescelta;

PUNTO 4: riepilogo in forma descrittiva e grafica delle alternative progettuali analizzate nel DOCFAP, che costituisce documento allegato al progetto di fattibilità tecnica ed economica, insieme con la relativa determina di adozione del DOCFAP da parte della Stazione Appaltante ai fini della verifica della coerenza del processo progettuale;

PUNTO 5: elenco delle normative di riferimento, con esplicito richiamo ai parametri prestazionali o prescrittivi adottati per il progetto di fattibilità tecnica ed economica, in relazione ai vari ambiti normativi cogenti o comunque presi a riferimento, quali azioni e loro combinazioni, tempi di ritorno, classi di esposizione, scenari di evento;

PUNTO 6: riepilogo degli aspetti economici e finanziari del progetto (computo estimativo dell’opera; quadro economico di spesa; eventuale articolazione dell’intervento in stralci funzionali e/o prestazionali, ovvero in tratte funzionali e fruibili per le opere a rete; sintesi delle forme e delle fonti di finanziamento per la copertura della spesa; piano economico e finanziario, ove previsto; indicazioni di sintesi sull’impatto occupazionale dell’intervento sia in fase di realizzazione che di esercizio, nei casi in cui sia richiesto; indicazioni generali di impatto in termini di coinvolgimento delle micro e piccole imprese, sia nella fase di realizzazione dell’opera sia nelle fasi di manutenzione programmata e straordinaria);

PUNTO 7: aspetti contrattuali.

La descrizione della soluzione progettuale prescelta si articola in:

  1. esplicazione della soluzione progettuale e del percorso progettuale che ha condotto ad elaborare tale soluzione sulla base degli esiti degli studi specialistici e delle indagini di cui al successivo punto 3);
  2. aspetti funzionali, tecnici e di interrelazione tra i diversi elementi del progetto, architettonici, strutturali, funzionali, impiantistici, anche in riferimento ai contenuti del DIP;
  3. considerazioni relative alla fattibilità dell’intervento, documentata anche in base ai risultati dello Studio d’impatto ambientale nei casi in cui sia previsto, nonché agli esiti delle indagini di seguito indicate e alle conseguenti valutazioni riguardo alla fattibilità dell’intervento:
    1. esiti degli studi e delle indagini geologiche, idrogeologiche, idrologiche, idrauliche, geotecniche, sismiche, ambientali, archeologiche effettuate;
    2. esiti degli accertamenti in ordine agli eventuali vincoli di natura ambientale, idraulica, storica, artistica, archeologica, paesaggistica, o di qualsiasi altra natura, interferenti sulle aree o sulle opere interessate;
    3. esiti delle valutazioni sullo stato della qualità dell’ambiente interessato dall’intervento e sulla sua possibile evoluzione, in assenza e in presenza dell’intervento stesso, nonché in corso di realizzazione;
    4. considerazioni e valutazioni sulla compatibilità dell’intervento rispetto al contesto territoriale ed ambientale;
  4. accertamento in ordine alle interferenze dell’intervento da realizzare con opere preesistenti o con pubblici servizi presenti lungo il tracciato e proposta di risoluzione delle interferenze stesse e stima dei prevedibili oneri, secondo quanto stabilito all’articolo 27, commi 3, 4, 5 e 6 del codice;
  5. ricognizione in ordine alla disponibilità delle aree e di eventuali immobili sui quali deve essere eseguito l’intervento, alle relative modalità di acquisizione, ai prevedibili oneri;
  6. indicazioni per l’efficientamento dei processi di trasporto e logistica alla luce delle tecnologie e modelli di sostenibilità logistica maggiormente utilizzati a livello internazionale;
  7. indicazioni sulla fase di dismissione del cantiere e di ripristino anche ambientale dello stato dei luoghi;
  8. indicazioni su accessibilità, utilizzo e livello di manutenzione delle opere, degli impianti e dei servizi esistenti.

Ove utilizzata, la modellazione informativa, corrispondente alla evoluzione dei livelli di progettazione, dovrà assicurare la continuità nella progressione dei contenuti e dei contenitori informativi, sino alle fasi di esecuzione, di direzione dei lavori, di coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione, di collaudo tecnico-amministrativo e dovrà essere sempre funzionale alle esigenze di rendicontazione del PNRR e del PNC.

Nel caso di interventi effettuati su opere esistenti, la relazione ne descrive lo stato di consistenza, il livello di conoscenza, le caratteristiche tipologiche, strutturali e impiantistiche nonché le motivazioni che hanno condotto alla scelta della soluzione progettuale.

Relazione generale e studio di fattibilità secondo il vecchio regolamento appalti

Il vecchio regolamento appalti (DPR 207/2010 – abrogato a seguito del nuovo codice appalti, ma con una serie di articoli ancora in vigore) definisce i contenuti dello vecchio progetto preliminare (poi diventato studio di fattibilità tecnica ed economica).

In particolare, l’art. 17 prevede gli elaborati che doveva contenere il progetto di fattibilità:

  • relazione illustrativa;
  • relazione tecnica;
  • studio di prefattibilità ambientale;
  • studi necessari per un’adeguata conoscenza del contesto in cui è inserita l’opera, corredati da dati bibliografici, accertamenti ed indagini preliminari – quali quelle storiche archeologiche ambientali, topografiche, geologiche, idrologiche, idrauliche, geotecniche e sulle interferenze e relative relazioni ed elaborati grafici – atti a pervenire ad una completa caratterizzazione del territorio ed in particolare delle aree impegnate;
  • planimetria generale e elaborati grafici;
  • prime indicazioni e misure finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro per la stesura dei piani di sicurezza con i contenuti minimi di cui al comma 2;
  • calcolo sommario della spesa;
  • quadro economico di progetto;
  • piano particellare preliminare delle aree o rilievo di massima degli immobili.

I contenuti della relazione tecnica sono disciplinati dall’articolo 19:

La relazione riporta lo sviluppo degli studi tecnici specialistici del progetto ed indica requisiti e prestazioni che devono essere riscontrate nell’intervento. Descrive nel dettaglio le indagini effettuate e la caratterizzazione del progetto dal punto di vista dell’inserimento nel territorio, descrive e motiva le scelte tecniche del progetto. Salva diversa motivata determinazione del responsabile del procedimento, a titolo indicativo e non esaustivo, si riportano i principali argomenti che devono essere contenuti nella relazione tecnica:

  • geologia;
  • geotecnica;
  • sismica;
  • studio preliminare di inserimento urbanistico e vincoli;
  • archeologia: la relazione deve riportare gli sviluppi e gli esiti della verifica preventiva dell’interesse archeologico in sede di progetto preliminare di cui agli articoli 95 e 96 del codice;
  • censimento delle interferenze (con le ipotesi di risoluzione delle principali interferenze riscontrate e preventivo di costo);
  • piano di gestione delle materie con ipotesi di soluzione delle esigenze di cave e discariche;
  • espropri (quantificazione preliminare degli importi);
  • architettura e funzionalità dell’intervento;
  • strutture ed opere d’arte;
  • tracciato plano-altimetrico e sezioni tipo (per opere a rete);
  • impianti e sicurezza;
  • idrologia;
  • idraulica;
  • strutture;
  • traffico.

Salva diversa motivata determinazione del responsabile del procedimento, per interventi di adeguamento/ampliamento di opere esistenti, la relazione tecnica contiene inoltre:

  • dettagliato resoconto sulla composizione, caratteri storici, tipologici e costruttivi, consistenza e stato di manutenzione dell’opera da adeguare/ampliare;
  • la destinazione finale delle zone dismesse;
  • chiare indicazioni sulle fasi esecutive necessarie per garantire l’esercizio durante la costruzione dell’intervento (se previsto).

Clicca qui per scaricare le linee guida del CSLLPP

 

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