Opere edili

Progettazione piste ciclabili, le norme tecniche di riferimento

Come progettare una pista ciclabile seguendo la normativa vigente: regole e indicazioni utili per non sbagliare

Una pista ciclabile è una parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi.

Le piste ciclabili nascono nei paesi dell’Europa continentale (soprattutto in Germania, Olanda e Belgio) come una fitta rete di percorsi riservati ai ciclisti.

Si inizia a parlare di “corsia per velocipedi” e “pista per velocipedi” nel 1968, con la Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale. Già allora nasceva una distinzione importante: quella tra una strada a uso esclusivo delle biciclette (pista) e una potenzialmente occupabile anche con altri mezzi di trasporto (corsia).

Oggi la costruzione di piste ciclabili si inserisce in una più ampia prospettiva di sostenibilità ambientale, promozione di nuovi stili di vita, sicurezza stradale e intermodalità della mobilità urbana.

Ma cosa deve prevedere esattamente il progetto di una pista ciclabile?

La normativa di riferimento per la progettazione di piste ciclabile

La normativa di riferimento per la progettazione delle piste ciclabili è di sicuro il Codice della strada (con relative modifiche apportate dal D.L. 76/2020 che in seguito analizziamo).

Altro riferimento da tenere in considerazione è il D.M. 557/1999 che stabilisce le linee guida fondamentali per la progettazione delle piste ciclabili, imponendo regole chiare da rispettare per creare una pista sicura e integrata con l’ambiente circostante.

Importanti sono anche gli spunti contenuti nel “Piano Generale della Mobilità Ciclistica urbana e extraurbana 2022-2024” emanato dal Ministro delle infrastrutture e
della mobilità sostenibili (MIMS) secondo quanto previsto dalla legge 11 gennaio 2018, n. 2 sulla mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità.

L’allegato B del piano contiene la Guida “Progettare ciclabilità sicura – Guida all’applicazione del D.L. 76/2020” elaborata dai tecnici di settore per definire uno strumento di applicazione operativa delle disposizioni di cui all’art. 49 del D.L. 76/2020.

Progettazione pista ciclabile: le finalità

La progettazione delle piste ciclabili, in un’ottica di miglioramento della mobilità urbana, si pone l’obiettivo di separare il flusso ciclistico da quello pedonale e veicolare, puntando ad una maggiore fluidità e sicurezza all’interno delle aree urbane.

Questo approccio non solo contribuisce all’efficienza del traffico, ma si fonde anche con la prospettiva di sostenibilità ambientale. Nella pianificazione e nella progettazione di un itinerario ciclabile devono essere ben chiare le finalità e i criteri da considerare. Essi sono:

  • favorire e promuovere un elevato grado di mobilità ciclistica e pedonale, alternativa all’uso dei veicoli a motore nelle aree urbane che si ritiene possa raggiungersi nelle località interessate, con preminente riferimento alla mobilità lavorativa, scolastica e turistica;
  • puntare all’attrattività, alla continuità ed alla riconoscibilità dell’itinerario ciclabile, privilegiando i percorsi più brevi, diretti e sicuri secondo i risultati di indagini sull’origine e la destinazione dell’utenza ciclistica;
  • valutare la redditività dell’investimento con riferimento all’utenza reale e potenziale ed in relazione all’obiettivo di ridurre il rischio d’incidentalità ed i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico;
  • verificare l’oggettiva fattibilità ed il reale utilizzo degli itinerari ciclabili da parte dell’utenza, secondo le diverse fasce d’età e le diverse esigenze, per le quali è necessario siano verificate ed ottenute favorevoli condizioni anche plano-altimetriche dei percorsi.

Gli itinerari ciclabili

Gli itinerari ciclabili all’interno del centro abitato o di collegamento con i centri abitati limitrofi, possono comprendere le seguenti tipologie di piste ciclabili:

  • in sede propria;
  • su corsia riservata;
  • percorsi promiscui pedonali e ciclabili;
  • percorsi promiscui ciclabili e veicolari.

Gli itinerari suddetti possono essere utilizzati per esigenze prevalentemente legate alla mobilità lavorativa e scolastica o per esigenze prevalentemente turistiche e ricreative.

Quali elementi considerare nel progetto di una pista ciclabile?

Nel progettare una pista ciclabile devono essere tenuti in considerazione diversi elementi:

  • nelle opere di piattaforma stradale: la regolarità delle superfici ciclabili, gli apprestamenti per le intersezioni a raso e gli eventuali sottopassi o sovrappassi compresi i loro raccordi, le sistemazioni a verde, le opere di raccolta delle acque meteoriche anche con eventuali griglie, purché quest’ultime non determinino difficoltà di transito per i ciclisti, ecc.;
  • nella segnaletica stradale: oltre ai tradizionali cartelli (segnaletica verticale), le strisce (segnaletica orizzontale) e gli impianti semaforici, le indicazioni degli attraversamenti ciclabili, le colonnine luminose alle testate degli elementi spartitraffico fisicamente invalicabili, i delineatori di corsia, ecc.;
  • nell’illuminazione stradale: gli impianti speciali per la visualizzazione notturna degli attraversamenti a raso, che devono tener conto delle alberature esistenti in modo da evitare zone d’ombra, ecc.;
  • nelle attrezzature: le rastrelliere per la sosta dei velocipedi e, specialmente sulle piste ad utilizzazione turistica, panchine e zone d’ombra preferibilmente arboree, fontanelle di acqua potabile ogni 5 km di pista, punti telefonici od in alternativa indicazione dei punti più vicini, ecc.

Come può essere realizzata una pista ciclabile?

La pista ciclabile può essere realizzata in 3 modi diversi:

  • in sede propria, ad unico o doppio senso di marcia, qualora la sua sede sia fisicamente separata da quella relativa ai veicoli a motore ed ai pedoni, attraverso idonei spartitraffico longitudinali fisicamente invalicabili;
  • su corsia riservata ad unico senso di marcia ricavata dalla carreggiata stradale, concorde a quello della contigua corsia destinata ai veicoli a motore ed ubicata di norma a destra rispetto a quest’ultima corsia, qualora l’elemento di separazione sia costituito essenzialmente da striscia di delimitazione longitudinale o da delimitatori di corsia;
  • su corsia riservata ad unico o doppio senso di marcia ricavata dal marciapiede, qualora l’ampiezza ne consenta la realizzazione senza pregiudizio per la circolazione dei pedoni e sia ubicata sul lato adiacente alla carreggiata stradale.

La circolazione ciclistica è vietata sulle autostrade, extraurbane ed urbane e sulle strade extraurbane principali e deve essere indirizzata sulle relative strade di servizio. Le piste ciclabili (ove necessarie) devono essere necessariamente in sede propria sulle strade extraurbane secondarie e sulle strade urbane di scorrimento, salvo i casi nei quali i relativi percorsi protetti siano attuati sui marciapiedi.

Per quanto riguarda le strade urbane di quartiere e le strade locali extraurbane, invece, le piste ciclabili possono essere realizzate sia in sede propria che su corsie riservate. Sulle strade locali urbane le piste ciclabili devono essere sempre realizzate su corsie riservate.

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Quanto devono essere larghe le corsie ciclabili

La larghezza delle corsie ciclabili è un parametro da tener presente nella progettazione. Bisogna mettere in conto:

  • l’ingombro dei ciclisti e dei velocipedi;
  • lo spazio per l’equilibrio;
  • di uno spazio laterale libero da ostacoli.

Calcolati questi elementi, la larghezza minima della corsia ciclabile, comprese le strisce di margine, deve essere di 1,50 m che può essere ridotta a 1,25 m se si tratta di due corsie contigue dello stesso o opposto senso di marcia per una larghezza complessiva minima pari a 2,50 m.

La larghezza della corsia ciclabile può essere ridotta fino ad 1 metro nel caso di piste ciclabili in sede propria e per quelle su corsie riservate, sempre che tale misura venga protratta per una limitata lunghezza dell’itinerario ciclabile e opportunamente segnalata.

La larghezza dello spartitraffico che separa la pista ciclabile in sede propria dalla carreggiata destinata ai veicoli a motore, non deve essere inferiore a 0,50 m.

Caratteristiche degli attraversamenti ciclabili

Gli attraversamenti ciclabili seguono le stesse regole degli attraversamenti pedonali, con i dovuti adattamenti richiesti dall’utenza ciclistica come ad esempio la larghezza delle isole rompitratta (ove presenti) per attraversamenti in più tempi.

Per gli attraversamenti a raso, in aree di intersezione ad uso promiscuo con i veicoli a motore ed i pedoni, le piste ciclabili su corsia riservata devono in genere affiancarsi al lato interno degli attraversamenti pedonali, in modo tale da istituire per i ciclisti la circolazione a rotatoria con senso unico antiorario sull’intersezione medesima.

Per gli attraversamenti in piste ciclabili in sede propria va in genere preferita la soluzione in sottopasso, rispetto a quella in sovrappasso, assicurando che la pendenza longitudinale massima delle rampe non superi il 10% e vengano realizzate, nel caso di sovrappasso, barriere protettive laterali di altezza non inferiore ad 1,50 m.

Progetto piste ciclabili: la segnaletica

Le piste ciclabili devono essere dotate di specifica segnaletica verticale. Nello specifico, secondo il D.P.R. 495/1992 (il regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada) le piste ciclabili devono avere i seguenti segnali:

  • percorso pedonale: posto all’inizio di un viale, di un itinerario o di un percorso riservato ai soli pedoni (area pedonale urbana);
  • pista ciclabile: deve essere installato all’inizio di una pista, di una corsia o di un itinerario riservato alla circolazione delle bici e deve essere ripetuto ad ogni interruzione e dopo le intersezioni;
  • pista ciclabile contigua al marciapiede e percorso pedonale ciclabile: esposti all’inizio di un percorso per i pedoni e alla circolazione delle bici e deve essere ripetuto dopo ogni interruzione o dopo le intersezioni;

La fine dell’obbligo dei segnali di cui al comma 9 deve essere indicata con analogo segnale barrato obliquamente da una fascia rossa.

Segnaletica pista ciclabile

Dove parcheggiare le biciclette

Ogni progetto di pista ciclabile deve essere corredato da un’area adibita a parcheggio per i velocipedi o per altre esigenze sempre legate allo sviluppo della mobilità ciclistica. Nella progettazione del parcheggio non bisogna in alcun modo intralciare la circolazione stradale, specialmente dei pedoni. Nei nuovi parcheggi per autovetture ubicati in contiguità alle piste ciclabili, debbono essere previste superfici adeguate da destinare alla sosta dei velocipedi.

Progetto esecutivo pista ciclabile

Il progetto esecutivo di una pista ciclabile deve essere redatto a norma del D.Lgs. 36/2023. In linea di massima deve contenere:

È opportuno inserire anche una parte dedicata alle indagini e agli studi specialistici in cui specificare le indagini preliminari ritenute significative per l’elaborazione del progetto, tenendo in considerazione gli aspetti più evidenti in merito a questioni specifiche, come ad esempio:

  • prefattibilità ambientale: il tratto di strada interessato dall’intervento di progetto non deve essere soggetto a vincoli ambientali e paesaggistici, storici o archeologici; le valutazioni preliminari non devono rilevare incidenze significative in termini di impatto ambientale;
  • considerazioni di natura geologica, geotecnica ed idrogeologica;
  • verifica ipotesi di risoluzione delle interferenze (se del caso);
  • relazione sulla gestione delle materie.

Cosa cambia con il D.L. 76/2020?

La Guida “Progettare ciclabilità sicura – Guida all’applicazione del D.L. 76/2020” forniscono linee guida operative ed elementi di riferimento utili per la progettazione tecnica degli interventi in applicazione delle nuove regole del D.L. 76/2020, secondo quest’ordine:

  • corsie ciclabili,
  • casa avanzata,
  • doppio senso ciclabile,
  • strade urbane ciclabili (E-bis),
  • circolazione delle biciclette su strade e corsie riservate al TPL,
  • zone scolastiche.

Le corsie ciclabili nelle strade extraurbane

La corsia ciclabile nasce per migliorare e rendere più sicuro l’utilizzo della bicicletta grazie ad alcuni interventi di segnaletica, senza modificare eccessivamente l’assetto stradale. Si tratta id interventi semplici da realizzare e veloci, a basso costo, ad impatto nullo o ridotto con la circolazione delle auto e con la sosta. Il progetto di una pista ciclabile dovrà rispettare tutte queste caratteristiche ed evitare spese di segnaletica non giustificate da necessità reali, interventi fisici come separatori, isole, ecc, segnaletica verticale, riduzione della sosta, uso dei marciapiedi.

Bisogna destinare le risorse al miglioramento della percorribilità della fascia di carreggiata de invece assolutamente indispensabile destinare le risorse necessarie al miglioramento della percorribilità della fascia di carreggiata strada destinata alla circolazione delle biciclette ove presentino pavimentazioni ammalorate o irregolari, caditoie e pozzetti mal disposti.

Con il passaggio tra il D.L. 34/2020 al D.L. 76/2020 si assiste ad una estensione dell’applicabilità delle corsie ciclabili che passa dalle sole strade urbane ad includere anche quelle extraurbane.

Bisogna rispettare alcuni criteri per il disegno delle corsie:

  • strada con banchine pavimentate di almeno 50 cm e corsie a modulo standard: si inserisce una corsia ciclabile di dimensioni ridotte, variabile tra 100 e 50 cm a seconda che la larghezza della corsia autoveicolare sia 375 (modulo C1) o 325 cm (modulo F); il criterio cioè è quello di lasciare uno spazio tra la corsia ciclabile e la mezzeria di 275 cm;
  • strada senza banchine o banchine non pavimentate: la corsia ciclabile può avere una dimensione minima di 80 cm dalla striscia di margine della carreggiata se con bordi a raso e di 120 cm se con bordi verticali mentre lo spazio autoveicolare non deve essere inferiore a 220 cm. La strada cioè deve avere una dimensione minima di 600 cm;
  • strada di calibro inferiore a 600 cm: si utilizzano unicamente pittogrammi a terra, rafforzando gli altri elementi segnaletici e di controllo delle velocità. In alternativa, nel caso di strade a scarsissimo traffico da destinare a prevalente uso ciclabile, si può ricorrere allo schema già in precedenza descritto che, previo abbassamento dei limiti di velocità, individua un’unica fascia carrabile centrale bidirezionale a 2.5/3 m compresa tra le due corsie ciclabili laterali delimitate da strisce discontinue34.

I ciclisti possono impegnare le banchine (ove esistenti) per una loro maggiore sicurezza. Si può inserire lungo la pista il simbolo del pedone e della bicicletta integrata con una freccia che indica la direzione di marcia ammessa per i ciclisti (ogni 50/100 mt).

Misure da rispettare per le corsie ciclabili

Le dimensioni standard di riferimento sono quelle usuali di 1.5 metri per la corsia ciclabile, mentre la corsia autoveicolare vicina deve rispettare i 3 mt se il traffico è leggero, 3.5 mt se il traffico è pesante o è presente il trasporto pubblico. Se queste misure non vengono rispettate, occorrerà delimitare la corsia ciclabile con una striscia tratteggiata. Nello schema sottostante vengono riportate le dimensioni totali della carreggiata (sosta esclusa) necessarie per ospitare una corsia ciclabile nelle condizioni standard e minime con o senza la presenza di veicoli pesanti/bus in diversi assetti dei bordi.

Misure totali di carreggiata

La segnaletica

Il segnale della bicicletta è l’unico elemento normativo che può comunicare le modalità di utilizzo della corsia e va utilizzato con frequenza rafforzata (25 mt circa) e deve rispettare le seguenti misure: l x h max 90×150, min 60×100. Deve essere posizionato in corrispondenza delle immissioni laterali e lungo gli attraversamenti, orientato in senso trasversale alla traiettoria dei veicoli incrociati.

La sosta dei veicoli è la causa principale di incidenti gravi tra i ciclisti. Ecco perché è fondamentale inserire una fascia di protezione (individuata dalla striscia di margine destro della corsia ciclabile) che possa garantire sicurezza nella circolazione. La sosta a 90° è comunque sempre molto pericolosa, non solo per i ciclisti, e andrebbe per quanto possibile evitata al di fuori delle “strade parcheggio”; l’assetto a 45° invece, normalmente orientato in modo da velocizzare la manovra di ingresso, andrebbe trasformato in retroverso così da risolvere ogni possibile criticità.

Corsie ciclabili all’interno di strade o corsie riservate

Il D.L. 76/2020 non ha modificato la possibilità previgente di ammettere la circolazione delle biciclette sulle “corsie riservate a determinate categorie di veicoli” (tra i quali anche i veicoli del trasporto pubblico), così definite ai sensi dell’art. 3, c. 1, n. 17 del codice della strada. Il tracciamento delle corsie ciclabili all’interno delle strade o delle corsie riservate ai veicoli del trasporto pubblico è sempre possibile e risponde all’esigenza di dare continuità all’itinerario ciclabile e di indurre un comportamento più ordinato da parte dei ciclisti.

Fermate dei bus

Non è previsto l’arresto delle corsie ciclabili in corrispondenza delle fermate bus. La normativa parla di sovrapposizione di queste ultime alle strisce di delimitazione delle fermate. Si ritiene opportuno, per evitare un’eccessiva confusione di segni, arrestare le strisce di delimitazione in corrispondenza della striscia a zig zag che precede lo stallo di fermata per riprenderle all’estremo opposto.

Aree pedonali

Nelle aree pedonali è sempre consentita la percorrenza ciclistica quando non esplicitamente vietata, in linea con il codice della strada. Si può individuare un corridoio ciclabile realizzato con la segnaletica orizzontale riservata ai casi in cui tale indicazione è necessaria per identificare chiaramente e con la necessaria precisione il percorso ciclabile che le dovesse attraversare, quando
a tal fine non fosse sufficiente la segnaletica verticale di direzione o il semplice orientamento degli spazi, come può ad esempio accadere nelle grandi piazze con molteplici punti di accesso.

La casa avanzata

La definizione di casa avanzata rimane quella dell’art. 229 del D.L. 34/2020:

 “…sulla soglia dell’intersezione può essere realizzata la casa avanzata, estesa a tutta la larghezza della carreggiata o della semicarreggiata. La casa avanzata può essere realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o uguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare. L’area delimitata è accessibile attraverso una corsia o da una pista ciclabile di lunghezza pari almeno a 5 metri, situata sul lato destro in prossimità dell’intersezione”.

La casa avanzata deve avere una profondità di almeno 3 metri e può interessare anche solo parte delle corsie di attestamento. La lunghezza della corsia o pista ciclabile che dà accesso alla casa avanzata deve essere di almeno 5 metri ed essere posta sul lato destro. La casa avanzata serve a favorire le manovre di svolta a sinistra agli incroci.

Il doppio senso ciclabile

Il D.L. 76/2020 introduce il doppio senso ciclabile, ampliando notevolmente la potenzialità propria delle corsie ciclabili, rendendo possibile la loro realizzazione anche in senso di marcia opposto a quello unico consentito a tutti gli altri veicoli.

Questa novità richiede l’abbassamento del limite di velocità a 30 km/h o inferiore e il tracciamento della striscia di delimitazione, sempre del tipo tratteggiato, sul lato esterno e, in caso di presenza di area di sosta laterale, anche sul lato interno, nonché il disegno a terra dei simboli della bicicletta. La norma rende l’inserimento del doppio senso ciclabile indipendente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza di sosta su uno o due lati, dal passaggio di veicoli pesanti.

Le strade urbane ciclabili

La strada urbana ciclabile è una strada urbana a cui si intende dare una specifica connotazione ciclabile, attribuendo la priorità alla circolazione dei velocipedi rispetto a tutti gli altri veicoli che, comunque, sono ammessi a circolare, sia pure con particolari cautele (come da circolare MININT).

Le caratteristiche che vengono conferite al D.L. 76/2020 alla nuova tipologia della “strada urbana ciclabile” sono:

  • la particolare prudenza che deve essere adottata da parte degli utenti motorizzati nei confronti dei ciclisti all’atto del sorpasso, prudenza che in realtà deve essere sempre garantita da tutti i conducenti su qualunque strada, così come già stabilito dal codice della strada (art. 148 comma 9 bis del codice della strada);
  • la precedenza che va riconosciuta ai ciclisti che vi transitano o vi si immettono, da parte di tutti i conducenti degli altri veicoli: essa cioè assume nei confronti dei ciclisti che vi circolano le prerogative delle piste ciclabili (art. 145 comma 4 bis del codice della strada);
  • la possibilità per i ciclisti di viaggiare affiancati, anche in numero superiore a due (art. 182 comma 1 bis del codice della strada).

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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