Professioni tecniche

Illuminazione pubblica e fognature: sono competenze degli ingegneri?

Illuminazione pubblica e reti fognarie se non strettamente connesse ad un edificio sono di competenza progettuale esclusiva degli ingegneri. Lo chiarisce il Tar Campania

La sentenza n. 349/2024 del TAR Campania offre nuove, importanti precisazioni in merito al riparto delle competenze di progettazione fra ingegneri e architetti.

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Progettare una rete fognaria o un impianto di illuminazione pubblica: quando è esclusiva competenza degli ingegneri?

Lavori di Efficientamento Energetico della Pubblica Illuminazione” costituiva il bando di un Comune a cui partecipavano alcune imprese. Ma l’aggiudicazione finale dei lavori ad una di quest’ultime veniva contestata dalle altre concorrenti.

In particolare, uno dei motivi della controversia portata innanzi al Tar, era costituita dalla motivazione che il progetto di cui al bando di gara presentato dalla vincitrice, risultava firmato da un architetto.

Secondo i ricorrenti in questo modo era stato violato uno degli articoli del disciplinare di gara che prescriveva la firma al progetto di un tecnico abilitato, per cui tale offerta sarebbe stata da ritenere esclusa dalla procedura e quindi non valutabile ai fini dell’attribuzione dei punteggi.

Il Tar Campania distingue tra progettazione di opere di impiantistica generale ed opere in stretta relazione con un edificio in particolare, le seconde possono essere anche di competenza di un architetto

I giudici chiariscono che il Tar Umbria, sez. I, 19 febbraio 2016, n. 117, seppur in una controversia non riferita a procedure di gara, ha affermato che:

appartiene alla esclusiva competenza degli ingegneri non solo la progettazione delle opere necessarie alla estrazione ed alla lavorazione di materiali destinati alle costruzioni nonché la progettazione delle costruzioni industriali, ma anche la progettazione delle opere igienico-sanitarie (ivi ricompresi gli impianti cimiteriali) e delle opere di urbanizzazione primaria, per tali dovendosi intendere le opere riguardanti la viabilità, gli acquedotti, i depuratori, le condotte fognarie e gli impianti di illuminazione, fatta eccezione per le sole ipotesi in cui dette opere non siano di pertinenza di singoli edifici civili (T.A.R. Piemonte, Sez. II, 15 maggio 2015, n. 846).

Essi aggiungono che il riparto delle competenze professionali tra la figura dell’ingegnere e quella dell’architetto è tuttora dettato dall’art. 51 del R.D. 23.10.1925 n. 2537. Quest’ultimo riconosce spettanti alla professione d’ingegnere le progettazioni per:

  • le costruzioni e per le industrie;
  • i lavori relativi alle vie ed ai mezzi di trasporto, di deflusso e di comunicazione;
  • le costruzioni di ogni specie, per le macchine e gli impianti industriali, nonché in generale applicative della fisica, con i rilievi geometrici e le operazioni di estimo;

ai sensi dell’art. 52, invece, formano oggetto tanto della professione di ingegnere quanto di quella di architetto:

  • le opere di edilizia civile, nonché i rilievi geometrici e le operazioni di estimo ad esse relative, ad eccezione delle opere di edilizia civile che presentano rilevante carattere artistico e il restauro e il ripristino degli edifici contemplati dalla legislazione sui beni culturali, che sono di spettanza esclusiva della professione di architetto.

In sostanza, la competenza professionale dell’architetto concorre con quella dell’ingegnere per la progettazione delle sole opere di edilizia civile, essendo riservate alla professione ingegneristica le progettazioni di tutti i lavori non compresi nella costruzione di edifici.

In altri termini, il quadro normativo di riferimento riserva alla competenza professionale comune di ingegneri e architetti le sole opere di edilizia civile, mentre sono riservate agli ingegneri quelle riguardanti:

  • le costruzioni stradali;
  • le opere igienico sanitarie (depuratori, acquedotti, fognatura e simili);
  • gli impianti elettrici;
  • le opere idrauliche;
  • le operazioni di estimo;
  • l’estrazione di materiali;
  • le opere industriali.

Il Tar richiama, infine, una più recente sentenza del Consiglio di Stato, (Sez. V, 4 luglio 2022, n. 5569), la quale ha ribadito che:

la progettazione delle opere viarie, idrauliche ed igieniche, che non siano strettamente connesse con i singoli fabbricati, è di pertinenza degli ingegneri, in base all’interpretazione letterale, sistematica e teleologica degli artt. 51, 52 e 54 del R.D.

Ed anche:

in presenza di opere rigorosamente accessorie a quelle edili è ammissibile un’abilitazione estensiva in capo al professionista architetto (Cons. Stato n. 1692 del 2015; Cons. Stato n. 1255 del 2021), atteso che “il concetto di ‘opere di edilizia civile’ si estende sicuramente oltre gli ambiti più specificamente strutturali, fino a ricomprendere l’intero complesso degli impianti tecnologici” se “a corredo del fabbricato” (Cons. Stato n. 1550 del 2013; Cons. Stato n. 6552 del 2018).

Di conseguenza, occorre che vi sia un nesso di precipua accessorietà fra l’intervento e l’edificio e cioè che il primo risulti “strettamente servente un’opera di edilizia civile” per potere rientrare nel perimetro di competenza (anche) dell’architetto.

Il ricorso è, quindi, accolto.

La redazione in forma scritta o digitale del preventivo spesa della prestazione (legge n. 124/2017 “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”, che ha modificato l’articolo 9, comma 4, del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27) costituisce obbligo professionale, ma anche una maggiore garanzia di trasparenza.

Tutto questo non costituisce più un problema con il software per il calcolo parcelle che ti consentirà di preparare preventivi chiari e professionali in linea con il D.M. 140/2012.

 

Per maggiore approfondimento, leggi anche questi articoli di BibLus:

 

 

 

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Pubblicato da Redazione Tecnica

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